{"id":5207,"date":"2014-06-01T11:31:44","date_gmt":"2014-06-01T09:31:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5207"},"modified":"2014-06-01T11:31:44","modified_gmt":"2014-06-01T09:31:44","slug":"la-struttura-del-sistema-dellarte-quarta-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-struttura-del-sistema-dellarte-quarta-parte\/","title":{"rendered":"La struttura del sistema dell\u2019arte (quarta parte)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Marco Guenzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo articolo conclude l\u2019analisi delle figure che costituiscono il sistema dell\u2019arte, vale a dire quella comunit\u00e0 di individui e istituzioni che, ponendo in essere un intricato intreccio di relazioni sociali ed economiche, costituisce il contenitore all\u2019interno del quale l\u2019arte, come fenomeno culturale, si muove e si sviluppa. In particolare mancano all\u2019appello le associazioni e i nuovi spazi espositivi, gli <em>Internet Art Hub<\/em> e una serie di figure minori, che si potrebbero definire ancillari, del sistema; ma soprattutto sar\u00e0 interessante in ultima analisi esaminare il ruolo del pubblico nelle sue due accezioni: di intervento istituzionale da una parte e di comunit\u00e0 di semplici appassionati dall\u2019altra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le associazioni culturali e nuovi spazi espositivi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni culturali sono organizzazioni senza scopo di lucro che si occupano di organizzare eventi e diffondere la cultura in ambiti specifici. Negli ultimi decenni esse hanno trovato un buon terreno fertile per svilupparsi, sia nel nostro paese, che in diversi contesti istituzionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito dell\u2019arte contemporanea un fattore che sta determinando fortemente la crescita delle associazioni culturali \u00e8 la struttura stessa del sistema dell\u2019arte, che non prevede la possibilit\u00e0 per gli artisti emergenti al di fuori dell\u2019ambito commerciale di trovare (se non a proprie spese) spazi espositivi. Ci\u00f2 \u00e8 determinato dal fatto che ai giovani artisti non rappresentati \u00e8 preclusa la possibilit\u00e0 di esporre attraverso il circuito museale. Allo stato attuale l\u2019unica vera alternativa per sviluppare la propria carriera, fino ad arrivare ad esporre in un museo, \u00e8 rappresentata dal riuscire ad entrare nelle grazie delle gallerie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le associazioni culturali si propongono quindi di venire in soccorso di quelle voci che rimangono escluse fuori dal coro, fornendo loro la possibilit\u00e0 di essere ascoltate al di l\u00e0 del loro valore commerciale e divengono uno strumento fondamentale nelle politiche pubbliche atte alla promozione dei valori culturali. Esse mettono a disposizione spazi molto interessanti, spesso ricavati in immobili in disuso, a cui il singolo artista non avrebbe modo di accedere singolarmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 che questa parte marginale, rimasta inascoltata, del sistema vuole rivendicare negli ultimi decenni \u00e8 il diritto per l\u2019artista, oltre che alla produzione, anche alla diffusione in modo libero della sua arte. Questa tendenza, cio\u00e8 l\u2019utilizzo dell\u2019ambiente pubblico come mezzo direttamente espositivo, che ha radici nella <em>land art<\/em> sviluppatasi negli anni \u201970, \u00e8 sfociata pi\u00f9 recentemente nella <em>street art<\/em>, dove, senza dover chiedere permessi di sorta ai guardiani delle porte del mondo dell\u2019arte che conta, le opere entrano in contatto diretto con il pubblico per mezzo del paesaggio urbano e metropolitano. Come ora si vedr\u00e0, nella stessa direzione va, seppur utilizzando mezzi virtuali, l\u2019arte diffusa per mezzo di Internet.