{"id":5101,"date":"2014-05-01T00:33:14","date_gmt":"2014-04-30T22:33:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5101"},"modified":"2014-05-01T00:33:14","modified_gmt":"2014-04-30T22:33:14","slug":"seed-grow-harvest-la-strategia-offshore-di-caterpillar-inc","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/seed-grow-harvest-la-strategia-offshore-di-caterpillar-inc\/","title":{"rendered":"Seed, Grow, Harvest: La Strategia Offshore di Caterpillar Inc."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Alessio Rombolotti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pochi giorni fa Caterpillar Inc[1]., l\u2019iconica societ\u00e0 americana di Peoria, Illinois, produttrice di macchine per il movimento terra, \u00e8 stata oggetto di un\u2019indagine governativa[2] per aver adottato una strategia fiscale mirata al traferimento di gran parte dei profitti generati dalle vendite estere di parti di ricambio, dagli Stati Uniti alla Svizzera, paese di residenza della filiale che copriva il territorio europeo, medio-orientale e africano. Fino al 1999 alla filiale svizzera, COSA, era allocato il 15% dei profitti generati dalle vendite estere di parti di ricambio, mentre l\u201985% rimaneva in capo a Caterpillar Inc. Caterpillar ha sempre adottato quella che lei stessa definisce <em>Seed, Grow, Harvest Strategy<\/em> (semina, cresci, raccogli), dove la <em>semina<\/em> \u00e8 rappresentata dalla rete internazionale di rivenditori, la <em>crescita<\/em> \u00e8 ottenuta con la vendita delle macchine e il <em>raccolto<\/em> con la vendita delle parti di ricambio, che pur rappresentando una frazione dei ricavi complessivi del Gruppo produce la maggior parte dei profitti. La riorganizzazione del \u201999 ha quindi l\u2019obiettivo di massimizzare il <em>raccolto<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1999 PriceWaterhouse Coopers (PWC) propose a Caterpillar il programma GTOP (<em>Global Tax Optimization<\/em>), nel quale PWC deline\u00f2 49 schemi fiscali con cui Caterpillar avrebbe potuto diminuire il carico fiscale globale. Il programma GTOP cost\u00f2 a Caterpillar $55 milioni in fees e produsse un cambio di allocazione dei profitti derivanti dalle vendite estere di parti di ricambio, dove il 15% rest\u00f2 in capo a Caterpillar Inc. e l\u201985% alla filiale svizzera, che dopo la riorganizzazione prese il nome di Caterpillar SARL (CSARL). Un punto cardine della strategia fiscale prevedeva la negoziazione con gli svizzeri di una speciale aliquota fiscale compresa fra il 4 e il 6%. Con la nuova struttura, fra il 2000 e il 2012, Caterpillar spost\u00f2 $8 miliardi di profitti dagli Stati Uniti alla Svizzera, che si traduce in una perdita di $2.4 miliardi per il Tesoro americano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intervento della Commissione si basa sul fatto che le funzioni operative per la gestione del <em>business<\/em> delle parti di ricambio, anche all\u2019estero, sono concentrate negli Stati Uniti, per esempio in America sono impiegati 4,900 addetti contro meno di 100 in Svizzera. La progettazione, la costruzione delle parti di ricambio (spesso affidata a produttori terzi residenti sul territorio degli Stati Uniti) e la gestione tecnologica della logistica principalmente avvengono negli o dagli Stati Uniti. CSARL distribuisce e vende i prodotti in virt\u00f9 di una licenza che copre i territori esteri, a fronte di questo <em>asset<\/em> la filiale svizzera paga un fee, ma soprattutto rimborsa le spese sostenute da Caterpillar Inc. per la gestione del <em>business<\/em>, un elemento che la Commissione governativa legge come un\u2019indicatore di chi sia davvero il soggetto operativo e titolare del profitto. Per la licenza CSARL paga solamente una royalty del 15% sulle vendite estere delle parti, la licenza comprende l\u2019utilizzo dei marchi, dei brevetti, dei sistemi informatici proprietari e delle relazioni commerciali con clienti e fornitori, relazioni che Caterpillar Inc. ha costruito in pi\u00f9 di novant\u2019anni di attivit\u00e0, ma l\u2019acquisizione del diritto di sfruttamento di tali <em>assets<\/em> \u00e8 avvenuta senza un corrispettivo economico. La domanda che la Commissione si pone \u00e8 se Caterpillar Inc. avrebbe accettato le stesse condizioni se avesse concesso la licenza ad un terzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci sono altri elementi che hanno colpito la Commissione. Per esempio Caterpillar usa un sistema interno di allocazione dei profitti[3] per stabilire i bonus ai propri dipendenti, mentre dopo la riorganizzazione del \u201899 l\u2019allocazione dei profitti svizzeri \u00e8 passata dal 15 all\u201985%, i bonus sono rimasti circa al 13%, come dire che la partecipazione delle funzioni svizzere alla produzione del reddito non \u00e8 cambiata dopo l\u2019avvio della nuova strategia. Un altro elemento su cui la Commissione ha posto l\u2019attenzione \u00e8 la gestione del magazzino; il magazzino centrale \u00e8 acquistato da CSARL ma \u00e8 stabilito negli Stati Uniti e tutte le spedizioni delle parti sono gestite ed effettuate dagli Stati Uniti, in caso di spedizioni nazionali le parti di ricambio vengono vendute e caricate sul magazzino virtuale di Caterpillar Inc[4]. Fra l\u2019altro non \u00e8 passato inosservato il fatto che Caterpillar non ha magazzini sul territorio svizzero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto fa supporre che Caterpillar abbia effettuato transazioni e allocato profitti che non rispettano il principio del valore normale, o <em>arm\u2019s length principle<\/em>, e il rischio monetario al quale la societ\u00e0 americana si \u00e8 esposta \u00e8 quantificato dal valore delle imposte eluse o evase, secondo i punti di vista, i.e. $2.4 milioni pi\u00f9 sanzioni e interessi. Ovviamente anche la reputazione del produttore americano \u00e8 in gioco e potrebbe avere un costo monetario di grande entit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La difesa della societ\u00e0 di Peoria davanti alla Commissione \u00e8 stata ferma, la posizione sostenuta \u00e8 che nelle vendite estere di parti di ricambio Caterpillar Inc. \u00e8 solo un \u201c<em>redundant middleman<\/em>\u201d, che le strategie fiscali devono seguire l\u2019evoluzione del <em>business<\/em> e quella adottata nel \u201999 non ha fatto altro che riconoscere i profitti al soggetto che realmente li produce. C\u2019\u00e8 anche da dire che i verificatori dell\u2019<em>Internal Revenue Service <\/em>hanno indagato costantemente le transazioni fra Caterpillar Inc. e CSARL e non \u00e8 mai stata proposta nessuna rettifica all\u2019imponibile dichiarato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ritorno della strategia \u00e8 chiaro, l\u2019aliquota fiscale effettiva di Caterpillar negli Stati Uniti \u00e8 il 29%, contro il 4\/6% di quella svizzera, quindi ogni $100 di profitto il vantaggio \u00e8 di $23\/$25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale pu\u00f2 essere l\u2019evoluzione della disputa? In considerazione del fatto che i profitti delle parti di ricambio sono prodotti con la gestione del magazzino possiamo ipotizzare una possibile strada percorribile dal Governo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">il magazzino centrale \u00e8 sito negli Stati Uniti ed \u00e8 gestito congiuntamente da Caterpillar Inc. e CSARL. Inizialmente \u00e8 CSARL che compra i pezzi e quando la spedizione per la fornitura \u00e8 nazionale il pezzo \u00e8 rivenduto a Caterpillar Inc. I due soggetti hanno la stessa aspettativa di produrre profitto dalla gestione del magazzino e ne beneficiano congiuntamente, non in funzione di quale soggetto abbia necessit\u00e0 delle parti di ricambio ma in funzione della destinazione ultima del pezzo. Negli Stati Uniti una gestione congiunta potrebbe essere considerata una <em>partnership di fatto,<\/em> in questo caso fra Caterpillar Inc. e CSARL. Se venisse riconosciuta l\u2019esistenza di una <em>partnership<\/em> allora dovremmo dedurre che vi sia una stabile organizzazione, costituita da Caterpillar Inc. che vende sul territorio americano per conto della <em>partnership <\/em>e con delega ad assumere impegni. In base a questa struttura di <em>parntership<\/em> tutti i profitti prodotti dalle vendite del magazzino, indipendentemente da quale sia il <em>partner<\/em> che abbia prodotto tali vendite, sarebbero attribuiti alla <em>partnership<\/em> stessa, quindi anche i profitti di CSARL sarebbero attribuiti alla <em>partnership<\/em> e verrebbero tassati negli Stati Uniti perch\u00e9 prodotti da un soggetto residente sul territorio americano. La quota di profitto dopo le