{"id":2079,"date":"2013-09-28T10:52:06","date_gmt":"2013-09-28T08:52:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2079"},"modified":"2014-03-10T22:25:57","modified_gmt":"2014-03-10T21:25:57","slug":"lanalisi-criminalistica-dei-documenti-e-la-particolarita-dei-mezzi-coprenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/lanalisi-criminalistica-dei-documenti-e-la-particolarita-dei-mezzi-coprenti\/","title":{"rendered":"L\u2019analisi criminalistica dei documenti e la particolarit\u00e0 dei mezzi coprenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>di Rafa\u0142 Cie\u015bla<\/b><a title=\"\" href=\"#_edn1\">[i]<\/a> <strong>(Traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1. Una breve storia dell\u2019inchiostro<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9 difficile stabilire quando e dove l\u2019inchiostro venne utilizzato per la prima volta. Tuttavia, con ogni certezza si pu\u00f2 approvare che esso veniva adoperato gi\u00e0 nelle antiche culture della Cina e dell\u2019Egitto. Facendo riferimento alle fonti accessibili, l\u2019inventore degli inchiostri cinesi fu Tien-Tsen, nel 2600 a.C. I mezzi coprenti di allora non erano niente altro che lacche nere, importate sulla seta con un tubicino di bamb\u00f9. <!--more-->Per la produzione degli inchiostri neri veniva utilizzata la fuliggine (di legno proveniente da alberi frondosi) e le colle animali (da corna dei cervi) che successivamente venivano mescolati con la canfora e il muschio. Invece in Egitto sono stati trovati i rotoli di papiri scritti con un inchiostro composto principalmente da un pigmento colorante, ottenuto da fuliggine<a title=\"\" href=\"#_edn2\">[ii]<\/a>. Le prime informazioni sugli inchiostri contenenti il ferro, quindi i \u201cprecursori\u201d degli inchiostri contemporanei composti di ferro-tannino, giungono dal secondo secolo a.C. Da quell\u2019epoca sopraggiunge la ricetta di Philo di Bisanzio per la realizzazione della scrittura con un elisir di galle (un liquido trasparente). La scritta dopo l\u2019asciugatura veniva inumidita con una soluzione di sale di rame, contenente il ferro, di conseguenza si colorava di nero<a title=\"\" href=\"#_edn3\">[iii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019antichit\u00e0 venivano usati anche inchiostri colorati di rosso o di oro. Per realizzare il primo si utilizzavano gli inorganici (soprattutto il cinabro e il rosso di piombo) e i coloranti organici (sia vegetali che animali)<a title=\"\" href=\"#_edn4\">[iv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sia nell\u2019antichit\u00e0, sia nel Medioevo, si faceva uso anche degli inchiostri d\u2019argento e d\u2019oro. Inizialmente, le lettere realizzate con una lastra sottile di metallo, venivano incollate con l\u2019albume d\u2019uovo. Pi\u00f9 tardi all\u2019albume si aggiungevano il vino e l\u2019oro frantumato; il miscuglio di questi prodotti diventava un inchiostro. L\u2019arte di scrivere con l\u2019oro, ovvero la crisografia, si \u00e8 sviluppata sopratutto in Bisanzio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della scrittura e della preparazione degli inchiostri nel Medioevo, si occupavano soprattutto i frati. Gli inchiostri di ferro-tannino erano ormai conosciuti e comunemente utilizzati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei secoli XVI e XVII della realizzazione dei mezzi coprenti si occupavano soprattutto i medici italiani, che (come per esempio Gerolamo Cardano) elencavano le caratteristiche necessarie dell\u2019inchiostro. Fra le pi\u00f9 elementari possiamo citare: una buona fluidit\u00e0 dovuta al contenuto dell\u2019acqua, un buon spessore dovuto alla gomma arabica e all\u2019infuso di galle, il nero provocato con l\u2019acido solforico e alla fine la lucidit\u00e0 che si doveva ottenere con le bucce di melagrana<a title=\"\" href=\"#_edn5\">[v]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A meta del XIX secolo nacque un nuovo inchiostro ottenuto dall\u2019elisir dell\u2019albero di campeggio. L\u2019elisir scaldato con poche quantit\u00e0 di cromato di potassio, rilasciava un inchiostro di colore neroazzurro intenso. Per le sue qualit\u00e0 superava la qualit\u00e0 degli inchiostri contenenti il ferro, poich\u00e9 reagiva in modo neutro, cio\u00e8 non logorava lo strumento scrittorio, ovvero il pennino<a title=\"\" href=\"#_edn6\">[vi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1856 August Leonhardi realizz\u00f2 la ricetta di cosiddetti inchiostri di alizarina. Il loro valore consisteva in un\u2019equilibrata densit\u00e0 e trasparenza. Fino a quell\u2019epoca gli inchiostri ferro-gallici erano sospensioni, le cui sostanze, altamente viscose, mantenevano un fondo in forma di sospensione. Per ottenere questo effetto, pi\u00f9 frequentemente si aggiungeva la gomma arabica. Durante la scrittura il liquido scuro veniva trasportato con la penna sulla carta, sulla quale, grazie alla presenza della gomma arabica, veniva fissato il colore. L\u2019autore ipotizzava che non fosse necessario che l\u2019inchiostro contenesse, come si utilizzava fino a quel momento, il colorante gi\u00e0 pronto. Secondo le sue supposizioni l\u2019impatto dell\u2019inchiostro (privo del colorante) con la carta avrebbe dovuto realizzare il colore, in risultato dell\u2019azione dell\u2019aria, quindi dopo l\u2019esecuzione della scrittura.\u00a0 Per ottenere questo effetto si raccomandava di mescolare l\u2019infuso di galle con il solfato di ferro e con la soluzione d\u2019indaco. Quest\u2019ultimo doveva prevenire che il ferro si unisse con il tannino. In risultato si otteneva un liquido trasparente debolmente colorato, che soltanto dopo essere trasportato sulla carta, in risultato della reazione con l\u2019aria, realizzava il colore proprio dell\u2019inchiostro. Per una leggibilit\u00e0 immediata si aggiungevano poche quantit\u00e0 del colorante gi\u00e0 pronto (per esempio l\u2019estratto di robbia, contenente l\u2019alizarina). Grazie allo sviluppo dell\u2019industria dei coloranti di anilina per la produzione degli inchiostri ferro-tannino, si potevano introdurre diversi coloranti e ottenere gli inchiostri di vari colori. Tuttavia, dopo il passare del tempo, la scrittura acquisiva il colore marrone, proprio agli inchiostri ferro-tannino, che sostituiva il colore precedente<a title=\"\" href=\"#_edn7\">[vii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019industria dei coloranti, nel suo dinamico sviluppo, da una parte contribuiva nel progresso della produzione degli inchiostri, dall\u2019altra per\u00f2 creava una pericolosa concorrenza per i mezzi scrittori tradizionali, poich\u00e9 sfruttava la possibilit\u00e0 di utilizzare per la realizzazione della scrittura le soluzioni di acqua e di coloranti, senza nessun preparativo specifico. I produttori di quel nuovo specifico, ritenevano che gli inchiostri di coloranti e di campeggio, grazie alle loro qualit\u00e0, dovrebbero subentrare a quelli di ferro-tannino. Tuttavia, la produzione degli inchiostri di campeggio non ebbe tanto successo, ma gli inchiostri di coloranti, soprattutto quelli composti di componenti sintetici, concorrono efficacemente sul mercato con gli inchiostri di ferro-tannino, fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente \u00e8 molto diffusa la produzione degli inchiostri con i componenti sintetici, che fanno parte di inchiostri indipendenti. Inoltre\u00a0 questi componenti vengono aggiunti anche agli inchiostri ferro-tannino, creando in questo