{"id":10573,"date":"2023-07-31T14:53:23","date_gmt":"2023-07-31T12:53:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=10573"},"modified":"2023-09-18T16:02:20","modified_gmt":"2023-09-18T14:02:20","slug":"economia-circolare-lavoro-e-solidarieta-un-modo-diverso-di-fare-economia-il-caso-di-mediterranea-canapa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/economia-circolare-lavoro-e-solidarieta-un-modo-diverso-di-fare-economia-il-caso-di-mediterranea-canapa\/","title":{"rendered":"Economia circolare, lavoro e solidariet\u00e0. Un modo diverso di fare economia:\u00a0 il caso di Mediterranea Canapa"},"content":{"rendered":"<p><em>Il modello di sviluppo basato sull\u2019economia circolare \u00e8 ormai diffuso e apprezzato quale alternativa sostenibile agli schemi di produzione tradizionali. L\u2019innovativit\u00e0 della circolarit\u00e0 si riflette anche nella creazione e gestione di rapporti di lavoro.<\/em><\/p>\n<p><em>L\u2019articolo racconta di una interessante esperienza di imprenditoria, avviata tra le colline del basso Cilento, nelle zone interne retrostanti il golfo di Policastro (SA), ove tre giovani hanno dato vita ad un progetto aziendale ispirato ai principi dell\u2019economia circolare, <\/em><a href=\"https:\/\/mediterraneacanapa.it\/\"><em>Mediterranea Canapa<\/em><\/a><em>,<\/em><em> che si occupa prevalentemente di coltivazione di canapa.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em>La discussione sulla validit\u00e0 del tradizionale modello economico di sviluppo \u00e8 ormai necessaria per ripensare alla crescita economica quale processo sostenibile per le risorse naturali, per le abitudini di consumo e produzione e per una nuova concezione del rapporto di lavoro in azienda, fondata non sulla anacronistica identificazione dello stesso a mero fattore produttivo, ma in quanto relazione con una persona parte attiva dell\u2019organizzazione produttiva.<\/p>\n<p>E\u2019 un concetto di lavoro che si riscontra nelle attivit\u00e0 imprenditoriali fondate sulla circolarit\u00e0: non si tratta di mero idealismo, ma di una diversa interpretazione del \u201cfare impresa\u201d, per cui la redditivit\u00e0 pu\u00f2 sposarsi con valori di solidariet\u00e0, attivismo sociale, sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>Sono tante le esperienze che testimoniano che \u00e8 possibile un\u2019alternativa e uno sviluppo differente.<\/p>\n<p>Di seguito, si racconta la storia di una impresa, Mediterranea Canapa, plasmata sul modello di circolarit\u00e0, che si \u00e8 modificata nel tempo per reggere il proprio ruolo sul mercato, senza alterare i rapporti di lavoro in essere, sorti non solo in base alle consuete selezioni di personale.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Il progetto Mediterranea Canapa<\/strong><\/p>\n<p>Nel febbraio 2018 Liviano Mariella, architetto che si occupa di progettazione culturale, di progetti di innovazione sociale e rigenerazione territoriale, assieme a Gianvito Greco e Francesco Giffone \u2013 rispettivamente comunicatore <em>visual designer e <\/em>agronomo forestale <em>&#8211; <\/em>danno vita alla Mediterranea Canapa srls<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>, usando terre di propriet\u00e0 abbandonate, nelle localit\u00e0 cilentane di Tortorella, Vibonati e Bosco (SA). Ai tre si aggiunge Isabella Gregorio, titolare di un\u2019azienda agricola della rete di Mediterranea Canapa, <a href=\"https:\/\/www.magarie.eu\/\">Magar\u00ece<\/a>.<\/p>\n<p>Non si tratta solo di un\u2019impresa agricola, ma di un coagulo di diverse progettualit\u00e0, improntate alla sostenibilit\u00e0, alla solidariet\u00e0 sociale, alla valorizzazione delle reti di volontariato, alla creazione di lavoro e alla circolarit\u00e0 della produzione.<\/p>\n<p>I soci fondatori, infatti, sono tutti originari della zona (Sapri e Vibonati), che hanno studiato e lavorato lontano dalla terra di origine e che per scelta hanno deciso di ritornarvi.<\/p>\n<p>Come spiega Mariella, il loro obiettivo \u00e8 creare una realt\u00e0 economica non limitata al profitto e non settoriale, ma radicata sul territorio e ancorata alla socialit\u00e0 dello stesso: creare impresa vuol dire creare lavoro, ridurre la disoccupazione e rafforzare il contrasto al disagio sociale.