{"id":10185,"date":"2023-02-15T16:10:29","date_gmt":"2023-02-15T15:10:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=10185"},"modified":"2023-03-03T16:11:00","modified_gmt":"2023-03-03T15:11:00","slug":"inflazione-politica-e-monetaria-la-banca-centrale-europea-ha-le-mani-legate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/inflazione-politica-e-monetaria-la-banca-centrale-europea-ha-le-mani-legate\/","title":{"rendered":"Inflazione politica e monetaria: la Banca Centrale Europea ha le mani legate?"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Dopo circa un decennio caratterizzato da un\u2019inflazione nulla e, addirittura, leggermente negativa, i principali Paesi sviluppati hanno riscoperto, con grande rammarico, questo fenomeno economico che, ripeto, dal 2008 sino al 2020, \u00e8 rimasto una semplice notazione tecnica rintracciabile sui testi accademici.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019inflazione, nonostante rappresenti un\u2019erosione del potere d\u2019acquisto, se contenuta ed adeguatamente monitorata dalle autorit\u00e0 monetarie, la Banca centrale europea ha come mandato quello di perseguire la stabilit\u00e0 dei prezzi, individuata in un tasso d\u2019inflazione annuo inferiore ma prossimo al 2%, rappresenta uno stimolo per il sistema economico ed \u00e8 sinonimo, sul fronte della stabilit\u00e0 monetaria, di un\u2019economia resiliente e in salute.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per quale motivo un tasso d\u2019inflazione, positivo ma moderato, nonostante riduca la nostra ricchezza reale sia un fattore benevolo per l\u2019economia di un Paese?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Partiamo dalle certezze e proseguiamo andando a ritroso: Un tasso d\u2019inflazione galoppante ovviamente danneggia la struttura economico-sociale di un Paese perch\u00e9, a parit\u00e0 di salario nominale, l\u2019incremento persistente e marcato nel livello generale dei prezzi dei beni e servizi comporta una prevedibile riduzione dello standard qualitativo della vita per consumatori e imprese, celando il sistema economico in un limbo di incertezza dal quale uscirne risulta essere complesso.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La storia, d&#8217;altronde, insegna e appena un secolo fa nella Repubblica di Weimar l\u2019inflazione raggiunse circa il 29.000 % su base mensile; in Argentina e Brasile, attorno agli anni \u201990, la situazione macroeconomica non fu sicuramente delle pi\u00f9 rosee con un incremento medio del livello dei prezzi stimato sul 2000 % su base annua.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Cosa voglio dire con questo?<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il sistema economico, studiando il comportamento e le relazioni degli agenti economici, \u00e8 molto complesso ed in continua evoluzione ma vi \u00e8 un fattore, la cui presenza fa s\u00ec che la nostra vita possa o meno, economicamente parlando, essere pi\u00f9 stabile possibile e meno soggetta alla variabilit\u00e0 dei cicli economici: La fiducia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La fiducia, nella vita di ogni persona, \u00e8 un elemento indispensabile affinch\u00e9 i rapporti e le relazioni sociali possano rimanere consolidate nel tempo e, qualora, ci\u00f2 venisse meno inevitabilmente inizieremmo, in un clima di grande disorientamento mentale, a inseguire nuove certezze e paradigmi che possano suscitare in noi fiducia e reciproco rispetto.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019economia funziona esattamente cos\u00ec, vi sono periodi di crescita economica in cui il reddito nazionale aumenta, la disoccupazione diminuisce e le imprese incrementano la capacit\u00e0 produttiva aggregata e gli investimenti, alternati poi da fasi recessive e depressive. I cicli economici esistono perch\u00e9 si intervallano periodi di fiducia ed euforia seguiti da stagnazione e pessimismo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il sistema economico mondiale dopo il 1971, anno in cui il Presidente degli Stati Uniti d\u2019America R. Nixon sanc\u00ec conclusi gli Accordi di Bretton Woods<sup>1<\/sup>, si fonda sulla cosiddetta <em>fiat money<\/em> ovvero una moneta fiduciaria. Riflettiamo un attimo insieme: le banconote, che tutti i giorni utilizziamo e impieghiamo per effettuare transazioni, altro non sono che fogli di carta privi di valore materiale intrinseco, non vi \u00e8 alcun legame tra esse e l\u2019oro o particolari metalli preziosi come durante il Gold Standard, in cui gli agenti, avendo fiducia in essi, li riconoscono come mezzi di pagamento e li scambiano in cambio di beni e servizi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Banca centrale ha perci\u00f2 l\u2019arduo compito di dover difendere il valore di una valuta e far si che la fiducia in essa non venga mai messa in discussione, altrimenti l\u2019intera impalcatura, su cui \u00e8 stato edificato il sistema economico moderno, potrebbe essere sradicata in un istante.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Facciamo un esempio: vi recate al bar per consumare il solito buon caff\u00e8 per iniziare al meglio la giornata e, dopo averlo gustato intensamente, il barista vi dice che da oggi il caff\u00e8 coster\u00e0 ben 5 \u20ac. Perplessi non capite se vi stia, volontariamente, ingannando o se, data l\u2019ora siate ancora leggermente assonnati. La triste e spiacevole verit\u00e0 \u00e8 che senza alcuna fiducia in una valuta il sistema dei prezzi, come tutti noi conosciamo, non esisterebbe e ogni venditore sarebbe spinto ad incrementare i prezzi, semplicemente temendo che ci\u00f2 che abbia nel portafoglio non abbia valore in termini di capacit\u00e0 d\u2019acquisto. Questo, come dovremmo aver intuito, porter\u00e0 nel medio periodo a una iperinflazione potenzialmente fuori controllo.