modo un mezzo coprente pi\u00f9 durevole e pi\u00f9 resistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019utilizzo degli inchiostri refill delle penne ha la storia pi\u00f9 breve dell\u2019inchiostro tradizionale. Il primo modello utilizzabile della penna\u00a0 \u00e8 stato realizzato dall\u2019ungherese Laslo Biro nel 1938. Per la realizzazione di questo strumento scrittorio, impegn\u00f2 diciotto anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019essenza della sua idea consisteva in distribuire l\u2019inchiostro sulla superficie con l\u2019utilizzo di una sfera che girava all\u2019interno del cuscinetto. Lo stesso autore ide\u00f2 l\u2019inchiostro (la pasta) realizzato in base all\u2019olio condensato con la glicerina, che non essiccandosi e non defluendo, era adatto per una costante fornitura delle sfere della penna. A popolarizzare e rendere comunemente conosciuto questo nuovo mezzo coprente, furono gli eventi della seconda guerra mondiale<a title=\"\" href=\"#_edn8\">[viii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli inchiostri di consistenza di una massa semiliquida, utilizzati nelle penne, hanno subito una significante evoluzione. Inizialmente per la loro produzione venivano utilizzate le soluzioni dei coloranti solubili nell\u2019acqua mescolata con la glicerina e con la soluzione di destrina, successivamente, per diminuire la liquidit\u00e0 dell\u2019inchiostro, si aggiungevano le soluzioni dei coloranti di grasso, soprattutto di oleina con l\u2019aggiunga di stearina o delle cere. La scrittura prodotta con la penna contenente questi ingredienti durava poco tempo, ovvero era facilmente lavabile e poco resistente ai raggi del sole. Soltanto l\u2019introduzione degli inchiostri con i coloranti resistenti alla luce, come per esempio alcool benzilico e glicolo, con l\u2019aggiunta delle resine sintetiche che garantivano una opportuna consistenza &#8211;\u00a0 ha comportato lo loro ampia diffusione<a title=\"\" href=\"#_edn9\">[ix]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. L\u2019analisi dell\u2019inchiostro in criminalistica<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La funzione dei mezzi coprenti<a title=\"\" href=\"#_edn10\">[x]<\/a>, a prescindere dal loro genere, \u00e8 quella di realizzare una traccia di forma definita, colorata e duratura. Per questo motivo per il mezzo coprente si ritiene ogni sostanza in grado di svolgere questa funzione, anche se il suo obiettivo dovesse essere fondamentalmente diverso. In genere si pu\u00f2 scrivere quasi con tutto ci\u00f2 che lascia una traccia visibile sulla superficie o che determina la realizzazione di un segno. Pi\u00f9 spesso utilizziamo i mezzi coprenti quali inchiostri per le penne stilo, inchiostri per i disegni, inchiostri (le paste) per le penne, inchiostri e le polveri per le stampanti (toner), grafite e inchiostri tipografici. Rari, tuttavia non sconosciuti, sono i casi di scrivere con il sangue, il latte e le altre sostanze atipiche. In questo capitolo presenteremo solamente i mezzi coprenti pi\u00f9 comuni, utilizzati in pratica e di conseguenza pi\u00f9 sottoposti alla falsificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le caratteristiche principali dei mezzi coprenti si possono citare, oltre la composizione chimica, anche le propriet\u00e0 meccaniche relative alla durata e alla resistenza del mezzo coprente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la durata si intende il grado di sensibilit\u00e0 alle comuni condizioni danneggianti, riscontrabili durante il normale e adeguato utilizzo del mezzo coprente. Fra queste condizioni si possono elencare soprattutto: influenza degli ingredienti della superficie (carta), reazioni spontanee riscontrabili fra gli specifici ingredienti del mezzo coprente, influenze delle condizioni atmosferiche sul comportamento del mezzo coprente, come per esempio influenza dell\u2019aria (ossigeno, vapore) o di una determinata intensit\u00e0 della luce, ecc.<a title=\"\" href=\"#_edn11\">[xi]<\/a>. Bisogna distinguere la durata dalla resistenza. Stabilendo la resistenza \u00e8 necessario prendere in considerazione l\u2019adattabilit\u00e0 del mezzo coprente ai fattori danneggianti che non si verificano nel corso di un normale utilizzo del mezzo coprente. Come esempio si pu\u00f2 prendere in considerazione un\u2019azione volontaria attuata sul mezzo coprente per provocare la sua decolorazione sulla superficie del documento, con l\u2019utilizzo di diverse soluzioni cancellanti il mezzo coprente, oppure anche un\u2019azione casuale di bagnare il documento nell\u2019acqua o in qualche soluzione, o la sua sottoposizione all\u2019azione di una elevata temperatura, ecc.<a title=\"\" href=\"#_edn12\">[xii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista criminalistico \u00e8 essenziale distinguere un tipo di mezzo coprente da un\u2019altro (per esempio un inchiostro per la penna a sfera, da un altro per la penna stilo), e precisamente \u2013 le conformit\u00e0 o le difformit\u00e0 degli ingredienti dei due o pi\u00f9 mezzi coprenti, presenti su uno o pi\u00f9 documenti. Le ricerche di questo tipo sono necessarie nelle situazioni di sospetto di falsificazione del testo fissato sul documento, per l\u2019aggiunta dei frammenti da una persona non autorizzata. Inoltre, in molti casi, si pu\u00f2 riscontrare la conformit\u00e0 della composizione chimica del mezzo coprente che si trova sul documento sottoposto all\u2019analisi, con il mezzo coprente (l\u2019inchiostro per le penne o per i disegni) trovato presso il sospettato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La diversit\u00e0 degli ingredienti, da una parte facilita le ricerche e la caratteristica dei mezzi coprenti, ma dall\u2019altra, per motivi di un\u2019ampia produzione, gli priva dalle caratteristiche individuali, talmente utili e opportuni nel processo di identificazione. Ci\u00f2 di conseguenza porta alle conclusioni sulle maggiori possibilit\u00e0 delle identificazioni dei gruppi di appartenenza, per esempio per l\u2019utilizzo di un determinato inchiostro in una determinata partita (gruppo) dei mezzi coprenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La perizia criminalistica dei documenti, in confronto con gli altri tipi di perizie, vanta dei pi\u00f9 sviluppati metodi di ricerca di diverso grado di complessit\u00e0, dai pi\u00f9 semplici ai pi\u00f9 complicati. Ci\u00f2 si deve allo sviluppo storico dello stesso documento, all\u2019ampiezza del suo utilizzo, ai modi e ai metodi di falsificazione, alla sua vasta diversit\u00e0, al suo valore e al significato nella vita quotidiana e anche al tipo delle sostanze utilizzate nella produzione, ai modi e ai metodi di stesura dei mezzi coprenti. I diversi metodi di ricerca vengono utilizzati in relazione al tipo del documento, della tecnica della sua realizzazione, della superficie utilizzata, dei segni di sicurezza proteggenti dalla falsificazione e anche dei modi e dei metodi della stessa falsificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attualmente per la realizzazione dei documenti si utilizzano soprattutto gli inchiostri<a title=\"\" href=\"#_edn13\">[xiii]<\/a>, gli inchiostri per la penna a sfera<a title=\"\" href=\"#_edn14\">[xiv]<\/a> ma anche i toner e i colori tipografici<a title=\"\" href=\"#_edn15\">[xv]<\/a>. Per la loro identificazione vengono utilizzati i metodi di ricerca fra i quali, in modo generale, bisogna distinguere: i metodi fisico-ottici che permettono di