{"id":6535,"date":"2015-06-30T23:25:54","date_gmt":"2015-06-30T21:25:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6535"},"modified":"2015-07-01T00:43:03","modified_gmt":"2015-06-30T22:43:03","slug":"modelli-di-gestione-del-rischio-fiscale-un-confronto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/modelli-di-gestione-del-rischio-fiscale-un-confronto-internazionale\/","title":{"rendered":"Modelli di gestione del &#8216;rischio fiscale&#8217;. Un confronto internazionale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Matteo Galeri)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Introduzione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale, ha recentemente approvato un disegno di legge relativo alla \u201cDelega Fiscale\u201d, nel quale si prevedono misure di contrasto all\u2019evasione ed all\u2019elusione fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ambito, partendo dalla normativa gi\u00e0 prevista dal Decreto Legislativo 231\/01 inerente la responsabilit\u00e0 fiscale dell\u2019impresa, il legislatore intende introdurre \u201c<em>sistemi strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le imprese di una certa entit\u00e0<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, dovranno dotarsi di un \u201c<strong>sistema di controllo interno\u201d<\/strong> che riduca il rischio di inadempimenti fiscali pi\u00f9 o meno fraudolenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A fronte di tale sforzo organizzativo da parte delle imprese, verranno accordati incentivi quali:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>minori adempimenti;<\/li>\n<li>riduzione delle sanzioni;<\/li>\n<li>accertamenti leggeri.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le imprese di dimensioni pi\u00f9 modeste, infine, potranno usufruire dello strumento del \u201c<em>Tutoraggio Fiscale<\/em>\u201d, attualmente in via di potenziamento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il contesto di riferimento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale, cosi come accaduto in diversi altri Paesi, sta muovendo verso forme di cosiddetta &#8220;C<em>ooperazione Rafforzata<\/em>&#8221; con i \u201c<em>Contribuenti di maggiori dimensioni<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><strong>[2]<\/strong><\/a><\/em>\u201d, che prevedono a tendere l\u2019implementazione di modelli basati su un rapporto di trasparenza fra Contribuenti ed Autorit\u00e0 Fiscali, a cui associare istituti premiali<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le iniziative che costituiscono il primo e decisivo passo per l\u2019introduzione in Italia di un modello di \u201c<em>Cooperazione rafforzata<\/em>\u201d sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il lancio del progetto pilota denominato &#8220;Regime di adempimento collaborativo&#8221; da parte dell\u2019Agenzia delle Entrate, destinato ai grandi contribuenti;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l&#8217;inserimento formale del \u201c<em>Regime di Cooperazione Rafforzata<\/em>\u201d nella cd. \u201cDelega Fiscale<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cosa prevede, fra l&#8217;altro, la \u201cDelega Fiscale (Legge n. 23 del 12 Marzo 2014)\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore, mediante i decreti attuativi della \u201cDelega Fiscale\u201d di cui sopra, ha previsto che i \u201cContribuenti di maggiori dimensioni\u201d che intendano partecipare al regime di &#8220;<em>Cooperazione Rafforzata<\/em>&#8220;, debbano dotarsi di un &#8220;Sistema aziendale strutturato di Gestione e di Controllo del Rischio Fiscale&#8221;, ovvero l&#8217;implementazione di un \u201c<em>Tax Control Framework<\/em>\u201d, di seguito &#8220;<em>TCF<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un adeguato \u201c<em>TCF<\/em>\u201d, oltre a costituire un requisito di adesione a programmi di &#8220;<em>cooperazione rafforzata<\/em>&#8220;, ha lo scopo di individuare e gestire i propri \u201cRischi Fiscali\u201d, in un contesto in cui tale rischio \u00e8 valutato crescente, essendo in aumento sia le complessit\u00e0 intrinseche della materia che le potenziali ricadute reputazionali in capo alle imprese e ai gruppi di imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La gestione del rischio fiscale: \u201cTax Control Framework\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione del \u201crischio fiscale\u201d risulta un elemento imprescindibile dell\u2019operativit\u00e0 aziendale, non solo a livello di \u201c<em>Compliance<\/em>\u201d ma anche in ambito strategico e finanziario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La gestione del \u201cRischio Fiscale\u201d, da qualche anno, \u00e8 divenuta tema centrale nel dibattito internazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2013 l\u2019OCSE ha pubblicato il rapporto preliminare \u00abCo-operative Compliance: a Framework\u00bb, al fine di fornire linee guida su come un modello di co-operative compliance possa ristabilire fiducia e confidenza nel rapporto tra business