Economia

Obiettivo India

(di Sabrina Polato)

ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI

Mappa IndiaPopolazione: 1.220.800.359

Età media: 26,7 anni

Principali aree urbane (nr.abitanti): NEW DELHI (capitale) 21,72 milioni; Mumbai 19,695 milioni; Kolkata 15,294 milioni;     Chennai 7,416 milioni; Bangalore 7,079 milioni.

Moneta: Rupia Indiana – 1 Euro = 84.7386 Rupia Indiana.

Governo: Repubblica Federale suddivisa in 28 Stati e 7 unioni territoriali.

Membro di (i più importanti): ASEAN (Associazione tra le Nazioni del Sud-Est Asiatico: tra i Paesi membri dell’Associazione, in tutto 11, vige un accordo di libero scambio), BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa), FAO, OECD, OPCW, UNESCO, UNIDO, UNIFIL, UPU, WCO, WHO, WIPO, WMO, WTO.

Tasso di crescita reale PIL: 3,2% (2012) – 6,3% (2011) – 10,5% (2010)

Principali settori industriali: TESSUTI, LAVORAZIONE E TRASFORMAZIONE DEL CIBO, ACCIAIO, MEZZI DI TRASPORTO, CEMENTO, INDUSTRIA MINERARIA, PETROLIO, MACCHINARI, SOFTWARE, PRODOTTI FARMACEUTICI.

Export: Tessuti, gioielli e pietre preziose, prodotti dell’ingegneria e software, ferro ed acciaio, apparecchiature elettroniche, veicoli.
Export – Principali Paesi partner: Emirati Arabi Uniti 12.3%, Stati Uniti 12.2%, Cina 5%, Singapore 4.9%, Hong Kong 4.1%.
Import: Petrolio greggio, macchinari, concimi, prodotti chimici, fertilizzanti, mobili e complementi d’arredo, dispositivi medicali.
Import – Principali Paesi partner: Cina 10.7%, Emirati Arabi Uniti 7.8%, Arabia Saudita 6.8%, Svizzera 6.2%, Stati Uniti 5.1%.Fonte: The World Fact book (January 2014) CIA – Central Intelligence Agency – USA
L’ECONOMIA INDIANAL’India è la decima più grande economia del mondo in termini nominali (dati Fondo Monetario Internazionale), e la quarta in termini di potere d’acquisto. Possiede la seconda più grande forza lavoro del mondo, con 516,3 milioni di persone, il 60% dei quali sono impiegati nel settore agricolo e industrie connesse, il 28% nei servizi e industrie connesse ed il 12% nel settore industriale vero e proprio.L’India rappresenta quindi oggi un mercato dalle significative potenzialità, forse unico, a livello mondiale, per l’ampiezza dei margini di inserimento che esso offre, pur in presenza di importanti complessità (il Paese soffre ancora di alti livelli di povertàanalfabetismo e malnutrizione).

Il ritmo di crescita dell’economia indiana resta tra i più elevati su scala globale, nonostante il rallentamento dell’ultimo biennio.

Dopo la crisi internazionale del 2009 ed un rapido ritorno ai trend pre-crisi (attorno al 9%  nell’anno fiscale aprile 2010/marzo 2011), la crescita dell’economia indiana si e’ ridotta al 6,7% nel 2011/2012 e al 4,5% nel 2012/2013. Le previsioni per l’anno fiscale aprile 2013/ marzo 2014 si collocano  attorno al 5%.
Permangono al momento diverse criticità del quadro macroeconomico:

– un’elevata inflazione al consumo (attorno al 9%), principalmente a causa delle significative strozzature dal lato dell’offerta;

– una riduzione nel flusso di investimenti diretti esteri, anche a causa di un business environment complesso, soprattutto da un punto di vista burocratico-amministrativo;

– un elevato protezionismo, con tariffe ad valorem dei dazi di importazione comprese tra il 25% ed il 150% (vini e liquori).

Tra gli elementi positivi si segnalano invece:

– la recente graduale ripresa delle esportazioni, favorite dal deprezzamento della rupia (che nel corso dell’estate 2013 aveva raggiunto il suo minimo storico sul dollaro);

– la graduale contrazione del deficit di conto corrente;

– la costituzione di un Cabinet Committee on Investments (CCI) per velocizzare l’approvazione dei mega-investimenti;

– l’avvio di un programma di riforme del settore finanziario da parte del neo Governatore Rajan;

– l’avvio, a partire da settembre 2012, di una serie di riforme economiche che hanno coinvolto diversi settori tra cui la grande distribuzione, il settore bancario, l’aviazione civile, i prezzi energetici, il broadcasting;

– l’avvio del processo di “riforma della governance”, teso a ridurre gli ostacoli burocratici e a snellire le procedure di approvazione dei grandi investimenti;

– l’avvio di una serie di piani industriali volti a colmare il deficit energetico ed infrastrutturale del Paese.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri – Ufficio commerciale Ambasciata d’Italia a New Delhi – febbraio 2014.

L’INTERSCAMBIO CON L’ITALIA

EXPORT (Italia vs India)

macchinari ed apparecchiature;

– capi di abbigliamento;

– prodotti farmaceutici;

– prodotti ed articoli in metallo;

– apparecchiature elettriche ed elettroniche anche per uso domestico

– apparecchi elettromedicali

IMPORT (India vs Italia)

prodotti chimici;

– coke e prodotti derivanti dalla lavorazione del petrolio;

– prodotti della metallurgia;

– prodotti dell’agricoltura;

– articoli di abbigliamento lavorati in conto terzi.

 

OPPORTUNITA’ DI BUSINESS PER LE IMPRESE ITALIANE

Tra i settori strategici per l’internazionalizzazione delle imprese italiane si segnalano:

costruzioni e infrastrutture, macchinari ed apparecchiature, meccanica e meccatronica, prodotti della metallurgia, energie rinnovabili, comparto automobilistico, tecnologie agroalimentari, settore vinicolo, settore agro-alimentare, settore medicale (apparecchiature ad uso medicale e forniture ospedaliere), mobili e complementi d’arredo.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri – Infomercati Esteri_India

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