Diritto Criminologia e criminalistica

Gli abusi incestuosi sui minori secondo la ricerca genetica contemporanea

(di Renata Włodarczyk[i]Traduzione dalla lingua polacca Jolanta Grębowiec Baffoni)

Sommario

Nonostante lo sviluppo della scienza e in particolare la colossale trasformazione nel campo degli studi genetici identificativi dell’uomo, la realtà ci fa impotenti nei confronti della possibilità di dimostrare la responsabilità del colpevole. L’autrice cerca di riportare le proprie osservazioni sulla base di un caso della sua pratica professionale, che rappresenta un ragionevole sospetto di abuso incestuoso sulla bambina di cinque anni da parte del padre biologico, avvenuto in arco di pochi mesi. Il reato è stato denunciato dalla madre e confermato grazie alle prove materiali e comparative correttamente protette ciò ha permesso di svolgere i validi test genetici. Purtroppo, la colpa del padre non è stata dimostrata davanti alla Corte. La bambina nella sua prima versione ha raccontato alla madre la verità, invece successivamente si è chiusa in sé, convinta di dover sottoporsi alla volontà del padre che le prometteva i regali in cambio del silenzio. L’uomo sospettato di aver violentato più volte la figlia, è stato rilasciato dal carcere per mancanza di prove e il caso è stato archiviato. Per convincere la Corte è stata sufficiente la dichiarazione del padre che il materiale probatorio raccolto e protetto non era altro che il risultato di suoi quotidiani contatti di routine con la figlia, comuni per le famiglie che abitano sotto lo stesso tetto. In effetti, in questo modo, è facile spiegare molte questioni, perché “sotto lo stesso tetto” possono accadere molte cose di cui la verità potrà rimanere celata.

Molte volte bisognerebbe riflettere sul significato dello sforzo e dell’impegno dei professionisti di diversi settori nel processo di rivelamento del reato e sulle spese finanziare sprecate inutilmente, quando il giusto risultato del lavoro degli organi di inseguimento viene ridotto alle carte chiuse negli archivi.

Parole chiave: incesto, minore, prove e test genetici e comparativi, profili DNA, sistema NGM.

Incestuous child abuse to contemporary genetic research

Summary

Despite the development of science, and in particular the colossal transformation in genetic studies of human identity, reality makes us helpless against the chance of proving guilt of the perpetrator. The author wishes to convey its views based on what happened with the practice, which presents a reasonable suspicion of incestuous abuse, within a few months, the five-year daughter by his biological father. Submitted by mother of the offense has been confirmed by protected-material evidence, and comparative, and based on that – properly made ​​genetic testing. However, unfortunately, has not been proved before the Court of his father’s fault. The child’s mother previously advocated the truth, but later closed in on itself, considering the will of the “daddy”, which promised rewards for secrecy. A man suspected of repeatedly raping his daughter, but was released from custody for lack of evidence and came to redeem the case. In his hand was enough to explain that secured the evidence was associated with mutual contacts communing with her daughter during routine parenting and being with her ​​under one roof. Indeed, it is easy to explain much of an issue because “under one roof” can make a lot happen, and the truth will not see the “light of day”. Sometimes falls to consider the meaning and effort commitment to The detection of many professionals from various fields and on the amount of financial outlays, and the lack of fair, the final effect of law enforcement.

Keywords: incest, minor, minor, evidence and comparative genetic studies, DNA profile, the system NGM.

 

Introduzione

I bambini sono persone più deboli e dipendenti dai genitori, ciò li rende più vulnerabili e particolarmente indifesi di fronte alle azioni incestuosi (art. 201 c.p.)[ii] di uno dei due, o di ambedue, genitori che godono della infinita fiducia dei loro figli. Nello stesso momento i bambini non sono in grado di distinguere alcuni comportamenti danneggianti degli adulti. Un infinito e libero “accesso” al bambino facilita gli abusi sessuali di cui i piccoli diventano vittime, e le violenze tante volte vengono continuate per molti mesi o per fino anni (anche senza sosta). La relazione reciproca e diretta, l’utilizzo casa degli stessi oggetti in casa (pettini, spazzole, asciugamani) rendono difficili le eventuali indagini e le dimostrazioni delle azioni criminose compiute nei confronti dei bambini. Il materiale biologico può essere spostato da una persona all’altra e con questa circostanza spesso vengono spiegate le presenze dei materiali organici dei familiari sugli oggetti appartenenti ai bambini. Gli adulti spesso non riflettono sul male fisico, e ancora di più psichico, inflitto ai bambini costretti alle relazioni sessuali con i genitori. Solo successivamente alla violenza sessuale, nel bambino si osservano i sintomi dei danni psichici comportanti gli stati di ansia e di paura.

