{"id":5606,"date":"2014-10-01T00:38:53","date_gmt":"2014-09-30T22:38:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5606"},"modified":"2014-10-01T00:38:53","modified_gmt":"2014-09-30T22:38:53","slug":"superare-la-crisi-una-strada-davvero-percorribile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/superare-la-crisi-una-strada-davvero-percorribile\/","title":{"rendered":"Superare la crisi: una strada davvero percorribile?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Marcello Pavone)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I recenti dati <em>Cerved<\/em> relativi alle imprese hanno messo in luce un vero e proprio bollettino di guerra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un Paese in recessione come l\u2019Italia l\u2019unico dato in crescita \u00e8 quello che indica la percentuale dei fallimenti delle imprese: + 14% rispetto allo stesso periodo del 2013.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 pur vero che le crisi aziendali spesso prescindono dai comportamenti degli imprenditori con la conseguente inattendibilit\u00e0 dell\u2019ormai superato motto \u201c<em>decoctor ergo fraudator<\/em>\u201d: il fallito \u2013 insomma \u2013 non \u00e8 sempre anche un criminale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imprenditore \u00e8, nella maggior parte dei casi, onesto ma sfortunato, vittima di condizioni sistemiche assai sfavorevoli: primo fra tutte il <em>credit crunch<\/em>, ma si pensi anche all\u2019elevato cuneo fiscale, alla burocrazia imperante, alla domanda stagnante da ormai troppo tempo. Condizioni queste che addensate spingono le imprese, soprattutto le PMI, progressivamente fuori dal mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altrettanto vero \u00e8 che la legge concede all\u2019imprenditore la possibilit\u00e0 di combattere lo stato di crisi sul <em>ring<\/em> del mercato; infatti, \u00e8 lo stato di insolvenza e non il mero stato di crisi a legittimare il ricorso alla procedura del fallimento. Mentre lo stato di crisi \u00e8 stato definito come una situazione di temporanea difficolt\u00e0 di adempimento delle obbligazioni, lo stato di insolvenza indica l\u2019impossibilit\u00e0 di adempiere le obbligazioni. Tramite l\u2019insolvenza la crisi aziendale pertanto si manifesta all\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si tiene conto che tra i soggetti legittimati alla domanda di fallimento compare, oltre che ai creditori e al pubblico ministero, anche il debitore non si pu\u00f2 che riconoscere all\u2019imprenditore un vero e proprio diritto di fallire. Il c.d. \u201cautofallimento\u201d \u00e8 idoneo ad evitare peraltro l\u2019applicazione della sanzione penale dell\u2019art. 217 L.F. per l\u2019imprenditore che ha aggravato il proprio dissesto astenendosi dal richiedere il fallimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In generale, per\u00f2, il fallimento, anche dopo la riforma del 2006, non pu\u00f2 essere certamente annoverato tra i mezzi offerti all\u2019imprenditore per superare la crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La natura e la finalit\u00e0 del fallimento resta, comunque, ad oggi, sostanzialmente liquidatoria: si ha di mira la liquidazione dell\u2019attivo del debitore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggetto precipuo della presente trattazione \u00e8 invece il superamento della crisi aziendale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tali situazioni spesso il titolare della PMI \u00e8 portato a trascurare le prime avvisaglie di difficolt\u00e0 (magazzino in crescita, fallimento di clienti storici..), magari valorizza il credito , le prospettive del mercato, le nuove commesse, i contributi che non arrivano, e tanti altri fattori spesso non rilevabili all\u2019esterno, che lo inducono a continuare l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Del resto \u00e8 assolutamente ragionevole che l\u2019imprenditore in crisi chieda di giocare fino in fondo la partita e ci\u00f2 che \u00e8 auspicabile non risiede semplicisticamente in una maggiore dose di realismo e cautela (l\u2019imprenditore d\u2019altronde \u00e8 colui che scorge opportunit\u00e0 che altri non vedono!).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La strada da percorrere \u00e8 inevitabilmente indicata nei bilanci (a meno che questi non siano stati manipolati \u2013 ipotesi certamente non da escludere, specie in questo delicato momento storico).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per controllare lo stato di salute delle imprese, le scienze aziendali hanno individuato alcuni indicatori economici, che verificano la capacit\u00e0 dell\u2019impresa di produrre utili e margini di remunerazione dei proprietari: ROI, ROE, ROS, e finanziari, che verificano la liquidit\u00e0 e la solvibilit\u00e0: funzione di Altman, margine di struttura, margine di tesoreria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A questo punto se i modelli di <em>crisis<\/em> <em>management<\/em> mettono in luce una situazione per la quale i punti di forza dell\u2019azienda sono tali da poter superare le debolezze e riportare l\u2019impresa in una situazione di equilibrio economico-finanziario si porranno in atto azioni di <em>turnaround<\/em>, volte a disinnescare le cause scatenanti la crisi e perseguire il recupero della redditivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019imprenditore, a seconda dei casi, potr\u00e0 ad ogni modo avvalersi di quegli strumenti che sono alternativi al fallimento, poich\u00e9 non mirano alla disgregazione dell\u2019impresa, bens\u00ec al contrario, a salvarne l\u2019attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Merita di essere sinteticamente ricordato innanzitutto il concordato preventivo, che consiste in un accordo tra il debitore e la maggioranza dei creditori, che mira alla sopravvivenza dell\u2019impresa attraverso la soddisfazione anche parziale delle pretese creditorie (spesso si chiede ai creditori di sopportare dei sacrifici anche notevoli). Esso pu\u00f2 essere proposto con ricorso al Tribunale del luogo in cui l\u2019impresa ha la propria sede principale, dal solo debitore in stato di crisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Meccanismi di risoluzione della crisi d\u2019impresa di connotazione spiccatamente negoziale sono anche:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>gli accordi di ristrutturazione dei debiti;<\/li>\n<li>i piani attestati di risanamento.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli accordi mirano a ridimensionare l\u2019ammontare dei debiti, attraverso diverse modalit\u00e0, quali, a mero titolo esemplificativo, un pagamento rateale, un ridimensionamento dell\u2019ammontare complessivo, una rinuncia agli interessi legali gi\u00e0 maturati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La giurisprudenza di merito ha avuto modo di sottolineare come gli accordi di negoziazione non si risolvono in una particolare tipologia di concordato preventivo, ma costituiscono un procedimento autonomo, \u201cun contratto consensuale plurilaterale di natura sostanzialmente privatistica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Piano di risanamento viene invece attestato da un professionista, che si assume la responsabilit\u00e0 di sottoscrivere che il piano \u00e8 idoneo a raggiungere sia lo scopo del risanamento dell\u2019esposizione debitoria sia del riequilibrio economico-finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi meccanismi di natura negoziale per\u00f2 scontano delle debolezze che ne bloccano \u2013 tutt\u2019oggi \u2013 un largo utilizzo: la mancata predisposizione di misure di agevolazioni fiscali e l\u2019impossibilit\u00e0 per l\u2019imprenditore di accedere a nuovi finanziamenti, essenziali per garantire un normale svolgimento delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Marcello Pavone) I recenti dati Cerved relativi alle imprese hanno messo in luce un vero e proprio bollettino di guerra. 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