{"id":2407,"date":"2013-12-01T00:14:14","date_gmt":"2013-11-30T23:14:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=2407"},"modified":"2014-03-10T22:38:04","modified_gmt":"2014-03-10T21:38:04","slug":"legislazione-comunitaria-sullo-stress-connesso-allattivita-lavorativa-il-programma-svedese-e-belga-pra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/legislazione-comunitaria-sullo-stress-connesso-allattivita-lavorativa-il-programma-svedese-e-belga-pra\/","title":{"rendered":"Legislazione comunitaria sullo stress connesso all\u2019attivit\u00e0 lavorativa: il programma svedese e belga (PRA)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Sonia Cecchini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La direttiva <a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>89\/391 CEE stabilisce che il datore di lavoro ha l\u2019obbligo di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti connessi al lavoro, sulla base dei principi generali di prevenzione che sono: evitare i rischi, valutare i rischi che non possono essere evitati, combattere i rischi alla fonte, adeguare il lavoro all\u2019uomo, non solo in riferimento alle attrezzature utilizzate ma anche ai metodi di produzione e programmazione.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi chiave di prevenzione dello stress si ravvisano in alcuni programmi di provata validit\u00e0, oggetto di attenta ricerca, come il programma svedese e il programma belga.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>In Svezia venne data la possibilit\u00e0 a un gruppo di operaie, che presentavano un elevato tasso di assenze per malattie e scarsa produttivit\u00e0, di migliorare la propria qualifica, mediante l\u2019opportunit\u00e0 di mettere in pratica la propria competenza grazie alla rotazione, all\u2019arricchimento delle mansioni con maggiori responsabilit\u00e0, al controllo del prodotto, all\u2019imballaggio e al coordinamento della produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli elementi principali di questo intervento sono stati: il potenziamento delle competenze e l\u2019estensione dell\u2019autonomia decisionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 ha portato a un calo dell\u2019assenteismo e a un aumento della produttivit\u00e0 e della motivazione sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>Il Ministero del Lavoro a seguito di un auditing esterno, rilev\u00f2 che il settore delle pulizie del Ministero era stato giudicato inefficiente, con elevati tassi di assenteismo e scarso rendimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anzich\u00e9 abolire il settore pulizie, composto da sessantuno dipendenti per lo pi\u00f9 donne, per appaltare il lavoro a un ente privato, furonostati creati due gruppi di lavoro, con il compito di stabilire le cause delle difficolt\u00e0 e di procedere all\u2019eliminazione; i due gruppi individuarono sessanta problemi connessi al lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale sistema permise di comprendere a fondo i problemi, portando i partecipanti a formulare cinquanta proposte per risolverli, cooperando con la dirigenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo tipo di analisi \u00e8 definita: \u201cPartecipative Risk Analysis\u201d e permette di valorizzare l\u2019esperienza dei dipendenti, la dinamica di gruppo nella risoluzione dei problemi e l\u2019impegno dei partecipanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">L&#8217; Accordo di Bruxelles del 8\/10\/2004<b> <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a>L\u2019accordo di Bruxelles del 8\/10\/2004 definisce lo stress come uno stato di malessere, che si manifesta con sintomi fisici, psichici o sociali, legati all\u2019incapacit\u00e0 delle persone di colmare uno scarto tra i loro bisogni, le loro aspettative e la loro attivit\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scopo dell\u2019accordo \u00e8 migliorare la consapevolezza dello stress da lavoro da parte del datore di lavoro e dei lavoratori, nonch\u00e9 offrire al datore di lavoro un modello che consenta di prevenite e gestire i problemi di stress.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre occorre considerare che lo stress \u00e8 influenzato da fattori esterni all\u2019ambiente di lavoro che pu\u00f2 indurre a cambiamenti del comportamento, riducendo l\u2019efficienza sul lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo accordo richiama la direttiva 89\/391, sottolineando l\u2019obbligo per legge del datore di lavoro di tutelare la sicurezza e la salute del lavoratore, inoltre tutti i lavoratori hanno il dovere generale di rispettare le misure di prevenzione decise dal datore di lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le misure antistress adottate sono: misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali, migliorare il ruolo del lavoratore attraverso l\u2019organizzazione, i processi e l\u2019ambiente di