{"id":6230,"date":"2015-04-01T00:28:43","date_gmt":"2015-03-31T22:28:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6230"},"modified":"2015-04-01T00:28:43","modified_gmt":"2015-03-31T22:28:43","slug":"credito-di-imposta-per-i-beni-strumentali-nuovi-la-circolare-5e-dellagenzia-delle-entrate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/credito-di-imposta-per-i-beni-strumentali-nuovi-la-circolare-5e-dellagenzia-delle-entrate\/","title":{"rendered":"Credito di imposta per i beni strumentali nuovi, la circolare 5\/E dell\u2019Agenzia delle Entrate"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Valerio Micheli)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il <em>decreto competitivit\u00e0<\/em> (decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014 n. 116) attribuisce ai soggetti titolari di reddito d\u2019impresa un credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi e destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato, effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. Il credito di imposta, riconosciuto per investimenti (progetti di investimento) di importo unitario di almeno 10.000 euro, \u00e8 pari al 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007 realizzati nei cinque periodi d\u2019imposta precedenti<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Circolare-n.-5-del-19-febbraio-2015.pdf\">La circolare 5\/E dell\u2019Agenzia delle Entrate del 19 febbraio 2015<\/a>\u00a0fornisce precisazioni in merito alla misura agevolativa, ai soggetti beneficiari, agli investimenti agevolabili, all\u2019efficacia temporale dell\u2019agevolazione, alla sua determinazione e all\u2019utilizzo e alla rilevanza del credito di imposta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimandando per approfondimenti al testo della circolare, si riportano di seguito i tratti essenziali e gli elementi pi\u00f9 rilevanti sul tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agevolazione \u00e8 applicabile ai soggetti titolari di reddito d\u2019impresa \u2013 senza distinzioni \u201cdi sorta\u201d \u2013 purch\u00e9 effettuino investimenti destinati a strutture produttive ubicate in Italia. Sono ammesse all\u2019agevolazione sia le imprese residenti che le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti. Beneficiari potranno essere anche enti non commerciali con riferimento all\u2019attivit\u00e0 commerciale eventualmente esercitata e imprese costituitesi successivamente alla data di entrata in vigore del c.d. decreto competitivit\u00e0 (25 giugno 2014).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolare esamina poi gli investimenti agevolabili, che dovranno essere investimenti in beni strumentali nuovi compresi nella divisione 28 della tabella ATECO 2007, denominata \u201cFabbricazione di macchinari ed apparecchiature N.C.A. [non classificabili altrimenti]\u201d, rientrante nella sezione \u201cC\u201d denominata \u201cAttivit\u00e0 manifatturiere\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I beni oggetto dell\u2019investimento \u2013 e quindi agevolabili \u2013 devono avere il requisito della \u201cstrumentalit\u00e0\u201d rispetto all\u2019attivit\u00e0 esercitata dall\u2019impresa che beneficia del credito d\u2019imposta (cfr. 2.2. <em>Requisiti dei beni agevolabili<\/em>), quindi essere di uso durevole e atti ad utilizzo come strumenti di produzione nel processo produttivo dell\u2019azienda. Tutto ci\u00f2 esclude, tra gli altri, beni-merce o materiali di consumo (anche se rientranti nella divisione 28). Si ricorda inoltre che i beni devono essere nuovi, quindi non sono agevolabili beni gi\u00e0 utilizzati a qualunque titolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019investimento \u2013 <em>rectius<\/em> il progetto d\u2019investimento \u2013 deve essere almeno di 10.000 euro e l\u2019agevolazione spetta sia per beni acquistati da terzi, sia per la realizzazione in economia o mediante contratto di appalto<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Sono agevolabili anche beni acquisiti mediante locazione finanziaria che presenti l\u2019opzione di acquisto finale del bene a favore dell\u2019utilizzatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paragrafo 4 della circolare tratta la \u201cDeterminazione dell\u2019agevolazione\u201d, esplicando la determinazione del credito spettante, la fattispecie di imprese di recente o nuova costituzione che abbiano quindi un\u2019attivit\u00e0 di impresa inferiore ai cinque anni o costituite successivamente all\u2019entrata in vigore del decreto legge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In merito all\u2019utilizzo del credito di imposta, il decreto-legge (al comma 4 dell\u2019articolo 18) dispone che esso \u201c<em>va ripartito nonch\u00e9 utilizzato in tre quote annuali di pari importo\u201d<\/em> ed \u00e8 utilizzabile \u201c<em>esclusivamente in compensazione ai sensi dell\u2019articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n, 214<\/em>\u201d. L\u2019utilizzo di tale credito \u00e8 ammissibile a partire \u201c<em>dal 1\u00b0 gennaio del secondo periodo di imposta successivo a quello in cui \u00e8 stato effettuato l&#8217;investimento<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolare fornisce poi \u2013 al paragrafo 6 \u2013 nove esempi di calcolo utili per comprendere l\u2019entit\u00e0 del credito e le sue modalit\u00e0 di utilizzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019agevolazione \u00e8 \u2013 come scritto nell\u2019ultima sezione della circolare, la numero 8 \u2013 revocabile se si verificano alcuni presupposti: il credito d\u2019imposta, ad esempio, \u00e8 revocabile \u201c<em>se l\u2019imprenditore cede a terzi o destina i beni oggetto degli investimenti a finalit\u00e0 estranee all\u2019esercizio di impresa prima del secondo periodo di imposta successivo all\u2019acquisto\u201d<\/em>. Per beneficiare dell\u2019agevolazione, pertanto, \u00e8 necessario che i beni siano mantenuti nel processo produttivo aziendale almeno fino alla fine del periodo di imposta successivo a quello dell\u2019acquisto ; ci\u00f2 per evitare lo smobilizzo dei beni oggetto dell\u2019investimento agevolato che possa nascondere comportamenti elusivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra fattispecie che comporta la revoca del beneficio \u00e8 il trasferimento \u2013 secondo un termine ben preciso<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> \u2013 in strutture produttive situate al di fuori dello Stato, anche se appartenenti al beneficiario dell\u2019agevolazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La circolare si chiude trattando dei crediti di imposta indebitamente utilizzati, del loro versamento e del recupero degli importi indebitamente versati accertati a seguito di controlli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Il beneficiario ha facolt\u00e0 di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l\u2019investimento \u00e8 stato maggiore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cfr. 2.3 Modalit\u00e0 di realizzazione degli investimenti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Articolo 43, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 [entro il quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d\u2019imposta in cui \u00e8 stato effettuato l\u2019investimento agevolato]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Valerio Micheli) Il decreto competitivit\u00e0 (decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014 n. 116) attribuisce ai soggetti titolari di 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