{"id":10399,"date":"2023-05-19T16:15:43","date_gmt":"2023-05-19T14:15:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=10399"},"modified":"2023-05-19T16:15:43","modified_gmt":"2023-05-19T14:15:43","slug":"la-democrazia-elettronica-e-la-partecipazione-per-il-digital-divide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-democrazia-elettronica-e-la-partecipazione-per-il-digital-divide\/","title":{"rendered":"La Democrazia Elettronica e la partecipazione per il Digital Divide"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sommario<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In una societ\u00e0 sempre pi\u00f9 tecnologica e connessa nella rete diventa di grande importanza il tema della democrazia elettronica<em>, <\/em>intesa come la forma di partecipazione pi\u00f9 adeguata alle caratteristiche delle sfide e dei problemi che le istituzioni si trovano oggi ad affrontare: le interdipendenze settoriali e territoriali, i continui processi di innovazione, le pi\u00f9 elevate aspettative da parte di cittadini ed imprese. Questo tema acquista pi\u00f9 rilevanza anche nell\u2019ottica di colmare il digital divide che ad oggi resta un ostacolo principale per la partecipazione di tutti i cittadini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Le teorie sulla democrazia elettronica<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La democrazia elettronica (e-democracy), intesa come utilizzo della tecnologia per rafforzare e aggiornare gli strumenti di partecipazione, controllo e decisione democratici, introduce una riflessione sul potenziale democratico dei nuovi media\u00a0e di Internet in particolare.<br \/>\nSi delineano alcuni scenari che prefigurano l\u2019impatto politico delle tecnologie informatiche sulle democrazie contemporanee<a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Ci\u00f2 che ci si chiede, in sostanza, \u00e8 se la tecnologia comporti il rischio di degenerare in forme di totalitarismo elettronico oppure se possa favorire la democrazia.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Lo sviluppo tecnologico viene presentato come un rischio nell\u2019ambito del cd. scenario\u00a0<em>big brother<\/em>, in cui la diffusione delle tecnologie viene presentata come una pericolosa tendenza alla concentrazione del potere nelle mani di pochi; ed altres\u00ec, nell\u2019ambito dello scenario cd. tecnocratico, in cui si avrebbe una politicizzazione del potere a fronte di una contemporanea professionalizzazione dell\u2019attivit\u00e0 decisionale, in una societ\u00e0 in cui si registra un continuo distacco dalla cosa pubblica.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Diametralmente opposti sono gli scenari della democrazia diretta e di quella rappresentativa. Nel primo dei due il potere \u00e8 esercitato, attraverso le nuove tecnologie, dalla totalit\u00e0 delle persone senza alcuna mediazione. Il campo di elezione della democrazia elettronica sarebbe, cos\u00ec, la democrazia diretta, nella sua dimensione formale (referendum) e nella sua dimensione informale (sondaggio).\u00a0Secondo questa impostazione, nella rete si verrebbe a creare una nuova<em>agor\u00e0<\/em>, in cui la partecipazione cancellerebbe la rappresentanza, nel senso che l\u2019intervento dei cittadini renderebbe non pi\u00f9 necessaria la presenza dei mediatori nel processo decisionale .<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Una delle maggiori critiche a questo tipo di interpretazione \u00e8 data dal fatto che gli strumenti resi disponibili dalle ICT non devono essere considerati solo come mezzi che rendono possibile un voto sempre pi\u00f9 facile, rapido, frequente. Rodot\u00e0<a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a> sottolinea come, in questo modo, \u201cverrebbe accolta una visione ristretta della democrazia, vista non come un processo di partecipazione dei cittadini, ma solo come una procedura di ratifica, come un perpetuo gioco del si e del no, giocato dai cittadini che tuttavia rimangono estranei alla fase preparatoria della decisione, alla formulazione delle domande alle quali dovranno rispondere. Il mutamento concettuale e politico \u00e8 evidente. La democrazia diretta diventa soltanto democrazia referendaria e, all\u2019orizzonte, compare piuttosto la democrazia plebiscitaria\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Bobbio<a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> definisce \u201cpuerile\u201d, l\u2019ipotesi che la futura computer-crazia consenta l\u2019esercizio della democrazia diretta, nel senso di dare ad ogni cittadino la possibilit\u00e0 di trasmettere il proprio voto ad un cervello elettronico.