Diritto Criminologia e criminalistica

L’influenza della posizione corporea sulla qualità della grafia

(di Iwona Zieniewicz[i] e Sylwia Skubisz-Ślusarczyk[ii] – traduzione dalla lingua polacca a cura di Jolanta Grebowiec Baffoni)

L’uomo può mentire, fingere, negare, il suo ritratto può farlo cambiare e dimostrarlo più bello di quel che realmente è, il libro o la lettera scritta dalla sua mano può ingannare. Tuttavia esistono alcune caratteristiche che “dicono” sempre la verità, fra queste è la scrittura, «poiché l’uomo è indivisibilmente connesso con la sua vera essenza rappresentata dalla scrittura»[iii].

La scrittura, nonostante il suo carattere convenzionale, rappresenta una realtà unica per ogni persona: scrivere significa riprodurre l’io – impossibile da imitare dagli altri. La scrittura matura con noi, registra i nostri cambiamenti interiori, i nostri blocchi, le crisi, si ammala con noi e invecchia a pari passi con noi.

Diverse capacità della psiche dell’uomo e soprattutto le differenze nelle capacità di ricordare e di riprodurre (anche i segni grafici), fanno che nella scrittura di ogni persona appaiono diversi gruppi caratteristici (che non sono altro che abitudini e usi propri dello scrivente) che differenziano una concreta grafia da tante altre. Tale condizione determina l’individualità della scrittura e per questo motivo la grafia matura viene definita come allontanamento dal modello calligrafico, perché a pari passo con lo sviluppo della tecnica scrittoria, viene adattata ai bisogni di una scrittura abile e veloce[iv].

Le caratteristiche della scrittura non sono immutabili e fisse poiché nella grafia vengono riprodotti molteplici fattori che influiscono sulla persona scrivente, perciò diverse circostanze e condizioni, differenti stati emotivi, possono influire sul mutamento della scrittura[v].

Nella letteratura scientifica i fattori influenti sul cambiamento della scrittura personale vengono divisi in endogeni ed esogeni[vi].

I fattori endogeni sono connessi con la condizione psiconeurologica e osseo-motoria dell’uomo e rispondono a stati emotivi, stanchezza, disturbi psichici, traumi del sistema osseo-motorio (in particolare dell’arto scrivente), possono presentarsi in risultato di assunzione di farmaci, alcool, stupefacenti, ecc. I disturbi provocati da fattori endogeni vengono chiamati disturbi patologici della scrittura[vii].

Invece i fattori esogeni vengono connessi con le condizioni nelle quali è stata vergata la scrittura, quindi: tipo di mezzo scrivente, superficie scrittoria, posizione corporea, temperatura dell’ambiente ed anche aiuto prestato durante l’attività scrittoria.

L’influenza dei fattori endogeni ed esogeni è da sempre l’oggetto di studi scientifici che vengono condotti al fine di poter indicare i gruppi di caratteristiche che potrebbero dimostrare lo stato della persona al momento dell’atto scrittorio. Indubbiamente, le conclusioni che potrebbero permettere una sorta di “diagnosi”, sarebbero molto utili nel campo peritale. Bisogna sottolineare che dalle ricerche svolte finora, risulta che l’influenza dei fattori sopraelencati non è significativa al fine di poter indicare le cause dei mutamenti nella scrittura, per motivi di somiglianza di questi mutamenti avvenuti in diverse condizioni. In altre parole: molti fattori endogeni ed esogeni determinano nella scrittura mutamenti simili. In molte situazioni bisogna prendere in considerazione anche la partecipazione contemporanea di alcuni diversi fattori, sia endogeni che esogeni. Le situazioni di questo tipo possono verificarsi per esempio nel momento della stesura del testamento, quando il quadro grafico può mutare per vari motivi, come: malattia, farmaci assunti, stato emotivo e posizione corporea. Per questo motivo è molto difficile stabilire quale dei fattori ha avuto maggiore l’influenza nei cambiamenti scrittori che si sono verificati nel testamento. Qualche volta la loro qualità e la quantità permettono di formulare le conclusioni plausibili sulle cause dei mutamenti della scrittura, tuttavia sono soltanto le supposizioni.