lavoro, la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la consapevolezza e la comprensione nei confronti dello stress e delle sue cause, adattarsi ai cambiamenti e promuovere infine l\u2019informazione e la consultazione dei lavoratori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Italia la novit\u00e0 introdotta con il D.lgs. 81\/08<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> si ravvisa nell\u2019art. 28 1\u00b0co che riguarda i rischi per la sicurezza e la salute del lavoratore, compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari legati allo stress definito \u201c <i>stress da lavoro-correlato<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante in Italia non esistano norme specifiche che disciplinano e cercano di prevenire lo stress sul lavoro e i suoi effetti, il decreto segna una tappa storica in termine di diritti del lavoratore, ammettendo in modo esplicito che lo stress occupazionale, rappresenta un rischio lavorativo per la salute, al pari degli agenti tossici, del rumore o della movimentazione dei carichi, e quanto sia necessario promuovere misure preventive per preservare lo stato di benessere del lavoratore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per far fronte allo stress si svilupp\u00f2 il concetto di <em>coping<\/em>, creato negli anni 60 dallo scienziato Lazarus che rappresenta la capacit\u00e0 di gestione attiva e di risoluzione dei \u00a0problemi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strategie di <em>coping<\/em> sono dunque le modalit\u00e0 che definiscono il processo di adattamento a una situazione stressante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il coping \u00e8 un processo dinamico in quanto costituito da risposte reciproche attraverso le quali ambiente e individuo si influenzano a vicenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli strumenti offerti da <a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>Travers e Cooper sono: valutare i problemi in prospettiva, affrontare il problema, controllare le proprie emozioni, provvedere a una pianificazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>Friedman, Fogarty e Pithers hanno identificato tre livelli d\u2019intervento per prevenire il burnout nel settore della formazione che risulta essere uno dei settori maggiormente colpito da tale sindrome :<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il livello professionale relativo all\u2019apprendimento di nuove tecniche d\u2019insegnamento e simulazione di situazioni<\/li>\n<li>Il livello dei rapporti professionali come corsi sullo stile di docenza e workshop sulle tecniche di gestione dello stress<\/li>\n<li>Livello organizzativo relativo alla pianificazione di corsi per l\u2019apprendimento di tecniche di gestione, tecniche di comunicazione e <i>decision making<\/i> ossia coinvolgimento del docente.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione si pu\u00f2 affermare che non esiste una strategia migliore delle altre ma che esistono vari metodi per far fronte a un medesimo problema.<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Commissione europea, <i>Occupazione &amp; affari sociali<\/i>, pp. 49-51<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Commissione europea, <i>Occupazione &amp; affari sociali<\/i>, p.62<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Commissione europea, <i>Occupazione &amp; affari sociali<\/i>, p. 63<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Dipartimento di Medicina del Lavoro, <i>D.lgs 81\/2008: conferme e novit\u00e0 in merito allo stresso correlato al lavoro<\/i>, Roma, pp. 155-156<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a>Dipartimento di Medicina del Lavoro, <i>D.lgs 81\/2008: conferme e novit\u00e0 in merito allo stresso correlato al lavoro<\/i>, Roma, p. 154<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> G FAVRETTO E C.M. RAPPAGLIOSI, <i>Le strategie di coping<\/i>, Milano 2009 pp. 69<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> G FAVRETTO E C.M. RAPPAGLIOSI, <i>Le strategie di coping<\/i>, Milano 2009 pp. 70-71<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sonia Cecchini La direttiva [1]89\/391 CEE stabilisce che il datore di lavoro ha l\u2019obbligo di garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti connessi al <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,771,13],"tags":[71,395,514,515,640],"class_list":["post-2407","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-numero-di-dicembre-2013","category-sicurezza-sul-lavoro","tag-accordo-di-bruxelles","tag-lavoro","tag-programma-belga","tag-programma-svedes","tag-stress"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-CP","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2407"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3944,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2407\/revisions\/3944"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}