{"id":11124,"date":"2024-04-18T17:23:19","date_gmt":"2024-04-18T15:23:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11124"},"modified":"2024-04-18T17:49:34","modified_gmt":"2024-04-18T15:49:34","slug":"le-novita-sul-fronte-ma-le-previsioni-per-il-settore-trend-futuri-e-operazioni-in-vista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/le-novita-sul-fronte-ma-le-previsioni-per-il-settore-trend-futuri-e-operazioni-in-vista\/","title":{"rendered":"Le novit\u00e0 sul fronte M&#038;A: le previsioni per il settore, trend futuri e operazioni in vista"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">SOMMARIO: 1. Introduzione: il mercato M&amp;A attualmente &#8211; 2. Previsioni e trend di analisi per il 2024\u2013 3. Gli atteggiamenti futuri degli operatori nel mercato M&amp;A &#8211; 4. Il caso di privatizzazione di Eni \u2013 5. Il caso Tim: la cessione di NetCo \u2013 6. Il settore bancario: i casi di MpS, Unicredit e la Popolare di Sondrio \u2013 7. Considerazioni finali<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>1. Introduzione: il mercato M&amp;A attualmente<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il mercato Mergers &amp; Acquisitions ( di seguito \u201c<em>M&amp;A<\/em>\u201d) \u00e8 considerato un riferimento importante per le aziende che cercano di espandersi o raggiungere determinati obiettivi strategici. Negli ultimi anni il settore M&amp;A ha visto significative evoluzioni, sia nell&#8217;approccio strategico che nelle risorse tecnologiche impiegate. Alla fine del 2023, il mercato M&amp;A in Italia si \u00e8 chiuso in maniera positiva, in base ai dati riportati da parte di Ernest &amp; Young, confermando comunque una solida attivit\u00e0 di investimento nel Paese, caratterizzata da una forte vivacit\u00e0 nel numero di transazioni annunciate. Tali risultati prospettano anche potenziali operazioni interessanti per il mercato, le quali potrebbero concretizzarsi nel 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2023, infatti, sono state chiuse circa 1210 operazioni, sostanzialmente in linea con l\u2019anno scorso, con <em>target<\/em> in Italia per un controvalore pari a circa 58,6 miliardi di euro, un dato quest\u2019ultimo che risulta in calo del -37% rispetto a quanto investito nel 2022. \u00c8 quanto emerge dal <em>report<\/em> sui <em>trend<\/em> di investimento in Italia \u201c<em>EY M&amp;A Barometer &#8211; Review 2023 e Preview 2024<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <em>report<\/em> infatti, a livello settoriale, i comparti <em>Industrials &amp; Chemicals<\/em> (28%), <em>Energy &amp; Utilities<\/em> (10%), <em>Business services<\/em> (10%) e <em>Life sciences<\/em> (7%) rappresentano i settori di riferimento del mercato per incidenza del numero di operazioni. Registrano invece un lieve calo rispetto all\u2019anno precedente \u2013 seppure in crescita in termini assoluti \u2013 i settori beni di consumo (13%),<em> Technology<\/em> (13%), infrastrutture e costruzioni (6%). Per quanto riguarda il valore, il settore Telecom, e in particolare i relativi <em>asset<\/em> infrastrutturali, attraggono quote significative di investimenti, mentre il settore manufatturiero e quello dei <em>Financial services<\/em>, in termini di rilevanza dei volumi di investimento nel 2023 e in linea anche con la loro incidenza per numero di transazioni, confermano l\u2019interesse da parte degli investitori per tali settori [1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019elevato numero di transazioni mantenute durante l\u2019anno mostra comunque una tendenza delle aziende, degli investitori e dei fondi ad avere un elevato dinamismo, cercando in generale di aumentare le opportunit\u00e0 di crescita e di <em>business<\/em>. Le scelte di investimento sicuramente sono state pi\u00f9 prudenti da parte delle imprese, considerando soprattutto il contesto macroeconomico incerto (pressioni inflattive, recessione generalizzata, aumento dei tassi di interesse ecc.), tenendo conto anche degli scenari geopolitici instabili e delle tensioni commerciali. Questo ha portato, in base ai dati riscontrati nell\u2019anno 2023, a una