{"id":5327,"date":"2014-06-29T18:29:01","date_gmt":"2014-06-29T16:29:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5327"},"modified":"2014-07-01T02:03:05","modified_gmt":"2014-07-01T00:03:05","slug":"la-risoluzione-63e-dellagenzia-delle-entrate-in-tema-di-individuazione-del-patrimonio-netto-di-una-stabile-organizzazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-risoluzione-63e-dellagenzia-delle-entrate-in-tema-di-individuazione-del-patrimonio-netto-di-una-stabile-organizzazione\/","title":{"rendered":"La Risoluzione 63\/E dell\u2019Agenzia delle Entrate in tema di individuazione del \u201cpatrimonio netto\u201d di una stabile organizzazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Valerio Micheli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La risoluzione N. 63\/E dell\u2019Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2014 risponde all\u2019interpello concernente l\u2019interpretazione dell\u2019art. 172, comma 7, del d.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema \u00e8 quello relativo all\u2019individuazione del \u201cpatrimonio netto\u201d di una stabile organizzazione (S.O.) cui far riferimento, ai fini del riporto delle perdite, con riguardo ad un\u2019operazione transfrontaliera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019istante, nel caso specifico, \u00e8 la stabile organizzazione italiana (chiamata ALFA) di una societ\u00e0 di diritto inglese (BETA), quest\u2019ultima capofila di un Gruppo (GAMMA) rappresentate una delle maggiori istituzioni finanziarie al mondo (retail, corporate, investment banking, ecc.). BETA opera in Italia tramite la S.O. ALFA e la controllata DELTA S.p.A..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di una riorganizzazione e di una razionalizzazione interna, il Gruppo GAMMA ha deciso di procedere alla \u201cfusione di DELTA S.p.A. in ALFA\u201d, ai sensi della Direttiva 2005\/56\/CE e del decreto legislativo 30 maggio 2008, n. 108 (che disciplina le fusioni transfrontaliere).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ALFA dichiara di disporre di perdite fiscali e chiede chiarimenti all\u2019Agenzia delle Entrate sulla possibilit\u00e0 di assumere \u2013 in luogo del patrimonio netto contabile \u2013 il c.d. \u201cpatrimonio di vigilanza\u201d quale parametro per verificare la \u201ccapienza\u201d patrimoniale rispetto alle perdite riportabili (ai sensi e per gli effetti dell\u2019art. 172, co. 7, TUIR).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Agenzia, nell\u2019esporre il suo parere, configura quale risultato della fusione transfrontaliera in esame, la fattispecie di un\u2019integrazione dell\u2019attivo (della societ\u00e0 incorporata) in una stabile organizzazione della societ\u00e0 incorporante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Agenzia dichiara che (considerando che l\u2019intero patrimonio della societ\u00e0 incorporata italiana confluir\u00e0 nella branch italiana preesistente della casa madre inglese) all\u2019integrazione di attivi risulteranno applicabili solamente i limiti al riporto delle perdite e\/o di interessi passivi indeducibili previsti dall\u2019art. 172, co. 7, del TUIR.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi del citato comma 7, le perdite fiscali sono riportabili, a condizione che l\u2019entit\u00e0 cui afferiscono rispetti dei parametri di \u201cvitalit\u00e0 economica\u201d, nei limiti del patrimonio netto emergente dal bilancio o, se inferiore, dalla situazione patrimoniale di cui all\u2019art. 2501-quater del codice civile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Agenzia ritiene che il patrimonio netto (per considerare il limite patrimoniale di cui all\u2019art. 172, co. 7 del TUIR) deve essere identificato con il fondo di dotazione appartenente alla S.O. stessa. Si precisa inoltre che la S.O. non \u00e8 giuridicamente un\u2019entit\u00e0 autonoma e distinta rispetto alla casa madre, ma una sua diramazione amministrativa. Dal punto di vista fiscale invece, come indicato dall\u2019ordinamento nazionale e dall\u2019OCSE, viene considerata un\u2019entit\u00e0 separata e la S.O. dovr\u00e0 quindi dotarsi di una appropriata struttura patrimoniale. La S.O. di un\u2019impresa non residente, quindi, dovr\u00e0 avere un suo fondo di dotazione che, ai fini fiscali, potr\u00e0 essere anche \u201cfigurativo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il limite del patrimonio netto, ai fini della corretta determinazione dell\u2019ammontare di perdite contabili riportabili ai sensi dell\u2019art. 172, co. 7, TUIR, \u00e8 dato dalla sommatoria del fondo di dotazione (o patrimonio netto) contabile (risultante dal rendiconto di cui all\u2019art. 14, co. 5, d.P.R. n.600\/73) e degli adeguamenti posti in essere sul piano fiscale[1].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro quesito posto riguardava la necessit\u00e0 o meno di \u201csterilizzare\u201d il fondo di dotazione degli eventuali incrementi effettuati nei 24 mesi antecedenti la fusione, per adeguarlo all\u2019ammontare ritenuto fiscalmente congruo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si precisa che tale periodo di sorveglianza vuole contrastare artificiosi versamenti e conferimenti, che abbiano il fine di incrementare il patrimonio netto e di incidere sul plafond delle perdite riportabili. Tale disciplina \u00e8 da estendere anche nel caso in cui la casa madre incrementi, nel periodo di sorveglianza, il fondo di dotazione della propria branch. Gli incrementi operanti tramite rettifiche contabili o fiscali sono assimilabili a conferimenti o versamenti operati dalla casa madre e l\u2019Agenzia ha quindi una visione estensiva[2].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[1] A condizione che essi abbiano concorso alla formazione della base imponibile. Tali adeguamenti sono posti in essere per ottenere la riclassificazione figurativa dei debiti (produttivi di interessi passivi) risultanti dal proprio passivo patrimoniale in fondo di dotazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[2]<em> Si ritiene che l\u2019ulteriore previsione recata dall\u2019art. 172, comma 7, relativa ai conferimenti e versamenti fatti negli ultimi ventiquattro mesi anteriori alla data cui si riferisce la situazione patrimoniale, sia da intendersi riferita a tutti i suddetti incrementi.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Valerio Micheli) La risoluzione N. 63\/E dell\u2019Agenzia delle Entrate del 17 giugno 2014 risponde all\u2019interpello concernente l\u2019interpretazione dell\u2019art. 172, comma 7, del d.P.R. n. 917 del 1986 (TUIR). 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