{"id":5811,"date":"2014-12-19T07:56:49","date_gmt":"2014-12-19T06:56:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=5811"},"modified":"2014-12-19T07:56:49","modified_gmt":"2014-12-19T06:56:49","slug":"e-io-dico-no-ogni-notte-ha-unalba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/e-io-dico-no-ogni-notte-ha-unalba\/","title":{"rendered":"E io dico no. Ogni notte ha un&#8217;alba."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Ilaria Reveruzzi)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Parole che fanno cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al Piccolo Teatro Studio Melato di Milano, ormai dal 3 dicembre e ancora per una settimana, entrano in scena la qualit\u00e0 e la sapienza, che separano l\u2019impegno dall\u2019indifferenza ed il coraggio della semina dalla narcosi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>E io dico no. Ogni notte ha un\u2019alba<\/em>\u201d, spettacolo scritto da Nando Dalla Chiesa e Marco Rampoldi e nato dallo studio di un gruppo di ricercatori del corso di Sociologia della Criminalit\u00e0 Organizzata tenuto dallo stesso Nando Dalla Chiesa alla facolt\u00e0 di Scienze Politiche dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Milano, racconta con ritmo serrato la fitta rete capillare di un sistema mafioso radicatosi fin sotto l\u2019epidermide italiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai cinque attori \u00e8 affidata la tragicit\u00e0 di un viaggio in parole nelle viscere del belpaese, per indagare nella memoria, nelle notizie sottratte all\u2019oblio, nelle pagine pi\u00f9 buie della nostra storia recente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fenomeno mafioso \u00e8 descritto con minuziosa precisone in ogni suo sviluppo, dall\u2019affiliazione con i suoi rituali, al voto di scambio, agli appalti, alle infiltrazioni nella politica, nella sanit\u00e0, ai sequestri di persona, agli omicidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019arresto di Luciano Liggio negli anni \u201970 fino ai recenti sviluppi della cosiddetta \u201coperazione infinito\u201d, in un moto a luogo che si muove dalla Calabria alla Lombardia ci si sofferma nello stato in luogo di un\u2019Italia in prognosi riservata, infettata da una illegalit\u00e0 strisciante che rischia di incancrenirla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<em>Quando camminate nel sole di mezzogiorno portate l\u2019oscurit\u00e0 con voi, \u00e8 attaccata alle vostre scarpe, \u00e8 compagna di ogni vostro passo. E vinceremo sempre noi. Perch\u00e9 noi siamo ovunque, come l\u2019oscurit\u00e0: siamo nei mercati pi\u00f9 opulenti, nei traffici pi\u00f9 impensabili, senza distinzione di frontiera e di nazionalit\u00e0. Potete assolvere voi stessi, ma non potrete mai eliminarci finch\u00e9 non eliminerete la mafia che \u00e8 in voi. Noi siamo l\u2019oscurit\u00e0, siamo dappertutto e viviamo in simbiosi con il lato oscuro di ciascuno di voi<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019operazione che utilizza lo strumento del teatro per raccontare storie che raccontano storia italiana, nel cui bagaglio identitario ci sono domande alle quali nessuno ha ancora risposto e risposte da rendere ancora interrogative.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una rappresentazione cruda, emozionale, indelebile, in cui si intercetta la volont\u00e0 di una grandissima officina culturale di sovvertire l\u2019indulgente torpore dell\u2019acquiescenza con la memoria attenta del cronista e lo sguardo utopico del prosatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con un gioco di prospettive che stimola le intelligenze, lo spettacolo d\u00e0 luce alle debolezze della \u201cnotte mafiosa\u201d, mostrando quanto siano illusorie le lusinghe di potere proposte dalla criminalit\u00e0 organizzata, quanto sia illusorio il concetto di \u201conore\u201d degli uomini delle cosche e quanto concreto invece sia l\u2019onore di tutti gli uomini che non si omologano al ribasso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 attorno alla metafora dell\u2019alba che si condensa, infatti, una rinnovata consapevolezza di poter combattere la criminalit\u00e0 organizzata lavorando sulla diffusione della cultura della legalit\u00e0, una parola, quest\u2019ultima, che rischia di diventare orfana di senso se non sussiste la volont\u00e0 di condividerla, di renderla viva, di raccontarla con la forza del sapere che libera il paese dalle sue forme peggiori e spinge a guardare oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quell\u2019oltre \u00e8 nell\u2019interiorit\u00e0 di ciascuno di noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sbocciano cos\u00ec, nel monologo finale, parole di coraggio. Del coraggio di una parte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la grandezza di un paese non si misura solo dalla magniloquenza del suo passato, ma dall\u2019eccellenza delle sue menti che quotidianamente scelgono di combattere, di farsi sentire, di non cedere alla cultura ineluttabile, quasi fisiologica, dell\u2019assuefazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un segnale importante, dunque, per chi crede e investe nel teatro della conoscenza, della dimensione culturale delle emergenze, per chi crede che la consapevolezza individuale non basti ma ci sia bisogno di un\u2019unica prospettiva: la condivisione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019occasione preziosa, immensit\u00e0 per ricchi di spirito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chapeau<\/em>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Ilaria Reveruzzi) Parole che fanno cultura. 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