Diritto Criminologia e criminalistica

Vittime di noi stessi. Gli aspetti grafologici e psicologici dell’assertività e dell’anassertività

(di Jolanta Grebowiec Baffonii)

Negli ultimi tempi sempre piu’ spesso siamo testimoni ma anche partecipanti delle violenze piu’ o meno accentuate, quasi in ogni ambito della vita. Mentre in tanti casi degli abusi possiamo contare sull’intervento delle forze dell’ordine e sulle norme giuridiche, di fronte a tante altre situazioni di aggressione fisica o verbale ci sentiamo impotenti e costretti a subire. Fra questi tipi di violenze includiamo bullismo, violenze domestiche o nell’ambiente lavorativo che prevalentemente non vengono segnalati o denunciati e si propagano nel tempo, accentuandosi e schiaccandoci sotto minacce o abusi degli altri.

Se da una parte l’aggressione esterna ci rende impotenti, dall’altra l’eventuale mancanza della nostra reazione accresce il senso di colpa e la frustrazione per non aver reagito in nostra difesa e non aver preteso i propri diritti. A lungo andare le situazioni conflittuali sembrano insuperabili e ci portano ad un circolo vizioso di sopportare le violenze per non perdere o non distruggere i legami che in qualche modo ci garantiscono una vita “familiare” o una risorsa economica, ma purtroppo con il continuo abassamento dell’autostima.

La nostra storia e il vissuto formano ed elaborano il nostro presente e il futuro. Inconsciamente indirizziamo i nostri passi verso la ricerca della sicurezza che tante volte non supera il cerchio della sofferenza, che paradossalmente accettiamo e quindi adottiamo come nostra e personale, quasi “affidabile”. In questo modo le nostre menti diventano ostaggi delle nostre convinzioni, delle esperienze e delle paure, incapaci di esigere il rispetto per propri diritti. Sopportando gli abusi degli altri, diventiamo le vittime di noi stessi, del nostro malessere per mancanza di autostima.

È vero che l’autostima non è il garante totale della sicurezza personale e nemmeno della difesa dagli attacchi alla propria persona, tuttavia la presa di posizione in propria difesa è il primo passo verso la vita vissuta con il rispetto verso se stessi. Infatti, percependo il rispetto verso se stessi abbiamo il coraggio di esigerlo dagli altri. La consapevolezza dei propri diritti è la strada per comprendere chi siamo e per conoscere le nostre potenzialità, poiché “tutto è personale nell’uomo”, ovvero tutti gli uomini sono preziosi e uguali nei diritti per la preziosità dell’unicità, che abbiamo il dovere e il potere di difendere.

TUTTO È PERSONALE NELL’UOMO

Questa affermazione di Girolamo Moretti, caposcuola di grafologia italiana, pienamente corrisponde con quella di Franco Nanetti: “(…) l’essenza della grandezza sta non nell’aspirare a qualcosa di grandioso, non nel successo a tutti i costi, ma nel ritrovarci nella nostra unicità, nella nostra personale realizzazione (…)”. ii

L’affermazione di Nanetti va oltre, poiché ribadisce il diritto di realizzarci in modo consapevole, poiché “la vera libertà è libertà di essere se stessi.”iii

Moretti in tutta la sua attività scientifica pone un forte accento sull’irripetibilità, non del solo aspetto fisico dell’uomo, ma di ogni suo comportamento: passo, gesto, voce, grafia.

Partendo da questa tesi lo studioso, nella grafia, scrutava le proprietà psichiche e fisiche dell’individuo. La “sua” grafologia si basava sulle leggi psicofisiologiche e sullo studio del temperamento umano come base del carattere.

Il temperamento e l’intelletto, due binari posti sotto la personalità, guidata dalla locomotiva qual è emotività.

Moretti, morto nel 1963, probabilmente non si imbatté al termine assertività, tuttavia egli, da studioso che pose e verifico le sue intuizioni sul piano scientifico, distinse i quattro temperamenti che rispecchiano pienamente le caratteristiche di assertivo, di anassertivo e di aggressivo.

Temperamenti morettiani

I quattro temperamenti sono distinti in coppie opposte: di cessioneresistenza, di assaltoattesa e in qualche grado appartengono ad ognuno di noi e la loro disintegrazione può provocare le anomalie del comportamento e della personalità.