tasse, relativa alle vendite estere, sarebbe allocata a CSARL ma le sarebbe applicata l\u2019aliquota fiscale del 5% come ad una branch. In conclusione, nell\u2019ipotesi di una <em>partnership di fatto<\/em>, Caterpillar si troverebbe con una passivit\u00e0 fiscale superiore a quello che sarebbe stato il carico fiscale normale senza la riorganizzazione del \u201999. Vi terr\u00f2 al corrente sull\u2019evoluzione della vicenda, se vi sar\u00e0 un\u2019evoluzione, infatti la Commissione governativa non ha potere esecutivo nei confronti dei contribuenti, bisogna attendere le mosse dell\u2019<em>Internal Revenue Service<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque Caterpillar non \u00e8 stata colta del tutto di sorpresa, i suoi amministratori sapevano che la strategia svizzera era rischiosa, infatti lo stesso ufficio fiscale della societ\u00e0 le aveva attribuito un <em>rating<\/em> che indicava un rischio elevato e Caterpillar aveva accantonato riserve pari al 50% degli utili di CSARL in considerazione di una possibile azione dell\u2019<em>Internal Revenue Service<\/em>. Il sistema di <em>rating<\/em> utilizzato, denominato <em>Tax Risk Guard Rails<\/em> (TRGR), era disegnato per valutare le seguenti tipologie di rischio: tecnico, operativo, <em>compliance<\/em>, di bilancio, gestionale, reputazionale. Le tipologie sono analizzate in base a 19 criteri, tra cui: pratica del settore, impatto finanziario, impatto sul bilancio, consulenza fiscale e il \u201c<em>WSJ Test<\/em>\u201d, che si riferisce a come l\u2019evento sarebbe stato esposto nel <em>Wall Street Journal<\/em>, un test reputazionale. Ad ogni criterio \u00e8 attribuito un punteggio da 1 a 5, dove 5 esprime il massimo rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2006 il <em>Tax Council<strong>[5]<\/strong><\/em> di Caterpillar discusse due elementi della strategia svizzera considerati ad alto rischio, il tasso di royalty pagato da CSARL e la gestione del magazzino, ma in seguito non solo non furono portate modifiche alle transazioni ma furono abbassati i <em>ratings<\/em>. Nel 2008 il sistema TRGR fu abbandonato.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p>[1] Caterpillar ha stabilimenti produttivi in pi\u00f9 di 20 nazioni, occupa 118,000 persone, 52,000 negli USA, ha un giro d\u2019affari annuale di circa $60 miliardi, il 65% generato fuori dal territorio americano, e un reddito netto di circa $4 miliardi.<\/p>\n<p>[2] L\u2019indagine \u00e8 seguita dal <em>Senate Permanent Subcommittee on Investigations<\/em>, una commissione all\u2019interno del <em>Committee on Homeland Security and Governmental Affairs<\/em>.<\/p>\n<p>[3] Il sistema interno di allocazione dei profitti \u00e8 denominato da Caterpillar \u201c<em>accountable profit allocation\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>[4] Caterpillar chiama questa gestione del magazzino \u201c<em>virtual inventory system\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>[5] Il <em>Tax Council<\/em> \u00e8 un organo interno composto da un gruppo di <em>executives<\/em> della Societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Alessio Rombolotti) Pochi giorni fa Caterpillar Inc[1]., l\u2019iconica societ\u00e0 americana di Peoria, Illinois, produttrice di macchine per il movimento terra, \u00e8 stata oggetto di un\u2019indagine governativa[2] per aver adottato <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":3661,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,5,869,1,53],"tags":[873,872,871],"class_list":["post-5101","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-fascicoli","category-numero-di-maggio-2014","category-news","category-risk-management","tag-allocazione-dei-profitti","tag-global-tax-optimization","tag-offshore"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Pianificazione.png?fit=748%2C246&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1kh","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5101"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5103,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5101\/revisions\/5103"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5101"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5101"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5101"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}