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Gli Internet Art Hub<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per <em>Internet Art Hub<\/em> si intendono quei siti web il cui compito \u00e8 la diffusione tramite strumenti telematici dell\u2019arte nei suoi aspetti culturali, sociali e commerciali. In realt\u00e0 non esiste una unica tipologia di <em>Internet Art Hub<\/em>, ma piuttosto diverse categorie di siti che si occupano dei molteplici aspetti dell\u2019arte[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente questo fenomeno \u00e8 recentissimo, legato al diffondersi di Internet come mezzo di comunicazione. Esso sta modificando profondamente le forme di diffusione e fruizione dell\u2019arte: si vedano ora in concreto le diverse forme in cui gli <em>Internet Art Hub<\/em> si sono configurati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal punto di vista culturale <em>in primis<\/em> troviamo i siti vetrina (o blog) degli artisti, in gran parte marginali nel sistema, che cercano appunto, secondo un fenomeno denominato <em>the long tail, <\/em>di avere qualche visibilit\u00e0 attraverso questo canale. In realt\u00e0 il raggiungimento della notoriet\u00e0 su Internet risulta ugualmente arduo, in quanto soggetto alle leggi del web, che tuttavia talvolta seguono logiche imprevedibili (si veda ad esempio il fenomeno dei contenuti virali).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una seconda categoria \u00e8 costituita dai siti dei musei, che espongono in maniera virtuale le proprie collezioni (alcuni sono in grado di simulare visite in 3D), e dai blog\/riviste on-line che parlano di arte da un punto di vista culturale. E\u2019 da citare nella categoria il Google Art Project, che per\u00f2 al momento attuale sembra in uno stato asfittico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La categoria che forse si \u00e8 maggiormente sviluppata \u00e8 quella della segnalazione degli eventi, con notizie e recensioni connesse. Questo genere di siti sono in grado di darti un\u2019idea di ci\u00f2 che succede ogni giorno nella tua citt\u00e0 e pi\u00f9 in generale nel mondo dell\u2019arte: \u00e8 possibile ricevere le informazioni consultando il sito web, in abbonamento o su <em>smartphone<\/em>, dove una <em>app<\/em>, che utilizza la geolocalizzazione, \u00e8 in grado di mostrare ci\u00f2 che succede intorno a noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella loro dimensione sociale troviamo come <em>Internet Art Hub<\/em> le comunit\u00e0 virtuali per appassionati d\u2019arte, in cui le diverse figure del sistema possono entrare pi\u00f9 facilmente in contatto tra di loro, mostrare la propria arte, commentare quella degli altri, dare delle preferenze, nonch\u00e9 scambiarsi informazioni su tutto quello che succede nel mondo reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine si sono sviluppati <em>hub<\/em> finalizzati alla commercializzazione dell\u2019arte: vi troviamo i siti vetrina delle gallerie o delle fiere, che in genere preferiscono non vendere direttamente su Internet, onde evitare di rendere pubblici i prezzi delle loro opere, ma utilizzarlo ai soli fini espositivi. E\u2019 da rilevare che alcune gallerie, specie quelle pi\u00f9 importanti, considerano la loro attivit\u00e0 come elitaria, basata su clienti selezionati e affidabili. Per questo offrono servizi esclusivi ad utenti cui offrono le credenziali di accesso in un\u2019apposita area clienti. Alcune gallerie di punta, come Gagosian, hanno poi creato applicazioni di tipo <em>mobile<\/em> per aggiornare la loro ristretta clientela sulle ultime offerte commerciali[2]. Le fiere on-line, che simulano il funzionamento delle fiere del mondo reale, hanno lo scopo di mettere in contatto il gallerista con il collezionista, il quale senza muoversi dalla propria poltrona pu\u00f2 visionare e comparare le diverse offerte sul mercato. Si segnalano poi alcuni siti, in buona parte dei casi non collegati direttamente alle gallerie esistenti[3], che, agendo come cani sciolti, fanno e-commerce d\u2019arte, cio\u00e8 vendono opere direttamente on-line, per lo pi\u00f9 di basso costo e di bassa qualit\u00e0 artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se le quotazioni delle gallerie sono in genere tenute riservate, esiste tuttavia, per un numero limitato di artisti, cio\u00e8 quelli battuti all\u2019asta, la possibilit\u00e0 di sapere il valore indicativo delle loro opere. Questo servizio, cio\u00e8 quello di fornire informazioni riguardanti le quotazioni degli artisti, \u00e8 disponibile <em>on-line<\/em> su alcuni siti che raccolgono in grandi database tutti i prezzi delle opere battute all\u2019asta a