{"id":5104,"date":"2014-05-01T00:21:11","date_gmt":"2014-04-30T22:21:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5104"},"modified":"2014-05-01T00:21:11","modified_gmt":"2014-04-30T22:21:11","slug":"omesso-versamento-iva-e-soglie-di-punibilita-lintervento-della-corte-costituzionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/omesso-versamento-iva-e-soglie-di-punibilita-lintervento-della-corte-costituzionale\/","title":{"rendered":"Omesso versamento IVA e soglie di punibilit\u00e0: l&#8217;intervento della Corte costituzionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Federico Tosone)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con Sentenza n. 80 del 7 aprile 2014, depositata in cancelleria l\u20198 aprile 2014, la Corte Costituzionale \u00e8 intervenuta sulla questione di legittimit\u00e0 sollevata dai Tribunali di Bologna e Bergamo (Ordinanze rispettivamente del 13 giugno 2013 e 17 settembre 2013), dichiarando l\u2019illegittimit\u00e0 costituzionale dell\u2019art. 10-<em>ter<\/em> del D. Lgs. 10 marzo 2000 n. 74, nella parte in cui &#8211; con riferimento ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011 &#8211; punisce l\u2019omesso versamento dell\u2019imposta sul valore aggiunto, dovuta in base alla relativa dichiarazione annuale per importi non superiori, per ciascun periodo di imposta, ad Euro 103.291,38.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019esito del giudizio costituzionale &#8211; bench\u00e9 non di certo scontato &#8211; non sorprende, stante la manifesta incoerenza della previsione normativa di cui all\u2019art. 10-<em>ter <\/em>D. Lgs. 74\/2000 rispetto alle differenti ipotesi delittuose di infedele ed omessa dichiarazione di cui agli artt. 4-5 del medesimo decreto nella sua precedente versione prima dell\u2019entrata in vigore D.L. 138\/2011 (convertito in legge n. 148\/2011) ma ancora applicabili ai fatti commessi precedentemente, ossia prima del 17 settembre 2011.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 premesso, giova ripercorre l\u2019<em>iter <\/em>argomentativo seguito dai giudici costituzionali che appare lucido e soprattutto proteso ad una ricostruzione sistematica dell\u2019impianto normativo penale-tributario (D. Lgs. 74\/2000) sulla base della <em>ratio<\/em> delle singole norme coinvolte in tale sede, e che potrebbe imporsi come \u201cbussola interpretativa\u201d per i giudici di merito nella risoluzione dei dubbi esegetici con riferimento alla medesima disciplina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, la Corte rileva preliminarmente che l\u2019art. 10-<em>ter <\/em>D. Lgs. 74\/2000 \u00e8 stato introdotto &#8211; al pari dell\u2019art. 10-<em>quater <\/em>(delitto di indebita compensazione) &#8211; dall\u2019art. 35, VII comma, D.L. 223\/2006. Tale intervento si riconduce ad una revisione della strategia politico-criminale sottesa alla riforma del diritto penale-tributario realizzata con l\u2019introduzione del D. Lgs. 74\/2000 ed incentrata prevalentemente sulla fase dell\u2019auto-accertamento del debito di imposta ossia della primaria fase di dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi e sul valore aggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, successivamente alla reintroduzione &#8211; con la Legge Finanziaria 2005 &#8211; del delitto di omesso versamento di ritenute da parte del sostituto di imposta di cui all\u2019art. 10-<em>bis <\/em>D. Lgs. 74\/2000, il legislatore ha inteso estendere la lotta all\u2019evasione fiscale a quei fenomeni che si configurano successivamente alla determinazione dell\u2019imponibile, ossia alla susseguente fase del versamento &#8211; dalla prospettiva del contribuente &#8211; o della riscossione &#8211; secondo la prospettiva dell\u2019erario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, visto l\u2019espresso rinvio della norma in esame (art. 10-<em>ter<\/em>) &#8211; come del resto dell\u2019art. 10-<em>quater<\/em> &#8211; al trattamento sanzionatorio ed alla soglia di punibilit\u00e0 previsti dall\u2019art. 10-<em>bis<\/em> D. Lgs. 74\/2000, ne discende che la <em>ratio<\/em> sottesa alle suddette norme \u00e8 la protezione dell\u2019interesse dell\u2019erario all\u2019effettiva riscossione dell\u2019imposta cos\u00ec come auto-liquidata dallo steso contribuente nella precedente fase dichiarativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In relazione a quest\u2019ultima fase, la <em>ratio <\/em>sottesa alle norme di cui agli artt. 4-5 del D. Lgs. 74\/2000 (infedele ed omessa dichiarazione) si configura nella tutela penale del preminente interesse del fisco alla corretta determinazione\/accertamento dell\u2019imposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicch\u00e9, la Corte &#8211; rilevato il grave difetto di coordinamento tra le norme originarie (artt. 4-5 D. Lgs. 74\/2000) e quelle di successiva introduzione miranti alla tutela dell\u2019effettiva riscossione (artt.10-<em>bis<\/em>, 10-<em>ter<\/em>, 10-<em>quater<\/em> D. Lgs. 74\/2000) &#8211; riconosce ed afferma la manifesta irragionevolezza del differente regime sanzionatorio derivante dall\u2019applicazione delle suddette norme tale da giustificare la propria censura a causa della violazione del principio di uguaglianza <em>ex<\/em> art. 3 Cost.