{"id":13002,"date":"2026-09-09T09:29:29","date_gmt":"2026-09-09T07:29:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=13002"},"modified":"2026-09-09T09:31:14","modified_gmt":"2026-09-09T07:31:14","slug":"lintervento-della-pubblica-amministrazione-nelleconomia-nellera-dellintelligenza-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/lintervento-della-pubblica-amministrazione-nelleconomia-nellera-dellintelligenza-artificiale\/","title":{"rendered":"L&#8217;intervento della Pubblica Amministrazione nell&#8217;economia nell\u2019era dell\u2019intelligenza artificiale"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;intervento dello Stato nell&#8217;economia rappresenta uno dei temi centrali del dibattito economico e politico contemporaneo. Invero, se da una parte il mercato costituisce il principale meccanismo di allocazione delle risorse nelle economie moderne, dall\u2019altra la pubblica amministrazione svolge un ruolo fondamentale nel correggere le imperfezioni del sistema, garantire l&#8217;equit\u00e0 sociale e perseguire obiettivi di interesse collettivo che il mercato, lasciato a s\u00e9 stesso, non riuscirebbe a raggiungere. La storia economica del Novecento ha dimostrato, infatti, che n\u00e9 il liberismo assoluto, n\u00e9 la pianificazione centralizzata rappresentano soluzioni ottimali. Tanto \u00e8 dimostrato dal fatto che le economie di successo hanno saputo combinare l&#8217;efficienza del mercato con un intervento pubblico mirato ed efficace. Tanto premesso, il presente saggio mira a ripercorre l\u2019evoluzione dell\u2019intervento pubblico nel mercato economico svolgendo un\u2019analisi dei limiti e dei benefici ottenuti per poi analizzare l\u2019impatto dell\u2019intelligenza artificiale in tale settore e prospettarne i possibili sviluppi.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Le tipologie di intervento pubblico<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong>1.1 La regolamentazione<\/strong><\/p>\n<p>La regolamentazione costituisce la forma pi\u00f9 diffusa e meno invasiva attraverso cui la pubblica amministrazione (PA) interviene nell&#8217;economia di mercato. Non si tratta di una partecipazione diretta nella produzione di beni o servizi (come un&#8217;impresa pubblica), n\u00e9 di un mero intervento fiscale o di spesa, bens\u00ec dell&#8217;istituzione e dell&#8217;applicazione di norme, regole, standard e vincoli che governano il comportamento degli operatori economici (imprese, lavoratori e consumatori). L&#8217;obiettivo primario di tale intervento \u00e8 duplice: correggere i fallimenti del mercato (in opposizione alla teoria della mano invisibile di A. Smith) e perseguire obiettivi sociali ed economici che il mercato, lasciato a s\u00e9 stesso, non \u00e8 in grado di raggiungere. I principali interventi cui lo Stato ricorre per ovviare a tali criticit\u00e0 sono rappresentati dai c.d. monopoli naturali (in settori come l&#8217;energia o le telecomunicazioni, dove l&#8217;efficienza \u00e8 massima con un solo fornitore, la PA impone tariffe e standard di servizio per prevenire l&#8217;abuso di posizione dominante e garantire l&#8217;accesso universale) e le esternalit\u00e0 (per contrastare gli impatti negativi come l\u2019 inquinamento o per promuovere quelli positivi come l\u2019 innovazione, la PA stabilisce normative ambientali, di sicurezza o brevettuali. Attraverso la regolamentazione lo Stato garantisce che un determinato bene o servizio venga fruito da tutti i cittadini (politiche redistributive volte a garantire l\u2019equit\u00e0 sociale), in condizioni favorevoli (gratuitamente o a mezzo di tariffe minime), tutelando i consumatori e gli investitori attraverso informazioni complete e trasparenti (tutela dalle asimmetrie informative) proteggendo la sicurezza e la salute degli stessi (es. autorizzazioni, obblighi di etichettatura, tassi o soglie di produttivit\u00e0, limiti alle emissioni).