dimensione media dei <em>deal<\/em> pi\u00f9 contenuta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dato interessante, secondo il <em>report<\/em> in questione, riguarda anche gli investimenti italiani all\u2019estero. Nel 2023 infatti, le operazioni di M&amp;A annunciate da parte di aziende italiane su <em>target<\/em> estere sono state 261, in linea con il periodo precedente, ovvero 264 operazioni. Tuttavia, il valore aggregato di queste acquisizioni, dove divulgato, risulta cresciuto del 21% anche per effetto di alcuni \u2018<em>mega-deal<\/em>\u2019 con valore di acquisizione superiore a 1 miliardo di euro nei settori energia, servizi finanziari e farmaceutico. Questo <em>trend<\/em> dimostra come per le imprese del Paese la leva transazionale rappresenti un elemento determinante per la ridefinizione dei mercati target in cui operare e per la riorganizzazione dell\u2019approvvigionamento di materie prime e prodotti. Spagna (38 operazioni), Stati Uniti (35), Germania (24), Francia (20) e Regno Unito (19) sono i primi cinque Paesi per numero di operazioni M&amp;A da parte di aziende italiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tali dati nel complesso, in riferimento all\u2019anno precedente, hanno fornito le basi per sviluppare diversi <em>trend<\/em> futuri e considerazioni circa il mercato M&amp;A per il 2024, con diversi scenari e considerazioni anche sui comportamenti che potranno adottare gli investitori, le aziende e i fondi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>2. Previsioni e <em>trend<\/em> di analisi per il 2024 in Italia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi potranno essere i <em>driver<\/em> che influenzeranno il mercato M&amp;A per il 2024. Gli analisti identificano, tra i fattori sicuramente determinanti, anche la transizione energetica che \u00e8 in atto, comprovata anche dall\u2019impegno e dalle scelte sempre pi\u00f9 rilevanti da parte delle aziende in termini di sostenibilit\u00e0. Anche ad esempio l\u2019accelerata trasformazione digitale e l\u2019adozione di processi di AI (<em>Artificial Intelligence<\/em>), continuer\u00e0 a favorire l\u2019attivit\u00e0 di investimento in molti settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal proposito, Marco Daviddi, Managing Partner Strategy and Transactions di Ernest and Young (di seguito \u201c<em>EY<\/em>\u201d) in Italia, afferma che \u201c<em>l\u2019attesa di una riduzione del costo del denaro nella seconda parte del 2024 determiner\u00e0 una fase attendista nei primi due trimestri dell\u2019anno, anche se la pipeline di operazioni sul mercato o in procinto di essere collocate \u00e8 solida e articolata generalmente in tutti i settori. Si conferma una certa polarizzazione dell\u2019interesse dei fondi, attesi per il 2024 a confermare il loro ruolo di guida sul mercato, soprattutto nei settori Advanced Manufacturing, Pharma, Consumer, Energy e Infrastructure<\/em>\u201d [2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre a tali aspetti, vi sono elementi costanti che hanno caratterizzato il mercato M&amp;A negli ultimi due anni e su cui ancora si sta lavorando, come ad esempio la necessit\u00e0 di operare una veloce trasformazione dei modelli di <em>business<\/em> e operativi (revisione della catena di fornitura, dei mercati <em>target<\/em> e dell\u2019efficienza operativa). In questo senso, anche la limitata disponibilit\u00e0 di capitale, in particolare come il contesto delle PMI italiane, continuer\u00e0 a favorire una dinamica M&amp;A molto solida.