Il temperamento della Cessione si distingue per dolcezza e disponibilità, ma il suo eccesso può portare alla debolezza, all’indifesa, alla condiscendenza.

La Cessione è utile nel comunicare e nel relazionarsi con gli altri in modo aperto e cordiale, è necessaria nei rapporti con i figli, ma è importante che sia consapevole e improntata da resistenza, indispensabile ad ogni uomo.

La Cessione può essere integra o disintegrata. Integra è quella munita di riflessione, di prudenza ed equanimità, la disintegrata invece “può essere tale per debolezza di temperamento, per lusinga attiva o passiva o per affettività, per vigliaccheria, per mancanza di distinzioni morali”iv, ecc.

La Resistenza è il temperamento opposto della cessione ed è indispensabile per far fronte alle difficoltà della vita, protegge la personalità dalle influenze altrui e dalle tentazioni. L’eccesso della resistenza provoca la chiusura e la freddezza, l’incapacità di relazionarsi, l’inflessibilità e l’ostilità.

Il temperamento dell’Assalto è necessario per la sopravvivenza. L’individuo con l’insufficienza dell’Assalto non riesce a realizzare i propri progetti, a difendere le proprie posizioni, non riesce a superare le difficoltà. Invece l’Assalto eccessivo porta alla violenza e alla dominanza, a non rispettare i diritti altrui.

Tale temperamento può sfociare sia nel coraggio che nell’audacia, ciò dipende dal grado della sua presenza. Il temperamento dell’assalto “deve trovare freno nella ragione”, poiché la sua spontaneità potrebbe nuocere sia all’individuo che ai suoi prossimi.

Il freno della ragione è rappresentato nel temperamento dell’Attesa, che è molto più complicato e molteplice degli altri temperamenti.

L’Attesa è quella componente del carattere e dell’intelletto che permette la riflessione e il saper attendere il momento opportuno. La disintegrazione del temperamento dell’Attesa si avvera per l’eccesso di attesa, per difetto, per evoluzione di modalità. La disintegrazione per l’eccesso sta in un indugio eccessivo di conclusione, ciò comporta che il soggetto fa fatica o non riesce a realizzare i propri progetti. Quello per difetto di attesa avviene per mancanza di prudenza, per impetuosità, per precipitazione conclusiva. “Quella per evoluzione di modalità avviene per la inosservanza delle convenienze imposte o da natura o dalla educazione sociale.” v

Il temperamento di Attesa tende a giocare di astuzia, di inganno, di sorpresa, quindi sta fondato sulla tendenza alla insincerità”vi.

I quattro temperamenti morettiani, equilibrati fra di loro, stanno alla base della personalità sana, capace di realizzare gli obiettivi rispettando se stessa e gli altri.

La disintegrazione di una delle componenti comporta un deficit o un eccesso nelle caratteristiche del comportamento. “La disintegrazione di ogni individuo è singolare. Si può ripetere in altri individui ma non nello stesso modo e nella stessa misura” vii, ciò di conseguenza comporta che anche ogni assertività, anassertività ed aggressività possono assumere gli aspetti diversi e le modalità di espressione individuali, in relazione alle caratteristiche innate ed acquisite della persona. Tuttavia esistono elementi distintivi fondamentali dei comportamenti assertivi, anassertivi o aggressivi.

ASSERTIVITA’, ANNASERTIVITA’ E AGGRESSIVITA’

Assertività

Franco Nanetti scrive: “chi cerca la propria affermazione nel rispetto degli altri è orientato alla verità e alla coerenza”viii, tuttavia, non è il “privilegio” di tutti affermarsi in modo tranquillo, sicuro e rispettabile.

Colui che si rapporta con gli altri in modo coerente, rispettando se stesso e l’altro è assertivo, ovvero colui che compie una condizione dell’essere libero, “dove per essere liberi non si intende un affrancarsi dai condizionamenti, ma un poter scegliere responsabilmente.”ix

L’assertività è una caratteristica che permette di relazionarsi promuovendo la comunicazione interpersonale, sa persuadere, esprimersi autenticamente, donare e ricevere fiducia. Tali capacità relazionali permettono di affrontare stati depressivi e disturbi di comportamento, con “il superamento di numerose forme di “somatizzazione””x.

L’assertività ci rende moralmente forti, virtuosi e ricchi d’amore. Se mi percepisco debole rischierò di agire manipolando o dominando, ma se mi sento forte non avrò la necessità né di compiacere né di impormi, sarò “vero”“xi.