<\/p>\n<p>Tuttavia, sebbene necessaria, la regolamentazione non \u00e8 priva di criticit\u00e0. Un eccesso di norme, infatti, pu\u00f2 imporre costi di conformit\u00e0 elevati per le imprese, rallentare l&#8217;innovazione e creare inefficienze burocratiche, portando al fenomeno del <em>regulatory capture<\/em> (dove gli interessi dei regolamentati influenzano le decisioni dei regolatori). Questo ha portato, in diverse fasi storiche, a movimenti di deregolamentazione, volti a rimuovere gli oneri normativi non pi\u00f9 giustificati, specialmente in settori che hanno raggiunto un adeguato livello di concorrenza (es. si pensi alla direttiva Bolkestein sulla semplificazione amministrativa che prevede l\u2019azzeramento delle autorizzazioni, almeno preventive).<\/p>\n<p>Per chiosare sul punto si pu\u00f2 affermare che la regolamentazione sia l&#8217;espressione del ruolo attivo della PA nel definire le regole del mercato in un dato settore economico ma l&#8217;efficacia di questo intervento dipende dalla sua qualit\u00e0 tale per cui deve essere mirato, proporzionato e flessibile. Il compito della pubblica amministrazione moderna, infatti, non \u00e8 semplicemente imporre regole, ma trovare il giusto equilibrio tra la promozione della libert\u00e0 d&#8217;impresa, la tutela degli interessi pubblici e la garanzia di un mercato equo ed efficiente, spesso affidando questo compito ad autorit\u00e0 indipendenti (come le autorit\u00e0 garanti della concorrenza o le autorit\u00e0 per i servizi pubblici) per garantire terziet\u00e0 e competenza tecnica. In settori dove gli interessi in gioco sono enormi, \u00e8 cruciale che l&#8217;organo di controllo operi in modo super partes, garantendo che le regole del mercato vengano applicate uniformemente a tutti gli operatori e, soprattutto, tutelando l&#8217;interesse generale (consumatori, concorrenza) da potenziali influenze politiche o lobbistiche dirette. Allo stesso tempo l\u2019attivit\u00e0 di tali enti non deve essere sganciata dallo Stato onde evitare il fallimento di tali interventi. Questo pu\u00f2 essere determinato ad esempio quando si verificano fenomeni c.d. <em>Regulatory Capture<\/em> ove un&#8217;autorit\u00e0 di regolazione, istituita per agire nell&#8217;interesse pubblico, finisce per promuovere gli interessi commerciali o politici del settore che dovrebbe vigilare e controllare. In sintesi, mentre le Autorit\u00e0 Indipendenti sono la risposta strutturale ai fallimenti del mercato e alla necessit\u00e0 di competenza, la Cattura del Regolatore rappresenta la loro vulnerabilit\u00e0 sistemica, dimostrando che l&#8217;intervento pubblico, pur necessario, richiede costante vigilanza sulla sua reale indipendenza e fedelt\u00e0 all&#8217;interesse collettivo.<\/p>\n<p><strong>1.2 La produzione diretta di beni e servizi<\/strong><\/p>\n<p>Lo Stato pu\u00f2 decidere di gestire direttamente determinati settori economici attraverso imprese pubbliche o enti statali.<\/p>\n<p><strong>Il Servizio Sanitario Nazionale italiano<\/strong>, istituito nel 1978, rappresenta uno dei principali esempi di produzione pubblica di servizi. Lo Stato gestisce ospedali, assume medici e infermieri, acquista attrezzature e farmaci, garantendo assistenza sanitaria universale finanziata dalla fiscalit\u00e0 generale. Durante la pandemia COVID-19, il sistema sanitario pubblico ha gestito l&#8217;emergenza, i vaccini e le campagne di immunizzazione, dimostrando come certi servizi essenziali richiedano coordinamento pubblico.