stabilire la struttura, le propriet\u00e0 spaziali della determinata sostanza e anche le cosiddette <i>propriet\u00e0 fisiche<\/i>, come per esempio assorbimento della luce o conduzione elettrica; i metodi chimici che permettono l\u2019analisi qualitativa e quantitativa della composizione chimica della sostanza e anche le sue <i>propriet\u00e0 chimiche<\/i>, come per esempio la capacit\u00e0 della sostanza alle determinate reazioni chimiche; ma anche i metodi fisico-chimici consistenti in ricerca delle dipendenze fra l\u2019ingrediente della sostanza e delle sue propriet\u00e0 fisiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ricerche di base vengono utilizzati i metodi non invasivi, ovvero quelli che non danneggiano la struttura del documento, come per esempio i metodi ottici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le ricerche ottiche vengono elencati quei metodi che durante l\u2019analisi della materia si servono delle informazioni acquisite da onde elettromagnetiche di una determinata lunghezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il segnale ottico viene ripreso immediatamente attraverso la vista oppure con la mediazione delle apparecchiature che servono a rinforzare, elaborare e registrare il segnale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. I metodi ottici dell\u2019analisi degli inchiostri<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019osservazione diretta attraverso la vista \u00e8 limitata dalla stessa natura del senso della vista. Per questo motivo la valutazione visiva dell\u2019oggetto analizzato\u00a0 \u00e8 soggettiva, perci\u00f2 esposta ai grandi rischi di errore. Il fattore decidente sul risultato potrebbe essere la preferenza personale del perito. Di conseguenza, ogni ricercatore svolgendo le indagini senza un\u2019adeguata apparecchiatura specialistica (per esempio riflettometri con spettrofometri, colorimetri o densimetri che sono le attrezzature misuranti il coefficiente del riflesso della luce) potrebbe interpretare diversamente le proprie osservazioni (per esempio valutando il colore)<a title=\"\" href=\"#_edn16\">[xvi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eppure \u00e8 comunemente noto che la percezione visiva \u00e8 limitata soprattutto per la sensibilit\u00e0 dell\u2019occhio umano, per lo stretto campo di onda elettromagnetica, per le estremi (minimale e massimale) intensit\u00e0 di radiazione in grado di provocare l\u2019impressione del colore, variabile in un minimo ambito dalla focale del cristallino dell\u2019occhio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli errori che sorgono in risultato dei fattori elencati in alto, si possono eliminare utilizzando diversi strumenti a sostegno del lavoro del perito. Cos\u00ec per esempio prima di intraprendere le analisi particolari, l\u2019osservazione del documento, in tutti i suoi particolari con una illuminazione adeguata e il microscopio, potrebbe fornire delle informazioni essenziali sull\u2019oggetto. Queste informazioni iniziali dovrebbero fornire le basi per stabilire il piano delle ricerche successive, con la considerazione dell\u2019oggetto e dell\u2019ambito di ricerca indicato dal committente della perizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa fase, sempre prendendo in considerazione le osservazioni sulla \u201csoggettiva misurazione del colore\u201d, a volte \u00e8 possibile, per esempio, determinare il colore degli scritti e delle stampe, stabilire se abbiamo a che fare con l\u2019originale o con una copia, riconoscere la tecnica con la quale sono stati eseguiti i campioni, distinguere la scrittura eseguita con la penna a sfera da quella eseguita con la penna stilo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo strumento essenziale di ricerca nel laboratorio criminalistico \u00e8 il microscoppio ottico che permette di osservare l\u2019oggetto sottoposto all\u2019analisi (il mezzo coprente, la carta, i segni di sicurezza proteggenti il documento, ecc.) in tutta la sua superficie. Di solito gli ingrandimenti utilizzati negli esami dei documenti non sono di grande dimensione e sono compresi nei limiti da x5 a x50 (utilizzati soprattutto nelle analisi di scrittura). Invece nell\u2019ambito delle ricerche tecniche di solito sono necessari gli ingrandimenti significativamente pi\u00f9 grandi, fino a x600 o addirittura x800. Questi permettono di analizzare i frammenti selezionati del documento, come per esempio scomposizione della sostanza del mezzo coprente, fibre nella struttura della carta, eventuali stratificazioni dei colori sulla fibra, ingredienti cristallizzati del mezzo coprente, particolari selezionati nei tratti incrociati delle le linee grafiche, ecc.<a title=\"\" href=\"#_edn17\">[xvii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimanendo sul tema delle indagini con l\u2019utilizzo dei sistemi ottici d\u2019ingrandimento, non si pu\u00f2 tralasciare la questione di una adeguata illuminazione dell\u2019oggetto. Le illuminazioni angolari utilizzati normalmente, presenti in forma di fascio di luce bianca illuminante l\u2019oggetto ad angolo 90\u00b0 e 45\u00ba circa, rendono possibile l\u2019analisi, per esempio dei colori dei mezzi coprenti o della struttura della superficie. Tali attivit\u00e0 permettono dunque di stabilire alcuni fattori, come la tecnica di realizzazione dello scritto o della stampa e stabilire il percorso delle fibre della carta. Nelle analisi microscopiche si utilizza anche l\u2019illuminazione con la luce passante attraverso l\u2019oggetto in esame che permette di analizzare e stabilire l\u2019autenticit\u00e0 per esempio di segni d\u2019acqua, rilevare tracce di strofinamenti del mezzo coprente, la lettura dei testi imbrattati, cancellati \u2013 invisibili con l\u2019illuminazione normale, con le osservazioni dei danni meccanici dei documenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza, dopo aver stabilito, con i sistemi ottici d\u2019ingrandimento, le caratteristiche dei componenti del documento osservato, si analizzano i coefficienti energetici assorbenti, riflettenti e trasmittenti ed eventuali propriet\u00e0 luminescenti<a title=\"\" href=\"#_edn18\">[xviii]<\/a>. La possibilit\u00e0 di cogliere, registrare e considerare quantitativamente questi coefficienti, li rende significativi nell\u2019analisi delle particolari parti del documento. Per tale motivo, questo tipo di ricerche compie un ruolo essenziale nell\u2019analisi comparativa dei mezzi coprenti presenti sui documenti<a title=\"\" href=\"#_edn19\">[xix]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito della perizia tecnica dei documenti, i metodi fisico-ottici, adoperati attualmente, utilizzano soprattutto la sfera dello spettro di radiazione elettromagnetica, nel campo da 240 nm a 1000nm, che comprende:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la radiazione ultravioletta di lunghezza d\u2019onda 254 nm, 313 e 365 nm;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; la radiazione visibile nella lunghezza d\u2019onda da 400 nm a 700 nm;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; e anche la sfera di cosiddetto <i>infrarosso vicino<\/i>, fra 700 nm e 1000 nm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante le analisi si osservano i fenomeni di assorbimento, di riflessione e di luminescenza della radiazione degli oggetti in analisi, e queste osservazioni sono condotte nell\u2019ambito dello spettro essenziale dal punto di vista di perizia dei documenti. Ai metodi ottici, utilizzati durante lo svolgimento della perizia tecnica dei documenti, appartengono: l\u2019assorbimento e il riflesso nella luce visibile e infrarossa, la luminescenza nella luce visibile, la luminescenza negli infrarossi e fluorescenza (luminescenza) negli ultravioletti.