Economia

Focus: Algeria

(di Sabrina Polato)

Algeria mappa

ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI[1]

Situata nella zona Nord Africana tra Marocco e Tunisia, affacciata sulle acque del Mar Mediterraneo, l’Algeria ha raggiunto l’indipendenza dalla Francia il 5 luglio del 1962, dopo oltre 100 anni di predominio francese e dopo oltre un decennio di lotte per l’ottenimento della propria autonomia. Da allora, la scena politica nazionale è stata governata da quello che ancora oggi è il principale partito politico, il Fronte di Liberazione Nazionale. Le ultime elezioni del Parlamento hanno confermato il predominio del Fronte di Liberazione Nazionale, al quale si contrappongono solo alcuni partiti di opposizione di natura Islamica.

Popolazione: 38.813.722 (Luglio 2014) – Arabi (99%), Europei (1%).

Età media: 27,3 anni.

Popolazione urbana pari al 73% del totale. Principali aree urbane: Algeri (Capitale) 2.916.000 abitanti – Oran: 800.000 abitanti.

Moneta: Dinaro Algerino – 1 euro = 107,347 DZD (febbraio 2015).

Governo: Repubblica parlamentare – a livello amministrativo, il territorio è suddiviso in 48 province. Sistema legale basato in parte sul modello di Legge Civile francese, in parte sul modello di Legge Islamico. Capo di stato: Presidente Abdelaziz BOUTEFLIKA (al quarto mandato, in carica dal 28 aprile 1999). Capo del Governo: Primo Ministro Abdelmalek SELLAL. Dal 2014, il Parlamento ha avviato un processo di revisione dell’intera Costituzione.

Tasso di crescita reale PIL: + 3.1% (dato 2013).

Settori economici (dati 2013):

Agricoltura: 9.4% – grano, orzo, avena, uva, olive, cedri, frutta, allevamenti di pecore e bestiame.

Industria: 62.6% – petrolio, gas naturale, miniere, prodotti petrolchimici, lavorazione di prodotti alimentari.

Servizi: 28% – terziario.

Export: Petrolio (16° esportatore al mondo), gas naturale (6° esportatore al mondo), prodotti petroliferi.
Export – Principali Paesi partner: Italia 16%, USA 15%, Spagna 10.9%, Francia 8.5%, Olanda 7.3%, Canada 7.1%.
Import: Beni strumentali (macchinari), beni di consumo, prodotti alimentari.
Import – Principali Paesi partner: Francia 12.8%, Cina 11.8%, Italia 10.3%, Spagna 8.6%, Germania 5.2%.

 

 

ANALISI ECONOMICA[2]

Pur rimanendo un’economia dominata dallo Stato (un modello di sviluppo, quello socialista, ereditato dal passato), negli ultimi anni il governo algerino ha sostenuto notevoli investimenti ed attuato tutta una serie di interventi volti a rendere più attrattivo il Paese agli occhi degli Investitori esteri. Il settore degli Idrocarburi è ancora oggi la spina dorsale dell’economia, rappresentando circa il 60% delle entrate di bilancio, il 30% del PIL, e oltre il 95% dei proventi delle esportazioni. L’Algeria ha la 10 ° più grande riserva di gas naturale al mondo ed è il sesto più grande esportatore di gas. Si colloca invece al 16 ° posto in termini di riserve di petrolio.

I ricavi derivanti dalle forti esportazioni di idrocarburi hanno portato quindi l’Algeria ad una relativa stabilità macroeconomica, con le riserve in valuta estera che si avvicinano ai 200 miliardi dollari ed un ingente fondo di stabilizzazione per il bilancio pubblico. Inoltre, il debito estero dell’Algeria è molto basso, pari a circa il 2% del PIL.

Dall’altro lato della medaglia, non mancano le sfide economiche da affrontare nel lungo termine quali, in primis, la necessità di diversificare l’economia riducendo la dipendenza dalle esportazioni di idrocarburi, l’esigenza di rafforzare il settore privato attirando sempre maggiori investimenti stranieri, il bisogno di fornire nuovi posti di lavoro agli algerini più giovani (tasso di disoccupazione medio del Paese 10,3% – tasso di disoccupazione giovanile: 41% – dato 2013).

