{"id":2369,"date":"2013-12-01T00:15:00","date_gmt":"2013-11-30T23:15:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2369"},"modified":"2014-03-10T22:38:21","modified_gmt":"2014-03-10T21:38:21","slug":"russia-per-molti-ma-non-per-tutti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/russia-per-molti-ma-non-per-tutti\/","title":{"rendered":"Russia: per molti ma non per tutti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Sabrina Polato<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Russia_mappa.jpg\"><img data-recalc-dims=\"1\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2370\" alt=\"Russia_mappa\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/Russia_mappa.jpg?resize=700%2C358\" width=\"700\" height=\"358\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI <\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Popolazione<\/b>: 142.500.482 (Luglio 2013) di cui <b>Popolazione urbana<\/b> pari al 73,8% del totale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Et\u00e0 media<\/b>: 38,8 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Principali aree urbane (nr.abitanti):<\/b> MOSCA (capitale) 10.523.000; San Pietroburgo 4.575.000; Novosibirsk 1.397.000; Yekaterinburg 1.344.000; Nizhniy Novgorod 1.267.000.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Moneta<\/b>: Rublo (RUB).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Governo: <\/b>Federazione suddivisa a livello amministrativo in 46 province, 21 repubbliche, 4 circondari autonomi, 9 Krais, 2 citt\u00e0 federali (Mosca e San Pietroburgo) e 1 zona (oblast) autonoma. Presidente della Repubblica dal 7 maggio 2012 e\u2019 Vladimir Vladimirovich PUTIN, Premier di Governo dal 8 maggio 2012 e\u2019 Dmitriy Anatolyevich MEDVEDEV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Membro di:<\/b> WTO, ONU, CSI (comunit\u00e0 degli Stati Indipendenti), APEC (Asian Pacific Economic Cooperation), CONSIGLIO D\u2019EUROPA, CONSIGLIO ARTICO, G-20; G-8; EAEC (Eurasian Economic Community), EAPC (Euro-Atlantic Partnership Council), FAO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tasso di crescita reale PIL<\/b>: + 3,4% (2012), + 4,4% di media negli ultimi 3 anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Principali settori industriali<\/b>: industria mineraria ed estrattiva (carbone, petrolio, gas, prodotti chimici e metalli); macchinari per la produzione di velivoli ad alte prestazioni e di veicoli spaziali; industria della difesa (radar, produzione missilistica e componenti elettronici avanzati); costruzione navale, stradale e ferroviaria, mezzi di trasporto; apparecchiature di comunicazione; macchine agricole, trattori e macchine movimento terra; generazione elettrica ed impianti di trasmissione, strumenti medici e scientifici; beni di consumo durevoli, tessili, alimentari, artigianato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/library\/publications\/the-world-factbook\/docs\/notesanddefs.html?fieldkey=2049&amp;alphaletter=E&amp;term=Exports%20-%20commodities\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Export<\/b><b>:<\/b><\/span><\/a><b> <\/b>petrolio e prodotti petroliferi, gas naturale, metalli, legno e prodotti in legno, prodotti chimici, manufatti per uso militare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/library\/publications\/the-world-factbook\/docs\/notesanddefs.html?fieldkey=2050&amp;alphaletter=E&amp;term=Exports%20-%20partners\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Export \u2013 Principali Paesi partner:<\/b><\/span><\/a><b> <\/b>Olanda 14.4%, Cina 6.4%, Italia 5.3%, Germania 4.5%.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/library\/publications\/the-world-factbook\/docs\/notesanddefs.html?fieldkey=2058&amp;alphaletter=I&amp;term=Imports%20-%20commodities\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Import:<\/b><\/span><\/a><b> <\/b>macchinari, veicoli, prodotti farmaceutici, prodotti metallici, semilavorati in plastica, prodotti alimentari (in primis carne, frutta e noci), strumenti ottici e medicali, lavorati e semilavorati di ferro e di acciaio.