Il caso presentato di seguito riguarda un sospetto dimostrato di continui e permanenti abusi del padre biologico sulla figlia. In questo caso, successivamente agli abusi, sono stati osservati i permanenti e tipici in queste situazioni, sintomi degli stati di paura, che accumulandosi nella psiche della bambina hanno comportato “sindrome da stress post-traumatico” (posttraumatic stress disorder) – trauma definito con la sigla PTSD)[iii].

Il caso di abusi incestuosi sulla figlia minorenne da parte del padre

Il 23 novembre del 2012 nella stazione della Polizia nella città di W., la madre – Katarzyna K. ha esposto una notifica verbale di ripetuti abusi sulla sua figlia di cinque anni, Justyna K. Secondo quanto ha dichiarato Katarzyna K. – l’autore degli abusi è stato il marito della donna e il padre della bambina – Stanisław K. (27 anni). Dalla testimonianza della madre risultava che il marito, durante l’assenza della donna, abusava della figlia nel periodo perlomeno dall’agosto 2012 al novembre 2012. La donna ha dichiarato la mancanza dei rapporti sessuali con il marito da oltre un anno e mezzo. A quanto pare in quel periodo la donna ha notato la totale mancanza di interesse da parte del marito, che in questo periodo è diventato molto aggressivo verso lei stessa e la figlia. Nello stesso periodo il marito segnalava la disfunzione dell’organo sessuale, ciò lo conduceva all’intensa visione dei film pornografici di seguito ai quali si chiudeva per molto tempo nel bagno. Dopo alcuni mesi, secondo le dichiarazioni di Katarzyna K., l’aggressività del marito nei suoi confronti è diventata più intensa, invece dall’agosto 2012 la donna ha notato la riduzione dell’aggressività del marito nei confronti della loro figlia, Justyna. Inoltre, stando alle dichiarazioni della donna, nell’ultimo periodo la figlia ha cominciato a dimostrare alcuni sintomi di paura con sempre più frequenti episodi di enuresi notturna, ogni sera chiedeva che la madre venisse a dormire con lei, ciucciava il pollice, presentava i permanenti stati di chiusura e cercava di evitare le persone, soprattutto gli adulti. La donna invece non ha osservato nel comportamento del padre i segnali che potrebbero indicare gli abusi sulla bambina.

Nel protocollo dell’interrogatorio la donna ha dichiarato il fatto avvenuto il 13 settembre 2012, nel Museo dell’Arte Moderna nella città K. Stando alle dichiarazioni della madre durante la presentazione di un’opera la bambina avrebbe chiesto “è la stessa cosa che esce da quello che hanno i maschi?”. Alla domanda della madre “perché hai pensato a questa cosa”, la bambina dapprima è rimasta in silenzio e poi ha cominciato a piangere. La donna categoricamente ha escluso le possibilità che la bambina avesse potuto conoscere l’eiaculazione da libri, televisione o internet. Justyna non sapeva ancora leggere e alla televisione ha potuto guardare soltanto le favole, i film e i programmi per i bambini, sempre sotto la visione della madre, non utilizzava l’internet. La madre ha notato con la preoccupazione che la bambina è tornata all’utilizzo del vaso da notte e ha osservato che le sue urine non erano limpide ma presentavano un fondo melmoso. Nella donna cominciavano a generarsi i sospetti, per questo motivo non ha più affidato la bambina all’assistenza del marito. Tuttavia, non avendo l’assoluta certezza sugli abusi del suo compagno, la donna ha voluto accertarsi sui propri sospetti inventando uno stratagemma e ha comunicato al marito di dover partire per gli impegni di lavoro chiedendolo di prendersi cura della bambina durante la sua assenza per tutto il giorno. Di conseguenza il 23 novembre 2012 la donna è uscita da casa alle 10.00 lasciando il marito e la figlia da soli. Dopo circa un’ora e mezzo è rientrata in casa e si è recata presso la stanza della figlia. Il marito non si trovava in casa, invece la figlia era seduta nell’angolo della sua camera e piangeva. Secondo Katarzyna, Justyna spaventata ha raccontato l’atto di violenza, ritenendo che tali episodi avvenivano sempre durante l’assenza della madre. Il vaso da notte di nuovo era riempito con le urine torbide e le lenzuola nel letto erano sgualcite. La donna ha portato immediatamente la figlia nella casa di suoi genitori e si è recata al Commissariato della Polizia in W. Dopo il rilascio della dichiarazione della madre la squadra della Polizia si è recata all’appartamento dei signori K. per la perquisizione del locale.