<\/p>\n<p>Un\u2019idea di fare impresa cos\u00ec protesa al sociale \u00e8 ispirata dalle pregresse esperienze nell\u2019associazionismo e nel volontariato locale dei tre soci fondatori, in un contesto colpito da un graduale spopolamento, dovuto soprattutto alla mancanza di lavoro specialmente tra i pi\u00f9 giovani, aggravato da una rilevante carenza di infrastrutture e da una difficile viabilit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201c<em>Dove c\u2019\u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di lavoro comunitario, il rischio che i giovani vadano incontro a devianze come uso di droghe, alcool, astenia, depressione, divengano NEET o lascino il territorio diminuisce notevolmente<\/em>\u201d afferma il dott. Mariella.<\/p>\n<p>Per raggiungere un obiettivo di tale portata, una rete preesistente di contatti sul territorio, anche informale, \u00e8 un patrimonio fondamentale: essa \u00e8 stata vitale durante la fase iniziale della stessa impresa.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 coltivare canapa?<\/strong><\/p>\n<p>Secondo Mediterranea Canapa, coltivare canapa in terra cilentana, in cui non c\u2019\u00e8 tradizione, n\u00e9 tipicit\u00e0 di questa pianta, \u00e8 una scelta che conviene per la sua straordinaria adattabilit\u00e0 a varie tipologie di terreno, per il suo basso profilo di rischio rispetto ad altre colture e perch\u00e9 \u00e8 l\u2019input perfetto per realizzare un\u2019economia circolare.<\/p>\n<p>Viene trattata ed utilizzata ogni parte della pianta: fiori e foglie sono destinati alla produzione alimentare (biscotti, tisane, olii) e cosmetica (unguenti, balsami labbra, saponi, olii essenziali).<\/p>\n<p>La lavorazione avviene in due laboratori, uno artigianale, per la lavorazione ad uso tecnico, ed uno alimentare, per i prodotti di cosmetica e per gli altri prodotti. Solo il fusto \u00e8 la parte non reimmessa in commercializzazione, ma \u00e8 riutilizzato in tre modalit\u00e0 alternative esterne al ciclo di produzione principale: in processi di combustione come biomassa o ad uso domestico per riscaldamento, per estrarre olio, per essere trasformato in compost o per realizzare la pacciamatura del terreno, fungendo da protezione del suolo dai raggi solari.<\/p>\n<p>La molteplicit\u00e0 di usi della pianta necessita professionalit\u00e0 e competenze differenti, talvolta ritrovate esternamente all\u2019azienda stessa, attraverso l\u2019attivazione di collaborazioni e la creazione di reti.<\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><strong>Un\u2019agricoltura \u201csociale e solidale\u201d. L\u2019importanza delle reti \u201clunghe\u201d e \u201ccorte\u201d<\/strong><\/p>\n<p>La circolarit\u00e0 nella Mediterranea Canapa non si limita al circuito produttivo, ma si realizza anche come circolarit\u00e0 sociale, come specifica il titolare Mariella. Non \u00e8 un caso che vige la regola per cui il 10% degli utili annuali vengano reinvestiti nel sostegno ad associazioni locali che si occupano di attivit\u00e0 socio culturali o in progetti simili, che hanno soprattutto come destinatari giovani che non lavorano n\u00e9 studiano e che non hanno adeguata formazione per riuscire ad entrare e\/o stabilizzarsi nel mondo del lavoro, intercettati anche con l\u2019ausilio di reti informali o per conoscenza diretta.<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec che l\u2019azienda vuol proporsi sul territorio come attivatrice di altre economie locali.<\/p>\n<p>Tra lavoratori stabili \u2013 tutti fra i 27 e i 38 anni &#8211; e collaborazioni terze, si contano, nel corso degli anni di attivit\u00e0, almeno una ventina di persone, tutte del e sul territorio, impegnati in vari ambiti: agricoltura, commercializzazione e vendita, marketing, comunicazione, cultura.<\/p>\n<p>Il <em>network<\/em> messo in piedi da Mediterranea Canapa comprende, inoltre, molteplici collaborazioni in attivo con altri operatori economici del territorio.<\/p>\n<p>Le pi\u00f9 importanti, sviluppate attraverso lo <em>spin off<\/em> \u201c<em>Mediterranea Social Food<\/em>\u201d,\u00a0 sono quelle attivate per la produzione dei biscotti, dei panettoni e delle colombe alla canapa (con il panificio Zicca di Sapri e con Montefrumentario di Antonio Pellegrino &#8211; Cooperativa Terra di Resilienza), per la cosmetica (con Magar\u00ece, azienda agricola sita a Bosco), e con Angelo Avagliano (Tempa del Fico) per l\u2019avvio di una piccola produzione sperimentale di pomodori nel 2020 provenienti da semi autoctoni ed evolutivi.