{"id":3770,"date":"2014-03-01T21:30:44","date_gmt":"2014-03-01T20:30:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=3770"},"modified":"2014-03-04T16:23:55","modified_gmt":"2014-03-04T15:23:55","slug":"psicoterapia-ipnotica-suicidio-e-persona-note-esplicative","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/psicoterapia-ipnotica-suicidio-e-persona-note-esplicative\/","title":{"rendered":"Psicoterapia ipnotica, suicidio e persona: note esplicative"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Andrea Carta e Pamela Fogliaro)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u201cAllora il Signore Dio fece cadere un sonno profondo su Adamo che si addorment\u00f2. E mentre dormiva, Dio prese una delle sue costole, mettendo carne al suo posto; poi con la costola tolta all\u2019uomo, form\u00f2 la donna e la condusse ad Adamo<\/i>\u201d. (Gen. 2, 18-25) Ritroviamo l\u2019ipnosi (o meglio, l\u2019anestesia ipnotica) gi\u00e0 in questo passo<!--more--> della <i>Bibbia<\/i>, a dimostrazione di come sia un fenomeno radicato nella storia umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo identificare con questo termine quel particolare momento in cui, attraverso la semplice comunicazione, la persona sceglie di attirare la propria attenzione sui suoi pensieri e staccarsi dalla realt\u00e0 esterna, dai suoni e dalla parole proposte del terapeuta ipnotista. Non a caso M. Erickson, uno dei maggiori studiosi della materia, definisce l\u2019ipnosi come \u201c<i>una componente comunicazionale naturale<\/i>\u201d, iniziando a sfatare false interpretazioni magiche di un fenomeno psichico sperimentabile da chiunque e pi\u00f9 volte al giorno. Pensiamo, per esempio, a quante volte ci \u00e8 capitato, leggendo una mail, di escludere dal nostro campo percettivo qualcuno che ci sta parlando: ci concentriamo unicamente sullo schermo del computer, riflettiamo mentalmente sulla eventuale risposta, occupando il nostro pensiero e \u201ctralasciando\u201d ci\u00f2 che arriva dall\u2019esterno. Questa focalizzazione dell\u2019attenzione sui propri pensieri \u00e8 molto simile a quello che succede in terapia, durante una comune seduta ipnotica, quando il paziente sceglie volontariamente di farsi accompagnare dal terapeuta in un livello comunicativo dominato dall\u2019emisfero destro- creativo, occupando quello sinistro-razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo, per\u00f2, chiarire che l\u2019ipnosi \u00e8 un mezzo, una tecnica; la psicoterapia ipnotica \u00e8 la terapia. Se utilizzassimo una metafora navale, potremmo affermare che indurre una <i>trance <\/i>equivale a varare una nave, inutile se poi non si conosce ha la direzione verso cui farla navigare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Buona parte di questa direzione \u00e8 fornita dal nostro inconscio, in termini, per\u00f2, assolutamente non freudiani. Infatti, per Erickson l\u2019inconscio \u00e8 la sede delle risorse (soluzioni, emozioni, ricordi, pensieri) della persona, immagazzinate nel corso di una vita, \u00a0non la sede dei vissuti rimossi. Quindi, l\u2019ipnosi, ericksonianamente intesa, tende a curare la persona traendo soluzioni dalle esperienze esperite dal paziente, senza mai superare \u2013 ed \u00e8 bene specificarlo- le convinzioni etiche, morali e di volont\u00e0 del soggetto. E\u2019 un\u2019ipnosi ritagliata sul singolo caso e che, grazie ad uno stato della coscienza modificato (non alterato), porta ad un cambiamento, ad una \u201crisposta dall\u2019interno\u201d, in grado di direzionare e modificare i comportamenti della persona. Il tutto rispettando tempi e modi che solo la persona conosce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2011 ha avuto risalto nei media americani la notizia di uno studente che si \u00e8 suicidato il giorno dopo una seduta di ipnosi. Per lungo tempo ci si \u00e8 interrogati sulla causalit\u00e0 tra stato modificato della coscienza e rischio di indirizzare la persona verso gesti autolesivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi, non esiste alcuna relazione dimostrata tra ipnosi e suicidio, n\u00e9 uno studio, in letteratura, scientificamente valido sull\u2019argomento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0Erickson, nelle sue <i>Opere<\/i> (1982)<i>, <\/i>afferma che \u201c<i>sono stati impiegati vari procedimenti sperimentali su un gran numero di soggetti ipnotici bene addestrati per indurli a compiere, in stato di trance o in risposta ad ordini o suggestioni ricevuti in stato di trance, azioni di natura anticonvenzionale, nocive, antisociali e persino crimini, comportamenti aggressivi contro se stessi e altri, come