 

Le attività di ispezione miranti alla protezione del materiale probatorio per le analisi genetiche e il loro significato nel processo di identificazione

Nel corso delle operazioni effettuate nell’appartamento della famiglia K. è stato redatto il protocollo dell’ispezione del luogo dell’avvenimento, secondo le norme del procedimento in vigore. Inoltre, si è ritenuta necessaria l’esecuzione della documentazione che comprendeva: le fotografie, il disegno eseguito a mano libera e il disegno dettagliato. Durante l’ispezione del vaso da notte è stato trovato il liquido giallo che è stato prelevato e protetto con le prove materiali. I funzionari, dopo aver fotografato il liquido, l’hanno prelevato in un contenitore sterile monouso, secondo le norme previste per evitare il rischio di contaminazione, come prova essenziale nello svolgimento della causa. Il contenitore è stato chiuso ermeticamente e sigillato con un codice a barre, fotografato, riposto in un sacchetto con la cerniera, accompagnato dalla descrizione firmata e timbrata. Successivamente le lenzuola del letto della bambina sono state sottoposte alla luce UV per la realizzazione delle fotografie (tuttavia è importante segnalare che per la rivelazione delle tracce biologiche non si dovrebbe utilizzare l’ultravioletto nell’ambito da 100 a 400mm ma impiegare le altre lunghezze d’onda della luce). In questo caso, grazie all’uso della lampada UV, è stato possibile individuare le macchie assomiglianti al seme maschile. Tutte le parti della biancheria da letto sono state prelevate e protette chiudendole, secondo le norme previste, nelle buste separate di carta, come prova materiale. Nel protocollo delle indagini sono stati annotati i dati delle tracce prelevate e delle prove materiali e il modo di procedimento durante tutte le operazioni. Successivamente è stato prelevato il materiale comparativo dalla figlia, Justyna K. In un secondo tempo, dopo essersi messo in contatto con il padre, Stanisław K, il materiale comparativo è stato prelevato anche da lui. In ambedue persone i campioni sono stati prelevati dalla mucosa della guancia con l’uso dei tamponi provenienti dagli speciali “pacchetti per la protezione delle prove forensi dei reati sessuali” (GA02)[iv]. I campioni di comparazione (due campioni della mucosa della guancia da ogni persona) ottenuti da Justyna K. (HBI N ….) e da Stanislaw K. (HB1 N ….) – sono stati chiusi nelle buste speciali per il trasporto tipo Wipak e inviati al laboratorio biologico presso il Laboratorio Criminalistico della Questura della Polizia in città K. Il materiale è stato accompagnato dalla decisione sull’ammissione ai procedimenti peritali, nella quale sono stati posti i seguenti quesiti:

1. se dalla prova materiale qual’è l’urina è possibile ottenere il profilo della persona di sesso maschile;

2.se nel materiale probatorio si evidenzia lo sperma umano e se è possibile estrarre il profilo DNA delle persona dalla quale proviene lo sperma;

3. se il DNA estratto corrisponde al materiale comparativo prelevato dalla mucosa della bocca di Stanisław K.?