\u00a0E questo tanto se si inquadra la democrazia elettronica in una logica di tipo referendario tanto se si sposta l\u2019accento sulla cd. sondocrazia, ossia l\u2019uso dilagante dei sondaggi di opinione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il secondo scenario, invece, considera l\u2019introduzione delle nuove tecnologie fondamentale per allargare la partecipazione politica e, quindi, per determinare un rafforzamento dei sistemi politici, mantenendo l\u2019elemento della rappresentanza.\u00a0Tra i sostenitori della introduzione delle nuove tecnologie per l\u2019allargamento della partecipazione politica ed il rafforzamento della democraticit\u00e0 dei regimi politici, Vattimo<a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> ha parlato della societ\u00e0 della comunicazione come di una societ\u00e0 davvero pluralistica, capace di liberare differenze e diversit\u00e0.\u00a0Analogamente, Barber ritiene che le potenzialit\u00e0 delle nuove tecnologie possano essere adoperate per sviluppare il dialogo democratico, sia a livello nazionale che locale, per rafforzare l\u2019educazione civica, per garantire uguale accesso alle informazioni, per collegare individui ed istituzioni in reti di comunicazione che renderanno possibile la partecipazione a discussioni e dibattiti attraverso le grandi distanze. Le tecnologie, quindi, per la prima volta, metterebbero insieme persone che altrimenti non potrebbero comunicare.\u00a0\u00a0Anche Robert Dahl<a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, nel fare il punto sulle prospettive della democrazia, prende le mosse dai possibili sviluppi di una democrazia rappresentativa tecnotronica, basata sullo sviluppo delle telecomunicazioni, e suggerisce proposizioni positive tali da poter favorire l\u2019avvento di una nuova poliarchia, che mantenga le caratteristiche autentiche di una democrazia rappresentativa, con possibilit\u00e0 di controllo e di ricambio di un popolo adeguatamente informati sui problemi e sul mandato che conferisce per risolverli. In attesa di possibili sviluppi di una democrazia tecnotronica, nella quale un sistema integrato dovrebbe consentire al contempo informazioni adeguate e rapide capacit\u00e0 di scelte relazionali, Dahl propone l\u2019istituzione di un\u00a0<em>minipopulus<\/em>: un campione di cittadini costituirebbe un organo consultivo che definirebbe, in un dato periodo, le questioni da affrontare, le proposte di soluzioni, le priorit\u00e0, le modalit\u00e0 di attuazione. Gli orientamenti del <em>minipopulus<\/em>\u00a0sarebbero, in tal modo, quelli presumibili dell\u2019elettorato, che rimane titolare del conferimento del mandato, ma che potrebbe essere orientato da un adeguato lavoro preparatorio circa le scelte che gli verrebbero sottoposte.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La partecipazione in rete ed il\u00a0<em>Digital Divide<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nella sua ampia definizione l\u2019<em>e-democracy<\/em>\u00a0comprende elementi di delibera, discussione mediante\u00a0<em>forum\u00a0<\/em>e\u00a0<em>mailing list<\/em>, sviluppo di consulte di cittadini, possibilit\u00e0 di\u00a0<em>e-voting<\/em>, democrazia assistita dall\u2019utilizzo del\u00a0<em>computer<\/em>, referendum deliberanti,\u00a0<em>Internetworking<\/em>; ed azioni quali educazione dei cittadini, facilitazione del dialogo, ricerca del consenso.