livello mondiale. Esistono poi siti che svolgono una funzione di <em>ranking<\/em>, cio\u00e8 costituiscono graduatorie sulla base non delle sole quotazioni, ma anche di eventi come mostre in gallerie, spazi associativi e musei o premi, in modo da fornire una misura indicativa del valore culturale degli artisti e quindi indirettamente di un loro possibile futuro valore commerciale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre sul lato della commercializzazione le principali case d\u2019asta hanno implementato piattaforme on-line, sia web che <em>mobile<\/em>, che consentono ai collezionisti di partecipare alle aste da remoto. A causa dei numerosi problemi tecnici che possono venirsi a creare nei collegamenti, queste piattaforme vengono tuttavia utilizzate solo per opere di valore medio-basso, sotto i 50.000 euro, mentre non trovano applicazione nelle aste serali dove vengono trattati i pezzi di maggior pregio[4].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si nota infine che l\u2019introduzione di Internet ha portato a una estemporaneit\u00e0 delle situazioni, dove l\u2019offerta e la fruizione dell\u2019arte \u00e8 spesso casuale e fuori dai normali schemi imposti dalle istituzioni, le relazioni sociali nonch\u00e9 quelle commerciali non sono pi\u00f9 basate sulla conoscenza diretta, ma sono impersonali e seguono un approccio diretto[5].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le figure ancillari<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sistema si serve poi di una moltitudine \u201cservizi ancillari\u201d[6], il cui scopo \u00e8 quello di facilitare lo svolgimento delle diverse attivit\u00e0 nel settore. Si citano:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Avvocati<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si occupano della consulenza legale in ambito artistico, soprattutto per le gallerie (per la contrattualistica con artisti e collezionisti) e le case d\u2019asta (per la definizione di tutti gli aspetti della vendita). Particolarmente in auge sono inoltre le questioni rilevanti il diritto d\u2019autore (soprattutto in relazione alla nascita di nuove forme espressive come la fotografia e la video-arte), le nuove tecnologie di riproduzione tridimensionali e questioni di natura economica come il diritto di seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Agenzie di gestione dei diritti d\u2019autore<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si occupano di far applicare le normative e riscuotere i relativi diritti per conto degli artisti. In Italia la SIAE si occupa della riscossione del diritto di seguito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Assicuratori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono incaricati di gestire tutta la parte assicurativa inerente al trasporto e all\u2019esibizione di opere presso il pubblico. Interfacciano quindi prevalentemente con musei e fondazioni private, ma forniscono servizi anche a gallerie e case d\u2019asta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Aziende di stoccaggio, spedizionieri e trasportatori<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Forniscono servizi a 360 gradi sul lato della logistica delle opere d\u2019arte, collaborando principalmente con musei, fondazioni private e collezionisti per gli scambi di opere, nonch\u00e9 con gallerie e case d\u2019asta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Aiutanti di galleria<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono impiegati della galleria con compiti in genere di relazioni pubbliche, prevalentemente nei confronti dei collezionisti. Spesso sono di sesso femminile e di gradevole aspetto (<em>gallery girl<\/em>) in modo da corteggiare (soprattutto alle fiere) i collezionisti, ma anche di respingere, facendo da filtro, gli artisti e genere i visitatori che fanno domande inopportune (ad esempio chiedere indistintamente i prezzi delle opere)[7].