community ed A.F. e consentire benefici ad entrambi, sulla base di esperienze di vari paesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare, il report sottolinea l\u2019importanza dei <strong>\u00abTax Control Frameworks\u00bb <\/strong>per la gestione sistematica del \u201cRischio Fiscale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adozione, da parte del Contribuente, di un \u201c<em>Tax Control Frameworks<\/em>\u201d sufficientemente robusto, tale da garantire all\u2019Amministrazione Finanziaria l\u2019<em>affidabilit\u00e0<\/em> e <em>veridicit\u00e0<\/em> del <em>contenuto<\/em> delle <em>dichiarazioni fiscali<\/em>, nonch\u00e9 la volont\u00e0 del contribuente di essere <em>aperto<\/em> e <em>trasparente<\/em>, sono considerati elementi essenziali per il successo della \u201c<em>Co &#8211; operative compliance<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le esperienze di altri Paesi dimostrano la validit\u00e0 di relazioni collaborative tra Amministrazione Finanziaria e Contribuenti, nonch\u00e9 con i Consulenti Fiscali, atteso il ruolo di intermediazione da essi svolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La costruzione di un migliore rapporto tra le parti contribuisce alla creazione di un quadro ordinamentale pi\u00f9 affidabile, in grado di favorire gli investimenti delle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare quindi utile favorire nelle imprese la diffusione di modelli della funzione fiscale basati non pi\u00f9 esclusivamente sulla \u201cminimizzazione degli oneri fiscali\u201d, ma su una vera e propria gestione del \u201cRischio\u201d di assolvimento degli obblighi fiscali, ovvero una \u201c<em>Cooperazione Collaborativa<\/em>\u201d fra i vari attori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Autorit\u00e0 Fiscali di vari Paesi (tra cui i principali Paesi europei, anglosassoni e<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">la Russia) hanno maturato da tempo la consapevolezza della necessit\u00e0 di sviluppare rapporti di collaborazione con i propri contribuenti e di avviare, conseguentemente, programmi di <em>Co-Operative Compliance, <\/em>aumentando cos\u00ec la cultura della trasparenza, che \u00e8 da sempre la pi\u00f9 efficace forma sia di prevenzione contro l&#8217;evasione e l\u2019elusione sia di risoluzione delle controversie in materia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale contesto, l\u2019Italia ha intrapreso il proprio percorso, avviando nel 2013 un primo progetto pilota<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>, cui \u00e8 seguito un intervento normativo (Legge n. 23 del 12 marzo 2014) recante <em>\u201cDisposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra il fisco e il contribuente\u201d<\/em>, il regime facoltativo di \u201cAdempimento Collaborativo<strong>\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019adesione a tale regime comporta significativi vantaggi per il contribuente, tra i quali:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>interlocuzione costante e preventiva con l\u2019Agenzia delle Entrate;<\/li>\n<li>procedura abbreviata in caso di interpello preventivo;<\/li>\n<li>riduzione delle eventuali sanzioni amministrative;<\/li>\n<li>pubblicit\u00e0 circa l\u2019adesione al regime;<\/li>\n<li>difesa in caso di implicazioni penali &#8211; tributarie.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per impostare ed adottare un sistema strutturato che soddisfi le esigenze manifestate, sono indispensabili:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Competenze tecniche <strong>fiscali su imposte dirette e indirette<\/strong>;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Conoscenza dei <strong>processi operativi \/ business <\/strong>dell\u2019azienda, dei <strong>processi amministrativi \/ fiscali <\/strong>e dei <strong>sistemi informativi aziendali <\/strong>che supportano la raccolta, elaborazione e il reporting fiscale (sistemi transazionali, consolidamento e reporting);<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Competenze di <strong>analisi e gestione del rischio aziendale <\/strong>e del \u201c<em>Sistema di controllo interno<\/em>\u201d;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Team multidisciplinare <\/strong>con competenze fiscali, di processi operativi e di back office, dei sistemi informativi aziendali.