Economia

Russia: per molti ma non per tutti

di Sabrina Polato

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ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI

Popolazione: 142.500.482 (Luglio 2013) di cui Popolazione urbana pari al 73,8% del totale.

Età media: 38,8 anni.

Principali aree urbane (nr.abitanti): MOSCA (capitale) 10.523.000; San Pietroburgo 4.575.000; Novosibirsk 1.397.000; Yekaterinburg 1.344.000; Nizhniy Novgorod 1.267.000.

Moneta: Rublo (RUB).

Governo: Federazione suddivisa a livello amministrativo in 46 province, 21 repubbliche, 4 circondari autonomi, 9 Krais, 2 città federali (Mosca e San Pietroburgo) e 1 zona (oblast) autonoma. Presidente della Repubblica dal 7 maggio 2012 e’ Vladimir Vladimirovich PUTIN, Premier di Governo dal 8 maggio 2012 e’ Dmitriy Anatolyevich MEDVEDEV.

Membro di: WTO, ONU, CSI (comunità degli Stati Indipendenti), APEC (Asian Pacific Economic Cooperation), CONSIGLIO D’EUROPA, CONSIGLIO ARTICO, G-20; G-8; EAEC (Eurasian Economic Community), EAPC (Euro-Atlantic Partnership Council), FAO.

Tasso di crescita reale PIL: + 3,4% (2012), + 4,4% di media negli ultimi 3 anni.

Principali settori industriali: industria mineraria ed estrattiva (carbone, petrolio, gas, prodotti chimici e metalli); macchinari per la produzione di velivoli ad alte prestazioni e di veicoli spaziali; industria della difesa (radar, produzione missilistica e componenti elettronici avanzati); costruzione navale, stradale e ferroviaria, mezzi di trasporto; apparecchiature di comunicazione; macchine agricole, trattori e macchine movimento terra; generazione elettrica ed impianti di trasmissione, strumenti medici e scientifici; beni di consumo durevoli, tessili, alimentari, artigianato.

Export: petrolio e prodotti petroliferi, gas naturale, metalli, legno e prodotti in legno, prodotti chimici, manufatti per uso militare.

Export – Principali Paesi partner: Olanda 14.4%, Cina 6.4%, Italia 5.3%, Germania 4.5%.

Import: macchinari, veicoli, prodotti farmaceutici, prodotti metallici, semilavorati in plastica, prodotti alimentari (in primis carne, frutta e noci), strumenti ottici e medicali, lavorati e semilavorati di ferro e di acciaio.

Import – Principali Paesi partner: Cina 15.5%, Germania 9.5%, Ucraina 5.5%.

Fonte: The World Fact book (September 2013) CIA – Central Intelligence Agency – USA

ANALISI ECONOMICA

La Russia negli ultimi 20 anni ha subito notevoli mutamenti a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, spostandosi progressivamente da un’economia isolata e centralmente pianificata ad un’economia di mercato e globalmente integrata. Ad oggi, l’economia russa rappresenta l’ 8a economia più grande al mondo in termini di GDP (prodotto interno lordo), con una crescita media negli ultimi 3 anni (in piena crisi economica-finanziaria) superiore al 4%. Non a caso la Russia, unitamente a Brasile, Cina ed India e’ stata annoverata tra le economie BRIC, un acronimo coniato nel 2001 ed utilizzato nel gergo economico per descrivere i 4 Paesi considerati il motore dell’economia mondiale, ovvero i Paesi con le migliori performance di crescita del XXI° secolo.

L’economia russa e’ trainata soprattutto dal settore energetico. Nel 2011, la Russia è diventata il principale produttore mondiale di petrolio, superando l’Arabia Saudita, ed il secondo più grande produttore di gas naturale e di carbone da combustione (la Russia detiene infatti le maggiori riserve mondiali di gas naturale e di carbone). La Russia è inoltre esportatore di metalli, come acciaio ed alluminio primario. La dipendenza della Russia dalle esportazioni di materie prime naturali ed energetiche lo rende però vulnerabile alle oscillazioni continue dei prezzi delle commodities a livello mondiale. Tuttavia, il governo ha recentemente intrapreso un ambizioso programma per ridurre questa dipendenza e costruire settori ad alta tecnologia.