<\/p>\n<p>Il raccolto ha dato circa 200 kg di pomodori, distribuiti gratuitamente a famiglie economicamente disagiate, scelte con il supporto di due associazioni di volontariato di Sapri, &#8220;Una Goccia nell&#8217;oceano&#8221; e &#8220;Volontari Ospedali&#8221;, durante il periodo del <em>lockdown. <\/em>Il finanziamento dell\u2019operazione \u00e8 stato rinvenuto per circa il 70% da una campagna di <em>crowdfunding<\/em>, avviata dai soci fondatori, mentre il resto \u00e8 stato finanziato come investimento aziendale in attivit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Sfruttare le reti lunghe e le reti corte \u00e8 essenziale per l\u2019azienda: \u201cS<em>ono reti corte le\u00a0 relazioni intessute con le associazioni culturali e di volontariato locali, perlopi\u00f9 finalizzate alla realizzazione di progetti a contenuto socio culturale e all\u2019utilizzo dei terreni per attivit\u00e0 non agricole (concerti, performances artistiche, campus di volontariato) e con altre aziende agricole, disponibili anche ad avviare progetti pi\u00f9 complessi di un semplice rapporto informale, come patti di rete, partecipazione a bandi per finanziamenti, progettualit\u00e0 condivise<\/em>\u201d spiega Mariella, mentre \u201c<em>le reti \u201clunghe\u201d riguardano soprattutto la parte scientifica, tecnica e commerciale della produzione: acquisto semi e macchinari, partecipazione a fiere di settore, diffusione del marchio nei punti vendita, contatti con professionisti operanti nel settore ricerca e sviluppo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Grecia, Germania e Austria sono i paesi principalmente interessati per le relazioni commerciali dell\u2019azienda, mentre il territorio italiano \u00e8 quasi interamente coperto per la distribuzione e commercializzazione dei prodotti (l\u2019Italia \u00e8 uno dei pi\u00f9 grandi produttori ed esportatori di canapa e Mediterranea Canapa si colloca come azienda media del settore).<\/p>\n<p>Il consistente patrimonio relazionale dell\u2019azienda cilentana \u00e8 chiaramente frutto delle esperienze pregresse dei soci, che possono beneficiare di una rete consolidata di relazioni sul territorio. Non \u00e8 un caso che, ad inizio attivit\u00e0, i soci hanno fatto ricorso a prestiti tra agricoltori del territorio soprattutto per le attrezzature, anzich\u00e9 ricorrere a finanziamenti esterni per effettuarne l\u2019acquisto.<\/p>\n<p><strong>Impresa sociale, circolarit\u00e0 e ambiente<\/strong><\/p>\n<p>Il <em>core<\/em> di Mediterranea Canapa verte non solo sui <em>network<\/em>, sul mutualismo e sul carattere di impresa sociale, ma pure su un altro aspetto della circolarit\u00e0, la sostenibilit\u00e0 ambientale.<\/p>\n<p>\u2018\u2019A<em>bbiamo assunto l\u2019impegno alla riduzione degli sprechi, alla tutela della biodiversit\u00e0 e al contenimento dell\u2019impatto della produzione sull\u2019ecosistema e sul clima anche in fasi dell\u2019attivit\u00e0 produttiva non esclusive del ciclo di coltivazione, quali attivit\u00e0 amministrative, di commercializzazione e di vendita del prodotto: proviamo a ridurre al minimo gli stampati, preferiamo la comunicazione telematica, materiali riciclabili, pi\u00f9 durevoli nel tempo e resistenti all\u2019usura. Per quanto riguarda specificamente la coltura, smaltiamo organicamente tutte le piante e abbiamo istallato un impianto di irrigazione temporizzato per evitare sprechi di acqua<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Di certo, l\u2019impatto ambientale pi\u00f9 complesso da ridurre \u00e8 quello delle spedizioni: trattandosi di un\u2019azienda che lavora molto con il commercio online (soprattutto dopo la pandemia) lo strumento della spedizione su gomma \u00e8 praticamente non sostituibile, anche se si \u00e8 cercato di limitarne l\u2019uso utilizzando biciclette o motorini per effettuare le consegne nelle zone limitrofe ai punti di smistamento del prodotto.<\/p>\n<p>Si deve, inoltre, lavorare sul miglioramento del <em>packaging<\/em>, cercando soluzioni alternative: la maggior parte dei materiali usati nel confezionamento e nell\u2019imballaggio sono metallo e vetro, solo in parte plastica per cui si sta studiando quale sostituzione sia possibile.