\u00a0 La luminescenza viene utilizzata come metodo d\u2019identificazione nell\u2019analisi di diversi elementi del documento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno della luminescenza avviene quando le particelle irradiate, dopo aver acquisito un\u2019ulteriore energia, passano allo stato attivo e di conseguenza ritornando allo stato di partenza, emettono una parte dell\u2019energia in forma di luce. In relazione all\u2019area dello spettro in cui avviene l\u2019attivazione e la trasmissione dell\u2019energia, si distinguono vari tipi di luminescenza. Con questo termine vengono denominati due fenomeni: fluorescenza e fosforescenza. Il primo avviene quando le particelle attive trasmettono la luce esclusivamente durante l\u2019azione di radiazione attivante, il secondo invece anche, quando l\u2019azione della luce attivante viene interrotta<a title=\"\" href=\"#_edn20\">[xx]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luminescenza visibile, attivata per esempio con la radiazione ultravioletta, \u00e8 uno dei metodi pi\u00f9 diffusi nell\u2019analisi dei mezzi coprenti. Purtroppo, nella pratica peritale si riscontrato i casi degli esperti, che durante l\u2019analisi dei mezzi coprenti continuano a trattare \u201cgli ultravioletti\u201d in modo complessivo, come se fosse un colore ulteriore \u2013 anche se invisibile per l\u2019occhio umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece le propriet\u00e0 di questa radiazione mutano significativamente insieme con la lunghezza d\u2019onda e gi\u00e0 nel campo dell\u2019<i>ultravioletto vicino<\/i> (365 nm) si verifica la differenziazione dell\u2019influenza di onde elettromagnetiche con i mezzi coprenti, pi\u00f9 alta che nell\u2019area di onde molto differenti per l\u2019occhio umano che si estende da 400 nm a 700 nm,\u00a0 che comprende i colori percepiti dalla vista (verde, gialloverde, giallo, gialloarancio, arancio, rosso)<a title=\"\" href=\"#_edn21\">[xxi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In pratica, l\u2019analisi della luminescenza visibile attivata con gli ultravioletti si limita all\u2019illuminazione del documento con la radiazione contenente soltanto la fascia di 365 nm e all\u2019osservazione ad occhio nudo della luminescenza, provocata in questo modo. Fino a poco tempo fa questa situazione era dovuta soprattutto alla mancanza dei relativi strumenti in grado di trasmettere e successivamente registrare la luminescenza attivata, anche nelle altre fasce di questa radiazione (per esempio nel campo della lunghezza delle onde 254 nm 313 nm).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La luminescenza nell\u2019infrarosso avviene quando l\u2019oggetto irradiato con la luce visibile, trasmette la radiazione infrarossa. La radiazione generata viene registrata dalla camera sensibile all\u2019infrarosso e di conseguenza elaborata nell\u2019immagine osservabile sul monitor<a title=\"\" href=\"#_edn22\">[xxii]<\/a>. Le particelle degli ingredienti dei materiali coprenti attivate dalla radiazione visibile (pi\u00f9 spesso la luce azzurroverde), trasmettono la luce nell\u2019infrarosso fino a quando vengono sottoposte all\u2019azione della radiazione visibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle analisi criminalistiche dei documenti l\u2019analisi del fenomeno di luminescenza serve fra l\u2019altro a distinguere i mezzi coprenti. Poich\u00e9 non tutti gli ingredienti di questi materiali dimostrano la capacit\u00e0 di trasmettere la luce, la differenzazione degli inchiostri in comparazione (inchiostri per le penne, inchiostri e toner per la stampa, ecc.), pu\u00f2 essere ottenuta in base alla costatazione della luminescenza di uno fra gli altri, oppure alla dimostrazione delle differenze del livello e dell\u2019ambito di radiazione trasmessa da essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Durante l\u2019esecuzione dell\u2019analisi tecnica nella perizia dei documenti, ma soprattutto nella sua fase finale, ovvero nella fase dell\u2019interpretazione dei risultati ottenuti, bisogna ricordare che la presenza e il grado della luminescenza dei mezzi coprenti dipende da molti fattori, fra l\u2019altro: dal tempo passato dalla realizzazione dello scritto, dalla resistenza dell\u2019inchiostro, della sua densit\u00e0 e inoltre dalle condizioni nelle quale il documento veniva conservato. Un fattore molto importante che potrebbe influire sulla presenza della luminescenza, \u00e8 l\u2019umidit\u00e0 dell\u2019aria nella quale veniva conservato il documento, poich\u00e9 questa condizione accelera notevolmente la degradazione della traccia grafica.\u00a0 Un altro problema essenziale \u00e8 presentato dalla sporcizia che si trova sulla carta (oppure all\u2019interno della carta, poich\u00e9 anche la stessa carta pu\u00f2 dimostrare le propriet\u00e0 di luminescenza), ci\u00f2 comporta la necessit\u00e0 di analizzare la stessa superficie della carta. La capacit\u00e0 di luminescenza \u00e8 propria non solo agli ingredienti dei mezzi coprenti, ma anche alle altre sostanze, delle cui anche piccole quantit\u00e0 depositate sul documento, possono provocare la trasmissione della luce negli infrarossi<a title=\"\" href=\"#_edn23\">[xxiii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sull\u2019immagine della luminescenza dei mezzi coprenti influisce anche la trasmissione della luce propria della carta sulla quale \u00e8 stata eseguito lo scritto, perci\u00f2 la tecnica descritta pu\u00f2 essere utilizzata solamente per confrontare i mezzi coprenti che si trovano sulla stessa superficie. Inoltre sulla presenza e il grado di luminescenza nelle linee grafiche possono influire le macchie e le sporcizie della carta, quindi prima di intraprendere l\u2019analisi \u00e8 necessario svolgere le particolari analisi di tutto il documento<a title=\"\" href=\"#_edn24\">[xxiv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Modificando, anche in modo insignificante, la lunghezza d\u2019onda della luce con la quale vengono illuminati i campioni del mezzo coprente in esame, possiamo osservare gli importanti cambiamenti nell\u2019intensit\u00e0 della luce emessa dalle singole linee grafiche. In questo modo si possono ottenere le ottime condizioni per la differenziazione \u00a0dei mezzi coprenti in esame. Tuttavia \u00e8 necessario ricordare che solo la constatazione delle differenze nette permette di stabilire, in modo inequivocabile, l\u2019utilizzo di diversi mezzi coprenti per la realizzazione degli scritti in comparazione<a title=\"\" href=\"#_edn25\">[xxv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caso particolare di questi metodi aventi per obiettivo la definizione dei coefficienti energetici di riflessione, assorbimento e permeabilit\u00e0 degli ingredienti dei mezzi coprenti in esame \u2013 \u00e8 l\u2019analisi spettrale. L\u2019oggetto di ricerca \u00e8 la dipendenza quantitativa dei singoli coefficienti energetici dalla lunghezza d\u2019onda della radiazione analizzante. In altre parole si tratta di stabilire in che modo si formano questi coefficienti per le singoli lunghezze d\u2019onda elettromagnetiche in tutto l\u2019ambito facente parte del calcolo dello spettro. Il