Essere “vero”, secondo la tipologia dei temperamenti morettiani, consiste nell’equilibrio dei quattro temperamenti, cui integrazione comporta il benessere psichico, fisico e spirituale, equilibrio fra l’Io sociale e l’Io individuale.

I requisiti dell’assertività ed integrazione dei temperamenti

Fra i requisiti che caratterizzano in modo specifico di essere assertivi, Nanetti indica: la consapevolezza di se stessi, l’autostima, l’essere autonomi, il vivere la logica del desiderio, il sentimento del potere a somma variabile.

Nella tipologia di Moretti tutti questi requisiti si caratterizzano da un’armonia dei quattro temperamenti, ovvero dalla loro integrazione che porta il benessere della personalità.

La consapevolezza di se stessi, ovvero delle proprie capacità, del senso di potere ed essere sta alla base di essere assertivi. Questa consapevolezza di conseguenza permette all’autostima come il riconoscimento della propria personalità e il legittimo risentimento dell’Io con capacità di difesa di se stessi e dei propri punti di vista in modo cosciente e razionale.

L’essere autonomi, come conseguenza dell’autostima e della capacità di mettere in atto i propri progetti, permette di realizzare in modo razionale e sereno gli obiettivi, senza pretesa verso gli altri, seguendo il vivere la logica del desiderio, ovvero la consapevolezza della libertà di espressione e della realizzazione dei propri desideri con il rispetto dell’altro.

Il sentimento del potere a somma variabile, quindi il riconoscere a se stesso il diritto di poter cambiare il punto di vista, di atteggiamenti, di opinioni in funzione delle situazioni di realizzazione.

Tutti questi requisiti dell’assertività e le loro caratteristiche si esprimono nel continuum “fra due opposte polarità attitudinali di relazione: Io-Tu, gregarismo-individualismo, ciclotimia-schizotimia”xii che si manifestano nel segno grafologico Curva-Angolosa, come il risultato del grado di rilassamento – tensione psicosomatica. Curva, come indice di rilassamento, esprimente il temperamento di Cessione ed Angolo come indice della tensione, appartenente al temperamento dell’Assalto, rappresentano due opposti del continuum dell’Io sociale ed Io individuale. I due segni vanno comunque considerati nel contesto con gli altri segni grafologicixiii e con il grado di loro “forza” ed intensità.

Moretti non avendo adoperato esplicitamente il termine di assertività, propone le sue peculiarità nell’analisi grafologica di Curva-Angolosa.

Cessione                                                                                           Assalto

Figura

Lo schema è stato ripreso da Palaferri N.: L’indagine grafologica e il metodo morettiano, p. 80

Nei contesti positivi della grafia, con il giusto grado di tensione-rilassamento fra Curva ed Angolo (ovvero fra l’Io sociale e l’Io individuale) Moretti indica le caratteristiche della personalità distinta da totale spontaneità dell’adattamento, istintiva continuità tra l’Io e il Tu, adattamento cosciente e razionale, capacità di legittima asserzione e difesa dell’Io, socialità oculata e cosciente.

Correlando le indicazioni di Moretti con le affermazioni di Nanetti troviamo i punti corrispondenti nelle dinamiche degli atteggiamenti dell’assertivo:

Assertività

I diritti degli altri                                                                                          I diritti propri

Nell’equilibrio fra i due opposti che avvengono fra l’Io sociale e l’Io individuale si possono collocare quelle caratteristiche che Nanetti elenca per l’assertività ovvero: la consapevolezza di se stessi, l’autostima, l’essere autonomi, il vivere la logica del desiderio, il sentimento del potere a somma variabile.

Come scrive Nanetti “la vera libertà non è né adesione passiva né opposizione ad un altro”,xiv ovvero è quell’equilibrio che Moretti colloca fra Cessione ed Assalto. La vera libertà “è un sì a se stessi, un muoversi per realizzare qualcosa che è fortemente motivato dai nostri desideri”xv

L’assertivo ha un fondamentale compito: credere in se stesso senza farsi condizionare dai giudizi dell’altro”xvi.