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore italiano, come anticipato, tramite la Legge 11 marzo 2014 n. 23 (c.d. \u201c<strong>Delega Fiscale<\/strong>\u201d), ha introdotto il c.d. \u201c<em>Regime facoltativo di Adempimento Collaborativo<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\"><strong>[6]<\/strong><\/a><\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo nuovo regime si basa su un rapporto di trasparenza fra Contribuenti ed Amministrazione Finanziaria, da realizzare attraverso la condivisione preventiva di aree fiscali di particolare rilevanza da individuare tramite un &#8220;sistema di rilevazione, misurazione, monitoraggio e gestione del rischio fiscale&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per le imprese, l\u2019adesione al regime di \u201c<em>adempimento collaborativo<\/em>\u201d comporterebbe l\u2019ammissione a taluni istituti premiali, quali forme pi\u00f9 rapide di interpello e definizione dei periodi di imposta, minori adempimenti e riduzione delle sanzioni in caso di violazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito del \u201cDisegno di Legge Delega\u201d per la revisione del sistema fiscale, la norma che si occupa della gestione del rischio fiscale \u00e8 destinata ad assumere un notevole rilievo ed a produrre un forte impatto sulle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo dichiarato \u00e8 quello di <em>\u201cmigliorare il rapporto tra Amministrazione Finanziaria (Fisco) e Contribuente, secondo l\u2019impostazione della \u2018enhanced relationship\u2019 raccomandata dall\u2019OCSE\u201d. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ai sensi dell\u2019art. 6 del provvedimento, nell\u2019ottica di costruire un miglior rapporto tra \u201c<em>Amministrazione Finanziaria (Fisco) e Contribuenti<\/em>\u201d, il legislatore dovr\u00e0 disciplinare i meccanismi di \u201c<em>Cooperazione Rafforzata<\/em>\u201d, in linea con le cos\u00ec dette \u00ab<strong><em>enhanced relationship<\/em><\/strong>\u00bb raccomandate dall\u2019<strong>Ocse<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 opportuno segnalare, infine, che l\u2019Agenzia delle Entrate ha anticipato i tempi, lanciando <strong>la sperimentazione del \u201cRegime di Adempimento Collaborativo\u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Progetto pilota &#8220;Regime di Adempimento Collaborativo&#8221;. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ottica del miglioramento delle relazioni tra Amministrazione Finanziaria e Grandi Contribuenti, l\u2019Agenzia delle Entrate intende avviare un progetto pilota volto a porre le basi per definire uno schema di riferimento per nuove forme di interlocuzione avanzata basate sulla cooperazione, la trasparenza e la fiducia reciproca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto rientra in quello che in ambito internazionale prende il nome di \u201c<em>cooperative compliance programme<\/em>\u201d ovvero \u201cRegime di Adempimento Collaborativo\u201d e che ha di recente formato oggetto di attenzione da parte del legislatore italiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il suddetto progetto prevede i seguenti step:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/content\/nsilib\/nsi\/documentazione\/regime+di+adempimento+collaborativo+-+grandi+contribuenti#obiettivo\">Obiettivo del progetto<\/a>;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/content\/nsilib\/nsi\/documentazione\/regime+di+adempimento+collaborativo+-+grandi+contribuenti#descrizione\">Descrizione del progetto<\/a>;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/content\/nsilib\/nsi\/documentazione\/regime+di+adempimento+collaborativo+-+grandi+contribuenti#condizioni\">Condizioni per l\u2019accesso<\/a>;<\/li>\n<li><a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/content\/nsilib\/nsi\/documentazione\/regime+di+adempimento+collaborativo+-+grandi+contribuenti#futuro\">Prossime fasi del progetto<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Obiettivo del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019obiettivo del progetto \u00e8 quello di individuare in concreto, in collaborazione con i contribuenti, elementi utili alla successiva definizione delle caratteristiche che dovranno ispirare il nuovo rapporto e che consenta un\u2019evoluzione dell\u2019attuale attivit\u00e0 di tutoraggio, prevista per il suddetto segmento di contribuenti (art. 27 commi da 9 a 12 del D.L. n.185\/2008 convertito dall\u2019articolo 1 della L. n. 2\/2009), in un programma pi\u00f9 avanzato e coerente con le recenti <a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/wcm\/connect\/0a07a600400fdab78b01abb261642a59\/Co-operative-Compliance-Preliminary+OECD+2013.pdf?MOD=AJPERES&amp;CACHEID=0a07a600400fdab78b01abb261642a59\">indicazioni fornite in sede OCSE<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nuovo regime dovr\u00e0 prevedere un impegno effettivo del contribuente ad assumere comportamenti orientati alla compliance e a fornire volontariamente, o a richiesta, informazioni complete e tempestive sulle transazioni che presentano maggiori rischi fiscali o che possano suscitare potenziali divergenze interpretative. A fronte di un incremento di trasparenza, l\u2019Agenzia, di contro, dovr\u00e0 assumere un concreto impegno a rispondere alle esigenze del contribuente e a consentire la risoluzione delle questioni fiscali di pi\u00f9 ampio rilievo in maniera tempestiva ed equilibrata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, l\u2019idea che sorregge l\u2019adozione del progetto \u00e8 quella di verificare la possibilit\u00e0 di introdurre un approccio al controllo ex ante, rispetto al tradizionale intervento ex post, con positivi impatti sul livello di compliance del contribuente e sulle sue esigenze di certezza e stabilit\u00e0, nonch\u00e9 a fornire elementi utili per introdurre appositi provvedimenti attuativi del regime.