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base comunque a quanto riportato dai principali<em> report<\/em> di analisi e <em>preview<\/em> per il 2024, questi diversi fattori delineano uno scenario con aspettative tendenzialmente positive per il mercato M&amp;A in Italia, ma che comunque presentano qualche complessit\u00e0. La liquidit\u00e0 comunque presente nel sistema consente ancora di avere un buon livello e numero di operazioni, e ci\u00f2 tende anche a frenare le politiche restrittive delle banche centrali. I consumatori, seppur molto attenti e con pi\u00f9 prudenza, esprimono fiducia. Tuttavia, lo scenario complesso che potrebbe portare delle difficolt\u00e0 \u00e8 legato soprattutto al perdurare delle tensioni geopolitiche e dalla instabilit\u00e0 presente in questo ambito, e ci\u00f2 pu\u00f2 avere un impatto significativo sulle attivit\u00e0 commerciali. Un rischio legato a nuove tensioni infatti potrebbe comportare delle politiche commerciali pi\u00f9 restrittive, e le nuove innovazioni e trasformazioni tecnologiche in atto su larga scala sono un ulteriore e potenziale rischio\/sfida da affrontare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non da meno sicuramente, in questo scenario articolato avr\u00e0 sicuramente un ruolo fondamentale anche il <em>set<\/em> di scelte di finanza pubblica nel Paese durante il 2024, e soprattutto in relazione alla capacit\u00e0 di sostenere l\u2019occupazione e il mantenimento di costi competitivi. In quest\u2019ambito, il PNRR entrer\u00e0 quindi prossimamente nel vivo e gli effetti delle riforme strutturali daranno finalizzazione e avvio a una serie di investimenti, e ci\u00f2 sar\u00e0 di vitale importanza anche in relazione al mercato M&amp;A.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>3. Gli atteggiamenti futuri degli operatori nel mercato M&amp;A<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un punto di vista che ricopre un ruolo importante sono anche gli atteggiamenti che gli operatori, ovvero compratori e venditori, dovrebbero adottare per il futuro per prepararsi alle nuove sfide del mercato M&amp;A per il 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lato compratori infatti, sarebbe necessario, secondo le analisi e le valutazioni effettuate da PwC tramite il <em>report<\/em> &#8220;<em>Italian M&amp;A Industry Trends Mid-Year Update<\/em>&#8221; [3] sarebbe necessario che tali soggetti si focalizzassero in particolare sui seguenti aspetti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Lo sfruttamento di opportunit\u00e0 di innovazione\/trasformazione dei modelli operativi<br \/>\n&#8211; L\u2019attuazione di una <em>roadmap<\/em> di trasformazione sostenibile;<br \/>\n&#8211; Aumento della robustezza e solidit\u00e0 dei modelli operativi;<br \/>\n&#8211; L\u2019aumento delle competenze tecnologiche, specialmente <em>cloud<\/em>, <em>cyber<\/em> e AI e soprattutto gli impatti dell\u2019AI sul modello di <em>business<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lato venditori invece i <em>focus<\/em> principali su cui si dovrebbero concentrare gli operatori, sarebbero, secondo il documento di PwC, i seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Dedicare maggiore impegno nell\u2019attivit\u00e0 di preparazione alla vendita ;<br \/>\n&#8211; Predisporre una <em>roadmap<\/em> dettagliata di innovazione tecnologica con chiare e precise analisi di rischio\/benefici collegati ai cambiamenti in atto (prevalentemente tecnologici ed energetici);<br \/>\n&#8211; Disegnare un <em>set<\/em> di KPI finanziari e operativi per monitorare gli aspetti di sostenibilit\u00e0;<br \/>\n&#8211; Cercare di individuare leve di crescita e opportunit\u00e0 di riduzione dei costi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019incognita principale che \u00e8 da ostacolo agli operatori sia lato <em>sell<\/em> che lato <em>buy<\/em> sono sicuramente le instabilit\u00e0 a livello macroeconomico e soprattutto l\u2019incognita dei tassi di interesse, e quindi la conseguente capacit\u00e0 o meno di finanziare le operazioni di maggiore dimensione. In relazione a tali atteggiamenti che gli operatori dovrebbero sfruttare per il futuro, vi sono particolari riflessioni e sfide che devono essere affrontate, sia lato compratore che lato venditore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per i compratori infatti, soprattutto quelli finanziari ma non solo, l\u2019accesso al <em>financing<\/em> diventer\u00e0 di fondamentale importanza per i periodi futuri, unitamente a un maggiore <em>focus<\/em> sull\u2019attivit\u00e0 di <em>due diligence<\/em>. Inoltre, si delineano, in base alle previsioni effettuate, anche maggiori opportunit\u00e0 per gli operatori industriali pi\u00f9 \u201c<em>liquidi<\/em>\u201d, specialmente lato <em>buy,<\/em> vista la minore competizione dei fondi di <em>private equity<\/em> sulle operazioni di grandi dimensioni, pi\u00f9 difficili da finanziare, <em>in primis<\/em> nei settori <em>Pharma &amp; Healthcare e Energy &amp; Utilities<\/em>, associate ai <em>trend<\/em> di innovazione tecnologica, digitalizzazione, transizione energetica e ESG. Lato venditore, l\u2019attenzione \u00e8 concentrata soprattutto su la capacit\u00e0 di far leva, per il futuro, di strategie di miglioramento per quanto riguarda la preparazione alla vendita per anticipare l\u2019attivit\u00e0 di analisi e <em>due diligence<\/em> dell\u2019acquirente e dunque evitare il rischio di allungamenti di processo e riduzioni del prezzo [4] . I venditori, infine, dovranno far fronte e attuare valutazioni opportune anche in relazione ai settori che offrono maggiori sfide per il mercato, in particolare quello tecnologico, visto il diffondersi su larga scala di soluzioni sempre pi\u00f9 innovative, come i processi AI, che assumeranno un ruolo sempre pi\u00f9 rilevante nel mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>4. Il caso di privatizzazione di Eni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo caso di impatto per quanto riguarda l\u2019apertura del 2024 a tante novit\u00e0 \u00e8 sicuramente, tra le partecipate statali coinvolte, quello di Eni, per la quale la cessione di quota di minoranza \u00e8 in cantiere. La prossima tappa infatti \u00e8 la cessione dell\u20194% del gruppo petrolifero. Il governo ha da tempo annunciato privatizzazioni per circa 20 miliardi di euro, pari all\u20191% del PIL, entro il 2026, per abbattere il debito pubblico, anche in vista dell\u2019operativit\u00e0 del nuovo e stringente Patto di stabilit\u00e0 nel 2025. Privatizzazioni che, secondo l\u2019agenzia Bloomberg, potrebbero riguardare infatti una partecipazione fino al 4% di Eni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La compagnia petrolifera, partecipata dallo Stato con una quota del 4,7% assieme a CDP che detiene il 27,7%, \u00e8 impegnata ora a completare il piano di <em>buyback<\/em>, da cui dovrebbe incassare circa 2,2 miliardi di euro, in gran parte utili a ridurre il proprio debito, ma ci\u00f2 potrebbe anche accorciarne la scadenza [5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per un investitore, il piano di riacquisto (<em>buyback<\/em>) delle proprie azioni \u00e8 un assist operativo da tenere in debita considerazione nella definizione delle strategie di <em>trading<\/em>. Un <em>buyback<\/em> \u00e8 un\u2019occasione di visibilit\u00e0 per la quotata che lo ha lanciato e un fattore che fa crescere l\u2019<em>appeal<\/em> sul titolo interessato. Quando viene lanciato un piano di riacquisto, molti <em>traders<\/em> prendono in considerazione la possibilit\u00e0 di comprare azioni di quella quotata proprio perch\u00e9 i prezzi del titolo potrebbero subire variazioni significative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il completamento del <em>buyback<\/em> in questa operazione comporterebbe, entro aprile 2024, secondo le intenzioni del Tesoro, la successiva cancellazione delle proprie azioni permettendo al Governo di ridurre la quota senza perdere il controllo della societ\u00e0. Particolari criticit\u00e0 si riscontrano per potenziali rischi legati soprattutto al cosiddetto rischio di <em>overhang<\/em>, ovvero a un potenziale rischio legato ad un eccesso di titoli sul mercato che pu\u00f2 comportare il condizionamento negativo e la distorsione dei corsi azionari [6].