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Economisti dell\u2019arte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svolgono il compito di studiare i meccanismi che regolano il mercato dell\u2019arte, facendo luce sulle le inefficienze di quest\u2019ultimo, sulle determinanti dei prezzi e sui possibili interventi pubblici al fine di avere una valorizzazione della produzione artistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Giornalisti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lavorano per quotidiani o riviste, generiche o specializzate, cartacee o on-line, per trasmissioni televisive o radiofoniche, scrivendo e parlando di arte. Hanno la funzione di informare un vasto pubblico, per lo pi\u00f9 non addetto ai lavori, di ci\u00f2 che avviene in questo mondo, nonch\u00e9 di attirare l\u2019interesse generale verso l\u2019arte contemporanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Istituzioni che offrono servizi finanziari applicati all\u2019arte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono di rilevanza strategica soprattutto per le opere del segmento pi\u00f9 alto del mercato, i cui costi molto elevati richiedono spesso un piano di finanziamento accessorio all\u2019acquisto. Questi servizi accompagnano spessissimo le acquisizioni all\u2019asta e le trattative private operate da broker e mercanti d\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <strong>Uffici stampa<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Svolgono il compito di diffondere le comunicazioni in primis degli eventi culturali e pi\u00f9 in generale di tutto ci\u00f2 che succede nel mondo dell\u2019arte. Il loro valore aggiunto risiede nelle liste di distribuzione costituite attraverso contatti personali e sottoscrizioni (spesso via Internet) e nel sapersi muovere nel mondo della comunicazione artistica, promuovendo gli eventi attraverso i maggiori periodici stampati e on-line. In genere interfacciano con gallerie, musei e case d\u2019asta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pubblico (le istituzioni)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le istituzioni hanno il dovere di intervenire sul mercato dell\u2019arte contemporanea in quanto essa rappresenta un bene pubblico (di tipo culturale), che produce \u201cesternalit\u00e0 positive\u201d[8] e in quanto tale va difeso e sostenuto. In particolare un intervento pubblico \u00e8 necessario in un mercato i cui meccanismi di selezione, valutazione e contrattazione delle opere non risultano essere efficienti, ma tali da penalizzare il surplus totale (cio\u00e8 il valore aggiunto) prodotto dal settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ruolo istituzionale nei confronti dell\u2019arte contemporanea si esplica in diverse direzioni e a diversi livelli[9]. Un primo campo di intervento consiste nella regolamentazione del mercato e gli organi preposti a questo compiti sono quelli legislativi. In questo senso l\u2019obbiettivo \u00e8 quello di renderlo pi\u00f9 efficiente, liquido e trasparente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un secondo campo d\u2019azione \u00e8 costituito dalle politiche fiscali (a cui possiamo accomunare il diritto d\u2019autore), dove tramite l\u2019imposizione \u00e8 possibile intervenire e (almeno parzialmente) sanare le distorsioni presenti sul mercato, nonch\u00e9 utilizzare gli importi riscossi per fini redistributivi in sostegno di anelli deboli (come ad esempio gli artisti emergenti) all\u2019interno del sistema dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un terzo ambito di intervento \u00e8 quello dell\u2019attuazione di politiche pubbliche, di tipo economico, sociale e fiscale, atte a sostenere l\u2019arte attraverso interventi diretti e indiretti: sono spesso gli enti locali, sovvenzionati attraverso fondi pubblici, ad attuare tali politiche[10]. Si sottolinea a proposito che il bene arte acquisisce un valore nel momento in cui esso \u00e8 messo di fronte ad un pubblico e non quando esso \u00e8 prodotto. Accanto alla qualit\u00e0 \u00e8 quindi necessario perseguire un obbiettivo di diffusione dell\u2019arte, e pi\u00f9 in particolare, come si \u00e8 finora evidenziato, va supportata l\u2019arte che non trova rappresentazione nei circuiti tradizionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il pubblico (gli spettatori)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pubblico \u00e8 costituito dai visitatori che partecipano senza un ruolo definito, in semplice qualit\u00e0 di interessati, agli eventi organizzati dal sistema, quali mostre in musei, gallerie