<\/p>\n<p><strong>Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana (RFI)<\/strong>, controllate dallo Stato attraverso Ferrovie dello Stato, gestiscono il trasporto ferroviario e l&#8217;infrastruttura ferroviaria nazionale. Lo Stato mantiene il controllo considerando il trasporto ferroviario un servizio pubblico essenziale che deve garantire collegamenti anche su tratte non redditizie (come le linee regionali in zone montane) che un operatore privato abbandonerebbe.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;ENEL<\/strong>, nata nel 1962 con la nazionalizzazione dell&#8217;energia elettrica, ha garantito per decenni l&#8217;elettrificazione di tutta l&#8217;Italia, comprese aree remote dove un&#8217;impresa privata non avrebbe investito per mancanza di profittabilit\u00e0. Sebbene oggi parzialmente privatizzata, lo Stato mantiene una partecipazione significativa in settori strategici come l&#8217;energia.<\/p>\n<p><strong>Poste Italiane<\/strong> continua a garantire il servizio postale universale, inclusa la consegna della posta anche nei piccoli comuni montani dove il servizio \u00e8 in perdita ma socialmente necessario. Gli uffici postali svolgono inoltre funzioni di inclusione finanziaria per le fasce pi\u00f9 deboli della popolazione.<\/p>\n<p><strong>La RAI<\/strong>, radio-televisione pubblica, persegue finalit\u00e0 di servizio pubblico informativo, culturale ed educativo che vanno oltre la logica del profitto. Programmi culturali, documentari, informazione approfondita e trasmissioni educative potrebbero non trovare spazio su emittenti puramente commerciali orientate agli ascolti.<\/p>\n<p>L&#8217;intervento della Pubblica Amministrazione (PA) nel sistema economico non si limita alla definizione di regole (regolamentazione) o alla gestione della spesa pubblica, ma include anche una partecipazione attiva e diretta nei processi produttivi e di fornitura di beni e servizi. Questo tipo di intervento, noto come intervento diretto, si manifesta quando lo Stato, o enti da esso controllati, agiscono come veri e propri operatori economici all&#8217;interno del mercato tipico del c.d.<em> welfare State<\/em> (politiche keynesiane). L&#8217;intervento diretto si realizza principalmente attraverso la costituzione di imprese pubbliche o a partecipazione statale (entit\u00e0 giuridiche che producono e scambiano beni e servizi con finalit\u00e0 di lucro o con obiettivi sociali, ma la cui propriet\u00e0 o il controllo decisionale \u00e8 detenuto dallo Stato o da enti locali) e la fornitura diretta di beni e servizi essenziali (come difesa, giustizia, istruzione e, storicamente, sanit\u00e0), spesso in regime di monopolio legale e finanziati tramite fiscalit\u00e0 generale. Generalmente lo Stato interviene in settori che richiedono investimenti iniziali enormi e rischiosi, dove i capitali privati sono insufficienti o riluttanti (es. grandi infrastrutture, settori strategici) ovvero in settori strategici dove \u00e8 necessario garantire un controllo nazionale su risorse vitali o settori chiave (energia, difesa, telecomunicazioni di base) per motivi di sicurezza o sovranit\u00e0 economica.<\/p>\n<p>Storicamente il periodo successivo alla Seconda Guerra Mondiale ha visto l&#8217;apice dell&#8217;intervento diretto, con ampie nazionalizzazioni in molti Paesi europei per favorire la ricostruzione e lo sviluppo industriale (l&#8217;esperienza dell&#8217;IRI e dell&#8217;ENI ne \u00e8 un esempio lampante). Tuttavia, a partire dagli anni &#8217;80, il modello ha subito una profonda crisi a causa di diversi problemi per lo pi\u00f9 afferenti all\u2019eccessiva burocrazia causa di inefficienza (minore reattivit\u00e0 al cambiamento, inefficienze gestionali e costi operativi elevati), alle interferenze politiche (le decisioni economiche possono essere distorte da obiettivi politici anzich\u00e9 da criteri di redditivit\u00e0 ed efficienza) e all\u2019aumento del debito pubblico.