Nonostante le ridotte possibilità di valutazione in base alla scrittura, bisogna sottolineare che la conoscenza dell’influenza di diversi fattori sul quadro della scrittura è molto importante nel lavoro del grafologo giudiziario. Disponendo di una conoscenza adeguata, il perito, in molte circostanze, è in grado di confrontare il materiale contestato e di comparazione e trarre le conclusioni sulle condizioni scrittorie (o almeno di accertare i disturbi della scrittura) e sullo stato della persona nel momento della realizzazione della scrittura contestata. Tale conoscenza può favorire le spiegazioni sulle divergenze nelle scritture analizzate, realizzate dalla stessa persona, a condizione di poter disporre di una adeguata quantità del materiale di comparazione, ovvero realizzato nello stato e nelle condizioni simili a quelle in cui è stata vergata la scrittura in questione. Il perito che si sofferma sull’analisi del materiale realizzato nello stato e nelle condizioni differenti dalle condizioni in cui è stata realizzata la scrittura contestata, mette a rischio l’attendibilità della perizia.

In questo luogo bisogna sottolineare il ruolo degli organi processuali che si rivolgono all’esperto con la richiesta di perizia sulla scrittura e che hanno il dovere di fornirgli una quantità adeguata del materiale di comparazione. L’esame del materiale di comparazione acquisito con la considerazione delle condizioni scrittorie e dello stato della persona scrivente, indubbiamente riduce il rischio di fornire all’organo processuale un’ opinione sbagliata.

Nella letteratura criminalistica si possono riscontrare soprattutto le descrizioni delle ricerche sui fattori endogeni che influiscono sulla scrittura. Le ricerche sui fattori esogeni sono molto rare, per questo motivo le autrici hanno deciso di interessarsi della problematica dell’influenza della posizione corporea sulla scrittura. Si ritiene che gli studi di questo tipo sono molto utili nella pratica peritale, poiché l’atto scrittorio può essere realizzato in diverse posizioni corporee, come avviene per esempio nel caso della redazione della firma per la ricevuta delle consegne postali o altre ricevute (talvolta in piedi), ma anche nella realizzazione delle scritte e delle annotazioni di diversa lunghezza, non escludendo i testamenti (anche a letto).

Per questo motivo è stato svolto un esperimento che riproduceva una situazione di rilascio della firma per il ritiro di un documento o di una consegna postale. L’esperimento consisteva nella realizzazione di una breve annotazione: “KWITUJĘ ODBIÓR”, (n.d.t. “CONFERMO IL RITIRO”) da parte dei partecipanti nella ricerca, con la stesura della data e della firma. La realizzazione di questi campioni avveniva in:

1)    posizione in piedi con il foglio steso su un supporto predisposto per scrivere in piedi;

2)    posizione in piedi con il foglio sullo stesso supporto situato sul tavolo;

3)    in posizione seduta “standard”.

Le scritture realizzate nella posizione seduta ”standard” sono servite come punto di riferimento per i campioni realizzati nelle posizioni “non standard”. I partecipanti hanno compilato tre moduli a persona, di conseguenza da ogni partecipante le autrici hanno acquisito 9 campioni di scrittura. L’esperimento ha avuto per obiettivo quello di verificare eventuali mutamenti della scrittura, frequenze e tipologie di questi mutamenti e di constatare le eventuali possibilità di stabilire le condizioni in cui sono state realizzate le grafie.

Fig. 1

                 Fig. 1. L’esempio del modulo utilizzato nelle ricerche

Nell’esperimento hanno partecipato 15 persone in età da 19 a 60 anni: una persona di 19 anni, una di 60 anni, due persone di 47 e 48 anni. Altre persone erano in età da 22 a 23 anni. Di conseguenza le grafie analizzate si possono considerare mature e stabili.