Gli esperti del laboratorio biologico, dopo aver svolto le indagini, hanno elaborato la perizia dalla quale risulta che – grazie ai test introduttivi Phosphatesmo KM della ditta Macherey Nagel+Co per la presenza di fosfatasi acida, nonché in base all’utilizzo del preparato trasparente nell’analisi microscopica – nelle urine e nelle macchie sul lenzuolo sono state rilevate “(…) le cellule con la costruzione tipica dello sperma umano, ciò è stato confermato con i risultati dei test genetici (…)”. Gli esperti nelle conclusioni fra l’altro hanno dimostrato che:

1. Sulla base delle prove presentate sotto la forma di traccia/oggetto n. 1 rappresentata da un contenitore di plastica con una sostanza/un liquido giallo (ovvero secondo le disposizioni il materiale probatorio in forma di urina – campione segnato con n….) è stata rivelata la presenza dello sperma umano e i DNA estratti da una miscela proveniente da due persone, una di sesso maschile e una di sesso femminile (la marcatura è stata eseguita nel sistema NGM). Profilo del DNA maschile (isolato dallo sperma) corrisponde al profilo del DNA del padre – Stanisław K., mentre il profilo DNA femminile corrisponde al profilo DNA della figlia – Justyna K. (…);

2. Il profilo genetico di ogni macchia dello sperma – rivelate sul tessuto del lenzuolo, era coerente con il profilo DNA del maschio, ovvero il padre – Stanisław K. (…). È stata calcolata la probabilità di ripetizione nella popolazione delle altre persone casuali, con lo stesso profilo del DNA del padre – Stanislaw K. e della figlia – Justyna K., con lo stesso risultato per il padre e per la figlia, ottenendo il risultato pari a meno di 1 persona su 1 miliardo”[v].

Invece, i test nell’ambito della biologia molecolare utilizzato sulle altre parti della biancheria da letto – non hanno rivelato la presenza del materiale genetico dell’uomo.

 

Sintesi

  1. Sulla base della testimonianza della madre – Katarzyna K., fornita dal racconto di sua figlia Justyna K. circa gli eventi, così come sulla base dei risultati dei test genetici è stata elaborata e svolta l’indagine che ha cercato di dimostrare gli stupri incestuosi di Stanisław K. sulla figlia di cinque anni, Justyna K. L’uomo ogni volta agiva in modo simile, cioè in assenza della madre si recava nella camera della figlia, la spogliava con il pretesto di un gioco promettendo le ricompense per la segretezza, dopodiché, sfruttando la remissività della bambina, la convinceva ai rapporti sessuali completi, senza usare la violenza, fino al momento dell’eiaculazione. Purtroppo, nel corso delle indagini preliminari, la bambina non rispondeva alle domande, chiudendosi completamente in sé, di conseguenza, durante l’interrogatorio non ha confermato le dichiarazioni che avrebbe riferito alla madre il 23 novembre 2012. Tuttavia, è importante sottolineare, che la bambina ha smesso di parlare completamente con le persone estranee, perciò non è stato possibile verificare i fatti essenziali nemmeno in presenza dello psicologo che attraverso l’espressione libera cercava di integrare i dati a disposizione. Inoltre il controllo ginecologico superficiale è stato svolto soltanto dopo alcuni mesi dalla segnalazione, e in base ad esso non è stato possibile né confermare ma nemmeno di escludere i contatti sessuali denunciati nei mesi precedenti. L’uomo sospettato degli abusi sulla figlia non ammetteva la sua colpevolezza ma ha assunto una favorevole tattica di difesa. In modo coerente e logico ha preparato la versione che negava completamente le prove ottenute durante i test genetici. Durante l’inchiesta Stanisław K. ha spiegato che il 23 novembre 2012, durante l’assenza della madre si è masturbato nella camera della figlia, giungendo all’eiaculazione che è avvenuta nel vaso da notte. Secondo le dichiarazioni dell’uomo nel vaso da notte c’era già presente l’urina della figlia. Inoltre cercava di convincere gli investigatori che le prove raccolte in casa non erano sufficienti per dimostrare la sua colpevolezza poiché egli spesso rimaneva con la bambina prendendosi cura di lei, quindi il materiale biologico poteva essere deposto in diverse circostanze anche nella camera della bambina e nelle cose che le appartenevano, quindi anche nella biancheria del suo letto. In ogni caso è stata confermata la dichiarazione dell’uomo di non aver mai usato la violenza contro la figlia. Ovviamente la violenza dell’uomo non ha mai avuto il luogo perché la bambina, persuasa dal padre di “stare al gioco” in cambio dei premi, diventava remissiva. Indotta a mantenere la segretezza rimaneva in silenzio ciò rendeva difficile, e addirittura impossibile, la conferma delle verifiche ottenute durante l’indagine. Dopo aver terminato le attività processuali, il materiale riguardante la causa, raccolto dalla Polizia, è stato inviato presso il Tribunale Distrettuale nella città N.S. Nonostante gli argomenti “forti” e le prove acquisite in modo regolare e i risultati positivi ottenuti tramite i moderni test genetici, non è stato possibile di dimostrare la colpa del sospettato davanti al Tribunale. Di conseguenza l’uomo sospettato di aver abusato sessualmente più volte sulla figlia, è stato rilasciato dall’arresto.
  2. Nonostante che nell’esempio qui riportato il risultato della sentenza è stato contrario alle dichiarazioni della madre, alle prove dimostrate e agli esiti dei test svolti sulle prove materiali, è evidente l’efficacia dei test genetici nelle cause di questo tipo. Attualmente sempre più spesso vengono introdotti i più moderni strumenti analitici che, mantenendo le norme di comportamento previste, sono in grado di fornire le innumerevoli possibilità di identificazione. Fra l’altro nelle cause degli abusi sessuali nella fase delle ricerche di laboratorio sono utili le analisi in base alla ibridazione fluorescente in situ e al metodo di acquisizione degli spermatozoi direttamente dal preparato microscopico con la micro dissezione laser (LCM – utilizzando una fascia laser a raggi infrarossi – IR)[vi]. Questo metodo permette per esempio alla separazione delle frazioni maschili e femminili nelle situazioni quando i metodi standard risultano inefficaci. È una delle soluzioni proponibili per le identificazioni degli autori delle violenze sessuali, che può essere introdotto nei laboratori genetici attrezzati con gli strumenti della ultima generazione. Tuttavia, nonostante l’attrezzatura sempre più specializzata, i kit, i reagenti e gli esperti altamente qualificati, è impossibile resistere agli stratagemmi utilizzati dagli autori degli stupri e degli altri atti relativi alla violenza sessuale, così come di tutte le forme di criminalità.