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>5. Il caso Tim: la cessione di NetCo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra le operazioni importanti che implicano scenari rilevanti per il futuro, sicuramente vi \u00e8 l\u2019operazione di vendita, annunciata a novembre 2023, di TIM della sua rete al fondo di investimento statunitense KKR ( Kohlberg Kravis Roberts &amp; Co. L.P.). Al centro della storica operazione, che comunque ha gi\u00e0 trovato non poche critiche e ostilit\u00e0 sul suo percorso (a partire gi\u00e0 dall\u2019atteggiamento dell\u2019azionista di maggioranza), c\u2019\u00e8 NetCo, ossia la societ\u00e0 controllata dal Gruppo Telecom Italia, alla quale fanno capo le infrastrutture in fibra e rame, dal valore di oltre 20 miliardi di euro. Il governo italiano in questi giorni ha dato il via libera alla vendita di NetCo, rinunciando cos\u00ec all\u2019attivazione del Golden Power e accettando gli impegni presentati dalla societ\u00e0 acquirente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">NetCo \u00e8 l\u2019unit\u00e0 aziendale di TIM che comprende l\u2019infrastruttura di rete fissa, le attivit\u00e0 <em>wholesale<\/em> domestiche e internazionali, nonch\u00e9 la rete primaria e secondaria, tra cui FiberCop e Sparkle. Fondata nel 2020 e operativa dall\u2019aprile 2021, FiberCop si occupa di gestire la rete secondaria di TIM, inclusi i cavi che collegano le abitazioni agli armadi stradali con l\u2019obiettivo di ammodernare le infrastrutture che collegano gli utenti finali e consentire la fornitura di connessioni a banda ultra-larga. Sparkle, invece, \u00e8 la realt\u00e0 che possiede e gestisce una vasta rete di cavi sottomarini e terrestri, consentendo al Gruppo Telecom Italia di vantare una presenza significativa nel settore delle telecomunicazioni a livello internazionale.<br \/>\nTIM chiarisce comunque che il Governo ha esercitato i suoi poteri speciali solo attraverso la forma delle prescrizioni, il che implica che sono state stabilite condizioni specifiche da rispettare nel corso dell\u2019operazione. Lo Stato, comunque, ritiene che le condizioni stabilite e gli impegni presi siano sufficienti per proteggere gli interessi nazionali e strategici del Paese.<br \/>\nIl governo ha evidenziato l\u2019importanza di questa operazione come un passo avanti significativo, indicando che tutto procede secondo le tempistiche annunciate. Allo stesso tempo, sul fronte di Tim, si sta lavorando alla governance con l\u2019obiettivo di ridurre il numero dei membri del consiglio di amministrazione da 15 a 9 attraverso una procedura che coinvolger\u00e0 il Comitato nomine. Palazzo Chigi ha ribadito che l\u2019acquisizione di NetCo \u00e8 stata fatta a tutela dell\u2019interesse nazionale e per garantire il controllo statale sugli <em>asset<\/em> strategici della rete di telecomunicazioni. Gli impegni assunti comprendono la creazione di un\u2019organizzazione di sicurezza, la nomina di un preposto di cittadinanza italiana, la competenza esclusiva su questioni strategiche e la permanenza in Italia delle attivit\u00e0 di ricerca e manutenzione.<br \/>\nTim ora deve attendere il via libera dell\u2019Antitrust europeo per completare l\u2019operazione. Nel frattempo, l\u2019attenzione \u00e8 rivolta anche all\u2019operazione di consolidamento tra Orange e MasMovil [7], in Spagna, come possibile indicatore della posizione che l\u2019Unione Europea potrebbe assumere in materia di fusioni e acquisizioni nel settore delle telecomunicazioni.<br \/>\nTuttavia, i principali malumori e le pi\u00f9 grandi critiche e preoccupazioni arrivano dall\u2019opposizione all\u2019interno del Parlamento italiano e dai sindacati. Secondo Marco Pellegrini, componente M5S della Commissione difesa della Camera e del Copasir \u201c<em>la nuova societ\u00e0 che deterr\u00e0 la rete, vedr\u00e0 lo Stato italiano messo all\u2019angolo con uno striminzito 20%, mentre il veicolo estero partir\u00e0 dal 65% con la concreta possibilit\u00e0 di salire intorno al 73-75%. Nella nuova societ\u00e0 della rete, infatti, KKR potr\u00e0 conferire anche la sua partecipazione in FiberCop, la societ\u00e0 della rete secondaria gi\u00e0 costituita all\u2019epoca dagli americani con Tim. \u00c8 un gravissimo regalo della rete di telecomunicazioni all\u2019estero, la subalternit\u00e0 totale del Governo Meloni ai poteri forti esteri rischia di svendere pezzetti di Italia neanche fossimo tra le bancarelle di un mercato<\/em>\u201d.