Economia

Considerazioni relative agli effetti di Basilea III sul Funds Transfer Pricing

di Alessio Rombolotti

1. Introduzione

La tecnica del transfer pricing è nata negli anni ’70 per gestire il rischio di tasso d’interesse della banca. Le imprese non bancarie o finanziarie gestiscono i prezzi di trasferimento soprattutto in funzione degli obblighi documentali fiscali ma in realtà l’architettura per gestire i prezzi intra-gruppo è un sistema di risk management, di misurazione dei risultati delle linee di business e di allocazione del capitale. Il riferimento normativo dei paesi europei per quanto concerne il transfer pricing dei servizi finanziari è contenuto nel Report on the Attribution of Profits to Permanent Establishments, pubblicato dall’OECD nel luglio del 2008. Nel 2015 entreranno in vigore le nuove disposizioni di governo del rischio delle banche, prodotte dal Basel Committe on Banking Supervision (BCBS) e note col nome di Basilea III (da qui in avanti il Dispositivo). In questo articolo esamineremo gli effetti dei due indici quantitativi contenuti nel Dispositivo, il Liquidity Coverage Ratio (LCR) e il Net Stable Funding Ratio (NSFR), sul funds transfer pricing (FTP).

2. Funds Transfer Pricing

Il funds transfer pricing è il sistema di attribuzione dei prezzi alle transazioni di fondi interni alla banca. Per illustrare la struttura del pricing interno consideriamo una banca che svolga le funzioni a) di raccolta di fondi, tramite depositi retail e provvista sul mercato monetario e interbancario, e b) di finanziamento ai clienti tramite business units (BU), per esempio retail e corporate. I fondi e i depositi raccolti sono utilizzati per le operazioni di finanziamento ma spesso hanno un profilo temporale differente dai finanziamenti accordati (maturity mismatch), questa incongruenza fa sorgere un rischio di liquidità che è gestito dalla tesoreria centrale. I fondi sono quindi trasferiti dalle unità di raccolta alle business units oppure dalle business units in surplus a quelle in deficit, la tesoreria deve quindi avere un sistema interno di attribuzione dei prezzi ai fondi trasferiti.

Figura1

La struttura che descrive i prezzi di trasferimento è la curva di costo dei fondi, che si basa sui tassi di mercato riferiti alle diverse scadenze temporali. I prezzi di trasferimento sono attribuiti abbinando il profilo temporale dei flussi di cassa dell’operazione al transfer price che corrisponde alle scadenze definite sulla curva di costo dei fondi. Per esempio, se vengono trasferiti fondi provenienti da un deposito con scadenza a due anni, il prezzo relativo sarà basato sul tasso di mercato ( p.e. libor, swap, euribor) a due anni. Dopo aver definito il prezzo vengono aperte delle posizioni fittizie (mirroring) nel transfer pricing book, dove oneri finanziari e interessi sono registrati rispettivamente nelle attività e passività delle BU.

Figura2

Il metodo di transfer pricing descritto si chiama matched maturity, si differenzia dal pooling approach per la definizione di curve di pricing in funzione di scadenze temporali. Questo sistema ha il pregio di controllare il rischio di liquidità che si pone quando fonti e impieghi hanno profili temporali diversi. Il costo dei fondi è solitamente composto dal tasso offerto ai depositi oppure dal tasso interbancario più i costi di provvista.

3. Basilea III

Il Dispositivo di Basilea III è un’aggiornamento della regolamentazione denominata Basilea II, sarà progressivamente attivato dal 2015 e il suo scopo è fornire agli istituti di credito delle linee guida vincolanti per controllare e gestire il rischio di liquidità. Fra il 2007 e il 2008 il mercato interbancario si congelò, a molte banche venne a mancare una primaria fonte di liquidità, Basilea III è disegnato anche per impedire che possa nuovamente verificarsi una situazione di quel tipo. La parte quantitativa del Dispositivo coinvolge due standard di liquidità: 1. Il Liquidity Coverage Ratio (LCR), che agisce sul profilo di rischio di liquidità di breve termine, garantendo la disponibilità di attività liquide durante 30 giorni di forte stress e 2. il Il Net Stable Funding Ratio (NSFR), che controlla il profilo di rischio di liquidità lungo un arco temporale più lungo, garantendo la disponibilità di fondi con un profilo temporale di medio termine anche in condizioni avverse. Analiticamente, il LCR e il NSFR hanno le seguenti espressioni:

Il Dispositivo richiama anche un documento pubblicato nel 2008 dal Basel Committee on Banking Supervision (BCBS) denominato Principles for Sound Liquidity Risk Management and Supervision, in cui sono dettati 17 principi di gestione del rischio di liquidità. Il principio No.4 fa espressamente riferimento al transfer pricing (internal pricing) e sancisce che i prezzi di trasferimento debbano incorporare i costi per la liquidità, i benefici e i rischi. Si tenga conto che al di là di espliciti riferimenti ai prezzi di trasferimento la tecnica del transfer pricing coinvolge molti spetti quantitativi e qualitativi della dinamica operativa bancaria, per cui l’influenza di una regolamentazione come Basilea III sui prezzi interni è più estesa di quanto possa apparire in questo articolo.