Il processo di accertamento che attualmente viene supportato dall’evoluzione e dall’ammodernamento dei metodi di ricerca sempre in atto, dal coinvolgimento del potenziale della mente umana e dalla ricerca intensiva delle informazioni aventi valore di prova, permette di ottenere grandi opportunità per il rilevamento e la prevenzione dei crimini rispetto al secolo scorso.

Tuttavia quando tutte queste potenzialità non servono a nulla per punire gli autori degli abusi sessuali o degli altri crimini si percepisce un forte disagio. Purtroppo, in pratica, molto spesso accade che i risultati del lavoro delle forze dell’ordine, per vari motivi, non portano i risultati attesi da loro e dalla società stessa.

 

Piśmiennictwo:

  1. Achrem W., Pacholska-Parafiniuk M., Fluoroscencyjna hybrydyzacja in situ (FISH) i metoda laserowego pozyskiwania mikroskrawków (LMC) w genetycznych badaniach kryminalistycznych, Warszawa 2009, „Problemy Kryminalistyki” nr 263/2009, Wyd. CLK KGP, s. 12-18.
  2. Burgess A.W., Groth N.A., Holmstrom L.L., Sgroi S., Sexual Assault of Children and Adolescents, Lexington 1978, MA: Lexington Books, s. 217-218.
  3. Curzydło D., Ślady biologiczne w drodze identyfikacji sprawcy zgwałcenia ze szczególnym uwzględnieniem śladów nasienia, Szczytno 2013, s. 52-56; niepublikowana praca magisterska napisana pod kierunkiem R. Włodarczyk.
  4. Hołyst B., Wiktymologia, Warszawa 2011, Wyd. LexisNexis, s. 555.
  5. Krawczyńska A., Pakiet – już jest!, Warszawa 2013, „Policja 997” Nr 96 /03.2013.
  6. Seligman M.E., Walker E.F., Rosenhan D.L., Psychopatologia, Poznań 2003, Wyd. Zysk i S-ka.
  7. Vandewoestyne M., Deforce D., Laser capture microdissection in forensic research: a review, Int J Legal Med. nr 124/2010, s. 513-521.
  8. Ustawa z dnia 6 czerwca 1997 r. – Kodeks karny (Dz.U. z 1997 r., nr 88, poz.553 z późn. zmian.).

 

Note

[i] Police Academy Szczytno

[ii] Art. 201 k.k. – il legislatore penalizza i rapporti sessuali a carattere incestuoso tramite l’articolo del codice penale il cui oggetto è la moralità. Obiettivo di questa norma è la tutela del funzionamento regolare della famiglia. Fonte: decreto del 6 giugno 1997 – Codice penale (Gazzetta Ufficiale: Dz.U. 1997 r., n. 88, pos.553 con ulteriori modifiche).

