Economia

Investire in Macedonia

(di Sabrina Polato)

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DATI GENERALI[1]

Forma di Governo: repubblica parlamentare

Abitanti: 2,09 milioni (luglio 2014)

Capitale: Skopje.

Lingua principale: Macedone – altre lingue: albanese, serbo, turco, romani.

Moneta: Denaro Macedone (61,4 MKD = 1 euro)

Membro di: BERS, CEFTA, CEI, FAO, FMI, IAEA, ILO, ONU, PFP, UPU, WHO, WTO. Paese candidato all’UE e alla Nato.

Economia: Economia concentrata principalmente sui servizi (63% del PIL) ed in misura minore su Industria (28,5% del PIL) ed agricoltura (11,4% del PIL). Tra i servizi si evidenziano i settori bancario, ICT, assicurazione, trasporti, turismo, logistica, commercio all’ingrosso/dettaglio. La produzione industriale è soprattutto nei seguenti settori: componentistica auto, siderurgico, alimentare, calzaturiero, tessile, tabacco, edilizia, raffinazione del petrolio, chimico, minerario.

Nel terzo trimestre del 2014, il PIL è aumentato del 4,1%, con una media per l’intero anno 2014 che si è attestata al 3,7%. La crescita è stata stimolata dagli effetti benefici dell’accelerazione degli IDE (in particolare nei settori ad alto impiego di tecnologia e capitale), dall’aumento delle esportazioni, dall’andamento positivo dei consumi interni privati e dalla dinamicità del sistema creditizio. Le stime della BCE confermano ad oggi una crescita economica con un trend nettamente positivo anche per il 2015 e 2016 (+4%).

Nel prossimo biennio il Governo macedone ha annunciato un piano molto ambizioso di investimenti pubblici nei settori infrastrutture (20% del budget di spesa suddiviso tra interventi per la rete stradale, ancora piuttosto carente, per quella ferroviaria, per la rete idrica e fognaria, per la depurazione e gassificazione), energia, ambiente ed agricoltura, a valere sui fondi europei IPA e IPARD (Instruments for Pre-Accession), di cui la Macedonia beneficia dal 2007 in qualità di candidato all’adesione alla UE, oltre che a valere sui finanziamenti internazionali della Banca Mondiale e della BERS.

Il bilancio dello Stato per il 2015 è basato su una crescita economica del 4%, su un’inflazione al 2%, su un deficit di bilancio del 3,5%. Inoltre, nel febbraio 2015 la Macedonia ha completato, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza prevista del marzo 2016, il rimborso della quota rimanente del debito contratto a gennaio 2011 con il FMI, ricevendo il plauso da parte di tutta la comunità economica mondiale.

Commercio Internazionale: Nel 2014 l’interscambio commerciale macedone è aumentato del 12,2% rispetto all’anno precedente, con saldo negativo della bilancia commerciale per circa 2,4 miliardi di dollari. Infatti, la Macedonia dipende fortemente dalle importazioni di prodotti petroliferi, energia elettrica, prodotti agroalimentari (in primis carne fresca), prodotti chimici, macchine utensili, prodotti siderurgici, autoveicoli. Dal fronte esportazioni, la Macedonia esporta prodotti siderurgici di prima lavorazione, componentistica auto, prodotti tessili. I principali partner commerciali sono europei (Germania, Grecia, UK, Serbia, Italia).

OPPORTUNITA’ PER LE AZIENDE ITALIANE

Alla luce del quadro macroeconomico sopra illustrato, si evidenziano buone opportunità di business per le aziende italiane, sia in ambito di esportazioni, sia a livello di IDE (investimenti diretti esteri).