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #000000;\"><a href=\"https:\/\/www.cia.gov\/library\/publications\/the-world-factbook\/docs\/notesanddefs.html?fieldkey=2061&amp;alphaletter=I&amp;term=Imports%20-%20partners\"><span style=\"color: #000000;\"><b>Import \u2013 Principali Paesi partner:<\/b><\/span><\/a><b> <\/b>Cina 15.5%, Germania 9.5%, Ucraina 5.5%.<\/span><\/p>\n<p><b>Fonte<\/b>: <i>The World Fact book<\/i> (September 2013) CIA \u2013 Central Intelligence Agency \u2013 USA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">ANALISI ECONOMICA<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia negli ultimi 20 anni ha subito notevoli mutamenti a seguito del crollo dell&#8217;Unione Sovietica, spostandosi progressivamente da un\u2019economia isolata e centralmente pianificata ad un&#8217;economia di mercato e globalmente integrata. Ad oggi, l\u2019economia russa rappresenta l\u2019 <b>8a<\/b> economia pi\u00f9 grande al mondo in termini di GDP (prodotto interno lordo), con una crescita media negli ultimi 3 anni (in piena crisi economica-finanziaria) superiore al 4%. Non a caso la Russia, unitamente a Brasile, Cina ed India e\u2019 stata annoverata tra le economie <b>BRIC<\/b>, un acronimo coniato nel 2001 ed utilizzato nel gergo economico per descrivere i 4 Paesi considerati il motore dell\u2019economia mondiale, ovvero i Paesi con le migliori performance di crescita del XXI\u00b0 secolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019economia russa e\u2019 trainata soprattutto dal settore energetico. Nel 2011, la Russia \u00e8 diventata il principale produttore mondiale di petrolio, superando l&#8217;Arabia Saudita, ed il secondo pi\u00f9 grande produttore di gas naturale e di carbone da combustione (la Russia detiene infatti le maggiori riserve mondiali di gas naturale e di carbone). La Russia \u00e8 inoltre esportatore di metalli, come acciaio ed alluminio primario. La dipendenza della Russia dalle esportazioni di materie prime naturali ed energetiche lo rende per\u00f2 vulnerabile alle oscillazioni continue dei prezzi delle commodities a livello mondiale. Tuttavia, il governo ha recentemente intrapreso un ambizioso programma per ridurre questa dipendenza e costruire settori ad alta tecnologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Russia ha aderito all&#8217;Organizzazione mondiale del commercio nel 2012: questo permetter\u00e0 la progressiva riduzione delle barriere commerciali in ingresso per i beni ed i servizi stranieri importati, ma aiuter\u00e0 anche i beni ed i servizi russi ad aprirsi maggiormente ai mercati mondiali. Allo stesso tempo, la Russia ha cercato di cementare i legami economici con i paesi dell&#8217;ex spazio sovietico attraverso una unione doganale con la Bielorussia ed il Kazakistan e, nei prossimi anni, attraverso la creazione di un nuovo blocco economico Russia &#8211; led chiamato Unione economica Eurasiatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A livello di IDE, la Russia ha sempre avuto difficolt\u00e0 ad attirare investimenti diretti esteri e ha vissuto grandi deflussi di capitali negli ultimi anni. Le ragioni di questa scarsa capacit\u00e0 di attrazione dei capitali mondiali risiede in quelli che possono essere definiti i 3 grossi problemi ancora irrisolti nel Paese e che incidono negativamente sulla sua competitivit\u00e0: la contrazione della forza lavoro, la corruzione dilagante e gli scarsi investimenti in infrastrutture.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <i>The World Fact book<\/i> (September 2013) CIA \u2013 Central Intelligence Agency \u2013 USA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">L\u2019INTERSCAMBIO CON L\u2019ITALIA <\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">EXPORT (ITALIA VS RUSSIA)<\/span><\/b><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>PRODOTTI ALIMENTARI<\/li>\n<li>ARTICOLI DI ABBIGLIAMENTO, PELLI E PELLICCE<\/li>\n<li>ARTICOLI IN PELLE (NO ABBIGLIAMENTO)<\/li>\n<li>MACCHINARI ED APPARECCHIATURE<\/li>\n<li>AUTOVEICOLI, RIMORCHI E SEMIRIMORCHI<\/li>\n<li>MOBILI E COMPLEMENTI D\u2019ARREDO<\/li>\n<li>PRODOTTI