Gli studi sono stati svolti con il metodo di comparazione della grafia, che viene considerato il più valido nelle ricerche e nella pratica peritale per gli organi di inseguimento e organi giudiziari. Servendosi di questo metodo, sono state comparate le caratteristiche identificative della scrittura in ambito di cinque gruppi:

A)    sintetiche (che riguardano le proprietà generali della scrittura),

B)    topografiche (la distribuzione della grafia),

C)    motorie (come conseguenza dei movimenti realizzati durante l’attività scrittoria),

D)   misurabili (che si possono misurare e ottenere il risultato matematico o descrittivo),

E)     di costruzione della scrittura[viii].

L’osservazione dei campioni delle scritture ha permesso di scegliere, nell’ambito dei gruppi specifici, le caratteristiche concrete, che di conseguenza sono state sottoposte alle analisi. Nell’ambito delle caratteristiche sintetiche sono stati analizzati: personalizzazione, fluidità, leggibilità, cura grafica. Le caratteristiche topografiche comprendevano: direzione del rigo di base dell’ annotazione “CONFERMO IL RITIRO” e della firma, distribuzione della firma sul rigo predisposto, spazi fra i segni grafici e fra le parole. Nell’ambito delle caratteristiche motorie sono stati analizzati l’impulso e la pressione grafica. In riferimento alle caratteristiche misurabili sono state analizzate: grandezza, proporzioni e inclinazione della scrittura. L’ultimo gruppo comprendeva l’analisi di presenza o di mancata presenza della ripetibilità nella costruzione di segni grafici, segni diacritici, legamenti e annotazioni della data.

A)    Caratteristiche sintetiche

Valutando le caratteristiche identificative comprese nel gruppo delle caratteristiche sintetiche, la riduzione della cura grafica dell’annotazione è stata osservata:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in sette persone;

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo – in cinque persone.

Nel gruppo di queste persone soltanto in tre casi il cambiamento è avvenuto sia con il solo supporto senza l’uso del tavolo, sia con il supporto disposto sul tavolo. In due persone il mutamento di questa caratteristica è avvenuta soltanto in posizione in piedi con l’uso del tavolo.

Fig. 2

Fig. 2. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. Si osservano i cambiamenti nella riduzione della cura grafica

La semplificazione della scrittura e la conseguente riduzione della leggibilità sono stati osservati:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in cinque persone;

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – in quattro persone.

Nel gruppo di queste persone soltanto in due casi la semplificazione della scrittura e la conseguente riduzione della leggibilità si sono verificate sia con il solo supporto senza l’uso del tavolo, sia con il supporto disposto sul tavolo.

Fig. 3

Fig. 3. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. Si osservano le semplificazioni e la riduzione della leggibilità della scrittura.

B)    Caratteristiche topografiche

In ambito delle caratteristiche topografiche sono state osservate le mutazioni nella direzione del rigo di base delle annotazioni e dei frammenti delle firme:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in sette persone si sono verificati i mutamenti nelle annotazioni “CONFERMO IL RITIRO”, in quattro di esse anche nelle firme, in tre di esse le mutazioni riguardavano sia annotazioni “CONFERMO IL RITIRO” che le firme. Il rigo di base assumeva l’aspetto diverso con i cambiamenti del percorso in una persona (per esempio inizialmente il rigo era diritto poi diventava cadente, un’altra volta cadente e ascendente con altre combinazioni)

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – in sette persone, di cui solo in due persone tali cambiamenti non sono avvenuti in posizione in piedi senza l’uso del tavolo.

Fig. 4

Fig. 4. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. Si osservano i cambiamenti del rigo di base dell’annotazione “CONFERMO IL RITIRO” e della firma.

All’analisi è stata sottoposta anche la distribuzione della firma sul rigo predisposto, i cambiamenti sono avvenuti in posizione:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in due persone,

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – in una persona.

Fig. 5

Fig. 5. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. Si osservano i cambiamenti connessi con la distribuzione della firma sul rigo predisposto.