risultato dell\u2019analisi spettrale si ottiene attraverso il diagramma di cui un asse presenta la lunghezza d\u2019onda della radiazione analizzante, l\u2019altro invece l\u2019intensit\u00e0 della radiazione riflessa, assorbita, permeata o attivata della sostanza in esame. Nell\u2019esame dei mezzi coprenti sono altamente utili le analisi spettrometriche condotte in luce riflessa con la registrazione automatica dei risultati, poich\u00e9 rendono possibile l\u2019analisi dell\u2019oggetto direttamente sul documento. Similmente avviene nel caso dell\u2019analisi dei mezzi coprenti nella luce passante direttamente sul documento<a title=\"\" href=\"#_edn26\">[xxvi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi spettrale della radiazione riflessa, condotta nell\u2019ampio ambito della radiazione, \u00e8 molto significativa nelle ricerche criminalistiche sui mezzi coprenti. Fino a poco tempo fa il suo utilizzo era marginale per gli alti costi della strumentazione necessaria. Attualmente, ogni perito pu\u00f2 usufruire dai servizi dei laboratori criminalistici, attrezzati in strumentazione per questo tipo di analisi<a title=\"\" href=\"#_edn27\">[xxvii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mezzi coprenti, oltre le sostanze portanti, quali sono le resine di diverso tipo, contengono i coloranti capaci di assorbire la radiazione elettromagnetica nella parte visibile dello spettro. Le particelle dei pigmenti che partecipano alla realizzazione dei colori del mezzo coprente in esame, assorbono la luce di diverse lunghezze d\u2019onda. Ne risulta che in base all\u2019analisi del grado e dell\u2019ambito dell\u2019assorbimento, si pu\u00f2 dimostrare la presenza delle differenze fra due, in apparenza simili, mezzi coprenti<a title=\"\" href=\"#_edn28\">[xxviii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019assorbimento e il riflesso della radiazione elettromagnetica di determinate lunghezze d\u2019onda, sono una delle caratteristiche dei coloranti, che entrano far parte dei mezzi coprenti. Grazie all\u2019utilizzo dei filtri adeguati che ritagliano le fasce pi\u00f9 strette, in molti casi \u00e8 possibile differenziare i materiali di colore simile \u2013 in base all\u2019analisi del grado e dell\u2019ambito dell\u2019assorbimento della luce \u2013 caratteristico per questi materiali. Nel caso dell\u2019assorbimento totale della radiazione da parte di tutti i coloranti, la traccia dello scritto, in una determinata lunghezza d\u2019onda, diventa invisibile, invece il riflesso della radiazione da parte di alcuni di essi, fa che la scritta diventa meno o pi\u00f9 visibile. L\u2019interpretazione dei risultati ottenuti esige molta esperienza e prudenza, poich\u00e9 la presenza delle differenze sottili di grado o\/e di ambito dell\u2019assorbimento della luce da parte dei due inchiostri, pu\u00f2 essere causata dalle differenze dello spessore, distribuito sulla superficie degli strati dei materiali, e non dalla loro composizione differente.\u00a0 Il metodo di assorbimento negli ultravioletti \u00e8 utilizzato anche per la lettura delle scritte invisibili, per esempio coperte da una sostanza non trasparente, come per esempio il correttore o un altro mezzo coprente. Inoltre il metodo \u00e8 utile anche per rilevare e leggere le scritte parzialmente o totalmente scolorate o cancellate dalla superficie<a title=\"\" href=\"#_edn29\">[xxix]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La situazione ideale si verifica quando due mezzi coprenti, differenti per la loro composizione, dimostrano l\u2019assorbimento totalmente differente, ci\u00f2 significa che in una determinata lunghezza d\u2019onda della luce, uno di loro assorbe la luce totalmente, perci\u00f2 diventa completamente invisibile, mentre un altro la riflette diventando ben visibile. Tuttavia bisogna sottolineare che in pratica criminalistica con le situazioni di questo tipo (cio\u00e8 quando si verifica l\u2019alta differenza dei mezzi coprenti), abbiamo a che fare molto raramente. Per questo motivo alcuni autori propongono di determinare il grado in cui i mezzi coprenti assorbono la radiazione e di stabilire \u201cil campo di visibilit\u00e0\u201d dell\u2019inchiostro, cio\u00e8 determinare i valori estremi della lunghezza della radiazione, per i quali gli inchiostri rimangono ancora visibili<a title=\"\" href=\"#_edn30\">[xxx]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale operazione \u00e8 possibile poich\u00e9 durante la comparazione di due tracce realizzate con lo stresso inchiostro, si possono ottenere diversi valori determinanti il grado in cui essi assorbono la radiazione. E allo stesso modo, possono esistere diversi \u201ccampi di visibilit\u00e0\u201d. Queste differenze possono apparire, per esempio, in risultato di differenze dello spessore delle tracce, poich\u00e9 la grossezza pu\u00f2 influire sulla valutazione della visibilit\u00e0 della traccia grafica durante la modifica della lunghezza d\u2019onda. Invece l\u2019assenza di differenze nell\u2019assorbimento fra gli inchiostri in comparazione, non \u00e8 necessariamente l\u2019indizio che le due linee grafiche (nello stesso documento) siano state eseguite con lo stesso mezzo coprente<a title=\"\" href=\"#_edn31\">[xxxi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ne risulta che il parere sulla conformit\u00e0 oppure sulla differenza dei mezzi coprenti in comparazione, dovrebbe essere espresso concordemente con gli altri metodi differenti, invece l\u2019espressione del giudizio categorico relativo all\u2019incompatibilit\u00e0 dei mezzi coprenti in comparazione, \u00e8 giustificato quando fra i campioni in esame si verificano le differenze significative, sia durante la loro analisi in assorbimento della luce bianca e infrarossa, sia durante l\u2019esecuzione degli esami con gli altri metodi di analisi<a title=\"\" href=\"#_edn32\">[xxxii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritornando alle considerazioni precedenti bisogna sottolineare ancora una volta che il metodo di assorbimento non si limita esclusivamente a differenziare i mezzi coprenti \u2013 ma trova l\u2019utilizzo pi\u00f9 ampio. Esso risulta utile anche per rendere visibili le scritte coperte successivamente con altre tracce grafiche, tuttavia bisogna tenere presente che ci\u00f2 \u00e8 fattibile soltanto quando ognuna delle scritte, sia la primaria che la successiva, sono state realizzate con diversi mezzi coprenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il completamento degli spettri assorbenti sono gli spettri riflettenti che consistono nella rimozione degli spettri della luce riflessa dal frammento del documento in esame. Lo spettro riflettente \u00e8 l\u2019inversione (il riflesso dello specchio) dello spettro assorbente. Per motivi delle propriet\u00e0 della superficie in esame (la lucidit\u00e0), qualche volta lo spettro riflettente pu\u00f2 differenziare minimamente dagli spettri assorbenti \u2013 quindi diventa pi\u00f9 \u201cvariato\u201d. Spesso, sulla linea dello spettro, sono presenti le fasce pi\u00f9 nette e le incurvature.