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Descrizione del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019ambito del progetto pilota, le imprese ivi ammesse, coopereranno con l\u2019Agenzia delle entrate (nella specie con il Settore Grandi Contribuenti della Direzione Centrale Accertamento) nell\u2019ambito di appositi tavoli tecnici all\u2019interno dei quali saranno analizzati diversi aspetti, quali ad esempio: le caratteristiche di modelli interni di gestione del rischio fiscale, gli elementi e le caratteristiche del nuovo approccio, adempimenti e incentivi che potranno essere posti a carico\/beneficio del contribuente, impegni da parte dell\u2019Agenzia delle entrate e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In termini generali, una volta conclusa la sperimentazione e attivato di conseguenza il regime attraverso gli opportuni veicoli in osservanza degli esiti del progetto, l\u2019eventuale adesione allo stesso dovrebbe consentire all\u2019impresa di ridurre e semplificare gli adempimenti, di ottenere una serie di benefici e, soprattutto, di pervenire, per quanto possibile, a forme di certezza preventiva in merito alla conformit\u00e0 delle scelte effettuate alle corrette norme tributarie applicabili in concreto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il progetto, e la sua concreta esecuzione, \u00e8 perfettamente coerente con le strategie dell\u2019Agenzia delle entrate e, in particolare, con la <a href=\"http:\/\/www.agenziaentrate.gov.it\/wps\/mycontent\/nsilib\/nsi\/documentazione\/attivita+di+controllo\/grandi+contribuenti\/#missione\">missione<\/a> delle strutture preposte alla trattazione dei Grandi Contribuenti, il cui obiettivo \u00e8 quello di instaurare con tale tipologia di imprese (che rappresentano un segmento strategico nell\u2019economia nazionale) un rapporto di mutua collaborazione fondato su un dialogo aperto e trasparente atto a favorirne l\u2019adempimento spontaneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Condizioni per l\u2019accesso<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di queste premesse, i soggetti interessati a partecipare al citato progetto possono presentare apposita richiesta secondo i termini di cui al paragrafo seguente. Occorre in merito segnalare che il numero di partecipanti dovr\u00e0 necessariamente essere limitato in ragione di esigenze di efficacia e praticabilit\u00e0. Pertanto, l\u2019Agenzia delle entrate operer\u00e0, a proprio insindacabile giudizio, una selezione delle candidature pervenute, in ragione di una serie di requisiti di accesso, che potranno assumere carattere necessario o preferenziale. In particolare, tra i requisiti si segnalano i seguenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Requisiti necessari<\/span>:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>rientrare nella qualifica di \u201cGrande Contribuente<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>\u201d;<\/li>\n<li>aver adottato modelli di organizzazione e di gestione di cui all\u2019articolo 6 del D. Lgs. 231\/2001 o aver adottato un sistema di gestione e controllo del rischio fiscale (cd. \u201c<em>Tax Control Framework<\/em>\u201d).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Requisiti preferenziali<\/span>:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>essere parte di un gruppo multinazionale ovvero esercitare la propria attivit\u00e0 in Italia o all\u2019estero attraverso stabili organizzazioni<\/li>\n<li>aver aderito in altri ordinamenti giuridici a forme di \u201cC<em>ooperative Compliance\u201d,<\/em> ovvero aver sottoscritto codici di condotta con le proprie amministrazioni finanziarie;<\/li>\n<li>aver attivato misure rientranti nel concetto di adempimento collaborativo, quali ad esempio <em>ruling<\/em> di standard internazionale o adesione al regime degli oneri documentali in materia di prezzi di trasferimento.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">Prossime fasi del progetto<\/span><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Entro il mese di settembre, il Settore Grandi contribuenti della Direzione Centrale Accertamento avvier\u00e0 gli opportuni contatti con le imprese per aprire i tavoli tecnici nei quali verranno analizzate le caratteristiche dei modelli interni di gestione del rischio fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel Disegno di Legge Delega per la revisione del sistema fiscale, la norma che si occupa della gestione del \u201cRischio Fiscale\u201d \u00e8 destinata ad assumere un notevole rilievo ed a produrre un forte impatto sulle imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;obiettivo dichiarato \u00e8 quello di \u00abmigliorare il rapporto tra \u201cAmministrazione Finanziaria e Contribuente\u201d, secondo l&#8217;impostazione della \u201c<em>enhanced relationship<\/em>\u201d raccomandata dall&#8217;Ocse\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La norma in discussione si articola essenzialmente su tre punti cardine:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>l\u2019introduzione di forme di comunicazione e di cooperazione rafforzata tra le imprese e l\u2019amministrazione finanziaria;<\/li>\n<li>la previsione di sistemi aziendali strutturati di gestione e di controllo del rischio fiscale per i grandi contribuenti;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la previsione di incentivi sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti e di riduzioni delle eventuali sanzioni.