Nell’ambito di analisi delle distanze fra i segni grafici e le parole non sono stati osservati dei cambiamenti significativi. Tali cambiamenti si sono verificati soltanto in due persone e riguardavano tutte e due posizioni in piedi (ovvero senza il tavolo e con il tavolo) e in una persona in piedi senza l’uso del tavolo.

C)    Caratteristiche motorie

In riferimento alle caratteristiche motorie della scrittura non sono stati osservati cambiamenti nell’ambito del impulso. Il grado dei collegamenti degli elementi dei segni grafici e degli stessi segni è stato mantenuto al livello simile in tutte le annotazioni realizzate in tre posizioni.

Invece i cambiamenti notevoli sono stati verificati nella pressione della scrittura. Tale fenomeno è stato osservato:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in quattordici persone, dove si è verificato l’indebolimento della pressione,

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – in nove persone.

Bisogna precisare che in sette persone la riduzione della pressione è avvenuta nelle annotazioni “CONFERMO IL RITIRO” eseguite in ambedue posizioni “non standard”, in due persone – la pressione della grafia eseguita in piedi senza il tavolo era più debole, invece con l’uso del tavolo è diventata più marcata. In cinque persone il cambiamento della pressione è avvenuto soltanto in posizione in piedi senza l’uso del tavolo. Nel caso delle scritture mediamente personalizzate e ben personalizzate il ritmo della pressione è stato mantenuto come nella posizione seduta, a contrario delle grafie meno personalizzate, dove nelle posizioni in piedi si sono verificati ulteriori momenti del disturbo del ritmo pressorio.

Fig. 6

Fig. 6. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. I mutamenti della pressione. Il ritmo pressorio è stato mantenuto. La maggiore forza pressoria si verifica in posizione in piedi al tavolo.

 

D)   Caratteristiche misurabili

La grandezza, le proporzioni e l’inclinazione della scrittura sono state valutate nell’ambito delle caratteristiche misurabili. In riferimento alla grandezza della scrittura i cambiamenti sono stati minimi. Soltanto in tre persone è stata riscontrata la minima estensione nei campioni eseguiti in piedi senza e con l’uso del tavolo. Invece i cambiamenti più importanti sono stati riscontrati nell’inclinazione della scrittura, i fenomeni di diversificazione dell’inclinazione dei segni sono stati osservati nei campioni delle annotazioni eseguiti:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in sei persone,

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – in cinque persone, mentre i loro campioni eseguiti in piedi senza il tavolo non rivelano nessun cambiamento dell’inclinazione.

Fig. 7Fig. 7-1

Fig. 7. Le firme realizzate in tre posizioni: a) seduta, b) in piedi, c) in piedi al tavolo. I cambiamenti dell’inclinazione dei segni grafici.

Nella ricerca non sono stati riscontrati mutamenti delle proporzioni dei segni, ciò conferma la teoria, rappresentata soprattutto da E. Locard[ix], sull’immutabilità delle proporzioni fra gli elementi misurabili dei segni grafici: in nessun caso è stato osservato il cambiamento di questa caratteristica.

E)     Caratteristiche di costruzione della scrittura

Ugualmente non sono stati osservati cambiamenti nell’ambito di costruzione dei segni grafici a confronto con i campioni eseguiti in posizione seduta. I cambiamenti erano minimi e riguardavano la semplificazione degli alcuni segni grafici:

1)    in piedi, con il solo supporto, senza l’uso del tavolo – in cinque persone (in due di loro i cambiamenti si sono verificati anche in posizione in piedi con il supporto disposto sul tavolo),

2)    in piedi, con il supporto disposto sul tavolo, – soltanto in una persona.

Nelle annotazioni analizzate, anche in quelle dove sono stati osservati i cambiamenti, si è verificata la ripetibilità nell’ambito di:

–         costruzione di segni grafici,

–         costruzione di segni diacritici,

–         collegamenti dei segni,

–         collegamenti fra i segni,

–         nell’annotazione della data che, tuttavia, rappresentava la parte più stabile nei campioni.