<br \/>\nL\u2019<em>e-democracy<\/em>, pertanto, rappresenta l\u2019applicazione delle ICT a sostegno della partecipazione dei cittadini ai processi democratici pi\u00f9 propriamente politici, quindi di partecipazione alla determinazione delle scelte politiche, la cui dimensione pi\u00f9 importante \u00e8 sicuramente quella dell\u2019accesso, che comprende in s\u00e9 l\u2019elemento fondamentale della inclusione sociale e che riguarda sia la disponibilit\u00e0 delle informazioni provenienti dai soggetti pubblici, sia l\u2019accesso alla sfera pubblica in un confronto aperto fra attori sociali, politici ed istituzionali. Ad ogni livello e in ogni ambito, riguardante l\u2019individuo in prima persona, la sua identit\u00e0, o anche la possibilit\u00e0 di influire realmente sulle decisioni politiche, attraverso l\u2019azione di una collettivit\u00e0, l\u2019accesso alle ICT, ai flussi comunicativi che la rete riesce a costituire e a diffondere, rappresentano una condizione essenziale e costitutiva della nuova partecipazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La dimensione dell\u2019accesso alla sfera pubblica \u00e8 precondizione della partecipazione, del dialogo e del confronto, elementi essenziali per la formazione di opinioni e per il coinvolgimento in specifici processi decisionali. Il problema delle precondizioni della partecipazione che passa attraverso le reti telematiche va tenuto in debito conto specie per quanto riguarda le criticit\u00e0 che, ancora oggi, si riscontrano nella applicazione e nel corretto utilizzo delle tecnologie informatiche e telematiche. Affinch\u00e9, infatti, la popolazione si senta realmente in grado di svolgere una funzione attiva nella societ\u00e0 dell\u2019informazione e apprenda l\u2019importanza della partecipazione politica, considerata come qualcosa di pi\u00f9 rispetto alla semplice partecipazione elettorale, occorre promuovere e sviluppare una forte politica di\u00a0<em>e-inclusion<\/em>, tesa a superare tutti quei fenomeni di esclusione che determinano il cd.\u00a0<em>digital divide<\/em>.\u00a0Il termine\u00a0<em>digital divide<\/em>\u00a0(o divario digitale) fa riferimento alle nuove disparit\u00e0 determinate dalla possibilit\u00e0 o meno di accedere, in modo appropriato, alle tecnologie digitali e alle risorse dell\u2019informazione e della comunicazione, specie Internet. \u00c8, dunque, questa la formula che allude alle disuguaglianze di fatto nell\u2019accesso e nella capacit\u00e0 di utilizzo delle tecnologie. Divario digitale che non riguarda solo il nord e il sud del mondo, ma che si riscontra anche tra un paese e l\u2019altro dell\u2019Europa e all\u2019interno di ciascuna realt\u00e0 ordinamentale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In una societ\u00e0 in cui l\u2019accesso alla rete si configura come uno dei diritti di base della democrazia e della cittadinanza digitale, \u00e8 indispensabile avviare un processo di contrasto e superamento delle barriere che producono emarginazione. Per ridurre questo fenomeno occorre che i governi adottino una politica nazionale di corretta informazione per intensificare l\u2019uso dell\u2019informatica ad opera di un sempre maggior numero di utenti. A livello internazionale, si stanno gi\u00e0 approntando politiche di cooperazione rivolte ad affrontare sia la dimensione quantitativa del\u00a0 problema, che riguarda i temi dell\u2019accesso, della dotazione infrastrutturale e dei costi, sia la dimensione qualitativa evidenziata dai deficit di capacit\u00e0 umane e dall\u2019incapacit\u00e0 di sviluppare contenuti. Contenuti intesi come capacit\u00e0, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, di partecipare non solo come utenti e recettori di messaggi e informazioni concepiti altrove, ma anche come protagonisti nella realizzazione e diffusione di nuovi temi, culture, esigenze, previa contestualizzazione delle informazioni disponibili e superamento delle barriere linguistiche.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Nel nostro paese, il problema del divario digitale \u00e8 stato affrontato a livello normativo nel codice dell\u2019amministrazione digitale che ha previsto per i cittadini, all\u2019art. 8, il diritto alla alfabetizzazione informatica. Si tratta, comunque, ancora, di una norma meramente programmatica e di principio, mentre manca la previsione di\u00a0<em>misure concrete che possano limitare tale fenomeno, ossia di \u201cazioni che favoriscano coloro che non sono in possesso degli strumenti e delle conoscenze necessarie per utilizzare le tecnologie dell\u2019informazione\u201d).<\/em><br \/>\nUlteriormente, l\u2019applicazione delle ICT nella prospettiva di mutamento sostanziale delle forme di politica democratica deve tendere ad una socializzazione della democrazia stessa, dirigendosi verso l\u2019accrescimento della responsabilit\u00e0 dei rappresentanti, la cittadinanza attiva, la comunicazione e il dibattito pubblico, piuttosto che della semplice informazione e consultazione. Da qui, la necessit\u00e0 di promuovere una vera e propria cultura della partecipazione politica, cominciando con il creare i presupposti perch\u00e9 vengano ampliati gli spazi di dialogo tra governanti e cittadini.