Quando nel continuum fra i due opposti manca un giusto equilibrio, si tratta di una personalità disintegrata, che secondo Moretti potrebbe soffrire di Cessione esagerata o di Assalto eccessivo, invece secondo Nanetti, assume le caratteristiche di anassertività od aggressività: “Se l’anassertività ci rende infelici e l’aggressività inquina i nostri rapporti affettivi e professionali, l’assertività mantiene aperto il processo di comunicazione, favorisce la consapevolezza del proprio valore e la dignità personale.”xvii

Anassertività e Agressività

Sia la persona anassertiva che la persona aggressiva, […] vivono, in modo manifesto o latente, relazioni centrate sulla dipendenza”.xviii

La persona anassertiva e aggressiva vivono nella logica del bisogno, ossia ritengono che i propri desideri non siano delle legittime preferenze ma delle necessità assolute.”xix

Nella logica del bisogno il soggetto affronta la realtà attraverso modi di pensare assolutizzanti e irrazionali, che provocano reazioni comportamentali ed emotive inadeguate: uno di questi modi di pensare è la convinzione che “bisogna essere amati e rispettati da tutti per sentirsi bene”, un altro è che “bisogna essere competenti in qualsiasi aspetto della nostra vita per mantenere una stima di noi stessi abbastanza alta.”xx

Queste enunciazioni di Nanetti, considerate nell’ottica delle osservazioni di Moretti, entrano far parte nella disintegrazione dei temperamenti di Cessione e di Assalto.

Riprendendo il discorso sulla categoria grafologica Curva-Angolosa, come la manifestazione del grado di equilibrio o di squilibrio fra l’Io individuale e l’Io sociale, l’eccesso di Curva rappresenta la sproporzione della Cessione e l’eccesso dell’Angolo rappresenta la sregolatezza dell’Assalto.

Se nei contesti positivi, con il giusto grado di tensione-rilassamento fra l’Io sociale e l’Io individuale Moretti indica le caratteristiche della personalità, corrispondenti alle caratteristiche della persona assertiva considerate da Nanetti, nei contesti negativi e con sproporzione di uno dei temperamenti otteniamo l’immagine di persona anassertiva da una parte del continuum e di persona aggressiva dalla parte opposta.

Moretti non esclude che la persona anassertiva non possa essere aggressiva, tuttavia la sua aggressività sarà diretta verso il più debole, incapace di reagire.

L’eccesso del temperamento di Cessione, cui principale segno grafologico è Curva, secondo Moretti rivela fra l’altro le indicazioni di adattamento poco cosciente e discriminato, quindi tendenzialmente passivo e non controllato dalla coscienza dell’Io, disponibilità senza riserve perciò a rischio di mancare di individualità, bonarietà poco capace di impegnarsi e sacrificarsi, funzioni psicofisiche scarsamente dinamizzate, apatia, facili presenze di incertezze e di sensi di delusione. Il soggetto può piacere per la sua calma e disponibilità, ma può deludere per mancanza di capacità di affrontare attivamente le lotte per la vita, con il rischio di depressione per mancanza di agilità, psichica, scarso senso dell’Io e dell’autostima.

Nanetti con le parole simili rappresenta una persona anassertiva, quindi convinta che “bisogna essere amati e rispettati da tutti per sentirsi bene“xxi ciò può comportare che la persona, in cerca dell’amore, sia soggetta alla manipolazione perciò “il soggetto più debole viene incastrato in un rapporto di dipendenza attraverso manovre concilianti.”xxii

Chi è soggiogato dalla logica del bisogno è impossibilitato ad accettare qualsiasi diniego, poiché per effetto della poca autostima il rifiuto dell’altro viene vissuto come un rifiuto di sé”.xxiii

Nanetti descrive i comportamenti di persona anassertiva come “passivi, inibiti, conformistici e compiacenti” ovvero corrispondenti alle indicazioni di Moretti: tendenzialmente passivi, non controllati dalla coscienza dell’Io, con disponibilità senza riserve per compiacere.

L’anassertivo ha timore di essere ascoltato e visto dalle persone che lo circondano, esita ad esprimere proprie sensazioni e propri pensieri e desideri, si adegua […]”xxiv come si adegua il temperamento sproporzionato di Cessione di Moretti, ciò lo rende dipendente, che cede alle richieste dell’ambiente, “fino ad accettare la condizione di essere totalmente sfruttato”xxv, poiché manca “di capacità di affrontare attivamente le lotte per la vita.”xxvi

Se da una parte l’eccesso del temperamento morettiano della Cessione provoca i danni alla personalità che non riesce a riconoscere il proprio diritto di pensare, agire e vivere a modo suo e che, secondo lo schema di Harris, ritiene che “Io non sono ok”, “Tu sei ok”, dall’altra parte eccesso dell’Assalto rivela la tendenza all’aggressività come il risultato della irragionevole difesa dell’Io per mancanza di sicurezza e di valutazione oggettiva.