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fra le analisi di luminescenza, nella perizia dei documenti (quindi anche dei materiali coprenti) \u00e8 particolarmente significativa l\u2019analisi di fluorescenza che utilizza la fluorescenza visibile. Le propriet\u00e0 di fluorescenza e di fosforescenza costituiscono il parametro che caratterizza la sostanza relativa. Questo parametro \u00e8 essenziale poich\u00e9 \u00e8 indipendente e non si pu\u00f2 svilupparlo dai parametri quali il colore o la composizione elementare della sostanza in esame<a title=\"\" href=\"#_edn33\">[xxxiii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunemente \u00e8 conosciuto il fenomeno di fluorescenza di alcuni coloranti, attivato attraverso la radiazione dalla sfera dell\u2019ultravioletto, che viene utilizzato per i fini speciali, per esempio identificativi (di solito di lunghezza 254 nm o 365 nm, eventualmente 313 nm, utilizzata nel Comparatore Visivo Spettrale, VSC-6000 della ditta Foster and Freeman), invece il fenomeno osservato nella sfera della luce visibile, presenta una illuminazione di diversa intensit\u00e0 e colori. Poich\u00e9 l\u2019ultravioletto suscita la luminescenza soprattutto nei diversi materiali utilizzati per la produzione dei pigmenti, colori, colle, lacche o la carta, questo fenomeno viene spesso adoperato nella perizia dei documenti. La tecnica descritta trova l\u2019utilizzo fra l\u2019altro nella lettura delle scritte cancellate, nell\u2019analisi comparativa di alcuni mezzi coprenti colorati, ma anche nell\u2019analisi comparativa delle carte e delle colle<a title=\"\" href=\"#_edn34\">[xxxiv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Confrontando la fluorescenza dei materiali bisogna ricordare che questo fenomeno pu\u00f2 essere sensibile ai cambiamenti che consistono nella modificazione delle propriet\u00e0 di luminescenza dell\u2019oggetto, per esempio sotto l\u2019influenza dell\u2019attivit\u00e0 della luce oppure di diverse sostanze chimiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella tecnica peritale dei documenti i fenomeni che avvengono nella luce ultravioletta, trovano inoltre l\u2019utilizzo durante l\u2019esame di regolarit\u00e0 di protezione (dalla falsificazione) dei documenti come banconote, documenti d\u2019identit\u00e0, passaporti, patenti, carte di pagamento, ecc. Le protezioni di questi documenti vengono eseguite attraverso l\u2019impiego dei materiali fluorescenti speciali come per esempio inchiostri, fibre, carte, ecc.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spettroscopia Raman \u00e8 il metodo utilizzato per identificazione e segnatura di diverse sostanze sulla base di analisi della diffusione anelastica della luce sulle particelle della sostanza in analisi<a title=\"\" href=\"#_edn35\">[xxxv]<\/a>. L\u2019irradiazione del campione con un fascio di luce, provoca tre fenomeni elementari: l\u2019assorbimento, l\u2019emissione e la menzionata diffusione dei fotoni. Nel caso del fenomeno di diffusione, una parte della radiazione riduce o aumenta la propria energia e la differenza dell\u2019energia prima e dopo la sua diffusione \u00e8 strettamente connessa con l\u2019energia della vibrazione della particella. Lo spettro di Raman, che presenta la dipendenza dell\u2019intensit\u00e0 della radiazione diffusa dalla differenza dell\u2019energia della radiazione cadente e diffusa, contiene quindi le informazioni sulle vibrazioni caratteristiche per le particelle in esame e permette di analizzare la composizione del campione<a title=\"\" href=\"#_edn36\">[xxxvi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spettroscopia di Raman permette di registrare la radiazione che espressa graficamente presenta la dipendenza dell\u2019intensit\u00e0 della luce dal numero ondulatorio, caratteristico per il materiale. Per questo motivo, comparando gli spettri di Raman ottenuti per le sostanze in esame, si possono condurre le analisi comparative, per esempio degli inchiostri per le penne e degli inchiostri in genere, e le ricerche identificative. Durante l\u2019esame identificativo, lo spettro ottenuto per un determinato materiale, di seguito viene comparato con gli spettri di modello, accessibili in una biblioteca speciale (la base) dei dati<a title=\"\" href=\"#_edn37\">[xxxvii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Accanto alla precisione e alla velocit\u00e0 delle misurazioni, il valore della spettroscopia (spettrometria) di Raman consiste in non necessit\u00e0 della preparazione dei campioni e nella possibilit\u00e0 di condurre le analisi nell\u2019ambiente naturale, senza il bisogno di utilizzare le condizioni speciali per le misurazioni. E\u2019 il metodo non danneggiante nell\u2019indagine criminalistica dei documenti ed \u00e8 utile soprattutto per l\u2019identificazione e la differenziazione dei diversi mezzi coprenti. Ultimamente si intraprendono le prove del suo utilizzo anche per stabilire la sequenza dei tratti incrociati<a title=\"\" href=\"#_edn38\">[xxxviii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alcuni casi, durante la sottoposizione dei campioni dei mezzi coprenti alla classica analisi di Raman, in risultato di una luminescenza intensa, propria del mezzo coprente, i flussi poco intensi di Raman sono invisibili. Per dimostrare la loro esistenza, oltre il classico metodo di spettroscopia di Raman, si utilizza anche la tecnica SERRS (Surface Enhanced Resonance Raman Scattering). Questa tecnica permette la misurazione degli spettri anche quando la sostanza scrivente in esame dimostra una forte intensit\u00e0 di illuminazione (fluorescenza). SERRS \u00e8 una specie di filtro che riduce questa illuminazione rendendo possibile la misurazione degli spettri<a title=\"\" href=\"#_edn39\">[xxxix]<\/a>. Anche questo \u00e8 il metodo che rispetta l\u2019integralit\u00e0 del documento, quindi tende al trattamento senza distruggerlo. Sul campione in esame (sul frammento del mezzo coprente) \u00e8 necessario stendere la soluzione di poli-L-lisina e di conseguenza dopo il suo asciugamento, stendere la soluzione di argento colloidale, precisamente nello stesso spazio trattato precedentemente con la poli-L-lisina. Il termine \u201emetodo non distruggente\u201d non bisogna considerarlo letteralmente, poich\u00e9 nello spazio trattato con la soluzione, dopo il suo asciugamento, rimangono le piccole macchioline e gli eventuali strisce del mezzo coprente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I metodi presentati dovrebbero essere svolti nei laboratori nei quali vengono eseguite le indagini tecniche dei documenti, per il loro significato nella pratica delle analisi dei documenti. Il carattere di questo metodo che rispetta l\u2019integralit\u00e0 del documento, permette di analizzarlo senza danneggiarlo. Ci\u00f2 \u00e8 di grande importanza dal punto di vista dei principi criminalistici e in particolare per la possibilit\u00e0 di ripetere il metodo utilizzato, anche per la verifica dei risultati ottenuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Fonti bibliografiche:<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bara\u0144ska H., \u0141abudzi\u0144ska A., J. Terpi\u0144ski, <i>Laserowa spektrometria ramanowska. <\/i><i>Zastosowania analityczne <\/i>(La spettrometria laser di Raman. L\u2019uso analitico), Warszawa 1981,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bogus\u0142awska K., <i>Troch\u0119 historii atrament\u00f3w<\/i> (Un po\u2019 di storia degli inchiostri), Przegl\u0105d Papierniczy, nr 1\/1956,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cie\u015bla R., <i>Technical examination of documents. Within the scope of Polish evidence law<\/i>, Wroclaw 2006,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">David A. Black, T<i>he Microscope in Document Examination<\/i>, Journal of Criminology and Police Science, 1958, n. 