\u00a0 Questi fattori hanno innescato una vasta ondata di privatizzazioni e liberalizzazioni a livello globale, riducendo drasticamente il ruolo diretto dello Stato come produttore di beni e servizi e reindirizzandolo principalmente a funzioni di regolamentazione e garanzia.<\/p>\n<p>Oggi, l&#8217;intervento diretto della PA nel mercato \u00e8 drasticamente ridimensionato, ma non eliminato. Esso si concentra principalmente nel mantenimento del controllo strategico in settori chiave (come una minoranza qualificata nelle <em>ex utilities<\/em> privatizzate), nell&#8217;erogazione di servizi pubblici essenziali che richiedono un finanziamento collettivo (es. sanit\u00e0, sicurezza) e nel far fronte ad eventi eccezionali. In relazione all\u2019ultimo punto, la gestione della pandemia COVID-19 ha richiesto una risposta immediata che solo l\u2019intervento statale poteva garantire (la distribuzione capillare delle dosi vaccinali, le campagne informative, l&#8217;organizzazione dei centri vaccinali furono gestite dagli Stati in quanto nessun attore privato avrebbe potuto coordinare un&#8217;operazione di tale complessit\u00e0).<\/p>\n<p>In sintesi, l&#8217;intervento diretto \u00e8 un potente strumento di politica economica, essenziale per la ricostruzione e per la correzione di alcuni fallimenti strutturali del mercato, ma richiede rigidi meccanismi di governance e separazione dalla politica per evitare che le inefficienze superino i benefici per la collettivit\u00e0 (esempi di questo tipo si rinvengono nei casi Alitalia e Ilva).<\/p>\n<p><strong>1.3 La redistribuzione del reddito e politiche fiscali<\/strong><\/p>\n<p>Il sistema fiscale e il <em>welfare<\/em> state costituiscono i principali strumenti redistributivi dello Stato. \u00a0L\u2019IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), il Reddito di Cittadinanza (ora sostituito dall&#8217;Assegno di Inclusione), l&#8217;Assegno Unico Universale per i figli, le pensioni pubbliche e gli ammortizzatori sociali (NASpI) rappresentano gli esempi concreti principali attraverso cui lo Stato garantisce la perequazione sociale. Allo stesso tempo, le risorse per far fronte al sistema redistributivo vengono recuperate in gran parte attraverso l\u2019intervento fiscale con l\u2019aumento della c.d. pressione fiscale a carico dei redditi medio-alti e programmate in aumento in determinati settori. Tale sistema spesso ha generato cortocircuiti interni attraverso gli effetti dell\u2019evasione, dell\u2019inflazione e della disoccupazione che a loro volta hanno causato criticit\u00e0 esterne con l\u2019aumento del debito pubblico.<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li><strong>Intelligenza artificiale e intervento pubblico<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p>Algoritmi di IA possono ottimizzare l&#8217;allocazione di risorse pubbliche, dalla pianificazione dei turni del personale alla gestione energetica degli edifici pubblici, dalla manutenzione predittiva delle infrastrutture alla logistica dei servizi. Miglioramento dei Servizi ai Cittadini e alle Imprese Digitalizzazione e Accessibilit\u00e0 Chatbot e assistenti virtuali intelligenti possono fornire supporto 24\/7 ai cittadini, riducendo i tempi di attesa e migliorando l&#8217;accessibilit\u00e0 ai servizi pubblici. Questo si traduce in un risparmio di tempo per cittadini e imprese, con effetti moltiplicatori sull&#8217;economia.