<\/p>\n<p><em>(A cura di Paolo Pastore)<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">a) <em>Fonti dottrinarie<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">BOBBIO L. e POMATTO G., Deliberative Polling svoltisi in Italia nel 2006 (Lazio) e nel 2007 (Torino).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">COTTURRI G., La democrazia partecipativa, in Dem. dir., 2008.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">D\u2019AVANZO W., Partecipazione, democrazia, comunicazione pubblica. Percorsi di innovazione della pubblica amministrazione digitale, Rubbettino, 2009;<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">D\u2019AVANZO W. Partecipazione e democrazia. La nuova\u00a0governance- <a href=\"http:\/\/www.innovazionediritto.unina.it\/\">www.innovazionediritto.unina.it<\/a>, 2014<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">DAHLGREN, P. \u201cThe Internet, Public Spheres, and Political Communication: Dispersion and Deliberation\u201d, in Political Communication, 22, pp 147-162, 2005<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">MARZANO F., I progetti italiani di e-democracy, cit., 15. Per indicazioni concrete v. l&#8217;interessante nota di N. Calzolari &#8211; F. Marzano, Politica, Cittadini e Tecnologie: raccomandazioni per l&#8217;e-Participation, in <a href=\"http:\/\/www.astrid-online.it\/\">www.astrid-online.it<\/a>, 2010<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">MARZANO F., Politica, Cittadini e Tecnologie: raccomandazioni per l&#8217;e-Participation, in <a href=\"http:\/\/www.astrid-online.it\/\">www.astrid-online.it<\/a>, 2010<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">PITTERI D., Democrazia elettronica, Laterza, 2007.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">RODOT\u00c0 S., Tecnopolitica, Laterza, 2004;<\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">B) <em>sitografia<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">www.europa.eu.int\/yourvoice\/index_it.htm<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">www.europa.eu.int\/futurum<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">www.innovazione.gov.it\/ita\/egovernment\/infrastrutture\/open_source_indagine.shtml<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/europa.eu.int\/index_it.htm<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/europa.eu.int\/comm\/dgs\/press_communication\/index_it.htm<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/europa.eu.int\/growthandjobs\/index.htm<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/europa.eu.int\/italia\/index.jsp<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">http:\/\/europa.eu.int\/comm\/employment_social\/employment_strategy\/guidelines_en.htm<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.astrid-online.it\/\">www.astrid-online.it<\/a><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"http:\/\/www.innovazionediritto.unina.it\/\">www.innovazionediritto.unina.it<\/a><\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> D\u2019AVANZO W., Partecipazione, democrazia, comunicazione pubblica. Percorsi di innovazione della pubblica amministrazione digitale, Rubbettino, 2009<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> RODOT\u00c0 S., Tecnopolitica, Laterza, 2004;<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> BOBBIO L. e POMATTO G., Deliberative Polling svoltisi in Italia nel 2006 (Lazio) e nel 2007 (Torino).<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> D\u2019AVANZO W. Partecipazione e democrazia. La nuova\u00a0governance- <a href=\"http:\/\/www.innovazionediritto.unina.it\/\">www.innovazionediritto.unina.it<\/a>, 2014<\/p>\n<p><a href=\"applewebdata:\/\/E1390B88-E72F-4951-A5F7-214858B2A291#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> D\u2019AVANZO W. Partecipazione e democrazia. La nuova\u00a0governance- <a href=\"http:\/\/www.innovazionediritto.unina.it\/\">www.innovazionediritto.unina.it<\/a>, 2014<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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