{"id":6524,"date":"2015-07-01T00:33:00","date_gmt":"2015-06-30T22:33:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6524"},"modified":"2015-07-01T00:33:00","modified_gmt":"2015-06-30T22:33:00","slug":"il-futuro-del-retail-tradizionale-passa-attraverso-la-rivoluzione-tecnologica-e-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/il-futuro-del-retail-tradizionale-passa-attraverso-la-rivoluzione-tecnologica-e-digitale\/","title":{"rendered":"Il futuro del retail tradizionale passa attraverso la rivoluzione tecnologica e digitale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Alessio Abbate)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Immaginate un negozio di abbigliamento dove, con il vostro <em>tablet<\/em>, potete agevolmente verificare dal divano di casa l\u2019assortimento, selezionare con l\u2019ausilio di un <em>personal shopper<\/em> virtuale (come permette di fare ad es., <em>Nordstrom<\/em>) e prenotare un capo che avete misurato virtualmente da casa. Assicurandovi che il capo sia disponibile prima di passare in negozio, potreste poi provare fisicamente e ritirare l\u2019abito \u2018riservato\u2019 a voi (servizi resi disponibili, ad es., da <em>Banana Republic and Gap<\/em>) in un negozio dotato di una tecnologia capace di farvi provare l\u2019abito in un determinato \u2018contesto\u2019 (ad esempio, simulando i colori di una festa).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oppure, immaginate un supermercato dove, con il vostro <em>smartphone<\/em>, avete la possibilit\u00e0 di verificare la tracciabilit\u00e0 e la temperatura dei prodotti freschi, individuare velocemente lo scaffale dei prodotti che cercate, ricevere offerte personalizzate in base alle vostre preferenze, \u2018inserire\u2019 i prodotti scelti in un carrello virtuale, pagare alle casse dedicate senza fare file con il vostro <em>smartphone<\/em> (vedi, fra tutti, la tecnologia resa disponibile da <em>Apple<\/em>) e richiedere, infine, la consegna a domicilio della spesa. Gli esempi potrebbero continuare, passando per la pianificazione <em>online<\/em> dell\u2019itinerario di un centro commerciale (vedi, ad es., <em>Galeries Lafayette<\/em>), o la prenotazione <em>online<\/em> di servizi come il parrucchiere (\u00e8 il caso di <em>Supercuts<\/em>), oppure la simulazione di un <em>test drive<\/em> sullo <em>smartphone <\/em>in attesa di provare quello reale (vedi l\u2019esempio di FIAT).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il <em>report<\/em> \u2018<em>The Future of Retail 2015<\/em>\u2019 (di seguito \u2018<em>Report\u2019<\/em>), da cui sono tratti questi esempi, la capacit\u00e0 del <em>retailer<\/em> di coinvolgere i \u2018nuovi clienti\u2019, quelli \u2018sempre connessi\u2019 e che richiedono servizi personalizzati e semplificazione del processo d\u2019acquisto, passa attraverso la rivoluzione tecnologica e digitale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In altri termini, i <em>retailer<\/em> <em>tradizionali<\/em> che non saranno in grado di attrezzarsi in tal senso saranno molto probabilmente schiacciati dai <em>retailer online<\/em>. In effetti, lo <em>showrooming<\/em> \u00e8 sempre pi\u00f9 diffuso. Tra i consumatori che ricorrono allo <em>showrooming<\/em>, una parte crescente utilizza lo <em>smartphone<\/em> (e in futuro adotter\u00e0 altre nuove tecnologie) per portare a termine l\u2019acquisto <em>online<\/em> durante l\u2019esperienza di visita del negozio fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal il mio punto di vista, chi pratica lo <em>showrooming<\/em> non \u00e8 semplicemente un cliente orientato al prezzo: \u00e8 un cliente che valuta attentamente le caratteristiche dei prodotti nei negozi fisici e virtuali, sfrutta i consigli degli addetti alle vendite, \u00e8 coinvolto emotivamente dal <em>brand<\/em> e poi, razionalmente, effettua l\u2019acquisto al prezzo pi\u00f9 conveniente. Questo cliente, apparentemente \u2018opportunista\u2019, agisce forse a partire dal presupposto che i servizi offerti dal <em>retailer<\/em> virtuale siano equivalenti a quelli offerti da un <em>retailer<\/em> fisico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per questo motivo la strada dell\u2019integrazione delle strategie di <em>marketing<\/em> <em>offline<\/em> del <em>retailer<\/em> con quelle <em>online<\/em> relative all\u2019esperienza di acquisto (prima, durante e dopo la visita al negozio), offrendo al cliente un insieme di vantaggi (servizi) difficilmente ottenibili attraverso gli acquisti <em>online<\/em>. Ci\u00f2 potrebbe significare, ad esempio, riposizionare i servizi offerti dal <em>retailer<\/em> in un\u2019ottica di <em>networking<\/em> co-creativo di valore con tutti i possibili <em>partner<\/em> (fornitori di tecnologie, centri assistenza fisici e <em>online<\/em>, ecc.). Credo che occorra quindi valorizzare la relazione (<em>online<\/em> e <em>offline<\/em>) con il cliente per fare in modo che il cliente stesso non interrompa la relazione al momento dell\u2019acquisto sfruttando l\u2019opportunit\u00e0 di un prezzo inferiore e vanificando, in questo modo, la strategia di <em>marketing<\/em> e commerciale del <em>retailer<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ottenere la preferenza e la fedelt\u00e0 verso l\u2019insegna, i <em>retailer <\/em>tradizionali dovrebbero a mio avviso imparare ad ascoltare i bisogni dei nuovi clienti, a comunicare in maniera integrata i propri valori e a combinare in modo opportuno il <em>mix<\/em> di prodotti e servizi offerti, come spiegato attraverso svariati esempi nel <em>Report<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine, i <em>retailer<\/em> dovranno probabilmente rivedere il proprio modello di <em>business<\/em>, integrandolo attraverso opportuni processi gestionali ed efficaci strategie di <em>marketing<\/em>. Alcuni esempi di questi processi e strategie sono indicati fra le righe nel <em>Report<\/em> e ho provato a riassumerli qui di seguito.