4,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobrza\u0144ski W., <i>Podstawowe materia\u0142y biurowe<\/i> (I materiali d\u2019ufficio di base), Przegl\u0105d Papierniczy, n\u00a0 5\/1961,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Drzewi\u0144ska E., <i>Metody pomiaru barwy wytwor\u00f3w papierowych<\/i>\u00a0 (I metodi della misurazione del colore dei prodotti cartacei) Przegl\u0105d Papierniczy, n. 11\/2002,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ellen D., <i>The scientific examination of documents<\/i>, London 1989,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ellen D., <i>The scientific examination of documents<\/i>, London 1997,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fabia\u0144ska E., <i>Spektroskopia Ramana \u2013 nowe mo\u017cliwo\u015bci badania dokument\u00f3w<\/i>, (La spettroscopia di Raman \u2013 le nuove possibilit\u00e0 di indagine sui documenti) [in:] Technicznokryminalistyczne badania autentyczno\u015bci dokument\u00f3w publicznych. Materia\u0142y 3 Konferencji, H.Ko\u0142ecki [a cura di], Pozna\u0144 2003,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">K\u0119cki Z., <i>Podstawy spektroskopii molekularnej<\/i> (le basi della spettroscopia molecolare), Warszawa 1975,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kunicki M., <i>Nieniszcz\u0105ce metody badania dokument\u00f3w,<\/i> (I metodi non danneggianti dell\u2019indagine sulla scrittura) Prokuratura i Prawo, n. 4\/2002,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Levinson J., <i>Questioned Documents<\/i>. A Lawyer&#8217;s Handbook, London 2001,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Michael Fultz L., <i>The First Fountain Pen?,<\/i> Pen World, vol. 17, No. 3, 12\/01\/2003,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Owoc M., <i>Etapy badania materia\u0142\u00f3w kryj\u0105cych stosowanych do pisma r\u0119cznego <\/i>\u00a0(Le fasi dell\u2019indagine sui materiali coprenti utilizzati per la scrittura manuale) [in:] Zagadnienie dowodu z ekspertyzy pisma r\u0119cznego, Z. Kegel [a cura di], Prace Naukowe Uniwersytetu \u015al\u0105skiego n. 148, Katowice 1976,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Owoc M., <i>Kryminalistyczna ekspertyza sfa\u0142szowanych dokument\u00f3w<\/i> <i>atramentowych<\/i> (La perizia criminalistica dei documenti con l\u2019inchiostro falsificati) Pozna\u0144 1968,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rusek G., Cie\u015bla R., <i>Wizyjny komparator spektralny i spektrometr ramanowski w technicznych badaniach dokument\u00f3w<\/i> (Il comparatore visivo spettrale e lo spettromettore di Raman nelle indagini tecniche dei documenti), la relazione presentata alla 4\u00b0 Conferenza sul tema \u201cLe indagini tecnocriminalistiche dell\u2019autenticit\u00e0 dei documenti pubblici\u201d, Pozna\u0144 25-26 settembre 2003 (in fase di stampa),<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Smith W. E., <i>Surface-Enhanced Resonance Raman Scattering and in Situ Printed onto Paper<\/i>, Applied Spectroscopy, vol. 57, n. 8\/2003,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Wagner E., Clement S., <i>Surface enhanced resonance Raman scattering (SERRS) spectroscopy \u2013 study on inks<\/i>, Problems of Forensic sciences, vol. XLVI, 2001,<i> <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Ullmann&#8217;s Ency<\/i><i>c<\/i><i>lopedia of Indust<\/i><i>r<\/i><i>ial Chemistry<\/i>, Weinheim 1997,<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref1\">[i]<\/a> Dr. Rafa\u0142 Cie\u015bla, Ricercatore e docente presso la Cattedra di Criminalistica, Facolt\u00e0 di Legge Amministrazione ed Economia, Universit\u00e0 di Wroc\u0142aw \u2013 Polonia.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref2\">[ii]<\/a> R.Cie\u015bla, <i>Technical examination of documents. <\/i><i>Within the scope of Polish evidence law<\/i>, Wroclaw 2006, e anche K. Bogus\u0142awska, <i>Troch\u0119 historii atrament\u00f3w<\/i> (Un po\u2019 di storia degli inchiostri), Przegl\u0105d Papierniczy, nr 1\/1956, p. 359. Le considerazioni molto importanti sulla storia dei mezzi scriventi con l\u2019uso degli inchiostri in: L. Michael Fultz, <i>The First Fountain Pen?,<\/i> Pen World, vol. 17, No. 3, 12\/01\/2003, p. 26.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref3\">[iii]<\/a> K. Bogus\u0142awska, <i>Troch\u0119 historii atrament\u00f3w<\/i>,&#8230;, p. 359.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref4\">[iv]<\/a> Ibidem, p. 359. Cfr. <i>Ullmann&#8217;s Ency<\/i><i>c<\/i><i>lopedia of Indust<\/i><i>r<\/i><i>ial Chemistry<\/i>, Weinheim 1997,, vol.A 9, pp. 37-47.<br \/>\nNell\u2019anno 470 a.C. l\u2019Imperatore del Bisanzio, Leone Magno, con il decreto riserv\u00f2 il diritto di utilizzo degli inchiostri (dalle lumache porpora) soltanto ai maggiorenni imperatori bisantini. L\u2019inchiostro portava il nome <i>encaustum<\/i> (scaldato, bollito). Da questo termine prendono l\u2019origine gli attuali termini dell\u2019inchiostro, per esempio in inglese <i>ink<\/i>, in francese <i>encre<\/i>. Anche nella antica Polonia il suo nome era <i>inkaust<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref5\">[v]<\/a> K. Bogus\u0142awska, <i>Troch\u0119 historii atrament\u00f3w<\/i> (Un po\u2019 di storia degli inchiostri)&#8230;, p.360.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref6\">[vi]<\/a> Ibidem, p.360.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref7\">[vii]<\/a> Ibidem, p. 360. Cfr. <i>Ullmann&#8217;s Ency<\/i><i>c<\/i><i>lopedia of Indust<\/i><i>r<\/i><i>ial Chemistry<\/i>, Weinheim 1997, pp. 37-47.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref8\">[viii]<\/a> W. Dobrza\u0144ski, <i>Podstawowe materia\u0142y biurowe<\/i> (I materiali d\u2019ufficio di base), Przegl\u0105d Papierniczy, n\u00a0 5\/1961, p. 174.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref9\">[ix]<\/a> Ibidem, p. 175.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref10\">[x]<\/a> Il termine <i>i mezzi coprenti <\/i>lo consideriamo univocamente con il termine <i>i materiali coprenti <\/i>che comprendono le sostanze trasportate sulla superficie per formare una traccia grafica, ovvero inchiostri, inchiostri per le penne, inchiostri in pasta, matite, le penne a gel, ecc.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref11\">[xi]<\/a> M. Owoc, <i>Kryminalistyczna ekspertyza sfa\u0142szowanych dokument\u00f3w<\/i> <i>atramentowych<\/i> (La perizia criminalistica dei documenti con l\u2019inchiostro falsificati) Pozna\u0144 1968, pp. 28-29.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref12\">[xii]<\/a> Ibidem, p. 29.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref13\">[xiii]<\/a> Che sono soluzioni d\u2019acqua di diversi coloranti.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref14\">[xiv]<\/a> Che sono mescolanze delle resine sintetiche e dei coloranti sciolti nei solventi volatili.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref15\">[xv]<\/a> Toner che sono i polimeri granulosi colorati e che dimostrano le propriet\u00e0 elettrostatiche. I colori che sono le sospensioni soprattutto dei pigmenti e delle resine nei solventi.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref16\">[xvi]<\/a> Cos\u00ec anche in M. Owoc, <i>Kryminalistyczna ekspertyza<\/i> &#8230;, p. 44; E. Drzewi\u0144ska, <i>Metody pomiaru barwy wytwor\u00f3w papierowych<\/i>\u00a0 (I metodi della misurazione del colore dei prodotti cartacei) Przegl\u0105d Papierniczy, n. 11\/2002, p. 657.