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In attesa del completamento dell\u2019iter legislativo, \u00e8 possibile svolgere alcune riflessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In primo luogo, il legislatore dovr\u00e0 definire l\u2019ambito soggettivo di applicazione e chiarire se nei soggetti di grandi dimensioni interessati dal provvedimento rientrano solo quelli che l\u2019Agenzia delle Entrate sottopone ad \u201c<em>attivit\u00e0 di tutoraggio<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\"><strong>[8]<\/strong><\/a><\/em>\u201d, ovvero se includervi anche i c.d. \u201c<em>Grandi Contribuenti<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\"><strong>[9]<\/strong><\/a><\/em>\u201d per i quali l\u2019Agenzia prevede approcci e strategie peculiari di controllo o addirittura se allargare la platea di soggetti introducendo altri criteri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto alla nozione di \u201cRischio Fiscale\u201d, la Relazione Governativa lo fa coincidere con \u201c<em>il rischio di assolvimento degli obblighi fiscali<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tale ottica, avrebbero rilevanza tutte quelle \u201c<em>condotte, eventi o circostanze che, sia pure sotto un profilo probabilistico, siano in contrasto con gli obblighi tributari, e dunque potenzialmente in grado di produrre un danno non solo di carattere finanziario e patrimoniale, ma anche reputazionale<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019impresa di grandi dimensioni dovr\u00e0, dunque, implementare dei sistemi strutturati in grado di garantire con <em>continuit\u00e0<\/em> un\u2019<em>efficace gestione e controllo<\/em> del \u201cRischio Fiscale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo implica un notevole sforzo organizzativo sotto il profilo dell\u2019individuazione e dell\u2019analisi dei potenziali rischi, dei livelli di priorit\u00e0, delle modalit\u00e0 di gestione, delle dinamiche di interazione con gli altri soggetti operanti all\u2019interno dell\u2019impresa, prevedendo il coinvolgimento degli organi apicali e di \u201c<em>Governance<\/em>\u201d per i rischi pi\u00f9 significativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma, soprattutto, i sistemi strutturati dovranno contenere <em>\u201cuna chiara attribuzione di responsabilit\u00e0 nel quadro complessivo dei sistemi dei controllo interni\u201d; <\/em>dovr\u00e0, in altri termini, essere chiaramente individuata la funzione che a carattere permanente e con continuit\u00e0 sar\u00e0 incaricata della gestione e\/o del controllo del rischio fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di capire, ora, se il legislatore opter\u00e0 per l\u2019istituzione di una figura specifica, magari prescelta nell\u2019ambito della funzione fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quale che sia la scelta, \u00e8 certo che il soggetto responsabile, in quanto operante nel quadro del complessivo sistema dei controlli interni, dovr\u00e0 dialogare costantemente con le altre funzioni di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore potr\u00e0, infine, prevedere incentivi in termini di minori adempimenti, riduzione delle sanzioni e minori accertamenti per le imprese che implementeranno i sistemi di gestione e controllo del \u201cRischio Fiscale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza, \u00e8 previsto che il maggior onere organizzativo relativo all\u2019adozione di sistemi strutturati di gestione e controllo, possa essere compensato da incentivi in termini di minori adempimenti o di riduzione delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al fine di garantire un\u2019efficace applicazione di questo principio di compensazione, \u00e8 evidente che il legislatore dovr\u00e0 disciplinare puntualmente i criteri e le modalit\u00e0 di valutazione sull\u2019idoneit\u00e0 dei sistemi a presidio del rischio fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>L\u2019adozione di Modelli di Gestione, Monitoraggio e Controllo del \u201cRischio Fiscale\u201d.