Opportunità commerciali [2]

L’Italia, quinto partner commerciale della Macedonia con una quota pari al 6,2%, ha registrato un aumento del proprio export verso il Paese del + 6,09% nel periodo gennaio-dicembre 2014, rispetto allo stesso periodo del 2013. I principali prodotti italiani esportati sono caldaie ed impianti, calzature e relative parti, pellame, plastica ed articoli in plastica, reattori nucleari. Attualmente, le migliori opportunità di vendita per le imprese italiane si registrano nei seguenti settori:

Macchine utensili = le macchine utensili e le apparecchiature rappresentano la principale voce dell’import macedone. In questo comparto il primo partner commerciale è la Germania ma, in considerazione dell’elevato standard qualitativo della nostra industria meccanica, esistono enormi spazi per migliorare la presenza dei prodotti italiani, in particolare nei settori macchine per la lavorazione del legno, macchine per l’imballaggio, macchine agricole, macchine ed attrezzature per l’industria edile, macchine per la pulizia industriale, macchine per l’industria alimentare e la conservazione dei cibi, macchine ed impianti per l’industria enologica.

Prodotti di base e preparati farmaceutici = altro settore in cui la Macedonia è fortemente dipendente dall’import, dal momento che l’industria locale del settore e’ limitata a poche realtà con limitata capacità produttiva, soprattutto dal punto di vista della diversificazione. Sono presenti quasi tutti i marchi internazionali ed anche alcuni italiani. Ottime opportunità soprattutto per il comparto della cosmesi – profumeria – cura ed igiene personale.

Prodotti agroalimentari = la presenza italiana nel comparto “food and beverage” si può considerare buona, ma è per lo più al momento concentrata tra i nostri più famosi brand del settore. Buone opportunità, anche per le nostre PMI, sono presenti nei comparti lattiero-caseario, carne, dolci, pasta, condimenti, olio, prodotti in conserva.

Mobili = attualmente la presenza italiana di mobili e’ limitata a pochi marchi. Esistono buone opportunità per l’inserimento sul mercato di altri marchi, ma di livello medio basso. La concorrenza riguarda prevalentemente prodotti di origine croata, slovena e turca.

Articoli di abbigliamento ed in pelle =  un discorso simile a quello fatto per i mobili vale per il settore abbigliamento. Infatti, sono già presenti varie aziende italiane di abbigliamento con i propri marchi, ma ci sono ancora spazi per l’introduzione di nuovi marchi e prodotti di livello medio-basso (il potere d’acquisto locale è ancora piuttosto basso).

IDE (Investimenti diretti esteri)[3]

Negli ultimi 15 anni la Macedonia ha attirato 3,7 milioni di euro di IDE, ma solo nei primi 9 mesi del 2014 gli IDE nel Paese hanno raggiunto quota 200 milioni di euro. Merito di una politica di forte attrazione degli IDE che il Governo macedone sta attuando da ormai alcuni anni, soprattutto nei settori energia, ambiente, trasporti, infrastrutture, agroalimentare, automotive e componentistica, ICT, attraverso la creazione di tre zone franche (nelle aree di Skopje, Stip e Tetovo) denominate “zone di sviluppo tecnologico ed industriale”, le quali beneficiano di un regime favorevole per gli insediamenti produttivi con una serie di incentivi fiscali (esenzione dalla tassa sugli utili per 10 anni; riduzione del 50% dell’imposta personale per i primi 5 anni) e doganali (esenzione dal pagamento dell’IVA e dei dazi doganali per le materie prime, le apparecchiature, i macchinari utilizzati), nonché di agevolazioni finanziarie e di contributi a fondo perduto (per investimenti importanti in termini di valore e posti di lavoro creati, il Governo macedone può coprire parte dei costi relativi alla costruzione dell’insediamento produttivo ed alla formazione del personale).

La Macedonia, negli ultimi anni, è quindi diventata il paese dell’area balcanica che ha registrato i più rilevanti miglioramenti nell’ambiente economico, per la libertà economica e la competitività, attestandosi al 25° posto (su 183 analizzati) nel ranking del “Doing business” della Banca Mondiale.

Note

[1] Fonte: ITA – Italian Trade Agency – ufficio di Skopje. Aggiornamento a marzo 2015.

[2] Fonte: InfoMercatiEsteri – focus Macedonia. Aggiornamento del 2014.

[3] Fonte: ITA – Italian Trade Agency – ufficio di Skopje. Aggiornamento a marzo 2015.

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