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref17\">[xvii]<\/a> Cfr. D. Ellen, <i>The scientific examination of documents<\/i>, London 1997, p.103; J. Levinson, <i>Questioned Documents<\/i>. A Lawyer&#8217;s Handbook, London 2001, pp. 157-158, come anche E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p.168.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref18\">[xviii]<\/a> Per luminescenza intendiamo sia la fluorescenza come anche la fosforescenza.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref19\">[xix]<\/a> Come anche\u00a0 M. Owoc, <i>Kryminalistyczna ekspertyza<\/i> &#8230;, p. 47. Cfr. A. David, Black, T<i>he Microscope in Document Examination<\/i>, Journal of Criminology and Police Science, 1958, n. 4, pp. 310-320, [in:] J.Levinson, <i>Questioned Documents. A Lawyer&#8217;s Handbook<\/i>, London 2001, pp. 157-158.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref20\">[xx]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p. 170.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref21\">[xxi]<\/a> Cfr. M. Owoc, <i>Etapy badania materia\u0142\u00f3w kryj\u0105cych stosowanych do pisma r\u0119cznego <\/i>\u00a0(Le fasi dell\u2019indagine sui materiali coprenti utilizzati per la scrittura manuale) [in:] Zagadnienie dowodu z ekspertyzy pisma r\u0119cznego,. Z. Kegel [a cura di], Prace Naukowe Uniwersytetu \u015al\u0105skiego n. 148, Katowice 1976, p.114.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref22\">[xxii]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p. 170-171. Cfr. D. Ellen, <i>The scientific examination of documents<\/i>, London 1989, pp. 108-109.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref23\">[xxiii]<\/a> M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody<\/i> &#8230;, p. 122.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref24\">[xxiv]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p. 171.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref25\">[xxv]<\/a> M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody<\/i> &#8230;, p. 122.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref26\">[xxvi]<\/a> M. Owoc, <i>Kryminalistyczna ekspertyza<\/i> &#8230;, p. 52.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref27\">[xxvii]<\/a> Sono soprattutto i laboratori di analisi dei documenti in: Istituto delle Perizie Giudiziarie a Cracovia, della Cattedra di Criminalistica della Facolt\u00e0 di Legge, Amministrazione ed Economia dell\u2019Universit\u00e0 di Wroc\u0142aw, della Cattedra di Criminalistica della Facolt\u00e0 di Legge e Amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 di Varsavia, della Cattedra di Criminalistica della Facolt\u00e0 di Legge e Amministrazione dell\u2019Universit\u00e0 A. Mickiewicz a Pozna\u0144, del Laboratorio Centrale di Criminalistica del Comando Generale della Polizia a Varsavia, del Dipartimenti delle Emissioni e del Tesoro della Banca Nazionale Polacca a Varsavia, Del Comando Generale della Guardia di Frontiera.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref28\">[xxviii]<\/a> M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody badania dokument\u00f3w,<\/i> (I metodi non danneggianti dell\u2019indagine sulla scrittura) Prokuratura i Prawo, n. 4\/2002, p. 120.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref29\">[xxix]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza<\/i> &#8230;, p. 170.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref30\">[xxx]<\/a>\u00a0 M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody<\/i> &#8230;, p. 120.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref31\">[xxxi]<\/a> In questi casi la risoluzione si ottiene dall\u2019analisi spettrale. Cfr. anche M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody<\/i> &#8230;, p. 120.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref32\">[xxxii]<\/a> Ibidem, &#8230;, p. 121.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref33\">[xxxiii]<\/a> M. Owoc, <i>Ekspertyza kryminalistyczna<\/i> &#8230;, p. 54.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref34\">[xxxiv]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, cit., p. 171-172. Cfr. D.Ellen, <i>The Scientific Examination of Documents<\/i>, London 1989, p. 96-97. Bisogna ricordare anche dei candeggianti ottici utilizzati ampiamente nei tempi odierni per aumentare i valori estetici anche della carta. La loro funzione consiste nel fenomeno di fluorescenza. I candeggianti assorbono la radiazione ultravioletta trasmettendo la luce azzurra che compensa gli eventuali ingiallimenti della superficie.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref35\">[xxxv]<\/a> Por. H. Bara\u0144ska, A. \u0141abudzi\u0144ska, J. Terpi\u0144ski, <i>Laserowa spektrometria ramanowska. Zastosowania analityczne <\/i>(La spettrometria laser di Raman. L\u2019uso analitico), Warszawa 1981, p. 11; M.Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce <\/i>metody &#8230;, p. 125.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref36\">[xxxvi]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p. 177; come anche in E. Fabia\u0144ska, <i>Spektroskopia Ramana \u2013 nowe mo\u017cliwo\u015bci badania dokument\u00f3w<\/i>, (La spettroscopia di Raman \u2013 le nuove possibilit\u00e0 di indagine sui documenti) [in:] Technicznokryminalistyczne badania autentyczno\u015bci dokument\u00f3w publicznych. Materia\u0142y 3 Konferencji, H.Ko\u0142ecki [a cura di], Pozna\u0144 2003, p. 73; Z. K\u0119cki, <i>Podstawy spektroskopii molekularnej<\/i> (le basi della spettroscopia molecolare), Warszawa 1975, pp. 11-28; G. Rusek, R. Cie\u015bla, <i>Wizyjny komparator spektralny i spektrometr ramanowski w technicznych badaniach dokument\u00f3w<\/i> (Il comparatore visivo spettrale e lo spettromettore di Raman nelle indagini tecniche dei documenti) , la relazione presentata alla 4\u00b0 Conferenza sul tema \u201cLe indagini tecnocriminalistiche dell\u2019autenticit\u00e0 dei documenti pubblici\u201d, Pozna\u0144 25-26 settembre 2003 (in fase di stampa)<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref37\">[xxxvii]<\/a> M. Kunicki, <i>Nieniszcz\u0105ce metody<\/i> &#8230;, p. 125. La biblioteca dei mezzi coprenti contenente soprattutto i dati sugli spettri oscillanti dei singoli materiali coprenti \u00e8 a cura della Cattedra di Criminalistica dell\u2019Universit\u00e0 di Wroc\u0142aw. \u00c8 continuamente aggiornata sui nuovi prodotti presenti al mercato polacco.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ednref38\">[xxxviii]<\/a> E. Fabia\u0144ska, <i>Ekspertyza dokument\u00f3w<\/i> &#8230;, p. 177.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ednref39\">[xxxix]<\/a> R.Cie\u015bla, <i>Technical examination of documents. Within the scope of Polish evidence law<\/i>, Wroclaw 2006, come anche in E. Wagner, S. Clement, <i>Surface enhanced resonance Raman scattering (SERRS) spectroscopy \u2013 study on inks<\/i>, Problems of Forensic sciences, vol. XLVI, 2001, pp. 437-441. W. E. Smith, <i>Surface-Enhanced Resonance Raman Scattering and in Situ Printed onto Paper<\/i>, Applied Spectroscopy, vol. 57, n. 8\/2003, pp. 977-983.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Rafa\u0142 Cie\u015bla[i] (Traduzione dalla lingua polacca di Jolanta Gr\u0119bowiec Baffoni) 1. Una breve storia dell\u2019inchiostro \u00c9 difficile stabilire quando e dove l\u2019inchiostro venne utilizzato per la prima volta. 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