In riferimento alle annotazioni bisogna sottolineare che in nessuno dei casi i cambiamenti sono stati significativi al punto di rendere difficile l’identificazione dei loro autori – nemmeno nei campioni dove sono stati riscontrati i mutamenti in riferimento a quattro o cinque gruppi di caratteristiche (ovvero in sei persone).

I cambiamenti più significativi dovuti alla posizione “non standard”, riguardavano il grado della pressione. In pratica, oltre la forza della pressione che viene valutata nell’ambito del campione prodotto secondo una “regola personale”, si prende in considerazione anche il ritmo della pressione che fornisce i dati più misurabili. Ovviamente, il cambiamento della pressione potrebbero disturbare il quadro grafico del campione analizzato, tuttavia, prendendo come riferimento il suo ritmo più frequente (meno sottoposto ai cambiamenti), tale caratteristica potrebbe essere riconosciuta come convergente. Come abbiamo già detto precedentemente, la situazione diventa più complicata nei casi, quando la grafia è priva del ritmo pressorio.

Risultati

Come risulta dagli studi, i cambiamenti visibili sono stati verificati:

–         nel percorso di rigo di base,

–         nell’inclinazione dei segni grafici.

Tuttavia, bisogna precisare che queste caratteristiche sono abbastanza spesso sottoposte ai cambiamenti (causati da fattori endogeni ed esogeni, possono essere prodotti consapevolmente e inconsapevolmente) e non rendono difficile l’identificazione.

Riflettendo su questi punti, bisogna ribadire che gli errori si possono evitare soltanto nei casi dove lo studioso dispone di una adeguata quantità e qualità del materiale di comparazione, prodotto in diverse posizioni corporee[x]. Ovviamente tale considerazione vale per il materiale raccolto per lo svolgimento della perizia.

Le ricerche svolte hanno dimostrato che le caratteristiche scrittorie più resistenti ai cambiamenti sono:

–         proporzioni grafiche,

–         impulso,

–         grandezza,

–         costruzione dei segni grafici,

–         stesura della data.

L’analisi dei campioni ha inoltre permesso di formulare la conclusione che i cambiamenti minori si verificano nelle firme, ciò si spiega con una maggiore automatizzazione dei movimenti scrittori (a contrario alle annotazioni diverse dalle firme).

I cambiamenti minori sono stati registrati anche nelle persone con la grafia mediamente o ben personalizzata. Nelle grafie non personalizzate i cambiamenti erano maggiori e alternavano nell’ambito della caratteristica analizzata.

Conclusioni

Le domande sulla possibilità di determinare in quale posizione corporea sono stati eseguiti i campioni, portano alla conclusione che i cambiamenti avvenuti nelle scritture, dovuti ad assunzioni delle diverse posizioni, non autorizzano a stabilire con certezza la posizione corporea, poiché i cambiamenti non sono tipici ed esclusivi per una sola condizione e si presentano con diversa forza e in ambito di quasi tutte le caratteristiche identificative. Inoltre, come dimostra la storia delle ricerche sulle grafie, i cambiamenti simili possono verificarsi per diversi motivi (fattori endogeni o esogeni). Certamente si possono formulare delle supposizioni, che sostenute dall’analisi del documento possono fornire delle risposte più sicure almeno sulla posizione scrittoria “non standard”, poiché talvolta alcuni documenti vengono compilati nelle posizioni corporee diverse da quella seduta.

Bibliografia

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2. Hill B. , Tajniki pisma, Warszawa 1992;

3. Klęsk A. , Psychofizjologia i patologia pisma, Warszawa 1924;

4. Koziczak A. , Metody pomiarowe w badaniach pisma ręcznego; Instytut Ekspertyz Sądowych, Kraków 1997, ISBN 83-87425-01-X;

5. Locard E. : Dochodzenie przestępstw według metod naukowych, Księgarnia Powszechna, Łódź 1937;

6. Ozga E. , Wybrane zagadnienia wpływu zmian ustroju psychofizycznego człowieka oraz innych czynników na wygląd pisma ręcznego, a w szczególności podpisów (in:) Z. kegel (a cura di.), Problematyka dowodu z ekspertyzy dokumentów, T.I , Wrocław 2002;

