{"id":11709,"date":"2025-04-14T12:02:30","date_gmt":"2025-04-14T10:02:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11709"},"modified":"2025-04-14T12:02:30","modified_gmt":"2025-04-14T10:02:30","slug":"11709-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/11709-2\/","title":{"rendered":"LA PRESENTAZIONE DEL \u201cSELF\u201d AL PUBBLICO IN TEMPI MODERNI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><em>L\u2019articolo ha l\u2019obiettivo di svolgere una riflessione sulla presentazione della propria identit\u00e0 nel quotidiano attraverso i social media. Si sviluppa iniziando dalla presentazione di cos\u2019\u00e8 l\u2019identit\u00e0 di un individuo e l\u2019identit\u00e0 collettiva, collegandosi ai lavori di Loredana Sciolla e di Ervin Goffman. Partendo da quest\u2019ultimo viene analizzata la teoria dell\u2019interazione nei tempi moderni e come pu\u00f2 essere collegata ai social network, approfondendo i rischi e come la legge italiana tutela da essi gli utenti del web: focalizzandosi su programmi di prevenzione. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019identit\u00e0 dell\u2019individuo non \u00e8 solo, come da definizione del dizionario, \u201c<em>il complesso dei dati personali caratteristici e fondamentali che consentono l\u2019individuazione o garantiscono l\u2019autenticit\u00e0, specialmente dal punto di vista anagrafico o burocratico<\/em>\u201d, ma molto di pi\u00f9. L\u2019identit\u00e0 \u201c<em>individuale<\/em>\u201d \u00e8 la definizione di s\u00e9 come soggetto irripetibile, con un carattere sociale che si manifesta attraverso l\u2019individuazione, vale a dire la distinzione tra s\u00e9 e l\u2019altro, e l\u2019identificazione, cio\u00e8 il sentirsi parte di una relazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la studiosa Loredana Sciolla, l\u2019identit\u00e0 individuale ha tre dimensioni: una personale, che si basa sui riconoscimenti di s\u00e9 e degli altri, una sociale, basata sulla relazione con gli altri e con i gruppi sociali e una culturale, che si acquisisce attraverso la cultura e la societ\u00e0 in cui si \u00e8 educati. L\u2019identit\u00e0, per\u00f2, non solo \u00e8 individuale, ma pu\u00f2 anche essere collettiva, la quale si riferisce alla percezione di s\u00e9 come parte di un gruppo, che pu\u00f2 essere un genere, un\u2019etnia, una generazione, con una dimensione soggettiva (per chi ne fa parte) e oggettiva (categorizzazione sociale esterna). Comprende anch\u2019essa una dimensione integrativa, sociale, che sottolinea la necessit\u00e0 di approvazione sociale da parte dell\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essere coscienti della propria identit\u00e0 permette di assumere coscienza di s\u00e9, del proprio \u201c<em>self<\/em>\u201d, come lo chiama il sociologo Ervin Goffman. Esso \u00e8 la rappresentazione sociale di s\u00e9 stessi, che si costruisce in base alle aspettative degli altri e al contesto in cui si interagisce. A seconda del contesto e chi ci troviamo davanti presentiamo un <em>self<\/em> diverso. Questo concetto sta alla base della teoria dell\u2019interazione, sempre ideata da Goffman: sostiene che ogni individuo si trova immerso in una rete di relazioni sociali, che influenzano la sua vita e la sua identit\u00e0. Le persone assumono varie \u201c<em>maschere<\/em>\u201d a seconda delle situazioni in cui si trovano, creando delle interazioni sociali diverse. Queste interazioni sono simili a dei copioni teatrali, divise in ruoli specifici e fasi da seguire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il <em>self<\/em> nei social media e i rischi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa teoria, ideata nel 1959, pu\u00f2 essere rapportata all\u2019impiego quotidiano che viene fatto dei <em>social media <\/em>ai giorni d\u2019oggi. Ogni utilizzatore, nel momento in cui inizia a pubblicare contenuti, vuole mostrare un\u2019idea perfetta e felice di s\u00e9. Raramente sui <em>social<\/em> vengono presentate delle immagini negative di s\u00e9 ai propri interlocutori, anzi vengono messe da parte e fatte quasi scomparire. Questo ha alimentato la concezione che non si possano condividere proprie rappresentazioni imperfette, creando questi cumuli di falsa perfezione e di ideali irraggiungibili nella vita reale. Il <em>social<\/em> \u00e8 diventato lo specchio di ci\u00f2 che vogliamo essere, eliminando i propri difetti. La nostra rappresentazione nei <em>media<\/em> \u00e8 come vogliamo apparire agli altri anche nella realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uniformandosi a ci\u00f2 che viene esposto dagli altri viene sottolineata l\u2019esigenza di appartenere ad un\u2019identit\u00e0 <em>collettiva<\/em>, quindi alla ricerca di approvazione dell\u2019opinione pubblica. Di conseguenza, si arriva a una vera e propria dipendenza dai <em>social network<\/em>, rendendo difficile la concentrazione durante attivit\u00e0 che la richiedono come il lavoro, lo studio, o anche solo la lettura o la visione di un film. Ormai, anche durante le uscite la sera con amici non si riesce a non condividere il momento sulle proprie storie di <em>Instagram<\/em>, a causa di un costante bisogno di far vedere le cose socialmente considerate belle che vengono fatte. La maggior parte degli utenti avverte la necessit\u00e0 di pubblicare in tempo reale cosa stanno facendo, come se cercassero l\u2019approvazione continua da parte di altri. Si arriva ad un momento in cui se non ci si organizza per svolgere attivit\u00e0 si inizia a soffrire di disagi psicologici e a soffrire di <em>FOMO<\/em> (<em>the Fear of Missing Out<\/em>), vale a dire la paura di essere esclusi, una forma di ansia sociale che si manifesta con la preoccupazione di non essere coinvolti in