La Russia ha aderito all’Organizzazione mondiale del commercio nel 2012: questo permetterà la progressiva riduzione delle barriere commerciali in ingresso per i beni ed i servizi stranieri importati, ma aiuterà anche i beni ed i servizi russi ad aprirsi maggiormente ai mercati mondiali. Allo stesso tempo, la Russia ha cercato di cementare i legami economici con i paesi dell’ex spazio sovietico attraverso una unione doganale con la Bielorussia ed il Kazakistan e, nei prossimi anni, attraverso la creazione di un nuovo blocco economico Russia – led chiamato Unione economica Eurasiatica.

A livello di IDE, la Russia ha sempre avuto difficoltà ad attirare investimenti diretti esteri e ha vissuto grandi deflussi di capitali negli ultimi anni. Le ragioni di questa scarsa capacità di attrazione dei capitali mondiali risiede in quelli che possono essere definiti i 3 grossi problemi ancora irrisolti nel Paese e che incidono negativamente sulla sua competitività: la contrazione della forza lavoro, la corruzione dilagante e gli scarsi investimenti in infrastrutture.

Fonte: The World Fact book (September 2013) CIA – Central Intelligence Agency – USA

L’INTERSCAMBIO CON L’ITALIA

EXPORT (ITALIA VS RUSSIA)

  • PRODOTTI ALIMENTARI
  • ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO, PELLI E PELLICCE
  • ARTICOLI IN PELLE (NO ABBIGLIAMENTO)
  • MACCHINARI ED APPARECCHIATURE
  • AUTOVEICOLI, RIMORCHI E SEMIRIMORCHI
  • MOBILI E COMPLEMENTI D’ARREDO
  • PRODOTTI CHIMICI
  • APPARECCHIATURE ELETTRICHE E NON PER USO DOMESTICO

IMPORT (RUSSIA VS ITALIA)

  • PRODOTTI ENERGETICI (COKE E DERIVATI DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO)
  • PRODOTTI CHIMICI
  • MINERALI E PRODOTTI DERIVATI DALLA LAVORAZIONE DEI MINERALI
  • PRODOTTI DELLA METALLURGIA

Fonte: Ministero degli Affari Esteri – Infomercati Esteri_Federazione Russa

OPPORTUNITA’ DI BUSINESS PER LE IMPRESE ITALIANE

Prodotti alimentari

La domanda russa di prodotti enogastronomici e’ in continua crescita, con un trend positivo del 15/20% annuo. Ciò nonostante le nostre esportazioni nel settore non riescono a seguire questa dinamica, dal momento che esse rappresentano solo il 6% del totale dell’export italiano vs la Russia. Le ragioni di questo gap sono riconducibili a due fattori: complesse procedure doganali,  sistema di certificazione e registrazione dei prodotti poco chiaro e soggetto a continue modifiche. Tutto questo rende quindi difficile per l’operatore italiano, mediamente piccolo e poco strutturato, ovvero privo di una propria struttura di commercializzazione, pianificare una penetrazione del mercato russo senza l’assistenza di un partner in loco. Il 40% della domanda russa si concentra a Mosca, dove sono presenti anche la maggior parte dei ristoranti italiani, ma sempre con più frequenza si registrano aumenti nella domanda anche da altre grandi città quali Novosibirsk, San Pietroburgo, Novgorod, Samara. I principali canali di distribuzione dei prodotti alimentari sono le grandi catene al dettaglio che operano nei grandi centri urbani, ed i cosiddetti ‘produkty’, negozi di generi alimentari e di prima necessità, residuo distributivo dell’era sovietica ma privatizzati e diffusi in modo capillare su tutto il territorio. Particolarmente richiesti i beni quali vino, bevande alcoliche, carne, pasta, noci, dolciumi, frutta e verdura.