pure a permettere l\u2019abuso diretto del soggetto ipnotico da parte dell\u2019ipnotista. [\u2026] i risultati hanno costantemente denunciato il fallimento di tutti i provvedimenti sperimentali intesi ad indurre i soggetti ipnotici a compiere azioni riprovevoli, in risposta alla suggestione ricevuta in trance, anche se essi, in condizioni di consapevolezza vigile, ritenevano accettabili molti atti per i quali avevano ricevuto la suggestione\u201d<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso autore, inoltre, fissa ulteriori punti fermi: \u201c<i>Anzich\u00e9 mostrarsi ciechi, remissivi, automi pronti all\u2019ubbidienza e all\u2019acquiescenza irragionevole all\u2019ipnotista e all\u2019accettazione delle suggestioni e degli ordini che venivano loro impartiti con estrema accuratezza, i soggetti diedero piena capacit\u00e0 di autoprotezione, di pronta e completa facolt\u00e0 di valutazione e giudizio critico, di elusione, evasione o totale rifiuto degli ordini, di risentimento verso l\u2019ipnotista e resistenza a farsi strumentalizzare da lui. [\u2026] dai risultati sperimentali si puo\u2019 quindi trarre la conclusione che \u00e8 impossibile servirsi dell\u2019ipnosi per indurre gli ipnotizzati a compiere azioni illecite verso se stessi e gli altri e che l\u2019unico vero rischio lo corrono gli ipnotisti sotto forma di condanna, rifiuto e smascheramento\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potremmo, quindi, sostenere una regola generale: non si possono indurre azioni o idee che l\u2019individuo non accetterebbe o metterebbe in atto razionalmente, in veglia. Il nuovo funzionamento psichico prodotto dall\u2019ipnosi, quindi, \u00e8 determinato dalla chiave evolutiva o autoprotettiva del soggetto. Questo meccanismo pu\u00f2 essere utilizzato per la cura e la riabilitazione di un gran numero di psicopatologie, comprese le depressioni, spesso correlate al rischio suicidario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad esempio, in un recente studio, Kirsch (2005) individua nell\u2019utilizzo dell\u2019ipnosi la prima scelta tra le psicoterapie per persone depresse, poich\u00e9, tra l\u2019altro, mantiene una certa stabilit\u00e0 del trattamento nel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro studio (Alladin, 2009) ha posto ulteriori spunti di riflessione sull\u2019argomento, applicando un particolare tipo di ipnosi alle depressioni pi\u00f9 resistenti sia al trattamento farmacologico che a quello con altre psicoterapie. Il coinvolgimento di emozioni, funzioni corporee, comportamenti e pensieri nella seduta ipnotica porta il soggetto depresso ad avere maggiore possibilit\u00e0 di riabilitazione rispetto al solo trattamento psicofarmacologico o al semplice piano cognitivo: vi \u00e8, dunque, una perfetta integrazione tra il versante psichico e quello fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nell\u2019area dei disturbi della personalit\u00e0 (altra psicopatologia con potenzialit\u00e0 suicidaria), l\u2019ipnosi mostra di essere una psicoterapia affidabile in termini di cambiamento di pensieri, di facilitazione dei processi emozionali e razionali (Myerson et al., 2009).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una ricerca del 2005, Hutchinson et al., individuano la psicoterapia ipnotica come potenziale metodo di cura dei disturbi alimentari (eating disorders), poich\u00e9 toccherebbe in maniera diretta tematiche quali il comportamento alimentare e l\u2019immagine corporea, riducendo spesso l\u2019ansia che \u00e8 alla base del fenomeno. Similmente, l\u2019azione dell\u2019ipnosi sulla componente ansiosa permetterebbe di agire favorevolmente sui processi che generano disturbi dell\u2019alimentazione non altrimenti specificati. E\u2019 il caso del <i>binge eating disorder<\/i>, ampiamente diffuso tra gli adolescenti, che cercano nel cibo un rimedio alla loro sofferenza, insoddisfazione, depressione. Il disagio di questi soggetti si aggrava, a sua volta, attraverso il progressivo aumento ponderale. Tale disturbo ha, infatti, mostrato in letteratura una stretta connessione con il fenomeno dell\u2019obesit\u00e0 (Brauhardt et al., 2014), emergenza sanitaria che trova oggi importanti difficolt\u00e0 di contenimento a livello mondiale. Ecco, dunque, che l\u2019affiancamento della tecnica psicoterapica all\u2019approccio dietetico va a rappresentare un valido supporto, attraverso cruciali modificazioni cerebrali e comportamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi studi dimostrano ancora una volta che l\u2019ipnosi, intesa in senso medico e psicoterapico, \u00e8 un ottimo strumento di cura