{"id":5592,"date":"2014-10-01T00:33:56","date_gmt":"2014-09-30T22:33:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5592"},"modified":"2014-10-01T00:33:56","modified_gmt":"2014-09-30T22:33:56","slug":"origine-preferenziale-e-non-preferenziale-delle-merci-implicazioni-ed-obblighi-per-gli-operatori-economici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/origine-preferenziale-e-non-preferenziale-delle-merci-implicazioni-ed-obblighi-per-gli-operatori-economici\/","title":{"rendered":"Origine preferenziale e non preferenziale delle merci: implicazioni ed obblighi per gli operatori economici"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p>La definizione del concetto di <strong><em>origine delle merci<\/em><\/strong> \u00e8 di fondamentale importanza nell\u2019ambito degli scambi fra l\u2019Unione europea ed i Paesi extra UE, poich\u00e9 da questa enunciazione dipendono alcuni fattori che incidono in modo determinante sugli aspetti contrattuali e su quelli della commercializzazione dei prodotti.<\/p>\n<p>Negli scambi internazionali il trattamento tributario delle merci dipende <strong><em>dall\u2019origine doganale<\/em><\/strong> (e non dall\u2019origine commerciale).<\/p>\n<p>Per definire\u00a0<strong>l\u2019origine doganale di una merce<\/strong>\u00a0le norme comunitarie (racchiuse nell\u2019originario REGOLAMENTO (CEE) N. 2913\/92 del Consiglio del 12 ottobre 1992 che istituisce un Codice Doganale Comunitario (G.U. L. 302 del 19.10.1992)) prevedono un duplice sistema di regole:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Regola dell\u2019origine preferenziale<\/strong>: si applica nei casi in cui, in virt\u00f9 di Accordi di Libero Scambio o di Natura preferenziale stipulati tra l\u2019Unione Europea ed uno Stato terzo, all\u2019atto dell\u2019importazione si abbia la necessit\u00e0 di concedere dei trattamenti tariffari agevolati, con riduzione o esenzione totale daziaria, alle merci che rispondono ai requisiti previsti dalle regole stesse. In questo caso le merci, per poter essere assoggettate al trattamento tariffaria agevolato, dovranno essere accompagnate da un apposito documento attestante l\u2019origine preferenziale, rilasciato dalle Autorit\u00e0 Doganali (<strong>Form-A \u2013 Certificati EUR1 e EUR-med<\/strong>).<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Regola dell\u2019origine non preferenziale<\/strong>: si applica in assenza di trattamenti tariffari agevolati e determina una tariffa comune ed altre misure non tariffarie alle merci oggetto di scambio. L\u2019origine non preferenziale \u00e8 la regola di riferimento per il rilascio dei <strong>certificati di origine<\/strong> per l\u2019esportazione, documento emesso dalla Camera di Commercio a cui \u00e8 iscritto il soggetto economico esportatore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In entrambi i casi (origine preferenziale e non) si stabilisce che:<\/p>\n<ul>\n<li>sono sempre considerate originarie di un paese le merci ivi interamente ottenute. Per merci interamente ottenute in un Paese si intendono:<\/li>\n<\/ul>\n<p>a) i prodotti minerali estratti in tale paese;<\/p>\n<p>b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;<\/p>\n<p>c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;<\/p>\n<p>d) i prodotti che provengono da animali vivi, ivi allevati;<\/p>\n<p>e) i prodotti della caccia e della pesca ivi praticate;<\/p>\n<p>f) i prodotti della pesca marittima e gli altri prodotti estratti dal mare, al di fuori delle acque territoriali di un paese, da navi immatricolate o registrate in tale paese e battenti bandiera del medesimo;<\/p>\n<p>g) le merci ottenute a bordo di navi\u2013officina utilizzando prodotti di cui alla lettera f), originari di tale paese, sempre che tali navi \u2013 officina siano immatricolate o registrate in detto paese e ne battano la bandiera\u2026<\/p>\n<p>h) i prodotti estratti dal suolo o dal sottosuolo marino situato al di fuori delle acque territoriali, sempre che tale paese eserciti diritti esclusivi per lo sfruttamento di tale suolo o sottosuolo;<\/p>\n<p>i) i rottami e i residui risultanti da operazioni manifatturiere e gli articoli fuori uso, sempre che siano stati ivi raccolti e possono servire unicamente al recupero di materie prime;<\/p>\n<p>j) le merci ivi ottenute esclusivamente dalle merci di cui alle lettere da a) ad i) o dai loro derivati, in qualsiasi stadio essi si trovino.