<br \/>\nI sindacati contemporaneamente si preoccupano se ci sar\u00e0 o meno la tutela degli interessi nazionali in termini di tenuta occupazionale. Ad oggi, sostengono i sindacati, non esisterebbe pi\u00f9 la base esodabile in TIM data dallo strumento dei contratti di espansione. Per eventuali uscite in prepensionamento infatti, sostengono che tale base sarebbe praticamente esaurita per almeno tutto il 2024. Infine, affermano che \u201c<em>nessuna risposta \u00e8 stata ricevuta alla richiesta di una partecipazione delle Istituzioni alla dotazione di partenza del neonato Fondo di Solidariet\u00e0 di settore che pure potrebbe essere indispensabile alla gestione di questa delicatissima fase. Se tali risposte non arriveranno metteremo in campo tutte le azioni sindacali a nostra disposizione<\/em>\u201d [8].<br \/>\nStando a quanto confermano i protagonisti dell\u2019operazione, la finalizzazione dell\u2019accordo di cessione degli <em>asset<\/em> NetCo \u00e8 prevista per l\u2019estate 2024. In termini di risorse umane, si parla di oltre ventimila persone. Resta di traverso l\u2019azionista di maggioranza di TIM, che ha ritenuto insoddisfacente l\u2019offerta di acquisto avanzata da KKR e che oggi si ritrova in mano una quota azionaria pagata 4 miliardi di euro che ha un controvalore di circa 1,5 miliardi (nonostante il recupero degli ultimi mesi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>6. Il settore bancario: i casi di MpS, Unicredit e la Popolare di Sondrio<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Borsa e i mercati iniziano ad essere in fermento anche per altre operazioni straordinarie che potrebbero riguardare il settore bancario. Alcune hanno gi\u00e0 preso piede, come ad esempio la dismissione del 25% di Montepaschi (di seguito \u201c<em>MpS<\/em>\u201d) effettuata dal Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze ( di seguito \u201c<em>MEF<\/em>\u201d) lo scorso novembre. A tal proposito, di particolare interesse \u00e8 ancora la possibile fusione di MpS che potrebbe prendere forma gi\u00e0 nel 2024. Tra i pretendenti ci sarebbe Unicredit, anche se dopo una prima due diligence era stata respinta, affiancata da BPER e Banco BPM. Tutto ci\u00f2 soprattutto grazie a una serie di sentenze favorevoli per il Monte dei Paschi che consentiranno a MpS di ridurre ulteriormente i rischi legali e di liberare il capitale [9].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tesoro ha tagliato la quota del 25% portandosi al 39%. Attualmente, il capitale di MpS \u00e8 il pi\u00f9 alto in Italia e l\u2019ottavo tra le banche dell\u2019Eurozona, pari al 16,7% nel terzo trimestre, riuscendo ad uscire finalmente dall\u2019elenco degli istituti sistemici, con un impatto positivo sui requisiti patrimoniali. A questo punto, con gli impegni di<em> lock-up<\/em> a non vendere che scadranno a met\u00e0 febbraio 2024, il MEF potrebbe collocare nuovi pacchetti di azioni oppure accelerare sulla ricerca di un<em> partner<\/em> per l\u2019operazione di fusione. Nell\u2019ipotesi di fusione, il Tesoro diluirebbe la sua quota al 18% circa con BPER e al 16% con BPM e un 3% con Unicredit, o come ultima alternativa quella di <em>stand-alone<\/em>, ovvero quella di collocare altri titoli ed affidare definitivamente il destino di MpS al mercato [10].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con riferimento sempre al settore bancario, gli analisti di UBS scommettono ancora sulle banche italiane nonostante lo scenario macroeconomico, in particolare dei tassi di interesse, si prospetta meno favorevole per gli istituti protagonisti di una corsa sui listini nel 2023 (+40% la media). In particolare, UBS ha espresso una preferenza per Unicredit dovuta soprattutto alla resilienza degli utili, del consistente capitale in eccesso (che viene stimato essere 8-9 miliardi) e che lascerebbe spazio per un incremento di dividendi e per operazioni straordinarie. Al centro dell\u2019attenzione ci sarebbe la possibilit\u00e0 di Unicredit di acquisire la Popolare di Sondrio. Gli analisi di Jefferies guardano alla potenziale combinazione tra i due istituti definendo l\u2019aggregazione interessante, nonostante comunque il CEO Andrea Orcel ha negato ogni possibile interesse di Unicredit in tale operazione, negando la presenza di acquisti in corso sul titolo [11].