<\/p>\n<ul>\n<li>Riduzione del tempo speso dai cittadini per interagire con la PA (stimato in centinaia di ore\/anno per utente).<\/li>\n<li>Maggiore produttivit\u00e0 del settore privato grazie a processi burocratici pi\u00f9 snelli.<\/li>\n<li>Incremento della competitivit\u00e0 delle imprese italiane.<\/li>\n<\/ul>\n<p>L&#8217;IA consente di offrire servizi personalizzati basati sulle esigenze specifiche di cittadini e imprese, anticipando necessit\u00e0 e semplificando l&#8217;accesso alle prestazioni.<\/p>\n<p>Contrasto all&#8217;Evasione Fiscale e alle Frodi-Analisi Predittiva e <em>Pattern Recognition<\/em> Sistemi di IA possono analizzare enormi quantit\u00e0 di dati per identificare anomalie, <em>pattern<\/em> sospetti e potenziali casi di evasione fiscale o frodi ai danni dello stato.<\/p>\n<p><strong>Potenziale recupero:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Il <em>tax gap<\/em> italiano \u00e8 stimato oltre 100 miliardi di euro annui.<\/li>\n<li>L&#8217;IA potrebbe contribuire al recupero di una percentuale significativa attraverso controlli pi\u00f9 efficaci.<\/li>\n<li>Riduzione delle frodi nei sussidi e negli appalti pubblici.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sistemi intelligenti possono supportare cittadini e imprese nel rispetto degli obblighi fiscali, riducendo errori involontari e facilitando l&#8217;adempimento spontaneo.<\/p>\n<p>Sanit\u00e0 Pubblica e <em>Welfare <\/em>&#8211; Medicina Predittiva e Preventiva<\/p>\n<p>L&#8217;IA pu\u00f2 analizzare dati sanitari per prevenire malattie, ottimizzare i percorsi terapeutici e ridurre i costi della sanit\u00e0 pubblica attraverso diagnosi pi\u00f9 precoci ed efficaci.<\/p>\n<p><strong>Benefici economici:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Riduzione dei costi di ospedalizzazione attraverso la prevenzione.<\/li>\n<li>Ottimizzazione delle liste d&#8217;attesa e dell&#8217;allocazione delle risorse sanitarie.<\/li>\n<li>Risparmio stimato del 10-15% sulla spesa sanitaria pubblica (circa 12-18 miliardi di euro).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gestione del <em>Welfare<\/em> Algoritmi di IA possono ottimizzare l&#8217;erogazione di prestazioni sociali, identificando i beneficiari pi\u00f9 bisognosi e prevenendo abusi.<\/p>\n<p>Pianificazione e <em>Decision Support Systems<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;IA pu\u00f2 supportare i decisori pubblici nell&#8217;analisi di scenari complessi, nella simulazione di politiche pubbliche e nella valutazione <em>ex-ante<\/em> ed <em>ex-post<\/em> degli interventi.<\/p>\n<ul>\n<li>Politiche pubbliche pi\u00f9 efficaci basate su evidenze.<\/li>\n<li>Migliore allocazione degli investimenti pubblici.<\/li>\n<li>Riduzione degli sprechi in progetti inefficaci.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Smart Cities e Infrastrutture L&#8217;integrazione dell&#8217;IA nella gestione urbana pu\u00f2 ottimizzare traffico, consumi energetici, raccolta rifiuti e sicurezza, con significativi risparmi e miglioramento della qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>Giustizia e Sicurezza<\/p>\n<p>Sistemi di IA possono supportare l&#8217;analisi giurisprudenziale, la ricerca normativa e la gestione dei procedimenti, contribuendo a ridurre i tempi della giustizia civile.<\/p>\n<ul>\n<li>I ritardi della giustizia costano all&#8217;Italia circa 1-2% del PIL annuo.<\/li>\n<li>Riduzione dei tempi processuali pu\u00f2 liberare risorse economiche significative.<\/li>\n<li>Maggiore certezza del diritto attrae investimenti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Appalti Pubblici e Procurement-Ottimizzazione della Spesa<\/p>\n<p>L&#8217;IA pu\u00f2 analizzare lo storico degli appalti, identificare inefficienze, suggerire aggregazioni di acquisti e rilevare possibili anomalie o comportamenti collusivi.