<\/p>\n<ul>\n<li>sono sempre considerate originarie di un paese le merci sottoposte in altro paese a lavorazioni insufficienti.<\/li>\n<li>Una merce alla cui produzione hanno contribuito due o pi\u00f9 paesi \u00e8 originaria del paese in cui \u00e8 avvenuta l\u2019ultima trasformazione o lavorazione sostanziale, economicamente giustificata ed effettuata in un\u2019impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>ORIGINE PREFERENZIALE<\/strong><\/p>\n<p>Le regole contenute negli accordi di\u00a0<strong>origine preferenziale<\/strong>\u00a0sono diverse e cambiano anche sensibilmente da Paese a Paese. Tuttavia, esistono degli elementi comuni a tutti gli accordi, ovvero:<\/p>\n<ul>\n<li>sono originari della CE o di quel Paese i prodotti totalmente ottenuti o che vi hanno subito una lavorazione o trasformazione sufficiente, ovvero sostanziale;<\/li>\n<li>sono originari della CE o di quel Paese i prodotti ivi ottenuti dal cumulo (bilaterale \/ diagonale \/ totale) delle lavorazioni a cui vengono sottoposti;<\/li>\n<li>deve esserci il trasporto diretto del prodotto tra\u00a0la CE\u00a0e quel Paese terzo;<\/li>\n<li>le merci devono essere accompagnate da un documento che provi l\u2019origine preferenziale rilasciato dalle autorit\u00e0 doganali competenti (Form-A, EUR1, Eur-med e in alcuni casi Dichiarazione su fattura apposta dall\u2019esportatore);<\/li>\n<li>la cooperazione amministrativa tra le autorit\u00e0 doganali della CE e di quel Paese terzo per la verifica a posteriori dei certificati presentati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le merci possono quindi essere accompagnate da tre diverse tipologie di Documenti:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Certificato di circolazione EUR 1 o EUR-MED<\/strong> \u2013 utilizzato in presenza di <strong>Accordi Preferenziali reciproci<\/strong> tra la Comunit\u00e0 Europea ed un Paese Terzo, si tratta di un particolare certificato di circolazione utilizzato per certificare l\u2019origine preferenziale negli scambi con paesi legati all\u2019Unione Europea da accordi tariffari. L\u2019EUR.1 \u00e8 rilasciato dalla Dogana su domanda scritta compilata dall\u2019esportatore. La richiesta del rilascio dell\u2019EUR.1 presuppone che le merci dichiarate abbiano tutti i requisiti per essere considerate di origine preferenziale, ai sensi delle regole dettate nei protocolli di origine degli accordi stipulati con i diversi Paesi. Il certificato <strong>EUR 1<\/strong> permette all\u2019importatore di non pagare dazi all&#8217;importazione o di pagarli in misura ridotta. Pu\u00f2 essere sostituito da una semplice <strong>dichiarazione in fattura<\/strong> per spedizioni di importo inferiore a 6.000,00 euro o, per importi superiori, solo da parte di aziende che abbiano lo status di AEO (Operatore Economico Autorizzato), ovvero di Esportatore Autorizzato. I certificati, una volta emessi, hanno una durata limitata nel tempo; infatti i certificati di origine preferenziale EUR 1 devono essere presentati entro 4 mesi dalla data del rilascio (10 mesi per le esportazioni in Cile, Messico, Sudafrica e Paesi ACP). Trascorso tale termine i certificati cessano la propria validit\u00e0. <strong>L\u2019Eur Med<\/strong> \u00e8 invece il certificato di origine che accompagna i prodotti che godono del trattamento preferenziale in virt\u00f9 delle regole sul cumulo <strong>paneuromediterraneo.<\/strong> A parziale deroga di quanto disposto sui requisiti territoriali, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di dichiarare di origine preferenziale le merci che abbiano subito lavorazioni, oltre che nell\u2019Unione Europea, anche in altri paesi extracomunitari, purch\u00e8 tali paesi facciano parte dell\u2019area di cumulo paneuromediterraneo. La validit\u00e0, come per l\u2019Eur 1, \u00e8 di 4 mesi dalla data di rilascio. I paesi che fanno parte dell\u2019area di cumulo paneuromediterranea sono: Svizzera, Liechtenstein, Norvegia, Islanda, Turchia, Algeria, Tunisia, Marocco, Isole Faeroer, Israele, Cisgiordania, Striscia di Gaza, Egitto, Giordania, Libano, Siria.