e istituzioni no profit, fiere, biennali e altri eventi collaterali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli spettatori costituiscono all\u2019interno del sistema un soggetto passivo, nel senso che non sono coinvolti, se non indirettamente, nelle decisioni portate avanti nel mondo dell\u2019arte. Un po\u2019 come nel settore della moda, in cui le tendenze del momento sono contrassegnate dalle scelte operate dall\u2019alto dai maggiori stilisti in accordo con le case di produzione e le riviste specializzate, e la massa segue pi\u00f9 o meno indistintamente i dettami che vengono dall\u2019alto, cos\u00ec anche nel mondo dell\u2019arte le decisioni che influenzano il successo degli artisti sono praticamente indipendenti dal giudizio dei visitatori, che da parte loro non possono far altro che prendere atto di quelli che al momento sono i rappresentanti dell\u2019arte contemporanea. Non solo: si pu\u00f2 dire che lo spettatore non venga preso molto in considerazione da chi tiene in mano le leve del sistema. Egli viene considerato alla stregua di chi non ha gli strumenti per comprendere un linguaggio criptico appannaggio di pochi eletti e quindi per intuirne gli sviluppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A prima vista l\u2019unico mezzo che oggi il pubblico ha a sua disposizione per farsi sentire \u00e8 la partecipazione in massa agli eventi (o viceversa il loro boicottaggio), in cui esso diviene in termini rappresentativi una cifra (il numero dei visitatori) indicatrice del successo o insuccesso della manifestazione, nonch\u00e9 in termini economici del suo <em>appeal<\/em> sul mercato. Da questo punto di vista gli spettatori sono in grado di influenzare i curatori e la critica (almeno la pi\u00f9 influenzabile) in un verso piuttosto che in un altro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Elemento fondamentale di rivendicazione del ruolo del pubblico \u00e8 il passaparola, una volta portato avanti oralmente, ora amplificato dall\u2019utilizzo della posta elettronica e dei social network, che l\u2019appassionato mette in atto in chiave compartecipativa, nel tentativo di coinvolgere negli eventi la propria cerchia di amici e conoscenti. Ma il pubblico in realt\u00e0 svolge, oltre a quella di far presenza, una funzione ben pi\u00f9 importante, e cio\u00e8 di fare da cassa di risonanza per il dibattito sull\u2019arte. Questo aspetto ne rivaluta il rango, rendendo plausibile nel futuro e la fine dell\u2019ostracismo nei suoi confronti e una democratizzazione del sistema: senza un schiera di appassionati che esprimono un (seppur quasi del tutto ininfluente) giudizio sul lavoro degli artisti i galleristi che devono scegliere un artista piuttosto che un altro avrebbero difficolt\u00e0 ad orientarsi, come ad una bussola cui manca il polo magnetico; gli stessi collezionisti si sentirebbero spaesati senza un feed-back di chi visita le loro collezioni; i critici hanno bisogno che il pubblico gradualmente capisca il loro punto di vista avanguardistico, fino ad abbracciarlo calorosamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli ultimi decenni si \u00e8 assistito ad un profondo cambiamento della struttura del sistema dell\u2019arte[11], che ne ha evidenziato alcune tendenze. Da una parte il mercato, almeno nel suo segmento pi\u00f9 alto, \u00e8 diventato globale (<em>globalizazion<\/em>) sviluppandosi soprattutto nei paesi emergenti (come Cina, Russia, India e Brasile, i cosiddetti BRIC, oltre che nel sud-est asiatico pi\u00f9 in generale), e si presume questo <em>trend<\/em> riguarder\u00e0 in futuro anche i segmenti pi\u00f9 bassi. Dall\u2019altra parte l\u2019arte da bene culturale si \u00e8 trasformata in <em>commodity<\/em> cui applicare le leggi del marketing (<em>commercialization<\/em>), secondo il principio del <em>branding<\/em>, segmentando il mercato in maniera orizzontale (cio\u00e8 per livelli di prestigio e di prezzo) e creando una struttura gerarchica del sistema. Inoltre essa, in quanto attivit\u00e0 di copertura, \u00e8 divenuta oggetto di interesse da un punto di vista dell\u2019investimento (<em>financialization<\/em>) ed \u00e8 stata oggetto di interesse per gli investitori istituzionali. Infine con l\u2019avvento di Internet \u00e8 ora possibile