CHIMICI<\/li>\n<li>APPARECCHIATURE ELETTRICHE E NON PER USO DOMESTICO<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">IMPORT (RUSSIA VS ITALIA)<\/span><\/b><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>PRODOTTI ENERGETICI (COKE E DERIVATI DALLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO)<\/li>\n<li>PRODOTTI CHIMICI<\/li>\n<li>MINERALI E PRODOTTI DERIVATI DALLA LAVORAZIONE DEI MINERALI<\/li>\n<li>PRODOTTI DELLA METALLURGIA<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <i>Ministero degli Affari Esteri<\/i> \u2013 Infomercati Esteri_Federazione Russa<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">OPPORTUNITA\u2019 DI BUSINESS PER LE IMPRESE ITALIANE<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Prodotti alimentari<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La domanda russa di prodotti enogastronomici e\u2019 in continua crescita, con un trend positivo del 15\/20% annuo. Ci\u00f2 nonostante le nostre esportazioni nel settore non riescono a seguire questa dinamica, dal momento che esse rappresentano solo il 6% del totale dell\u2019export italiano vs la Russia. Le ragioni di questo gap sono riconducibili a due fattori: complesse procedure doganali,\u00a0 sistema di certificazione e registrazione dei prodotti poco chiaro e soggetto a continue modifiche. Tutto questo rende quindi difficile per l\u2019operatore italiano, mediamente piccolo e poco strutturato, ovvero privo di una propria struttura di commercializzazione, pianificare una penetrazione del mercato russo senza l\u2019assistenza di un partner in loco. Il 40% della domanda russa si concentra a Mosca, dove sono presenti anche la maggior parte dei ristoranti italiani, ma sempre con pi\u00f9 frequenza si registrano aumenti nella domanda anche da altre grandi citt\u00e0 quali Novosibirsk, San Pietroburgo, Novgorod, Samara. I principali canali di distribuzione dei prodotti alimentari sono le grandi catene al dettaglio che operano nei grandi centri urbani, ed i cosiddetti \u2018produkty\u2019, negozi di generi alimentari e di prima necessit\u00e0, residuo distributivo dell\u2019era sovietica ma privatizzati e diffusi in modo capillare su tutto il territorio. Particolarmente richiesti i beni quali <b>vino, bevande alcoliche, carne, pasta, noci, dolciumi, frutta e verdura<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Articoli di abbigliamento<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche in questo settore la domanda russa e\u2019 in continuo aumento, con una crescita dell\u201911% registrata ancora nel 2012. La vera novit\u00e0 risiede nel fatto che per la prima volta l\u2019aumento e\u2019 stato trascinato non pi\u00f9 dalla fascia di consumatori a reddito alto o altissimo (amanti del lusso, e quindi scarsamente influenzati dall\u2019oscillazione dei prezzi), ma da una nuova tipologia di consumatore, la cui preferenza va in maniera sempre pi\u00f9 forte verso prodotti con un elevato rapporto tra qualit\u00e0 e prezzo. Le maggiori potenzialit\u00e0 per il MADE IN ITALY risiedono quindi soprattutto in questa fascia, all\u2019interno della quale possono trovare spazio non solo i marchi blasonati del lusso, ma anche tante PMI specializzate nella produzione di capi di qualit\u00e0 non seriali. All\u2019interno del comparto spicca la domanda di <b>calzature e borse Made in Italy, di accessori e di capi di abbigliamento in pelle e pelliccia<\/b>. A livello geografico, si nota una progressiva perdita della concentrazione nei due grandi centri urbani di Mosca e San Pietroburgo, vs nuove aree geografiche quali la Siberia e l\u2019Estremo oriente russo. Nella struttura distributiva del comparto sono in forte crescita le catene commerciali, anche di livello alto, e le aperture di negozi monomarca; si diffonde parallelamente anche l\u2019abitudine di acquistare via Internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Mobili e complementi d\u2019arredo<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spazi di vendita per i prodotti italiani si concentrano nella fascia alta\/medio-alta del mercato russo, dal momento che la domanda per le fasce