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Customer Experience Management<\/em>: che si tratti di biglietti per il teatro o per una mostra, di scarpe, o di una cena fuori, con una maggiore attenzione al proprio <em>budget<\/em>, il cliente oggi vuole sapere esattamente per cosa sta spendendo i propri soldi e assicurarsi che si tratti di qualcosa di unico, in termini di esperienza di acquisto nel negozio e di esperienza di consumo del prodotto. I casi di <em>GU<\/em> e <em>T-Mobile<\/em>, che consentono al cliente la prova del prodotto per alcuni giorni prima di procedere all\u2019acquisto, sono un chiaro esempio di questo <em>trend<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Multicanalit\u00e0 nel <em>Client Engagement<\/em>: il processo d\u2019acquisto \u00e8 sempre pi\u00f9 condizionato dalle informazioni scambiate attraverso i <em>social network<\/em>; alla luce di questo nuovo paradigma relazionale tra insegna e cliente, il <em>client engagement<\/em> deve a parer mio diventare sempre pi\u00f9 parte del sistema d\u2019offerta del <em>retailer<\/em>. Ci\u00f2 significa, ad esempio, valorizzare la propria presenza nei <em>social network<\/em> e la capacit\u00e0 di instaurare un dialogo positivo sulla marca \u2018tra consumatori\u2019 e \u2018tra consumatore e <em>brand<\/em>\u2019. Attraverso i <em>social network<\/em>, infatti, un numero crescente di consumatori matura interesse, coinvolgimento, decisione di acquisto e fedelt\u00e0 verso la marca\/insegna. Non solo, anche l\u2019acquisto d\u2019impulso pu\u00f2 essere un\u2019opportunit\u00e0 sui <em>social network<\/em>: il <em>Report<\/em> mostra ad esempio come diverse aziende siano capaci di utilizzare <em>Twitter<\/em> e <em>Facebook<\/em> per proporre acquisti istantanei (\u00e8 il concetto del \u2018compralo subito\u2019) senza abbandonare la navigazione sulla piattaforma.<\/li>\n<li>Formazione continua della Forza Vendita: \u00e8 noto che, in particolare per i beni durevoli, i clienti vogliono essere rassicurati per aver fatto la scelta giusta e che la professionalit\u00e0 della forza vendita pu\u00f2 essere un forte mezzo di riduzione della \u2018dissonanza cognitiva\u2019 e di fedelt\u00e0 all\u2019insegna. Tra le leve gestionali a disposizione del <em>retailer<\/em> del 2015 il <em>Report<\/em> cita: il mondo <em>digital<\/em>, la tecnologia, la fedelt\u00e0 dei clienti e le persone, considerando la forza vendita un fondamentale punto di contatto emozionale e funzionale rispetto all\u2019esperienza di visita del cliente.<\/li>\n<li>Gestione dei punti di contatto con il cliente: come \u00e8 scritto pi\u00f9 volte tra le righe del <em>Report<\/em>, diviene strategica la necessit\u00e0 di aumentare i diversi punti di contatto tra cliente e insegna, includendo l\u2019interazione con il cliente attraverso lo <em>smartphone<\/em> (prima, durante e dopo la visita al negozio).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 indubbio che una parte significativa dei nostri acquisti si sposter\u00e0 sempre pi\u00f9 sul <em>web<\/em>, ma \u00e8 altrettanto vero a parer mio (e il <em>report<\/em> fornisce tanti esempi in tal senso), che il mondo digitale \u00e8 oggi una formidabile leva per rafforzare o riposizionare le insegne del mondo \u2018reale\u2019 contribuendo, in tal modo, in maniera sempre pi\u00f9 significativa alla creazione del valore della marca\/insegna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Alessio Abbate) Immaginate un negozio di abbigliamento dove, con il vostro tablet, potete agevolmente verificare dal divano di casa l\u2019assortimento, selezionare con l\u2019ausilio di un personal shopper virtuale (come <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":6525,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,5,48,1510,1],"tags":[1513,1257,1515,1514,1512,1511],"class_list":["post-6524","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-fascicoli","category-marketing","category-numero-di-febbraio-2017","category-news","tag-client-engagement","tag-cliente","tag-fedelta","tag-preferenza","tag-smartphone","tag-tablet"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/1025983_73873936.jpg?fit=4134%2C3630&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1He","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6524","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6524"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6524\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6526,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6524\/revisions\/6526"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6525"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6524"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6524"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6524"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}