<\/p>\n<p><strong>Pensando al futuro\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Attualmente Mediterranea Canapa \u00e8 oggetto di un\u2019evoluzione rispetto all\u2019assetto aziendale: l\u2019originaria azienda agricola \u00e8 in liquidazione ma le attivit\u00e0 sono confluite nei progetti agricoli <em>Mediterranea Social Food<\/em> (gi\u00e0 <em>spin off<\/em> di <em>Mediterranea Canapa<\/em>) e Magari\u00e8 (gi\u00e0 in rete con <em>Mediterranea Canapa<\/em>), sia per quanto riguarda le coltivazioni di canapa che le attivit\u00e0 di trasformazione di cosmesi ed alimentari.<\/p>\n<p>Il quadro occupazionale \u00e8 rimasto, tuttavia, inalterato.<\/p>\n<p>Le premesse per consolidare prospettive di crescita del progetto partito come Mediterranea Canapa ci sono tutte, avvalorate \u00e8 stata affrontata la crisi della pandemia, che non ha implicato conseguenze bloccanti per l\u2019attivit\u00e0, proseguita durante il <em>lockdown.<\/em> In realt\u00e0, la fase di fermo ha avuto un notevole impulso per le vendite online che sono cresciute esponenzialmente e hanno mantenuto il trend anche dopo il fermo del Paese.<\/p>\n<p>Alcuni nodi restano da sciogliere, come il reperimento di altra forza lavoro, la necessit\u00e0 di ampliare e diversificare gli investimenti e la valutazione di differenziare la coltivazione con la semina di grano, con il supporto di Terra di Resilienza Montefrumentario.<\/p>\n<p>In ultimo, deve essere valorizzata la comunicazione aziendale, fondamentale per un\u2019impresa che coltiva e lavora canapa \u201c<em>Quando si parla di canapa \u00e8 facile che la tematica sia travisabile e manipolabile, anche da pa<\/em><em>rti politiche che possono usarla<\/em><em> quale argomentazione discutibile e generatrice di confusione rispetto al consumo di droghe leggere. \u00c8 un rischio gi\u00e0 sperimentato quando alcune voci della politica nazionale hanno cavalcato la confusione sul tema dopo una sentenza della Corte di Cassazione Penale<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><strong>[2]<\/strong><\/sup><\/a>, provocando una generale diffidenza verso i prodotti a base di canapa, con un contraccolpo per il settore per il conseguente calo degli ordini e ritiro degli stessi da parte dei fornitori.<\/em> \u201c<\/p>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Le iniziative come quelle di Mediterranea Canapa sono tante sul territorio italiano e dimostrano che un&#8217;economia diversa \u00e8 possibile ed \u00e8 anche redditizia.<\/p>\n<p>Sebbene si tratti spesso di esperienze realizzate in realt\u00e0 piccole o in crescita, esse sono testimonianza che la visione di ripensare la produzione in funzione delle relazioni tra persone \u2013 oltrech\u00e9 dei bisogni delle stesse \u2013 non \u00e8 una forzatura idealistica e che la creazione di lavoro, ancora una volta, rappresenta la salvezza di territori in cui giovani e meno giovani faticano a trovare una propria realizzazione dignitosa, come ben prescrive la nostra Costituzione.<\/p>\n<p>E\u2019 pur vero che in dimensioni piccole e per taluni settori \u00e8 pi\u00f9 semplice adattare un modello di circolarit\u00e0, ma la sfida a cui tutti siamo chiamati, come consumatori, come lavoratori e come produttori, \u00e8 proprio la realizzabilit\u00e0 di una sostenibilit\u00e0 complessiva per le generazioni presenti e \u2013 soprattutto &#8211; per quelle future.<\/p>\n<p><em>(A cura di Elvira Ciociano)<\/em><\/p>\n<p>*I contenuti del presente articolo sono esclusiva opinione dell\u2019autrice e non costituiscono impegno o responsabilit\u00e0 dell\u2019Amministrazione di appartenenza.<\/p>\n<p><strong>Note<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a> Societ\u00e0 a responsabilit\u00e0 limitata semplificata<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Sentenza della Corte di Cassazione Penale, Sezioni Unite, n. 30475 del 10 luglio 2019 (ud. 30 maggio 2019)<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. In tal caso provvederemo prontamente alla rimozione.<br \/>\nSeguici anche su <strong><a href=\"https:\/\/t.me\/economiaedirittonews\">Telegram<\/a><\/strong>, <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/company\/economiaediritto-it\"><strong>LinkedIn<\/strong><\/a> e <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/economiaediritto\/\">Facebook<\/a><\/strong>!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il modello di sviluppo basato sull\u2019economia circolare \u00e8 ormai diffuso e apprezzato quale alternativa sostenibile agli schemi di produzione tradizionali. 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