[iii] M.E. Seligman, E.F. Walker, D.L. Rosenhan, Psychopatologia, Poznań 2003, Zysk i S-ka; B. Hołyst, Wiktymologia, Warszawa 2011, LexisNexis, p. 555; A.W. Burgess, N.A. Groth, L.L. Holmstrom, S. Sgroi, Sexual Assault of Children and Adolescents, Lexington 1978, MA: Lexington Books, p. 217-218.

[iv] Grazie alla Piattaforma „Stop alla violenza sessuale in Polonia” („Stop przemocy seksualnej w Polsce”) – sono stati introdotti i «pacchetti da utilizzare durante le indagini criminalistiche per la protezione delle tracce degli abusi sessuali» che facilitano e migliorano i risultati del lavoro della Polizia durante lo svolgimento delle indagini sugli abusi e sulla violenza sessuale „(…) Il pacchetto per la protezione delle prove forensi dei reati sessuali comprende: – un modulo dell’opinione dell’indagine – guanti monouso (di lattice, taglia L) 4 pezzi – i tamponi sterili/8 pezzi: 2 tamponi vagina/prepuzio, 2 per tamponare la zona anale, 2 tamponi al cavo orale, 2 tamponi per le parti del corpo con le quali l’autore del reato ha avuto il contatto (come risulta dall’intervista), per esempio orecchio, collo, capezzoli, ecc. – I bastoncini sterili per raccogliere la raschiatura da sotto le unghie/10 pezzi; – le provette con i tappo/ 2 pezzi (per la protezione dei bastoncini con le raschiature – in una provetta vengono deposti i bastoncini da una mano); – pettini per i peli: da pube/1 pezzo; da altre parti del corpo, per esempio da torace nell’uomo o per i capelli della testa/1 pezzo – fialetta con l’acqua a 5 ml/1 pezzo; – le buste tipo Wipak con le etichette per la descrizione (per il confezionamento di tamponi, provette con i raschiamenti e pettini) – 11 pezzi; – scatola di cartone contenente gli elementi del pacchetto, che dopo essere svuotata viene utilizzata per proteggere le prove acquisite; – etichette/fasce per fissare il pacchetto con un codice individuale (numero di serie e numero di sequenza)/2 pezzi: un’etichetta viene incollata alla chiusura della scatola in modo che l’apertura della scatola non sia possibile senza danneggiare la fascetta. La seconda etichetta viene incollata sul protocollo. A. Krawczyńska, Pakiet – już jest!, Warszawa, „Policja 997” N. 96 /03.2013.

[v] „(…) Nel laboratorio il materiale è stato preparato attraverso la centrifugazione della sostanza gialla (traccia /oggetto n. 1) con l’obiettivo di ottenere il fondo contenente gli elementi morfotici. Questo materiale è stato designato come campione n ° (…). Lo studio è stato condotto in conformità con la Procedura d’Analisi SOP-01 / B “test del DNA forense nel Sistema Multiplex STR ” del 26 giugno 2012. Successivamente è stato svolto il test per la rilevazione dell’ingrediente principale nel liquido seminale, cioè della fosfatasi acida. Il campione di prova è stato indicato con il numero (…) ed è stato testato con i foglietti Phosphatesmo della ditta Macherey Nagel + Co. In risultato di questa analisi il campione ha cambiato il colore dei foglietti che sono diventati viola. Il passo successivo è stato quello di rilevare i componenti morfotici dello sperma. Dal campione numero (…)è stato realizzato il preparato microscopico incolore, che è stato osservato al microscopio. Sono state rivelate le cellule con la costruzione tipica per gli spermatozoi umani. Successivamente è stato eseguito il test alla membrana per rilevare l’antigene prostatico (PSA) nel campione contrassegnato con il numero (…), il cui risultato ottenuto è stato positivo. Dopo i questi test preliminari è stato isolato DNA con l’uso del metodo di due fasi della digestione del materiale cellulare, fornendo dapprima le relative condizioni per la digestione delle cellule epiteliali e di seguito della digestione delle teste degli spermatozoi. Dei campioni testati sono stati ottenuti due campioni DNA (una contrassegnata con la lettera “ż” nella quale ci si può aspettare il DNA di origine epiteliale, e la seconda contrassegnata con la lettera “m”, nella quale ci si può aspettare il DNA proveniente dalla testa degli spermatozoi). I campioni di comparazione segnati con i numeri … SK (S.K.), … JK (J.K.) sono stati isolati con l’uso dell’automa QIACube con l’ausilio dei reagenti QIAamp®DNA Investigator Kit (50) della ditta QIAGEN. Successivamente la quantità isolata del DNA è stata misurata con il metodo „Real Time PCR”, con l’ausilio dell’apparecchio „Applied Biosystems 7500 Real–Time PCR System” e con l’uso del kit dei reagenti Quantifiler Human DNA Quantification Kit delladitta Applied Biosystems. Secondo lo schema è avvenuta l’amplificazione dell’isolato dai campioni…SK i …JK e dal materiale di comparazione. La propagazione è stata effettuata mediante PCR utilizzando una serie di reagenti„AmpFISTR® NGM Amplification Kit”della ditta Applied Biosystems e dell’apparecchio GeneAmp 9700 della ditta Applied Biosystems. I prodotti della reazione PCR sono stati sottoposti all’elettroforesi utilizzando un sequencer „AB 3500 GENETIC ANALYZER HID”. L’analisi dei risultati sono state condotte con il programma „GeneMapper® ID-X v 1.2”.