fruire dell\u2019arte sia in senso culturale che commerciale in maniera virtuale (<em>virtualization<\/em>), al di fuori quindi degli schemi consolidati per secoli nel mondo dell\u2019arte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma ci\u00f2 che va soprattutto messo in rilievo \u00e8 che l\u2019arte contemporanea da fenomeno marginale, facente da sempre capo a pochi eletti, si sta trasformando in un fenomeno di massa. Con il diffondersi pi\u00f9 in generale della cultura a livello planetario un pubblico sempre pi\u00f9 vasto si sta avvicinando ai recenti sviluppi artistici, con la compartecipazione delle istituzioni pubbliche e private, che sempre maggiormente mostrano in diretta ci\u00f2 che sta avvenendo in questo peculiare mondo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se da una parte si assiste alla tendenza di un allargamento del pubblico, dall\u2019altra si pu\u00f2 constatare che tutte le decisioni che influenzano ci\u00f2 che viene mostrato attraverso il circuito vengono in realt\u00e0 prese da pochi e influenti individui sulla base di criteri spesso oscuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che forse ostacola maggiormente l\u2019affermarsi di una meritocrazia nel mondo dell\u2019arte e quindi che i lavori pi\u00f9 interessanti (quelli potenzialmente meglio apprezzabili da un vasto pubblico di esperti) siano di fatto i pi\u00f9 esposti e quotati dal mercato, non \u00e8 tanto la struttura altamente gerarchica del sistema in s\u00e9, comune a molte altre realt\u00e0 economiche, ma la concomitante forte presenza di una commistione di ruoli al suo interno, che d\u00e0 origine a una moltitudine di interessi contrastanti in seno ai singoli soggetti[12]. Come si avr\u00e0 modo di vedere nel dettaglio nei prossimi articoli, i conflitti di interessi, se non sanati (come si \u00e8 cercato di fare nei mercati finanziari attraverso l\u2019istituzione dei <em>chinese walls<\/em>), portano a una struttura e dei meccanismi di funzionamento del mercato<em> sui generis<\/em>, contraddistinti da forti distorsioni e inefficienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019auspicata spinta verso un sistema maggiormente meritocratico (e quindi un mercato pi\u00f9 efficiente) potr\u00e0 avvenire, oltre che attraverso l\u2019introduzione di mirate misure di politica economica, soprattutto per via di una democratizzazione del sistema, ovvero di un maggior consapevolezza del pubblico nelle sue scelte di \u201cconsumo culturale\u201d. Alla sempre crescente schiera di appassionati, al momento senza voce in capitolo nel panorama dell\u2019arte contemporanea, spetter\u00e0 il compito di affrancarsi dalle direttive imposte dall\u2019alto, per andare alla scoperta delle sempre crescenti iniziative indipendenti cui indirizzare il proprio interesse, cos\u00ec (si spera) da portare dall\u2019esterno una rinascita culturale e nuovi stimoli ad un sistema autoreferenziale, quello dell\u2019arte, che sta rischiando di divenire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] E\u2019 interessante accennare al fatto che nel nostro paese gli <em>Internet Art Hub<\/em> hanno trovato come precursore le televendite di arte. Questo fenomeno, tipicamente italiano, ha visto utilizzare il mezzo televisivo come canale commerciale per la vendita di arte contemporanea direttamente a casa. In questo modo si \u00e8 arrivati, per un settore tipicamente di nicchia, ad un pubblico decisamente pi\u00f9 vasto, i cui parametri di valutazione tuttavia si fondavano su opere spesso di basso valore sia commerciale sia culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2] Horovitz N. (2012), \u201cIntenet and Commerce\u201d, in Lind M. \u2013 Velthuis O. (2012), <em>Contemporary Art and its Commercial Markets. A Report on Current Conditions and Future Scenarios<\/em>, Stoccolma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[3] Tra le eccezioni si cita la <em>Saatchi Gallery<\/em>, che fa capo all\u2019importante collezionista, che ha implementato direttamente sul suo sito un ecommerce per artisti non rappresentati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[4] Horovitz N. (2012), <em>Op. Cit<\/em>..