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la pronuncia in commento, i giudici costituzionali affermano che la tutela dell\u2019interesse del fisco alla corretta determinazione\/accertamento dell\u2019imponibile e di conseguenza della stessa imposta (durante la fase di auto-liquidazione) \u00e8 certamente primario rispetto a quello successivo di effettiva riscossione che, in quanto tale, presuppone un\u2019imposta gi\u00e0 accertata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di talch\u00e9 &#8211; stabilisce la Corte Costituzionale &#8211; gli illeciti in sede di dichiarazione (artt. 4-5 D. Lgs. 74\/2000) costituiscono necessariamente condotte pi\u00f9 gravi con riferimento alla propria attitudine lesiva dell\u2019interesse protetto dalla norma penale in quanto determinerebbero un accertamento erroneo &#8211; nel caso di infedele dichiarazione (art. 4 D. Lgs. 74\/2000) &#8211; o addirittura l\u2019inesistenza di un soggetto di imposta in un determinato periodo &#8211; nel caso di omessa dichiarazione (art. 5 D. Lgs. 74\/2000).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, la precedente versione di quest\u2019ultime norme (prima dell\u2019entrata in vigore del D.L. 138\/2011, convertito in legge n. 148\/2011) &#8211; ancora applicabili limitatamente ai fatti commessi fino al 17 settembre 2011 e che esclude la punibilit\u00e0 se l\u2019imposta evasa non sia superiore ad Euro 77.468,53 per ci\u00f2 che concerne l\u2019omessa dichiarazione (art.5) e ad Euro 103.291,38 con riferimento alla dichiarazione infedele (art. 4) &#8211; produce l\u2019irragionevole effetto di prevedere un trattamento sanzionatorio pi\u00f9 grave per il contribuente che abbia omesso il versamento di un I.V.A. &#8211; bench\u00e9 regolarmente dichiarata &#8211; per un importo superiore ad Euro 50.000 ma inferiore a 77.468,53 rispetto a quello che, pur essendo tenuto a dichiarare e versare l\u2019imposta indiretta in esame per un importo parimenti compreso tra le due soglie di cui sopra, non abbia adempiuto ai propri obblighi dichiarativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, in virt\u00f9 degli argomenti di cui sopra, la Corte Costituzionale afferma la violazione del principio di uguaglianza ai sensi dell\u2019art. 3 Cost. dell\u2019art. 10-<em>ter<\/em> D. Lgs. 74\/2000 &#8211; limitatamente ai fatti commessi sino al 17 settembre 2011 &#8211; e per la cui rimozione e riconduzione della relativa disciplina al rispetto dei precetti costituzionali ha ritenuto necessario modificare la soglia di punibilit\u00e0 con quella pi\u00f9 alta prevista per le ipotesi delittuose in relazione alle quali si \u00e8 riscontrata l\u2019illegittima disparit\u00e0 di trattamento, ossia quella della dichiarazione infedele e quindi per Euro 103.291,38.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, prescindendo dall\u2019evidente corollario processuale che la sentenza costituzionale in commento produrr\u00e0 sui procedimenti penali pendenti aventi ad oggetto l\u2019imputazione per omesso versamento I.V.A. di cui all\u2019art. 10-<em>ter<\/em> per i fatti commessi sino al 17 settembre 2011, resta tuttavia l\u2019amaro auspicio che lo sforzo esegetico dei giudici costituzionali possa rendersi monito per il legislatore futuro ad uno sforzo <em>ex-ante<\/em> a che il fisiologico compromesso politico e le imprescindibili contingenze economico-finanziarie nonch\u00e8 sociali non siano ostacolo alla produzione di norme sistematicamente coerenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Federico Tosone) Con Sentenza n. 80 del 7 aprile 2014, depositata in cancelleria l\u20198 aprile 2014, la Corte Costituzionale \u00e8 intervenuta sulla questione di legittimit\u00e0 sollevata dai Tribunali di <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":3857,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,31,5,869],"tags":[],"class_list":["post-5104","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-penale-dimpresa","category-fascicoli","category-numero-di-maggio-2014"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/file000704919536.jpg?fit=2172%2C1470&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1kk","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5104","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5104"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5104\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5105,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5104\/revisions\/5105"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3857"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5104"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5104"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5104"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}