<\/li>\n<li><strong>FORM A<\/strong> &#8211; L&#8217;Unione Europea concede un trattamento daziario agevolato alle merci importate (prodotti finiti o semifiniti) originarie dei paesi in via di sviluppo (PVS), beneficiari del sistema delle preferenze generalizzate. Per godere del trattamento preferenziale tali merci devono essere accompagnate dal certificato di origine FORM A rilasciato dalle dogane dei paesi beneficiari.<\/li>\n<li><strong>Certificato ATR<\/strong> per l\u2019esportazione verso (o per l\u2019importazione dalla) Turchia di merci immesse in libera pratica nel paese di provenienza (in virt\u00f9 dell\u2019accordo di Unione Doganale).<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>ELENCO PAESI CON I QUALI LA UE HA STIPULATO ACCORDI CONCERNENTI L\u2019ORIGINE PREFERENZIALE (Agenzia delle Dogane):<\/strong><\/p>\n<p><strong>SVIZZERA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 45\/L 15.02.2006<\/p>\n<p><strong>ISLANDA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 131\/L 18.05.2006<\/p>\n<p><strong>NORVEGIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 117\/L 02.05.2006<\/p>\n<p><strong>ISOLE FAROER<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 110\/L 24.04.2006<\/p>\n<p><strong>TURCHIA<\/strong> DECISIONE N. 3\/2006 (PRODOTTI AGRICOLI) DECISIONE N. 1\/2006(PRODOTTI INDUSTRIALI)<\/p>\n<p><strong>ALGERIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 6 N. 297\/L 15.11.2007<\/p>\n<p><strong>TUNISIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 260\/L 21.09.2006<\/p>\n<p><strong>MAROCCO<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 336\/L 21.12.2005<\/p>\n<p><strong>ISRAELE<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 20\/L 24.01.2006<\/p>\n<p><strong>PALESTINA E STRISCIA DI GAZA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 298\/L 13.11.2009<\/p>\n<p><strong>EGITTO<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 73\/L 13.03.2006<\/p>\n<p><strong>GIORDANIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 209\/L 31.07.2006<\/p>\n<p><strong>LIBANO<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 143\/L 30.05.2006<\/p>\n<p><strong>MACEDONIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 99\/L 10.04.2008<\/p>\n<p><strong>ALBANIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 4 N. 107\/L 28.04.2009<\/p>\n<p><strong>BOSNIA ERZEGOVINA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 2 N. 233\/L 30.08.2008<\/p>\n<p><strong>MONTENEGRO<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 108\/L 29.04.2010<\/p>\n<p><strong>SERBIA<\/strong> PROTOCOLLO ORIGINE N. 3 N. 28\/L 30.01.2010<\/p>\n<p><strong>SUD AFRICA PROTOCOLLO ORIGINE N. 1 N. 311\/L 04.12.1999<\/strong><\/p>\n<p><strong>MESSICO <\/strong>ALLEGATO III N. 157\/L 30.06.2000<\/p>\n<p><strong>CILE <\/strong>ALLEGATO III N. 352\/L 30.12.2002<\/p>\n<p><strong>STATI CARIFORUM STATI ACP <\/strong>che hanno siglato gli Accordi di Partenariato Economico<\/p>\n<p><strong>(Territori d\u2019Oltre Mare) <\/strong>DEC. N. 2001\/822\/CE DEL CONSIGLIO DEL 27\/11\/2001 N. 314\/L 30.11.2001<\/p>\n<p><strong>COREA del Sud <\/strong>PROTOCOLLO ORIGINE N. 1 N. 127\/L 14.05.2011<\/p>\n<p><strong>Colombia &#8211; Per\u00f9 <\/strong>Decisione del Consiglio 2012\/735\/UE <strong>del 31.05.2012 GUCE n. 354 L del 21.12.2012<\/strong><\/p>\n<p><strong>America Centrale <\/strong>Decisione del Consiglio 2012\/734\/UE del 25.06.2012 GUCE n. 346 L del 15.12.2012<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) La definizione del concetto di origine delle merci \u00e8 di fondamentale importanza nell\u2019ambito degli scambi fra l\u2019Unione europea ed i Paesi extra UE, poich\u00e9 da questa enunciazione <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5594,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,5,1092,1],"tags":[1108,1105,1106,1107],"class_list":["post-5592","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-fascicoli","category-numero-di-ottobre-2014","category-news","tag-agenzia-delle-dogane","tag-merce","tag-origine-doganale","tag-origine-preferenziale"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/1375173_18045185.jpg?fit=3504%2C2336&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1sc","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5592","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5592"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5593,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5592\/revisions\/5593"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}