<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I principali<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a> \u201cSistemi di Gestione dei Rischi Aziendali\u201d attualmente in essere:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\"> Lgs. 231\/2001<\/span>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Normativa italiana che sancisce la responsabilit\u00e0 amministrativa delle persone giuridiche, delle societ\u00e0 e degli enti privi di personalit\u00e0 giuridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il D. Lgs. 231\/2001 disciplina, introducendola per la prima volta nel nostro ordinamento, <strong>la responsabilit\u00e0 amministrativa delle persone giuridiche<\/strong>, oltre ad un genere di responsabilit\u00e0 che coniuga i tratti essenziali del sistema penale con quelli del sistema amministrativo.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"text-decoration: underline;\">Sarbanes Oxley Act<\/span>, <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge\">legge<\/a> federale emanata nel luglio <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/2002\">2002<\/a> dagli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Stati_Uniti_d%27America\">Stati Uniti d&#8217;America<\/a> a seguito di diversi scandali contabili che hanno coinvolto importanti aziende americane.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Suddetti scandali, hanno causato grande sfiducia da parte degli investitori nei confronti dei mercati, e si pone come obiettivo il ripristino della fiducia degli investitori stessi e la protezione degli azionisti contro possibili frodi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In ambito domestico<\/strong><a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a><strong>, le aziende di maggiori dimensioni dovranno realizzare, ai fini tributari, Modelli di Controllo simili a quelli gi\u00e0 previsti dal D. Lgs. n. 231\/2001<\/strong> in materia di Responsabilit\u00e0 Amministrativa degli Enti, in base a quanto previsto dalla \u201cDelega Fiscale\u201d approvata dal legislatore nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fasi principali in cui il sistema deve articolarsi sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Identificazione dei rischi,<\/strong> ossia l\u2019analisi del contesto aziendale per evidenziare dove (in quale area\/settore di attivit\u00e0) e secondo quali modalit\u00e0 si possono verificare eventi pregiudizievoli per gli obiettivi indicati dal D. Lgs n. 231\/2001;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Progettazione del sistema di controllo (c.d. protocolli <\/strong>per la programmazione della formazione ed attuazione delle decisioni dell\u2019ente), ossia la valutazione del sistema esistente all\u2019interno della societ\u00e0 ed il suo eventuale adeguamento, in termini di capacit\u00e0 di contrastare efficacemente, cio\u00e8 ridurre ad un livello accettabile, i rischi identificati.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il \u201cSarbanes Oxley Act\u201d, la sezione \u201d<em>Management Assessment of Internal controls<\/em>\u201d, richiede che, con cadenza annuale:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il CEO e il CFO della societ\u00e0\/gruppo attestino che il sistema di controllo interno che presidia il processo di costruzione e presentazione del bilancio (c.d. <em>Financial Reporting<\/em>) \u00e8 efficace. Tale attestazione dovr\u00e0 fondarsi su un\u2019esaustiva documentazione a supporto sia dell\u2019esistenza e della natura dei controlli, che della loro efficacia;<\/li>\n<li>il revisore esterno attesti a sua volta se le dichiarazioni del CEO e del CFO contenute nell\u2019attestazione sull\u2019adeguatezza del sistema di controllo interno sono valide, accurate e complete. Il revisore dovr\u00e0 pertanto emettere una relazione sui controlli interni relativi al <em>Financial Reporting<\/em>, basata su una valutazione del disegno del modello di controllo, nonch\u00e9 sull\u2019effettuazione di attivit\u00e0 di verifica indipendenti (c.d. <em>testing<\/em>).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il management deve istituire un processo strutturato e periodico per la valutazione del \u201c<em>sistema di controllo interno<\/em>\u201d che porta alla formazione del bilancio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sulla base di quanto stabilito dal PCAOB, tale processo dovr\u00e0 coprire le seguenti attivit\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">SCOPE<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Identificazione dei controlli da valutare;<\/li>\n<li>Valutazione della rilevanza de controlli identificati rispetto alla probabilit\u00e0 che il mancato funzionamento di tali controlli si traduca in un errore.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">ASSESS<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Valutazione dell\u2019efficacia del disegno dei controlli (<em>design effectiveness<\/em>);<\/li>\n<li>Valutazione dell\u2019operativit\u00e0 dei controlli (<em>operating effectiveness<\/em>);<\/li>\n<li>Identificazione delle carenze del sistema di controllo interno, in relazione alla loro significativit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">COMMUNICATE<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Comunicazione dei risultati dell\u2019<em>assessment<\/em> agli adeguati livelli.