{"id":11110,"date":"2024-04-12T09:28:47","date_gmt":"2024-04-12T07:28:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11110"},"modified":"2024-04-12T09:37:38","modified_gmt":"2024-04-12T07:37:38","slug":"ritorno-alla-lira-croce-o-delizia-per-leconomia-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/ritorno-alla-lira-croce-o-delizia-per-leconomia-italiana\/","title":{"rendered":"Ritorno alla lira: croce o delizia per l\u2019economia italiana?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">In molti reclamano a gran voce, per la nostra economia, un ritorno alla lira e alla sovranit\u00e0 monetaria: sarebbe efficiente ed economicamente vantaggioso? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Coloro che sostengono ci\u00f2 sottolineano come la sovranit\u00e0 monetaria abbia permesso al nostro Paese, soprattutto nel decennio a cavallo tra gli il 1970-1980, di vivere un vero e proprio miracolo secondo economico. Ma \u00e8 davvero cos\u00ec? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Tornare alla lira vorrebbe dire che i nostri creditori, che hanno stipulato con il Paese un contratto concernente il pagamento in euro della liquidit\u00e0 dati in prestito attraverso la consegna di titoli di Stato per finanziare il disavanzo pubblico, verrebbero remunerati in lire. Inevitabilmente, data la minore appetibilit\u00e0 della valuta domestica rispetto all&#8217;euro, essi richiederanno interessi crescenti per poter compensare il maggior rischio derivante da tale decisione di politica monetaria. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Improvvisamente ci ritroveremmo con una moneta svalutata rispetto all&#8217;euro, ovvero dal minor potere d&#8217;acquisto, che potrebbe nel breve periodo favorire le esportazioni, dal momento che i nostri beni e servizi all&#8217;estero risulteranno essere molto pi\u00f9 convenienti, con ripercussioni positive sulla produzione interna e sull&#8217;occupazione. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Ragionamento, ahim\u00e8, inverso sul fronte delle importazioni. L&#8217;Italia, non essendo un Paese economicamente autosufficiente nella produzione di beni energetici e materie prime, necessita di aprirsi agli scambi commerciali con il resto del mondo per poter reperire tali risorse, fondamentali, per i nostri processi produttivi e la nostra economia. Presentarsi sui mercati finanziari internazionali, le cui quotazioni ufficiali avvengono in dollari americani, con una valuta debole come la lira italiana, non farebbe altro che incrementare la quantit\u00e0 (nominale) di lire che occorrerebbero per acquistare suddetti beni e servizi esteri. Il tutto si tramuterebbe in una contrazione crescente e duratura dal momento che le imprese, avendo acquistato gli input necessari alla produzione, riverseranno i maggiori costi sostenuti sui prezzi di vendita di beni e servizi, con conseguenze negative per i consumatori finali. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">La maggiore vendita, gonfiando il Pil, contribuirebbe nel breve periodo ad abbattere il rapporto debito\/Pil e a salvaguardare le nostre finanze pubbliche, ma nel lungo periodo chi acquisterebbe i nostri titoli di Stato denominati in lire? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Vi sono, qui, due possibili alternative: <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">&#8211; Il sistema bancario italiano <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">&#8211; I contribuenti italiani <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Il sistema bancario, molto probabilmente, sarebbe a rischio stabilit\u00e0 dal momento che, un annuncio di un ritorno alla lira, farebbe precipitare in massa i correntisti verso gli istituti di credito, desiderosi di rientrare in possesso della loro liquidit\u00e0, temendo dunque per i propri risparmi e per il possibile verificarsi di un contagio finanziario su larga scala.<\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Il sistema bancario, a causa di questa forte incertezza ed instabilit\u00e0, dovrebbe privarsi della liquidit\u00e0 dei correntisti, la voce principale dell&#8217;attivo del bilancio, assistendo cos\u00ec ad un&#8217;esplosione delle passivit\u00e0 dal momento in cui il sistema bancario dovrebbe vendere asset e attivit\u00e0 strategiche per colmare il disavanzo finanziario con i correntisti. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Il sistema bancario, sull&#8217;orlo del collasso finanziario, potrebbe essere salvato dal Governo attraverso piani di acquisizione e una nuova legge che vieti ai correntisti di poter richiedere indietro i propri risparmi. Le banche, contestualmente, essendo state di fatto pienamente nazionalizzate, si impegneranno ad acquistare titoli di Stato italiani finanziando cos\u00ec il disavanzo pubblico statale. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Gli investitori italiani, a differenza di quelli esteri, non avranno occasione a speculare sulla stabilit\u00e0 finanziaria del Paese e, probabilmente, saranno molto pi\u00f9 propensi a detenere nei loro portafogli titoli di debito pubblico italiano garantendo cos\u00ec, al Paese, il giusto flusso di liquidit\u00e0 per salvaguardare il funzionamento della complessa macchina statale, stabilizzando al tempo stesso il debito evitandone una sua repentina esplosione che potrebbe comportare conseguenze devastanti per l&#8217;intero tessuto economico-sociale italiano. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Perci\u00f2, ci ritroveremo con un sistema bancario interamente nazionalizzato, un&#8217;inflazione crescente e una crescita economica nulla. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Ma cosa accadrebbe in caso di attacco speculativo alla lira? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Investitori esteri, fondi di investimento potrebbero decidere di vendere in massa titoli di debito pubblico italiano, come avvenne nel 1992 ad opera di George Soros, facendo cos\u00ec precipitare il valore e la stabilit\u00e0 della lira, innescando una spirale inflazionistica spaventosa. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Cosa dovremmo fare allora per tutelare la nostra economia?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Banca d\u2019Italia, affinch\u00e9 la lira mantenga il suo valore economico e il suo potere d\u2019acquisto nei confronti delle altre principali valute nello scacchiere finanziario internazionale, dovrebbe attuare un regime di tassi di cambio fissi nei confronti delle principali valute mondiali, intervenendo con operazioni di acquisto e vendita di valuta domestica ed estera al fine di rispettare la parit\u00e0 nei rapporti di cambio.<br \/>\nMirando a mantenere un rapporto di cambio fisso con il dollaro americano, il nostro Paese starebbe implicitamente delegando la propria politica monetaria alle decisioni varate dalla Federal Reserve Bank degli Stati Uniti in quanto, per poter preservare l\u2019intero apparato economico-produttivo italiano, saremmo vincolati alla politica monetaria americana e non avremmo alcun incentivo, ma soprattutto convenienza, a deviare da questa traiettoria. Qualora gli Stati Uniti adottassero una politica monetaria espansiva, per superare una recessione, il dollaro tenderebbe a deprezzarsi, a causa della maggiore quantit\u00e0 di moneta nel sistema economico. La Banca d\u2019Italia, per poter mantenere la parit\u00e0 pattuita con il dollaro americano, dovrebbe vendere valuta domestica (Titoli di Stato) nei mercati finanziari ed acquistare titoli di Stato americani (US Treasury Bond). Procedimento analogo, ma inverso, accadrebbe qualora il Paese, cui abbiamo delegato la gestione della nostra politica monetaria, attuasse una politica economica restrittiva per calmierare l\u2019inflazione e la crescita economica.<br \/>\nQualora, per\u00f2, decidessimo di mantenere un regime di cambi flessibili nei confronti delle altre valute, la Banca d\u2019Italia dovrebbe disporre di adeguate riserve finanziarie (oro e riserve di valute estere) per poter contrattaccare i plausibili attacchi speculativi cui la nostra valuta, non essendo vincolata ad alcuna valuta economicamente forte e stabile, sarebbe soggetta. La Banca d\u2019Italia per mitigare gli effetti distorsivi sul sistema economico di un attacco speculativo alla nostra valuta, dovrebbe intervenire con operazioni di acquisto nei mercati finanziari cedendo attivit\u00e0 denominate in valuta estera ed acquistando valuta domestica. Questa strategia di politica monetaria \u00e8 vincente e sostenibile solo qualora le riserve, a disposizione della Banca Centrale, fossero sufficienti per stabilizzare il sistema finanziario, ma cosa accadrebbe qualora la Banca Centrale, impegnata in una vera e propria guerra per garantire la stabilit\u00e0 della nostra valuta domestica, terminasse le riserve di valuta estera?<br \/>\nLa nostra valuta domestica, la lira appunto, economicamente sarebbe ridotta a cartastraccia e il nostro Paese, con un iperinflazione prossima a quella registrata nel 1920 nella repubblica tedesca di Weimar, sarebbe prossimo al <em>default<\/em> finanziario.<br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Lo Stato italiano non sarebbe pi\u00f9 in grado di onorare il servizio del debito pubblico e l&#8217;intero sistema finanziario-bancario, essendo tra i primi creditori domestici dello Stato, a causa del crollo repentino nel valore dei titoli, dovrebbe dichiarare fallimento e chiudere i battenti . <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">L&#8217;Italia, perci\u00f2, economicamente e finanziariamente non esisterebbe pi\u00f9 e, qualora ci\u00f2 avvenisse, staremmo parlando di un disastro finanziario di portata inimmaginabile per le conseguenze che da ci\u00f2 potrebbe derivare, non solo per l&#8217;economia italiana ma per la tenuta e solidit\u00e0 finanziaria del mondo intero. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Come afferma il trilemma di Mundell non si possono avere contemporaneamente cambi fissi, autonomia di politica monetaria e libert\u00e0 dei capitali perci\u00f2, per poter salvaguardare la nostra lira, e nell&#8217;ipotesi stringente, quanto poco realistica dati gli effetti e le conseguenze che ne deriverebbero, di voler mantenere una flessibilit\u00e0 nei tassi di cambio dobbiamo rinunciare alla libert\u00e0 dei movimenti dei capitali, e sostanzialmente \u00e8 quello che accadde in Italia negli anni &#8217;80 quando i nostri concittadini fuggendo all&#8217;estero, di nascosto, con le borse piene di lire, cercavano riparo, per i propri risparmi, in svizzera e in qualche altro paradiso fiscale. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Siamo sicuri di voler tornare in questo mondo?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">NOTA<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">[1] Il Prodotto interno lordo altro non \u00e8 che la semplice moltiplicazione tra i prezzi di mercato e le quantit\u00e0 prodotte in un&#8217;economia in un dato intervallo di tempo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">[2] Robert Alexander Mundell \u00e8 stato un economista canadese, vincitore del premio Nobel per l&#8217;economia nel 1999, per la sua analisi della politica fiscale e monetaria in presenza di diversi regimi di cambio e per i suoi contributi sulle analisi delle aree valutarie ottimali .<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In molti reclamano a gran voce, per la nostra economia, un ritorno alla lira e alla sovranit\u00e0 monetaria: sarebbe efficiente ed economicamente vantaggioso? 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