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[5] Velthuis (2012), \u201cThe Contemporary Art Market between Stasis and Flux\u201d , in Lind M. \u2013 Velthuis O. (2012), <em>Contemporary Art and its Commercial Markets. A Report on Current Conditions and Future Scenarios<\/em>, Stoccolma<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[6] Horovitz N. (2011), <em>Art of the Deal, Contemporary Art in a Global Financial Market<\/em>, Princeton University Press, Princeton.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[7] Thomson D. (2009), <em>Lo Squalo Da 12 Milioni Di Dollari: La Bizzarra E Sorprendente Economia Dell&#8217;arte Contemporanea, <\/em>Milano, Mondadori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[8] Per \u201cesternalit\u00e0 positive&#8221; si intende quel fenomeno secondo cui il beneficio prodotto dall\u2019opera d\u2019arte per la collettivit\u00e0, tradotto in termini monetari, \u00e8 maggiore del suo prezzo di vendita sul mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[9] Guenzi M. (2013), \u201cIl mercato dell\u2019arte contemporanea: politiche economiche, fiscali e diritto di seguito\u201d, in Negri-Clementi G. \u2013 Stabile S. (2013), <em>Il diritto dell\u2019arte, La circolazione delle opere d\u2019arte (volume secondo)<\/em>, Skira, Milano -Ginevra<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[10] Le misure in genere introdotte sono svariate e di diversa natura. Se ne citano alcune: l\u2019istituzione di borse di studio e di soggiorni formativi all\u2019estero per gli artisti pi\u00f9 meritevoli, di premi pubblici gratuiti per artisti minori; l\u2019organizzazione di mostre per artisti emergenti; la creazione di nuovi musei e collezioni pubbliche di arte contemporanea; la concessione a livello locale di spazi creativi ed espositivi comuni; la creazione di reti pubbliche virtuali (e non) che permettano agli artisti di conoscersi e di scambiare i loro punti di vista; il patrocinio di eventi culturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[11] Velthuis (2012), <em>Op. Cit..<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[12] Nel mondo dell\u2019arte contemporanea \u00e8 oggi possibile riscontrare artisti che diventano curatori, curatori che sono direttori di musei, direttori di musei che fanno consulenze a gallerie e mercanti, gallerie e mercanti che prestano opere a musei, musei nel cui consiglio direttivo ci sono artisti, artisti che vendono direttamente tramite le case d\u2019aste, case d\u2019aste possedute da collezionisti, collezionisti che fanno i mercanti, mercanti che fanno i galleristi e galleristi che divengono collezionisti, collezionisti che istituiscono musei, musei che istituiscono premi, premi che sono finanziati da collezionisti, collezionisti che prestano le loro opere a musei, musei che hanno stand in fiere, fiere che sono istituite da galleristi, galleristi che operano come mercanti, mercanti che pagano consulenze a curatori, curatori che fanno i critici e critici che fanno i curatori, curatori che provano a diventare artisti, collezionisti che provano a fare i curatori, critici che divengono collezionisti, galleristi che assoldano critici, critici che dirigono riviste, riviste che sono finanziate dai galleristi.. e molti altri casi ancora.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Marco Guenzi) Questo articolo conclude l\u2019analisi delle figure che costituiscono il sistema dell\u2019arte, vale a dire quella comunit\u00e0 di individui e istituzioni che, ponendo in essere un intricato intreccio <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5211,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,34,5,905,1],"tags":[],"class_list":["post-5207","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-economia-dellarte","category-fascicoli","category-numero-di-giugno-2014","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/1439242_87470475.jpg?fit=3332%2C2278&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1lZ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5207"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5207\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5212,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5207\/revisions\/5212"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5211"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}