4. Effetti degli Indici LCR e NSFR sui Prezzi di Trasferimento

Per semplicità di esposizione procederemo seguendo un esempio. Ipotizziamo una banca che finanzi i prestiti effettuati con depositi retail oppure con fondi interbancari il cui costo sia ri. In funzione del volume dei depositi e dei fondi acquisiti la banca dovrà costituire una riserva di titoli altamente liquidi (con rendimento rt) per rispettare l’indice LCR. In generale dovremo costituire una riserva che possa assorbire una quota yd% dei depositi, che potrebbero essere ritirati dai clienti, e una quota yi% dei fondi interbancari. Ipotizzando una maggior stabilità dei depositi retail rispetto ai fondi interbancari porremo  yi% > yd%. I titoli che costituiscono la riserva di liquidità (specificati per tipologia nel Dispositivo) devono essere altamente liquidi per poter essere venduti oppure utilizzati come garanzia in caso di necessità e sono acquisiti utilizzando fondi idonei ad essere inclusi nell’altro indice del Dispositivo, il NSFR, ad un costo rf. Rappresentiamo le posizioni descritte nella seguente tabella.

Figura3

Dove

Zt = yd% · Yd + yi% · Yi

Zt = Zf

Per ogni euro impiegato il costo dei fondi è composto dal tasso dei depositi interbancari più il costo della riserva di liquidità, pari alla differenza fra il tasso rf e il rendimento dei titoli rt. Un nuovo impiego sarà finanziato con uno specifico mix di depositi e fondi interbancari e il prezzo di trasferimento dovrà riflettere il costo marginale dei fondi definito dal mix adottato. La banca utilizzerà due prezzi di trasferimento, uno per i finanziamenti e uno per i depositi, in considerazione del fatto che attrarre nuovi depositi è più difficoltoso di acquisire nuovi fondi interbancari è logico porre il transfer price dei finanziamenti pari al costo marginale di nuovi fondi:

FTP Finanziamenti = ri + yi% · (rf – rt)

Dove il primo addendo è il costo dei fondi interbancari. Per ogni extra euro di impieghi dovremo incrementare proporzionalmente la riserva di liquidità al costo rf – rt, per cui il secondo addendo è dato dal costo di tale riserva. Per determinare il prezzo interno dei depositi faremo un analogo ragionamento, ogni extra euro di deposito permetterà alla banca di ridurre i fondi interbancari e quindi di ridurre anche la riserva di liquidità proporzionalmente al fattore  yi% – yd%, che permetterà di ottenere un surplus di liquidità, per cui possiamo fissare il transfer price dei depositi come segue:

FTP Depositi = ri + (yi% – yd%) · (rf – rt)

5. Il Rischio di Liquidità nei Prezzi di Trasferimento

Il Comitato di Basilea fa notare come una migliore gestione del rischio di liquidità debba prevedere di includere nei prezzi tutti i possibili obblighi che possano generare uscite di cassa. Alla base di questa pratica vi è il concetto di verosimiglianza delle uscite di cassa aleatorie (drawdown factor), stimabile dai dati storici e con modelli comportamentali. Esempi di uscite di cassa aleatorie sono i prelievi sui depositi retail, livelli di utilizzo delle linee di credito, richiesta da parte delle controparti di incrementare le garanzie a fronte di specifiche operazioni (margin e collateral calls), quindi non parliamo di rischio di credito ma di possibili uscite di cassa che potrebbero verificarsi perché previste nei contratti stipulati.

Il tasso addebitato per i casi descritti è dato dalla seguente espressione:

disponibilità % attuale x drawdown factor x costo della riserva di liquidità.

Per esempio consideriamo una linea di credito di 100€ non ancora utilizzato, un drawdown factor del 50% e un costo della riserva di liquidità del 2%, il costo da addebitare per l’aleatorietà delle uscite sarebbe pari a:

100% x 50% x 2% = 1% → 1% x 100€ = 1€

Se la linea di credito fosse già utilizzata al 20% il costo da addebitare sarebbe invece:

80% x 50% x 2% = 0.8% → 0.8% x 100€ = 0.8€.

6. Conclusioni

La mancanza di un efficiente sistema di funds transfer pricing è stata indicata come una delle principali cause dei dissesti delle banche durante la crisi finanziaria. Il Comitato di Basilea supporta l’adozione e lo sviluppo di sistemi di pricing interno che quantifichino il rischio di liquidità e che siano gestiti dalla tesoreria centrale nell’ambito delle proprie funzioni di asset/liability management. La liquidità è stata spesso concepita come un bene gratuito e sempre disponibile, il Dispositivo di Basilea III e un’appropriata politica di transfer pricing hanno lo scopo di dare un prezzo arm’s length ai fondi utilizzati dagli istituti di credito. Il metodo promosso dal Comitato è il matched maturity, in cui il prezzo di trasferimento è pari al costo marginale dei fondi e dove l’impiego a medio/lungo termine di fondi ha un adeguato costo della liquidità utilizzata, di converso è riconosciuto un premio alla provvista di fondi di medio/lungo termine (stable funding), disincentivando quindi la diffusa pratica di finanziare investimenti a lungo termine con debiti a breve scadenza.

 

Bibliografia

  • Bank for International Settlements, Financial Stability Institute – Liquidity Transfer Pricing: a Guide to Better Practice, Dicembre 2011.
  • J. Dermine – Fund Transfer Pricing for Deposits and Loans, Foundation and Advanced, Ottobre 2011.
  • Bank for International Settlements, Basel Committee on Banking Supervision – Basel III: International Framework for Liquidity Risk Measurement, Standards and Monitoring, Dicembre 2010.
  • Bank for International Settlements, Basel Committee on Banking Supervision – Principles for Sound Liquidity Risk Management and Supervision, Settembre 2008.
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