Articoli di abbigliamento

Anche in questo settore la domanda russa e’ in continuo aumento, con una crescita dell’11% registrata ancora nel 2012. La vera novità risiede nel fatto che per la prima volta l’aumento e’ stato trascinato non più dalla fascia di consumatori a reddito alto o altissimo (amanti del lusso, e quindi scarsamente influenzati dall’oscillazione dei prezzi), ma da una nuova tipologia di consumatore, la cui preferenza va in maniera sempre più forte verso prodotti con un elevato rapporto tra qualità e prezzo. Le maggiori potenzialità per il MADE IN ITALY risiedono quindi soprattutto in questa fascia, all’interno della quale possono trovare spazio non solo i marchi blasonati del lusso, ma anche tante PMI specializzate nella produzione di capi di qualità non seriali. All’interno del comparto spicca la domanda di calzature e borse Made in Italy, di accessori e di capi di abbigliamento in pelle e pelliccia. A livello geografico, si nota una progressiva perdita della concentrazione nei due grandi centri urbani di Mosca e San Pietroburgo, vs nuove aree geografiche quali la Siberia e l’Estremo oriente russo. Nella struttura distributiva del comparto sono in forte crescita le catene commerciali, anche di livello alto, e le aperture di negozi monomarca; si diffonde parallelamente anche l’abitudine di acquistare via Internet.

Mobili e complementi d’arredo

Gli spazi di vendita per i prodotti italiani si concentrano nella fascia alta/medio-alta del mercato russo, dal momento che la domanda per le fasce bassa e medio-bassa e’ ampiamente soddisfatta dalle produzioni di altri competitors più competitivi seppure qualitativamente inferiori quali Germania, Corea del Sud,    Ucraina, Polonia e Cina. Nonostante questa forte concorrenza, per una parte del fabbisogno interno (in totale circa il 40% della popolazione, ovvero 57 milioni di persone) le potenzialità per il Made in Italy rimangono buone, dal momento che la produzione interna, seppure in crescita, non e’ assolutamente in grado di soddisfare la domanda interna. Di particolare interesse per il Made in Italy risulta essere il settore dell’arredamento delle ville e delle case di campagna del ceto più abbiente (a cui piace apparire ed evidenziare il proprio STATUS SYMBUL ed e’, quindi, sempre alla ricerca di lusso, sfarzo e tutto cio’ che fa tendenza), ma anche il settore dell’arredo specializzato ad uso NON privato (mobili per negozi, centri commerciali, ristoranti, locali pubblici, catene di negozi in franchising, uffici).

Macchinari ed apparecchiature meccaniche

Il comparto rappresenta ad oggi quello con le maggiori potenzialità per l’export italiano, dal momento che la produzione locale non e’ in grado di competere con i players internazionali, compresi quelli italiani, sia in termini di aggiornamento tecnologico, sia in termini di rinnovamento. I principali fornitori russi (e quindi i principali concorrenti italiani) sono la Germania in primis, seguita da Turchia e Cina. Ottime prospettive si evidenziano nel settore delle forniture di tecnologia alle industrie della trasformazione alimentare e della lavorazione del legno (arredi e complementi per l’edilizia), nel metalmeccanico, nel petrolchimico e, a valle di quest’ultimo, nella produzione di articoli e materiali in plastica e gomma.

Apparecchiature elettroniche, strumenti di precisione e di misurazione, prodotti per l’ottica

Altro settore ad altissimo potenziale di sviluppo per le esportazioni italiane in Russia nei prossimi anni e’ quello delle apparecchiature elettroniche, in particolare nel settore medicale ed ospedaliero, la cui domanda e’ sostenuta dal rapido sviluppo di servizi sanitari prestati su base commerciale tramite Assicurazioni private nelle principali città russe e dal percorso di ristrutturazione e riqualificazione del sistema sanitario statale in corso negli ultimi anni. Altri prodotti molto richiesti sono le attrezzature ad alta tecnologia (strumenti ottici, strumenti fotografici, strumentazioni medicali, diagnostiche ed ospedaliere, strumenti di precisione). Nel comparto tecnologico l’Italia deve però confrontarsi con altri Paesi dalla maggiore specializzazione produttiva “tecnologica”, quali Germania, Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Cina che, al momento, rappresentano i principali fornitori russi nel comparto. La quota di mercato italiana rappresenta infatti ad oggi appena il 2,8% del totale. Una penetrazione, quella del mercato russo, resa ancora più difficile dalle elevate barriere all’ingresso rappresentate dai sistemi di omologazione e registrazione delle apparecchiature e, per il settore statale, dalla complessità dei BANDI di acquisto della pubblica amministrazione. Problematiche che dovrebbero però essere in parte risolte con l’implementazione degli accordi presi dalla Russia in sede di adesione alla WTO.

Fonte: Ministero degli Affari Esteri – Infomercati Esteri_Federazione Russa

 

 

 

 

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