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la casa di investimento l\u2019operazione avrebbe un senso strategico per Unicredit rafforzandone la posizione in Italia (la quota di mercato salirebbe al 15% dal 13%), e non metterebbe a rischio la distribuzione dei dividendi. La valutazione di Borsa della Popolare di Sondrio (8 volte gli utili 2025 contro le 5 volte a cui scambia Unicredit) fa per\u00f2 calare l\u2019appeal cos\u00ec come la presenza di un socio forte e industriale come Unipol nel capitale di Sondrio: secondo gli analisti, sarebbe infatti da preferire, nell\u2019eventualit\u00e0, un\u2019operazione in contanti rispetto a una in carta che sarebbe leggermente diluitiva sugli utili per azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>7. Considerazioni finali<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla luce di quanto riportato, il 2024 si prospetter\u00e0 un anno che sicuramente porter\u00e0 delle novit\u00e0 e in un certo senso anche degli stravolgimenti nel mercato, specialmente in vista di particolari operazioni che gi\u00e0 stanno prendendo forma, e alcune hanno gi\u00e0 suscitato parecchie perplessit\u00e0, coinvolgendo aziende parastatali o banche, la cui presenza strategica ha sicuramente un ruolo di rilievo nel panorama italiano. Anche a livello di settore, si prospettano interessanti sfide che gli analisti hanno definito come potenzialmente ottime, se le aziende e gli operatori nel mercato riusciranno ad attuare una serie di cambiamenti. Infatti, questo rappresenta una sfida da parte degli agenti che operano nel mercato M&amp;A, in quanto dovranno far fronte ad una serie di importanti innovazioni che arriveranno nel prossimo futuro, specialmente se guardiamo ai settori come quello delle telecomunicazioni o al settore energetico, due settori che hanno risentito fortemente anche delle tensioni geopolitiche e degli impatti macroeconomici degli ultimi tempi, e che ancora hanno degli effetti. In Italia giocheranno quindi un importante ruolo tutti questi fattori, assieme anche a un <em>set<\/em> di decisioni di finanza pubblica che determiner\u00e0 l\u2019esito degli investimenti nel 2024.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Note:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] Per approfondimenti sui dati di analisi sull\u2019andamento del mercato M&amp;A 2023 e le previsioni 2024, si fa riferimento al report pubblicato da Ernest &amp; Young \u201c<em>EY M&amp;A Barometer \u2013 Review 2023 and preview 2024<\/em>\u201d, del 8 gennaio 2024, disponibile al seguente link: https:\/\/www.ey.com\/it_it\/news\/2024-press-releases\/01\/m-and-a-in-italia-nel-2023-quasi-60-miliardi-di-euro-per-oltre-1200-operazioni.<\/p>\n<p>[2] Tali valutazioni riguardano i commenti, da parte del Managing Partner Strategy and Transactions di EY in Italia, connessi sempre al report Ernest &amp; Young \u201c<em>EY M&amp;A Barometer \u2013 Review 2023 and preview 2024<\/em>\u201d, del 8 gennaio 2024, disponibile al seguente link: https:\/\/www.ey.com\/it_it\/news\/2024-press-releases\/01\/m-and-a-in-italia-nel-2023-quasi-60-miliardi-di-euro-per-oltre-1200-operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] In merito agli atteggiamenti futuri degli operatori del mercato M&amp;A, si fa riferimento alle valutazione e alle linee guida sulle best practices individuate nel report di PwC \u201cItalian M&amp;A Industry Trends Mid-Year Update\u201d , disponibile al seguente link: https:\/\/www.pwc.com\/it\/it\/press-room\/assets\/docs\/pwc_global_MA_industry-trends.pdf.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Per \u201c<em>due diligence<\/em>\u201d (che significa \u201c<em>diligenza dovuta<\/em>\u201d o \u201c<em>diligenza necessaria<\/em>\u201d) si indica in generale l\u2019attivit\u00e0 di investigazione e di approfondimento di dati e di informazioni relativi all\u2019oggetto di una trattativa d\u2019affari in ambito Mergers &amp; Acquisitions (M&amp;A). Lo scopo di questa attivit\u00e0 \u00e8 quello di valutare la convenienza di un affare e quindi di un\u2019operazione di M&amp;A, oltre che a identificarne i rischi e i problemi connessi. Costituisce quindi la base per poter negoziare termini e condizioni del contratto, ma anche per predisporre adeguati strumenti di garanzia, indennizzo e risarcimento. La definizione e gli argomenti in merito sono stati tratti dal testo: A.Sherman, \u201c<em>Margers and Acquisitions from A to Z<\/em>\u201d, Editore HarperCollins Leadership, edizione 2023.