Diritto Criminologia e criminalistica

Le ricerche sulle scritture degli psicopatici in Polonia

(di Jolanta Grębowiec-Baffoni)

Le psicopatie appartengono alle categorie dei disturbi duraturi della personalità che trovano la sua espressione nelle tendenze a reagire agli stimoli in un modo generico e asociale. Le psicopatie sono degli stati e non delle malattie e comprendono in sé anche le caratteropatie, che generalmente si presentano insieme, implicando comportamenti trasgressivi delle regole sociali. Le cause di questi stati bisogna cercare nei disturbi affettivi, al livello del nucleo familiare, quando manca un punto di riferimento affettivo stabile. Nel bambino privato di un oggetto amabile stabile si verifica l’assenza di introiezione delle caratteristiche affettive stabili. Non conoscendo una vera vita affettiva nello psicopatico non avviene lo sviluppo delle emozioni. Lo psicopatico segue le pulsioni: denudato dalle emozioni non è in grado di compiere delle scelte comportamentali.

Nelle diverse fonti letterarie si indicano due caratteristiche strutturali della personalità psicopatica:

  • incapacità di stabilire contatti con le altre persone sulla base dei più profondi rapporti emozionali;
  • deficit di paura.

L’incapacità di un legame emotivo con gli altri, si manifesta nella freddezza affettiva e con l’ostilità o almeno l’assoluta indifferenza per il destino di un’altra persona. Lo psicopatico ha bisogno degli altri solo per soddisfare i propri bisogni, i suoi contatti sono opportunistici. Raggiungendo gli scopi non si cura delle regole, manipola gli altri. La mancanza di paura come qualità costitutiva della personalità psicopatica è connessa soprattutto con la mancanza di paura psichica e la contemporanea sensazione di tensione muscolare. Molte persone con caratteristiche psicopatiche sono state in passato eroi di guerra, che anche senza bisogno rischiavano la propria vita. La causa sta nel fatto che gli psicopatici soffrono di una cronica mancanza di stimolazione, perciò la cercano per portare il proprio livello di eccitamento al livello ottimale. La personalità psicopatica è caratterizzata anche da queste caratteristiche:

       1)   l’impulsività;

       2)   l’aggressività incontrollata con il carattere verbale o fisico;

3) l’incapacità di trarre conclusioni dalle esperienze precedenti;

4) la tendenza alla menzogna cronica

5) una caotica vita sessuale; alcuni psicopatici manifestano tendenze sadiche o altre deviazioni sessuali;

6) la mancanza di sensi di colpa e di rimorsi di coscienza;

7) la tendenza ad abusare di alcool o di stupefacenti.

L’eziologia della psicopatia è soprattutto quella del deficit affettivo stabile, tuttavia nelle diverse fonti si indicano i principali fattori potenziali:

  • una patologica struttura di famiglia e di ambiente;
  • fattori genetici;
  • deficit nel processo di studio;
  • disfunzioni fisiologiche del sistema nervoso centrale.

Le ricerche precedenti hanno dimostrato che i padri degli psicopatici manifestano cinque volte più spesso caratteristiche psicopatiche di altri.

Il numero delle persone con disturbi antisociali è del 3% della popolazione, più spesso sono uomini.

Bisogna sottolineare che per catalogare i comportamenti antisociali come sintomi di psicopatia devono essere riconosciuti come comportamenti di lunga durata. Le forme di questo comportamento possono essere: la menzogna cronica, rapida iniziazione di comportamenti sessuali di carattere aggressivo, abuso di alcool, fughe da casa, negligenza nello studio, fondazione di gruppi criminali, annullamento delle regole in casa e a scuola, furti, vandalismo. Tutto ciò si potrebbe osservare già prima che la persona compia 15 anni, ma non si può fare questa diagnosi alla persona finché non ha compiuto 18 anni. ; Malgrado che le psicopatie non sono delle malattie sono considerati dalla psichiatria in seguito alle problematiche di ordine criminologico.

Le numerose ricerche sulle psicopatie che si svolgono principalmente nell’ambito psicologico e psichiatrico, vengono eseguite con la considerazione del comportamento, dell’espressione verbale e non verbale del soggetto. Considerando che la grafia è un atto di tipo verbale (il linguaggio utilizzato per l’estensione del testo) e non verbale (l’esecuzione e la dinamica del gesto grafico) fissato sul foglio e stabile nel tempo, esso diviene un ottimo materiale per gli studi sulla personalità, nel nostro caso sulla personalità psicopatica.

Alcuni studiosi dell’Università di Slesia in Polonia, negli anni novanta si occuparono dell’espressione non verbale degli psicopatici, cioè della loro esecuzione del gesto grafico .

L’obiettivo delle ricerche era la risposta alla domanda se esiste una grafia specifica per gli psicopatici. Un eventuale accertamento sulla categoria delle caratteristiche fondanti la grafia dello psicopatico potrebbe avere un significato pratico nella criminologia.

Gli studi sono stati svolti sui manoscritti di psicopatici e di persone sane. Per le analisi sono state scelte persone fra le quali la differenza di età non superava 10 anni. Le persone scrivevano il testo su una carta senza righe di un formato uguale per tutti. Tutti i partecipanti nelle ricerche conoscevano bene il testo (l’inno polacco). I testati prima di scrivere il brano l’hanno letto, di seguito potevano eseguirlo o a memoria o copiarlo. Il tempo era illimitato.

Nelle ricerche hanno partecipato 2 gruppi di 10 persone. Nel primo gruppo sono state scelte persone recluse nelle prigioni e in ospedale psichiatrico. Nel secondo gruppo (il gruppo di controllo) sono stati scelti 10 studenti dell’Università di Slesia.

Dopo l’esecuzione del test scrittorio ogni partecipante è stato sottoposto ad un questionario psicologico della personalità, per misurare l’intensità di psicopatia. Per le proprietà grafiche delle persone si riconosceva il valore della variabile che era quantitativamente superiore nel manoscritto.

Come risultato delle ricerche, dopo i relativi calcoli e le misure, sono state verificate le variabili più frequenti sia nel gruppo degli psicopatici che nel gruppo di controllo:

fig1

I risultati ottenuti comprovano la congettura sull’esistenza di categorie grafiche caratteristiche fra persone con psicopatia. Fra le 121 variabili testate nei manoscritti dei partecipanti, 14 hanno evidenziato i criteri di inserimento fra le caratteristiche della grafia psicopatica. Sono state verificate elevate correlazioni fra la quantità delle caratteristiche grafiche incluse nelle proprietà delle persone psicopatiche e l’intensità di psicopatia misurata con il questionario di personalità.

Le ricerche descritte confermano l’ipotesi sugli elementi grafici caratteristici per gli psicopatici e i risultati ottenuti confermano il bisogno di continuare gli studi sulle scritture degli psicopatici nelle popolazioni più numerose. La grafia può diventare uno strumento d’indagine valido nella diagnosi e nella classificazione del grado della psicopatia.

Fonti bibliografiche:

Leśniak M., Gramatyka M.: Znamiona grafizmu psychopatόw in Problematyka dowodu z ekspertyzy dokumentόw, pp. 1283- 1292, Drukarnia Uniwersytetu Wrocławskiego, 1999.

Mineka S.,  Carson R. C.,  Butcher J. N.: Psychologia zaburzeń. Człowiek we współczesnym świecie, Gdańskie Wydawnictwo Psychologiczne.

Pospiszyl K.: Psychopatia, Wydawnictwo Akademickie ŻAK, Warszawa 2000.

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