7. Pięciorek E. , Deformacje pisma ręcznego a zwłaszcza wpływ ciężkiej pracy fizycznej na jego obraz (in:) Badania dokumentów. Deformacje pisma ręcznego, Wydawnictwo Centralnego Laboratorium Kryminalistycznego KGP, Warszawa 1999;

8. Pobocha J. , Problemy patologii pisma, Z Zagadnień Kryminalistyki, z. XX, Warszawa 1988;

9. Skubisz S. , Dowód z ekspertyzy pism patologicznych, Zakamycze 2004;

10. Skubisz-Ślusarczyk S. , Zieniewicz I., Reference material in handwriting expertise- an old issue still a challenge, Criminalistics and forensic examination, science, studies,practice, Vilnius, Charków 2013;

11. Zieniewicz I. , Wpływ cech patologicznych pisma na wartość dowodową ekspertyzy pismoznawczej, Zakamycze, 2005.

Note

[i] Iwona Zieniewicz, Phd. – docente e ricercatrice presso la Cattedra di Criminalistica, Facoltà di Legge, Amministarazione ed Economia, Università di Wrocław in Polonia.

[ii] Sylwia Skubisz-Ślusarczyk, Phd. – docente e ricercatrice presso la Cattedra di Criminalistica, Facoltà di Legge, Amministarazione ed Economia, Università di Wrocław in Polonia.

[iii] B. Hill, Tajniki pisma, Warszawa 1992, pp. 33-34.

[iv] Z. Czeczot, Badania identyfikacyjne pisma ręcznego, Warszawa 1971, p. 18-19.

[v] A. Klęsk, Psychofizjologia i patologia pisma, Warszawa 1924, p. 28.

[vi] E. Napieralska- Ozga, Wybrane zagadnienia wpływu zmian ustroju psychofizycznego człowieka oraz innych czynników na wygląd pisma ręcznego, a w szczególności podpisów (in:) Z. kegel (a cura di.), Problematyka dowodu z ekspertyzy dokumentów, T.I , Wrocław 2002, p. 103; E. Pięciorek, Deformacje pisma ręcznego a zwłaszcza wpływ ciężkiej pracy fizycznej na jego obraz (in:) Badania dokumentów. Deformacje pisma ręcznego, Wydawnictwo Centralnego Laboratorium Kryminalistycznego KGP, Warszawa 1999, pp. 12-13; I. Zieniewicz, Wpływ cech patologicznych pisma na wartość dowodową ekspertyzy pismoznawczej, Zakamycze, p. 61 e successive; S. Skubisz, Dowód z ekspertyzy pism patologicznych, Zakamycze 2004, p. 62 e successive.

[vii] La patologia della scrittura è rappresentata dalle alterazioni nell’ambito della grafia e nella sfera linguistica, in relazione a un modello di riferimento, personalizzato precedentemente dallo scrivente. J. Pobocha, Problemy patologii pisma, Z Zagadnień Kryminalistyki, z. XX, Warszawa 1988, pp. 116-117.

[viii] Le autrici hanno utilizzato il catalogo non ufficiale delle caratteristiche identificative della scrittura descritto soprattutto da A. Koziczak, Metody pomiarowe w badaniach pisma ręcznego; Instytut Ekspertyz Sądowych, Kraków 1997, ISBN 83-87425-01-X, pp. 37-47;

[ix] E. Locard: Dochodzenie przestępstw według metod naukowych, Księgarnia Powszechna, Łódź 1937, p. 159 e successive.;

[x] Dalle ricerche svolte dalle autrici sulla qualità dei saggi grafici raccolti nella pratica per l’analisi peritale, risulta che i saggi vengono raccolti in diverse posizioni corporee, ciò comporta la variabilità della scrittura. Cfr. S. Skubisz-Ślusarczyk, I. Zieniewicz, Reference material in handwriting expertise- an old issue still a challenge, Criminalistics and forensic examination, science, studies,practice, Vilnius, Charków 2013;

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