bassa e medio-bassa e\u2019 ampiamente soddisfatta dalle produzioni di altri competitors pi\u00f9 competitivi seppure qualitativamente inferiori quali Germania, Corea del Sud, \u00a0\u00a0 Ucraina, Polonia e Cina. Nonostante questa forte concorrenza, per una parte del fabbisogno interno (in totale circa il 40% della popolazione, ovvero 57 milioni di persone) le potenzialit\u00e0 per il Made in Italy rimangono buone, dal momento che la produzione interna, seppure in crescita, non e\u2019 assolutamente in grado di soddisfare la domanda interna. Di particolare interesse per il Made in Italy risulta essere il <b>settore dell\u2019arredamento delle ville e delle case di campagna<\/b> del ceto pi\u00f9 abbiente (a cui piace apparire ed evidenziare il proprio STATUS SYMBUL ed e\u2019, quindi, sempre alla ricerca di lusso, sfarzo e tutto cio\u2019 che fa tendenza), ma anche il settore <b>dell\u2019arredo specializzato ad uso NON privato<\/b> (mobili per negozi, centri commerciali, ristoranti, locali pubblici, catene di negozi in franchising, uffici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Macchinari ed apparecchiature meccaniche<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il comparto rappresenta ad oggi quello con le maggiori potenzialit\u00e0 per l\u2019export italiano, dal momento che la produzione locale non e\u2019 in grado di competere con i players internazionali, compresi quelli italiani, sia in termini di aggiornamento tecnologico, sia in termini di rinnovamento. I principali fornitori russi (e quindi i principali concorrenti italiani) sono la Germania in primis, seguita da Turchia e Cina. Ottime prospettive si evidenziano nel settore delle forniture di tecnologia alle industrie <b>della trasformazione alimentare e della lavorazione del legno<\/b> (arredi e complementi per l&#8217;edilizia), nel <b>metalmeccanico, nel petrolchimico e, a valle di quest&#8217;ultimo, nella produzione di articoli e materiali in plastica e gomma.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\">Apparecchiature elettroniche, strumenti di precisione e di misurazione, prodotti per l\u2019ottica<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro settore ad altissimo potenziale di sviluppo per le esportazioni italiane in Russia nei prossimi anni e\u2019 quello delle <b>apparecchiature elettroniche, in particolare nel settore medicale ed ospedaliero, <\/b>la cui domanda e\u2019 sostenuta dal rapido sviluppo di servizi sanitari prestati su base commerciale tramite Assicurazioni private nelle principali citt\u00e0 russe e dal percorso di ristrutturazione e riqualificazione del sistema sanitario statale in corso negli ultimi anni.<b> <\/b>Altri prodotti molto richiesti sono le<b> attrezzature ad alta tecnologia (strumenti ottici, strumenti fotografici, strumentazioni medicali, diagnostiche ed ospedaliere, strumenti di precisione)<\/b>. Nel comparto tecnologico l\u2019Italia deve per\u00f2 confrontarsi con altri Paesi dalla maggiore specializzazione produttiva \u201ctecnologica\u201d, quali Germania, Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Cina che, al momento, rappresentano i principali fornitori russi nel comparto. La quota di mercato italiana rappresenta infatti ad oggi appena il 2,8% del totale. Una penetrazione, quella del mercato russo, resa ancora pi\u00f9 difficile dalle elevate barriere all\u2019ingresso rappresentate dai sistemi di omologazione e registrazione delle apparecchiature e, per il settore statale, dalla complessit\u00e0 dei BANDI di acquisto della pubblica amministrazione. Problematiche che dovrebbero per\u00f2 essere in parte risolte con l\u2019implementazione degli accordi presi dalla Russia in sede di adesione alla WTO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: <i>Ministero degli Affari Esteri<\/i> \u2013 Infomercati Esteri_Federazione Russa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sabrina Polato ALCUNI DATI SOCIO-ECONOMICI Popolazione: 142.500.482 (Luglio 2013) di cui Popolazione urbana pari al 73,8% del totale. Et\u00e0 media: 38,8 anni. 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