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Con il termine anglosassone <em>buy back<\/em> si indica comunemente nel linguaggio finanziario il riacquisto di azioni proprie da parte di una societ\u00e0. Si tratta di un\u2019operazione che una societ\u00e0 pu\u00f2 mettere in atto per diversi fini e che \u00e8 regolamentata dalle leggi vigenti e, in particolare, dagli articoli 2357-2358 del Codice Civile. In particolare, ogni societ\u00e0 che vari un piano di <em>buy back<\/em> non potr\u00e0 eccedere nel riacquisto la somma degli utili distribuibili e delle riserve disponibili iscritte nell\u2019ultimo bilancio approvato. Il<em> buy back<\/em> non potr\u00e0 coinvolgere pi\u00f9 del 10% del capitale sociale e potr\u00e0 avere una durata massima di 18 mesi. Perch\u00e9 un piano di riacquisto di azioni proprie sia varato \u00e8, inoltre, necessario che l\u2019assemblea degli azionisti approvi il piano di <em>buy back<\/em> e le sue modalit\u00e0, compresi i corrispettivi minimi e massimi del riacquisto, la durata del piano e il numero massimo di azioni riacquistabili. Per approfondimenti, si fa riferimento alla definizione fornita da Borsa Italiana S.p.A. al seguente link: https:\/\/www.borsaitaliana.it\/notizie\/sotto-la-lente\/riacquistoazioniproprie.htm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Per la definizione pi\u00f9 dettagliata in merito al rischio di <em>overhang<\/em>, si fa riferimento a quanto riportato dalla fonte da cui \u00e8 stata tratta la definizione, disponibile al seguente link: https:\/\/www.bankingsupervision.europa.eu\/ecb\/pub\/ra\/html\/ssm.ra2021~edbbea1f8f.it.html.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Orange SA \u00e8 un&#8217;operatrice di telecomunicazioni multiservizio con sede in Francia, mentre Masmovil Group \u00e8 un gruppo di societ\u00e0 all\u2019avanguardia nella crescita del mercato spagnolo delle telecomunicazioni. L\u2019operazione straordinaria, di grande importanza per il settore, \u00e8 stata annunciata nel 2023. Per approfondimenti in merito all\u2019operazione in questione, si fa riferimento ai primi dati sulla valutazione dell\u2019operazione disponibili al seguente link: https:\/\/www.reuters.com\/business\/media-telecom\/orange-masmovil-sign-19-billion-merger-agreement-spain-2022-07-23\/.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Tali estratti fanno riferimento a quanto dichiarato da parte del segretario confederale della Cgil Pino Gesmundo e dal segretario nazionale Slc Cgil Riccardo Saccone. Per approfondimenti in merito, si fa riferimento al seguente link: https:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/telco\/tim-via-libera-del-governo-a-netco-supervisione-strategica-in-capo-allo-stato\/.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Cass., 22 giugno 2020, n.12108, (ud. 02\/12\/2019, dep. 22\/06\/2020), sez. III.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Per gli approfondimenti e dati sulle quotazioni e la pratica di stand alone, si fa riferimento a quanto riportato da Milano Finanza al seguente link: https:\/\/www.milanofinanza.it\/news\/possibile-ritorno-al-modello-stand-alone-per-mps-mediobanca-resta-long-su-unicredit-202110251317234849.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[11] Per quanto riguarda dettagli sulle dichiarazioni citate ed approfondimenti in merito, si fa riferimento al seguente link: https:\/\/quifinanza.it\/economia\/finanza\/borsa-in-fermento-dal-risiko-bancario-alle-privatizzazioni-tutte-le-novita\/786907\/.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SOMMARIO: 1. Introduzione: il mercato M&amp;A attualmente &#8211; 2. Previsioni e trend di analisi per il 2024\u2013 3. Gli atteggiamenti futuri degli operatori nel mercato M&amp;A &#8211; 4. 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