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il D. Lgs. 231\/2001, ad oggi, non prevede la mappatura circa il \u201cRischio Fiscale\u201d, in quanto i reati tributari non sono inseriti fra quelli previsti;<\/li>\n<li>La Sarbanes Oxley Act \u00e8 un processo strutturato per la valutazione del sistema di controllo interno che porta alla formazione del bilancio;<\/li>\n<\/ul>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Entrambe le normative, utilizzano un approccio di \u201cRisk Management\u201d;<\/li>\n<li>La \u201c<em>Cooperative Compliance<\/em>\u201d consente, attraverso l&#8217;utilizzo di un modello di organizzazione e gestione strutturato come quello previsto dal D. Lgs. 231\/2001, al contribuente di supportare l&#8217;affidabilit\u00e0 e veridicit\u00e0 del contenuto delle dichiarazioni fiscali ossia di gestire possibili reati di natura tributaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Beneficio della \u201c<em>compliance avanzata<\/em>\u201d: garantire al contribuente certezza ex ante rispetto alle scelte fiscali da compiere.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dialogare costantemente con il fisco consentir\u00e0 alle imprese, per quanto possibile, di avere punti fermi sulle norme tributarie applicabili alle diverse operazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come evidenziato dal servizio studi del Senato, <strong>l\u2019introduzione del \u201cTax Risk\u201d <\/strong><strong>all\u2019interno dei sistemi aziendali di controllo, potrebbe dare nuova linfa ai Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo previsti dal D. Lgs. 231\/2001<\/strong><strong>, visti finora da molte imprese pi\u00f9 come un ennesimo (e costoso) adempimento che non come una reale opportunit\u00e0<\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso, tra i requisiti d\u2019accesso al \u201cRegime di Adempimento Collaborativo\u201d promosso dall\u2019Agenzia delle Entrate, vi \u00e8 l\u2019adozione dei \u201cModelli di organizzazione e di gestione\u201d di cui all\u2019articolo 6 del D. Lgs. n. 231\/2001, oppure sistemi di controllo del rischio fiscale, il c.d. \u00ab<em>Tax Control Framework<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;etichetta &#8220;<strong>sistemi strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale<\/strong>&#8220;, di per s\u00e9, non fornisce granch\u00e9 sulle future intenzioni del Legislatore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di per s\u00e9, un \u201c<em>Sistema di Controllo Interno<\/em>\u201d ben strutturato, dovrebbe gi\u00e0 identificare (tra gli altri) anche i rischi inerenti gli adempimenti fiscali e le relative misure di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 quindi interessante vedere se e quali integrazioni il legislatore vorr\u00e0 realizzare tra la normativa sulla responsabilit\u00e0 degli enti ex D. Lgs. 231\/01 ed i &#8220;<strong>sistemi strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale<\/strong>&#8220;.<br \/>\nIndipendentemente dalla futura scelta operata dal legislatore, di rilevante interesse \u00e8 la previsione che l&#8217;onere relativo all&#8217;adozione di tali &#8220;<strong>sistemi strutturati di gestione e controllo del rischio fiscale<\/strong>&#8221; possa essere compensato da incentivi &#8220;sotto forma di minori adempimenti per i contribuenti&#8221; e di &#8220;riduzione delle eventuali sanzioni&#8221;, come in precedenza gi\u00e0 evidenziato.<br \/>\nL\u2019approvazione della Legge n. 23\/2014, potrebbe avere un impatto rilevante per le imprese in considerazione degli aspetti premiali che essa contiene e che rappresentano un incentivo di sicuro interesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ci\u00f2 si aggiunga che essa pu\u00f2 diventare anche uno strumento di concorrenza tra imprese, in quanto il soggetto collettivo che avr\u00e0 ben strutturato il proprio \u201c<strong>Sistema di gestione e controllo del rischio fiscale<\/strong>\u201d e, quindi, avr\u00e0 instaurato un rapporto cooperativo con l\u2019Amministrazione finanziaria, si porr\u00e0 anche all\u2019esterno quale impresa profondamente affidabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un confronto internazionale.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ambito internazionale, \u00e8 possibile fotografare la situazione come segue:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore, ha introdotto un \u201cModello Cooperativo di Conformit\u00e0\u201d nel 2001 inerente la gestione dei rischi fiscali, da parte delle aziende australiane; infine, annualmente, sono rilasciate delle \u201cDisposizione di Conformit\u00e0 (c.d. Annual Compliance Arrangement &#8211; ACA)\u201d in merito al Modello adottato dai contribuenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore, nel 2010, ha introdotto un nuovo approccio relativo alla collaborazione con le \u201cGrandi Imprese\u201d, basato su una relazione cooperativa tra le Autorit\u00e0 competenti, i contribuenti e gli intermediari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale, dal 2012, ha reso permanente il Modello di Gestione dei Rischi Fiscali denominato \u201cCompliance Assurance Process (CAP).