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019inflazione, secondo le ultime stime relative al mese di novembre, si attesta nell\u2019Eurozona attorno al 9,2%. La Banca centrale europea, in virt\u00f9 di ente regolatore del sistema monetario, \u00e8 chiamata a intervenire per rispondere al suo mandato di stabilit\u00e0 monetaria. I due strumenti di politica monetaria, a disposizione della Banca centrale, per incidere sul sistema economico sono: il controllo dei tassi d\u2019interesse e la quantit\u00e0 di moneta disponibile nell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019istituto di Francoforte, nella sua ultima conferenza stampa del 27 ottobre per illustrare le nuove decisioni di politica monetaria, ha confermato il terzo aumento consecutivo di 75 punti base sui tre tassi d\u2019interesse di riferimento.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Un aumento dei tassi d\u2019interesse, ripercuotendosi sul costo del finanziamento delle banche commerciali presso la Bce, ha l\u2019obiettivo di incrementare il costo del prendere denaro a prestito per le imprese, famiglie e Stati e sancisce, perci\u00f2, una precisa volont\u00e0 di ridurre il credito nell\u2019economia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Famiglie e imprese che hanno stipulato contratti di mutuo a tasso variabile vedranno un significativo incremento nell\u2019onere della rata da versare, e dovendo rimborsare pi\u00f9 liquidit\u00e0 per servire il debito, minore sar\u00e0 la messa monetaria a disposizione del sistema economico, con l\u2019obiettivo che questo comporti una riduzione della domanda i prezzi con una contestuale diminuzione del livello medio dei prezzi.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019inflazione che stiamo sperimentando in questi mesi \u00e8 legata, anche e soprattutto, alla carenza di materie prime e allo shock energetico derivante dell\u2019incertezza scaturita in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Italia come sappiamo ha un debito pubblico, in percentuale del Pil, i circa il 140 % e una stretta monetaria dell\u2019Eurotower implica, per tutti i Paesi ovviamente, un incremento dei tassi d\u2019interesse sul debito per compensare gli investitori con maggiori rendimenti a causa dell\u2019elevata inflazione<sup>2<\/sup>. Lo scenario macroeconomico futuro per il nostro Paese \u00e8 molto incerto soprattutto per due ragioni:<\/p>\n<ol>\n<li>Un incremento della spesa per interessi sul debito pubblico con un\u2019inevitabile perdita di risorse utili per fronteggiare la crisi energetica;<\/li>\n<li>Rischio di una recessione economica a causa della riduzione della stretta monetaria decisa da Francoforte.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Per concludere: La Bce sta affrontando oggi la sfida pi\u00f9 complessa dal 2012, in quanto non compiere scelte, anche forti e decise, per salvaguardare la stabilit\u00e0 dell\u2019euro rischierebbe seriamente di innescare una crisi fiduciaria nella valuta con conseguenze potenzialmente devastanti per l\u2019intera Unione Monetaria, dal momento che gli investitori e i mercati non crederebbero pi\u00f9 alle decisioni varate dalla Bce che ne uscirebbe sconfitta e inerme.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">F.E. Kydland e E. Prescott<sup>3<\/sup> nel loro modello economico: \u201cla politica monetaria ed il problema dell\u2019incoerenza temporale\u201d, sostengono come solo provocando una deliberata recessione, o comunque un rallentamento dell\u2019economia, gli investitori e i mercati finanziari riuscirebbero a percepire l\u2019impegno deciso di una Banca centrale nell\u2019impegnarsi nella lotta all\u2019inflazione e nel far fede al mandato che gli compete.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Riuscir\u00e0 l\u2019istituto di Francoforte a salvaguardare l\u2019euro e a non perdere la sua reputazione anti inflazionistica preservando l\u2019euro?<\/p>\n<p><em>(A cura di Matteo Bongiovanni)<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Ulteriori approfondimenti<\/strong>:<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><sup>1<\/sup>Gli Accordi di Bretton Woods si tennero nell\u2019omonima citt\u00e0 nel New Hampshire e durarono dal 1 al 22 luglio 1944. Si tratta di Accordi economici per creare, ormai conclusa la II guerra mondiale, un nuovo coordinamento economico internazionale. Il Dollaro americano divenne la valuta cardine del sistema monetario internazionale, alla quale tutte le altre valute erano legate da un regime di cambi fissi, potendo essere convertita su precisa richiesta in oro (35 $ per oncia).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><sup>2<\/sup>A parit\u00e0 di rischio un incremento del tasso d\u2019inflazione, data la riduzione in termini reali del potere d\u2019acquisto della valuta, comporta un incremento dei tassi d\u2019interesse sui titoli del debito pubblico di nuova emissione e, data la relazione inversa esistente tra prezzo del titolo e rendimento, una diminuzione del prezzo dei titoli di stato emessi in precedenza dal momento che ad essi sar\u00e0 corrisposto un minor rendimento. Ci\u00f2 impatta sicuramente sui detentori dei titoli di Stato e soprattutto su banche e istituti previdenziali che, nell\u2019attivo dei loro bilanci, detengono molte obbligazioni statali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><sup>3<\/sup>Vincitori del Premio Nobel per l\u2019Economia nel 2004 per i loro contributi alla macroeconomia dinamica.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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