 

Settori che offrono concrete opportunità di business per le aziende italiane [3]

L’Algeria degli anni 2010 rappresenta un’ottima opportunità di sviluppo per le imprese italiane, sia dal punto di vista commerciale, sia dal punto di vista produttivo e degli investimenti.

Sul fronte degli IDE, i principali fattori critici di successo del Paese possono essere così sintetizzati:

  1. una dimensione del mercato rilevante, accompagnata da un buon tasso di crescita costante: negli ultimi 3 anni, il prodotto interno lordo ha sempre registrato un andamento positivo, attestandosi al di sopra del +3%;
  2. costi energetici molto contenuti;
  3. stabilità politica e macroeconomica;
  4. ingenti investimenti pubblici, al fine di ammodernare il Paese da un punto di vista infrastrutturale ed attrarre sempre più Investimenti dall’estero. A tale proposito, sono degne di nota due importanti e recenti iniziative governative, una nel settore dell’elettronica, una nel mercato petrolifero.

Per quanto concerne il comparto elettronica, è stato di recente inaugurato a Sidi Bel Abbes nell’Algeria nord-occidentale nei pressi di Oran, un nuovo polo industriale dell’industria elettronica, destinato ad attirare gli investimenti diretti esteri (IDE) verso questo settore produttivo. In particolare, il nuovo polo si rivolge alle aziende estere interessate a produrre dispositivi elettronici professionali, cellule e pannelli fotovoltaici, prodotti di illuminazione a risparmio energetico, sistemi di monitoraggio a distanza, circuiti stampati ed altri prodotti. L’obiettivo è quello di creare un polo di eccellenza, all’avanguardia per la ricerca e lo sviluppo tecnologico nella Regione del Nord Africa.

Per quanto riguarda il mercato petrolifero, va sottolineato come l’Algeria, da qui ai prossimi 5 anni, raddoppierà la propria capacità di raffinazione, che oggi è di circa 700 mila barili di greggio al giorno, grazie alla realizzazione di cinque nuovi impianti. Tale aumento di capacità di raffinazione permetterà di coprire il consumo interno fino al 2040 e, quindi, di sviluppare un’industria petrolchimica vicino a queste raffinerie. Inoltre, nell’aprile del 2013, la società pubblica Sonatrach ha registrato, in consorzio con la società italiana ENEL, la spagnola Repsol e la francese Gdf Suez, l’importante scoperta di un nuovo giacimento di gas naturale nel bacino di Illizi, nel sud-est del Paese, che dovrebbe fornire una produzione aggiuntiva di oltre 235.000 metri cubi al giorno di gas.

Da un punto di vista infrastrutturale, il governo algerino ha stanziato una somma molto rilevante per la realizzazione di nuove costruzioni ed opere infrastrutturali. Tra tutte, spicca il grande porto di Algeri ed il gasdotto “Galsi” che dovrebbe collegare l’Algeria alla Toscana attraverso la Sardegna. Inoltre, è notizia recente (2 dicembre 2014) che la società algerina Cevital diventerà il nuovo proprietario delle acciaierie Lucchini di Piombino, da anni in crisi irreversibile e dal 2012 affidata a commissariamento, con un piano industriale che prevede oltre 400 milioni di euro di investimenti.

Sul fronte degli scambi commerciali, oltre allo storico rapporto energetico, che si è evoluto e diversificato nel corso dei decenni, l’Italia nel tempo ha consolidato una posizione preminente tra i principali partner commerciali dell’Algeria. Ad oggi, i settori che presentano le migliori opportunità di export per le imprese italiane sono i seguenti:

  1. Costruzioni e materiali da costruzione.
  2. Articoli in gomma e plastica.
  3. Prodotti della metallurgia.
  4. Macchinari ed apparecchiature.
  5. Ricambi e componenti auto per concessionarie, autofficine, gommisti, autolavaggi.

Note

[1] Fonte: The World Fact book released by US Central Intelligence Agency (CIA) – Last updated on June 23th, 2014.

[2] Fonte: The World Fact book released by US Central Intelligence Agency (CIA) – Last updated on June 23th, 2014.

[3] Fonte: InfoMercati Esteri – Focus Algeria – Ultimo aggiornamento: maggio 2014.

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