Tutte le fasi dell’analisi del DNA sono state effettuate in presenza di un controllo positivo (DNA di genotipo conosciuto) e controllo negativo (reagente campione) ottenendo i risultati corretti. In base alle analisi del materiale probatorio pervenuto in forma di traccia/oggetto n.1 – il contenitore di plastica con la sostanza/liquido giallo (secondo la decisione il materiale probatorio in forma di urine – campione segnato con il numero…) è stata rivelata la presenza dello sperma umano e della miscela del DNA proveniente da due persone, una di sesso maschile e una da sesso femminile (la marcatura è avvenuta nel sistema NGM). Il profilo DNA maschile (isolato dallo sperma) è stato conforme con il profilo DNA di SK, invece il profilo DNA femminile era conforme con il profilo DNA di J.K. E’ stata calcolata la probabilità di ripetizione della popolazione delle altre persone casuali con lo stesso profilo DNA come del padre – SK e della figlie – JK, con lo stesso risultato per il padre e la figlia, ottenendo il risultato meno di 1 su 1 miliardo (…)”. La citazione e il caso è stato descritto sulla base del materiale di D. Curzydło, Ślady biologiczne w drodze identyfikacji sprawcy zgwałcenia ze szczególnym uwzględnieniem śladów nasienia, (Le tracce biologiche nel processo di identificazione dell’autore della violenza sessuale, con la particolare considerazione delle tracce degli spermatozoi), Szczytno 2013, pp. 52-56; la tesi di laurea magistrale non pubblicata, redatta sotto la sopravisione di R. Włodarczyk.

[vi] L’ibridazione fluorescente in situ (FISH) – è una tecnica citogenetica usata per scoprire nel materiale genetico la specifica sequenza del DNA con l’uso delle sonde fluorescenti DNA. Per analizzare il materiale è necessario utilizzare la microscopia a fluorescenza. Il metodo di acquisizione delle cellule, per esempio degli spermatozoi, con il microdissezione laser (LCM) – consiste nell’acquisire di una singola cella o di una popolazione omogenea dal materiale eterogeneo direttamente dalla preparazione microscopica. L’acquisizione avviene utilizzando l’energia del fascio laser a infrarossi (IR) integrato con un microscopio da ricerca avanzata. L’uso del laser accelera il processo; esso è preciso e consente di ottenere il materiale di ricerca definito da una varietà di preparati istologici, citologici o di coltura cellulare. Fonte: W. Achrem, M. Pacholska-Parafiniuk, Fluoroscencyjna hybrydyzacja in situ (FISH) i metoda laserowego pozyskiwania mikroskrawków (LMC) w genetycznych badaniach kryminalistycznych, Warszawa 2009, „Problemy Kryminalistyki” n. 263/2009, Wyd. CLK KGP, pp. 12-18; M. Vandewoestyne, D. Deforce, Laser capture microdissection in forensic research: a review. Int J Legal Med. n 124/2010, pp. 513-521.

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