Ambedue tendenze sono l’indice di mancanza dell’assertività, ovvero capacità di accettare le proprie debolezze e i propri difetti, di porsi obiettivi concreti e di agire in funzione di se stesso con il rispetto dell’altro.

L’aggressività, secondo Moretti, “sorge” dal temperamento dell’Assalto disintegrato e si presenta negli angoli eccessivi della grafia, soprattutto in base delle lettere ovali, chiamati Angoli A.

Nei contesti positivi con i gradi corrispondenti alla media (quindi in equilibrio fra Curva ed Angolosa) il segno Angolosa è indice di tenacia che determina stabilità e coesione dell’Io, della volontà e del pensiero, fermezza ragionevole nel difendere idee, prese di posizioni, punti di vista personali, coscienza del mio e del tuo.

In corrispondenza degli studi di Moretti si possono accostare le considerazioni di Nanetti che egli fa sulla persona assertiva: ovvero assertivo è colui chi “consapevole dei propri limiti e mancanze, sa accettare l’insuccesso, il non soddisfacimento di una richiesta, sa che non sempre potrà ottenere ciò che desidera”.xxvii

Contrariamente, l’atteggiamento di una persona aggressiva “è caratterizzato da comportamenti di dominio, prevaricazione e svalutazione”.xxviii

Secondo Moretti i gradi elevati del temperamento dell’Assalto rivelano “ipersensibilità dell’Io che provoca risentimenti difficilmente esenti da astio e da acredine”xxix. Nanetti in modo simile afferma: “l’aggressivo, a partire da una posizione di superiorità, s’impone in modo diretto senza preoccuparsi di come gli altri reagiranno. Così in modo spesso arrogante chiede favori e privilegi, abusa dei propri diritti, svaluta o con offese dirette o con battute sarcastiche e pungenti.”xxx

Aggressivo non rispetta l’altro ed invade il suo spazio “parla mettendosi sempre al centro dell’attenzione e interrompendo costantemente gli altri”xxxi quindi non manca di “pregiudizi, permalosità, avversione ingiustificata o per lo meno eccessiva.”xxxii Moretti indica ancora rifiuto di adattamento alle istanze e agli interventi dell’ambiente, desideri di rivendicazione e di vendetta, ovvero le caratteristiche di persona debole che “reagisce dominando poiché non vuole vedere la propria debolezza” dove “l’aggressione esiste solo come armatura”xxxiii in cui le armi, secondo Moretti, sono: spirito di contraddizione, testardagginexxxiv e irragionevole pretesa di avere sempre ragione, “ricorrendo a cavilli e interminabili discussioni”.xxxv

Nanetti elenca i simili comportamenti aggressivi, fra l’altro: non riconosce i meriti altrui; tende ad umiliare, svalutare e disprezzare gli altri; vuole sempre avere ragione in modo prepotente e arrogante, non rinuncia mai al proprio punto di vista.xxxvi Tale atteggiamenti si circoscrivono nello schema di Harris come “Io sono ok.”, “Tu non sei ok.”.

Questi alcuni esempi delle caratteristiche fondamentali dei temperamenti di Cessione ed Assalto, dimostrano che le caratteristiche della personalità anassertiva, assertiva ed aggressiva fanno parte di un continuum, cui il centro è proprio l’assertività, come l’equilibrio dell’Io sociale con l’Io individuale. l’Io individuale si esprime con piena coscienza ed autostima, efficacia, non mancando il rispetto per il Tu. Infatti: l’assertivo, a differenza dell’aggressivo, rispetta i propri interlocutori, poiché il suo scopo non è quello di dominare, ma di raggiungere obiettivi reali che siano in sintonia con l’affermazione delle proprie potenzialità.”xxxvii

Quindi “l’assertivo non è rinunciatario o compiacente” come lo è la persona anassertiva con l’eccesso del temperamento di Cessione, ma prosegue i propri desideri, i pensieri e gli scopi senza “calpestare gli altri, senza umiliare o svalutare”xxxviii, come lo può fare la persona aggressiva, ovvero quella che nelle considerazioni di Moretti presenta lo squilibrio del temperamento di Assalto.