esperienze piacevoli e considerate gratificanti che coinvolgono persone conosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il giudizio altrui<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esposizione della propria figura porta anche il rischio di ricevere critiche e commenti negativi, tendenti al bullismo, giustificati dal fatto di essersi messi in mostra al pubblico e di dover accettare quello che viene in risposta a questo atto. Per quanto sia importante poter mostrare la propria identit\u00e0 a volte pu\u00f2 comportare un pericolo, mettendo a repentaglio persino la propria salute mentale. Gli utenti dei <em>social media<\/em> spesso si sentono legittimati a commentare e criticare negativamente la persona che ha pubblicato il contenuto, senza tenere a mente che si tratta di un essere umano con delle difficolt\u00e0 come tutti. Il mostrare solo tematiche positive e considerate belle fa credere che sia tutta la propria vita, di conseguenza i commentatori si sentono autorizzati a poter contestare e disapprovare quello che hanno visto con cattiveria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma se si \u00e8 alla costante ricerca di approvazione, ricevere commenti negativi, quindi una forma di <em>cyberbullismo<\/em>, cosa pu\u00f2 comportare? Le persone possono essere portate a non volersi pi\u00f9 esibire, non solo sui <em>social<\/em>, ma anche nella vita reale. Si inizia ad autoconvincersi che, come si viene dipinti dai commenti, \u00e8 la rappresentazione veritiera della propria identit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la legge italiana il <em>cyberbullismo<\/em> viene definito come \u201c<em>forma di maltrattamento perpetrato in danno di soggetti minorenni utilizzando le tecnologie dell\u2019informatica e della telematica<\/em>\u201d. Il Codice penale tutela chi ne \u00e8 vittima con la legge 70\/2024, aggiornata recentemente, che cita nel primo punto \u201c<em>La presente legge \u00e8 volta a prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in tutte le loro manifestazioni, in particolari con azioni di carattere preventivo e con una strategia di attenzione e tutela nei confronti dei minori, sia nella posizione di vittime sia in quella di responsabili di illeciti, privilegiando azioni di carattere formativo ed educativo e assicurando l\u2019attuazione degli interventi, senza distinzione di et\u00e0, nell\u2019ambito delle istituzioni scolastiche, delle organizzazioni degli enti locali, sportive e del Terzo settore che svolgono attivit\u00e0 educative, anche non formali, e nei riguardi dei soggetti esercenti la responsabilit\u00e0 genitoriale [\u2026]\u201d<\/em>. Essa evidenzia come sia essenziale il corretto insegnamento di <em>internet<\/em> nei confronti degli utenti, in particolare i giovani, per evitare e cercare di eliminare episodi di bullismo sul <em>web<\/em>. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 diventare reato in caso in cui si configura come: calunnia, ingiuria, diffamazione, molestia, furto d\u2019identit\u00e0 e atti di violenza verbale e fisica. Nel caso in cui chi commette il reato ha un\u2019et\u00e0 inferiore a quattordici anni ne rispondono i genitori. Superata questa et\u00e0 si pu\u00f2 arrivare anche a una pena detentiva, da uno a sette anni. Se questi atti avvengono per mezzo di una o pi\u00f9 persone con testimoni al seguito, la legge punisce con la reclusione, dai sei mesi ai tre anni, anche chi \u00e8 testimone di tali e non interviene o denuncia. Per far s\u00ec che questo non accada sono stati creati programmi di prevenzione nelle scuole, durante i quali viene appreso ai giovani studenti il corretto uso dei mezzi di comunicazione tecnologici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, si pu\u00f2 affermare che, seppure sia essenziale per sentirsi bene con s\u00e9 stessi, esporre la propria identit\u00e0 pu\u00f2 comportare dei rischi, sia nella vita reale che nella vita sui <em>social media<\/em>. La costante ricerca di approvazione pubblica porta solo all\u2019esprimersi solo parzialmente, vale a dire solo la parte di noi che si sa anticipatamente che verr\u00e0 accettata dalla societ\u00e0. \u00c8 essenziale imparare a non criticare e giudicare apertamente cosa viene pubblicato sui <em>social<\/em>, in quanto questo pu\u00f2 portare a delle conseguenze negative per chi li riceve. Per questo la creazione di programmi dediti all\u2019apprendimento di un corretto uso dei <em>media<\/em> \u00e8 importante, soprattutto di questi tempi, in cui vengono a contatto sempre pi\u00f9 presto con le nuove generazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Sciolla L., <em>L\u2019identit\u00e0 a pi\u00f9 dimensioni<\/em>, Ediesse, 2010<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Goffman E., <em>La vita quotidiana come rappresentazione<\/em>, Il Mulino, 1997 .<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/psiche.altervista.org\/la-costruzione-del-se-e-dellinterazione-sociale\/\">https:\/\/psiche.altervista.org\/la-costruzione-del-se-e-dellinterazione-sociale\/<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/cyberbullismo_(Diritto-on-line)\/\">https:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/cyberbullismo_(Diritto-on-line)\/<\/a><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/www.sacchiassociati.it\/blog\/cosa-prevede-la-nuova-legge-70-2024-sul-bullismo-e-cyberbullismo\/\">https:\/\/www.sacchiassociati.it\/blog\/cosa-prevede-la-nuova-legge-70-2024-sul-bullismo-e-cyberbullismo\/<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019articolo ha l\u2019obiettivo di svolgere una riflessione sulla presentazione della propria identit\u00e0 nel quotidiano attraverso i social media. 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