clinica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dobbiamo, dunque, abbandonare l\u2019idea di un\u2019ipnosi legata a suggestioni magiche o <i>naif<\/i>, espressione di derive pericolose, portatrice di gesti autolesivi: questi timori sono del tutto infondati, sia in letteratura, sia nella pratica clinica quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al netto delle interpretazioni, resta, comunque, centrale nella pratica clinica dell\u2019ipnosi la persona, un concetto quanto mai usato e abusato che, sia pure per sommi capi, necessita di una minima fondazione fenomenologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La persona, che radica nella <i>situazione<\/i>, nel \u201cqui e ora\u201d, la sua <i>intenzionalit\u00e0<\/i>, il suo essere progetto aperto, possibilit\u00e0 sempre nuova, si presenta con i tratti distintivi della <i>novit\u00e0<\/i>, <i>iniziativa<\/i>, <i>unicit\u00e0<\/i>, <i>profondit\u00e0<\/i>, (De Monticelli, 2009; Gabrielli e Iann\u00f3, 2010). In altri termini, la persona \u00e8 unicit\u00e0 irriducibile, finalit\u00e0 strutturale, apertura di significati (Gabrielli e Iann\u00f3, 2010), soprattutto libert\u00e0 insopprimibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo senso, valgano, a suggello di quanto stiamo dicendo, le parole di Pareyson (1985): \u00ab<i>La situazione \u00e8 senza dubbio passivit\u00e0, perch\u00e9 non dipende dall\u2019uomo: non dipendono da me la datit\u00e0 della mia situazione, la mia collocazione nella storia, la costituzione del mio corpo, la spontaneit\u00e0 delle mie doti [\u2026]. Ma all\u2019interno dell\u2019atto con cui la libert\u00e0 vi reagisce, o ribellandovisi o adottandola, essa acquista un carattere attivo, o in senso negativo come impedimento e inciampo, o in senso positivo come occasione e spunto\u00bb. <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Riferimenti bibliografici<\/b><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>AA.VV<\/b>., <i>I tre manifesti teorico \u2013 didattici,<\/i> in Raccolta documentaria, AMISI, Milano, 2002.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Alladin Assen<\/b>, <i>Evidence-based cognitive hypnotherapy for depression<\/i>, Contemporary Hypnosis, 2009, Vol. 26 Issue 4, p245-262. 18p.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Brauhardt A, Rudolph A, Hilbert A. <\/b><i>Implicit cognitive processes in binge eating disorder and obesity.<\/i> J Behav Ther Exp Psychiatry, 2014;45(2):285-290.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>De Monticelli R<\/b>., <i>La novit\u00e0 di ognuno. Persona e libert\u00e0<\/i>, Garzanti, Milano 2009.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Erickson M.H<\/b>. (1982), <i>Opere<\/i>, Astrolabio, Roma, 1982.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Gabrielli F., Iann\u00f3 M.<\/b>, a cura di, <i>Del limite. Pagine di filosofia e medicina<\/i>, Ludes University Press, Lugano 2010.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Hutchinson-Phillips S et al<\/b>., <i>D<\/i><i>iffering roles of imagination and <strong>hypnosis<\/strong><b> i<\/b>n self-regulation of <strong>eating<\/strong><b> <\/b>behaviour, <\/i>Contemporary Hypnosis<i>, <\/i>2005, Vol. 22 Issue 4, p171-183. 13p.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Kirsch I.<\/b>, <i>medication and suggestion in the treatment of depression, <\/i>Contemporary Hypnosis, 2005, Vol. 22 Issue 2, p59-66. 8p.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Mosconi G.P<\/b>., <i>Ipnosi neo \u2013 ericksoniana: la psicoterapia ed il training ipnotico<\/i>, Franco Angeli, Milano 2008.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Mosconi G.P<\/b>., <i>Psicoterapia ipnotica. Principi e fondamenti<\/i>, Piccin, Padova 1993.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Mosconi G.P<\/b>., <i>Teoretica e pratica della psicoterapia ipnotica<\/i>, Franco Angeli, Milano 1998.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><b>Myerson J., Konichezy A<\/b>., <i>Out-of-Illness Experience: Hypnotically Induced Dissociation as a Therapeutic Resource in Treating People with Obstinate Mental Disorders, <\/i>American Journal of Psychotherapy, 2009, Vol. 63 Issue 2, p133-146. 14p.<strong><\/strong><\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\"><strong>Pareyson L., <\/strong><strong>\u00a0<\/strong><i>Esistenza e persona<\/i>,\u00a0 Il Melangolo, Genova 1985<strong>.<\/strong><strong><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Andrea Carta e Pamela Fogliaro) \u201cAllora il Signore Dio fece cadere un sonno profondo su Adamo che si addorment\u00f2. 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