La persona assertiva, dunque, trovandosi in equilibrio fra due opposti fra Cessione ed Assalto, è quella che riesce ad attivare quelle dinamiche e quei comportamenti consapevoli che difendono la personalità da una disintegrazione. Quelle dinamiche si trovano in altri due temperamenti che Moretti chiama Resistenza ed Attesa.

La Resistenza come l’opposto della Cessione permette alla persona di attivare il meccanismo di non cedere di fronte alle situazioni, alle difficoltà, alle richieste altrui, ma resiste difendendo la propria personalità dalle influenze esterne e dagli impulsi interni. L’Attesa è invece quel temperamento che permette di valutare, ragionare, osservare il proprio e altrui comportamento e l’effetto che esso abbia su se stesso e sugli altri, permette di frenare gli attacchi violenti ed aggressivi, permette di ragionare sulle conseguenze del proprio operato, permette di attivare le dinamiche di difesa dell’Io e di interagire rispettosamente con gli altri.

Conclusioni

È difficile essere assertivi, soprattutto quando le dinamiche di anassertività o di aggressività sono parte del nostro patrimonio temperamentale, del comportamento abituale ed incosciente. Tuttavia, nonostante le impronte dell’innato e delle numerose difficoltà, vale la pena di migliorare sempre il proprio comportamento, per star meglio con noi stessi e con gli altri, per guarire dagli stati di sfiducia o di malessere della tensione.

È difficile essere assertivi, specialmente quando il temperamento ci guida all’opposto , ma ciò non è impossibile. Osservando il nostro passato, svelando la nostra unicità siamo obbligati di reclamare il diritto di esprimersi in modo tranquillo, cosciente e sicuro.

È difficile essere assertivi, tuttavia è possibile gradualmente a realizzare tale obiettivo, avendo a disposizione i saperi e gli approfondimenti proposti dagli studiosi della psiche umana, poiché “il vero successo non sta nell’avere più denaro o più consenso, ma nel poter fare ciò che è più corrispondente alla nostra natura, ai nostri desideri più profondi”xxxix con istintiva continuità tra l’Io e Tu e “con disponibilità all’accoglienza e al dono di sé”xl.

Fonti bibliografiche:

Moretti G.: Scompensi, anomalie della psiche e grafologia, Edizioni Messaggero Padova, 2000,

Nanetti F.: Assertività. Manuale di formazione integrata alla comunicazione efficace, Pendragon, 2005,

Palaferri N.: L’indagine grafologica e il metodo morettiano, Edizioni Messaggero Padova, 1999.

i Jolanta Grębowiec Baffoni, Universita’ di Wrocław, Facolta’ di Scienze Sociali, Istituto di Sociologia

ii Nanetti F. , Assertibidemta’ . Manuale di formazione integrata alla comunicazione efficace. Pendragon, 2005, p. 25

iii ibidem

iv Moretti G.: Scompensi, anomalie della psiche e grafologia, Edizioni Messaggero Padova, 2000,p. 35

v ibidem p. 37

vi ibidem

vii Ibidem p. 39

viii Nanetti p. 24

ix Ibidem p. 19

x Ibidem p. 27

xi ibidem

xii Palaferri N.: L’indagine grafologica e il metodo morettiano, Edizioni Messaggero Padova, 1999. p. 79

xiii Curva-Angolosa va misurata tenendo conto di altri segni soprattutto quello di pressione, di inclinazione, di calibro, di larghezze.

xiv Nanetti F. p 25

xv Ibidem

xvi Ibidem p.115

xvii Ibidem p. 26

xviii ibidem p. 42

xix Ibidem p. 47

xx Ibidem p. 48

xxiIbidem

xxiii Ibidem

xxiii Ibidem p. 126

xxiv ibidem

xxv ibidem

xxvi Palaferri, 83

xxvii Nanetti p. 49

xxviii Ibidem p. 131

xxix Palaferri p. 87

xxx Nanetti p. 131

xxxi Ibidem p. 132

xxxii Palaferri p. 87

xxxiii Nanetti p. 132

xxxiv visibili soprattutto negli Angoli B, ovvero nelle cime delle lettere ovali.

xxxv Palaferri p. 91

xxxvi Nanetti p. 133

xxxvii Nanetti p. 24

xxxviii Ibidem

xxxix Nanetti, p. 25

xl Palaferri p. 83

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