<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>HONG KONG.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese non ha adottato nessun modello formale di collaborazione tra Autorit\u00e0 Nazionali e Contribuenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In alternativa, sono in essere delle collaborazioni inerenti alcuni importanti obiettivi, quali un costante dialogo con la comunit\u00e0 economica e fiscale basato su un approccio orientato al \u201cRischio\u201d della manifestazione di un evento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese asiatico ha introdotto, nel 2010, un Modello Formale di Collaborazione inerente la gestione dei rischi fiscali, rivolto alle aziende di grandi dimensioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore ha introdotto nel 2008, un Modello formale di Collaborazione inerente la gestione dei rischi fiscali, denominato \u201c<em>Enanched Tax Payers Relationship Program<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore ha introdotto, nel 2004, un Modello Formale di Collaborazione inerente la gestione dei rischi fiscali, denominato \u201c<em>Tax Payers Engagement Strategy<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale, non ha adottato alcun Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato introdotto un approccio innovativo di collaborazione, oltre un programma che assiste i grandi contribuenti nell\u2019espletamento dei loro obblighi fiscali e gli adempimenti previsti dalla normativa tributaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel marzo 2013, \u00e8 stato introdotto un programma pilota definito \u201c<em>Relation de Confiance<\/em>\u201d, per gestire nel modo ottimale il rapporto tra Amministrazione Finanziaria e Contribuenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale non ha adottato alcun Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni singola regione (Lander), ha adottato diverse misure per favorire una collaborazione tra Amministrazione Finanziaria e Contribuenti, in merito alla gestione dei rischi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore ha adottato un Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali, nel 2005.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore nazionale ha adottato un Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali, definito \u201c<em>Horizontal Monitoring<\/em>\u201d, nel corso del 2005 con due progetti pilota.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il paese spagnolo, ha adottato un Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali, conosciuto come \u201c<em>Code of Good Tax Practice<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il legislatore ha introdotto, nel 2006, Modello Formale di Collaborazione per la gestione dei rischi fiscali, basato su un modello di gestione delle relazioni con i contribuenti, utilizzando un modello definito \u201c<em>Tax Compliance Risk Management<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> In particolare i soggetti di maggiori dimensioni, in base a determinati parametri quantitativi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Trattasi di imprese con volume d\u2019affari o ricavi non inferiori a 150 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Si segnalano i seguenti: forme di interpello e definizione dei periodi di imposta pi\u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 rapide, minori adempimenti e sanzioni, minori costi associati all\u2019attivit\u00e0 di verifica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 ispettiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Con riferimento alla Legge numero 23 del 12 marzo 2014.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Vedasi quanto proposto dall\u2019Agenzia delle Entrate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Negli studi promossi dall\u2019OCSE, definito come<em> \u201cco &#8211; operative compliance\u201d<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Rientrano nella categoria, quei soggetti che conseguono un volume d\u2019affari o ricavi non<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 inferiore a 100 milioni di euro annuo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Trattasi di imprese con volume d\u2019affari o ricavi non inferiori a 150 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> Si tratta di imprese con volume d\u2019affari o ricavi superiore a 100 milioni di euro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Si effettua un confronto tra Italia e Stati Uniti d\u2019America.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Con riferimento all\u2019Italia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Matteo Galeri) Introduzione. Il legislatore nazionale, ha recentemente approvato un disegno di legge relativo alla \u201cDelega Fiscale\u201d, nel quale si prevedono misure di contrasto all\u2019evasione ed all\u2019elusione fiscale. 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