<\/p>\n<ul>\n<li>La spesa pubblica per appalti supera i 150 miliardi di euro annui.<\/li>\n<li>Ottimizzazioni del 5-10% potrebbero generare risparmi di 7,5-15 miliardi di euro..<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>Formazione e Riqualificazione del Personale <em>Upskilling<\/em> della PA<\/p>\n<p>L&#8217;implementazione dell&#8217;IA richiede investimenti nella formazione del personale pubblico, creando opportunit\u00e0 per l&#8217;economia digitale e la creazione di competenze avanzate.<\/p>\n<ul>\n<li>Sviluppo di un ecosistema di competenze digitali.<\/li>\n<li>Opportunit\u00e0 per il settore <em>EdTech<\/em> italiano.<\/li>\n<li>Maggiore attrattivit\u00e0 della PA per talenti qualificati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Una PA digitale e efficiente basata sull&#8217;IA pu\u00f2 fungere da catalizzatore per l&#8217;innovazione nell&#8217;intero sistema economico italiano.<\/p>\n<p><strong>Impatti macroeconomici:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Attrazione di investimenti esteri.<\/li>\n<li>Sviluppo dell&#8217;industria <em>tech<\/em> nazionale.<\/li>\n<li>Incremento della produttivit\u00e0 complessiva del sistema-paese.<\/li>\n<li>Possibile contributo alla crescita del PIL dello 0,5-1% annuo nel medio-lungo termine.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>2.1 Sfide e Investimenti Necessari<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;adozione dell&#8217;IA richiede investimenti significativi in infrastrutture digitali, <em>software<\/em>, formazione e <em>change management<\/em>. Si stimano investimenti iniziali nell&#8217;ordine di 5-10 miliardi di euro distribuiti su 5-7 anni.<\/p>\n<p><strong>Barriere da Superare<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>Resistenza al cambiamento culturale.<\/li>\n<li>Carenze infrastrutturali (banda larga, data center).<\/li>\n<li>Frammentazione dei sistemi informativi.<\/li>\n<li>Necessit\u00e0 di adeguamento normativo (<em>privacy<\/em>, trasparenza algoritmica).<\/li>\n<li>Digital divide territoriale e generazionale.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;impiego dell&#8217;intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione italiana presenta un potenziale di benefici economici significativo, stimabile in diverse decine di miliardi di euro annui a regime. I principali ambiti di impatto includono l&#8217;efficienza operativa, il contrasto all&#8217;evasione, l&#8217;ottimizzazione della spesa sanitaria e degli appalti pubblici, oltre agli effetti moltiplicatori sulla competitivit\u00e0 del sistema-paese.<\/p>\n<p>Il ritorno economico degli investimenti in IA nella PA pu\u00f2 essere molto elevato, con un rapporto benefici\/costi potenzialmente superiore a 5:1 nel medio periodo. Tuttavia, il successo dipender\u00e0 dalla capacit\u00e0 di implementare una strategia coordinata che affronti le sfide tecniche, culturali e normative, garantendo al contempo trasparenza, equit\u00e0 e tutela dei diritti dei cittadini.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia ha l&#8217;opportunit\u00e0 di trasformare la propria PA in un motore di innovazione e efficienza, recuperando il ritardo accumulato rispetto ad altri paesi europei e creando le condizioni per una crescita economica pi\u00f9 robusta e sostenibile<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione L&#8217;intervento dello Stato nell&#8217;economia rappresenta uno dei temi centrali del dibattito economico e politico contemporaneo. 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