{"id":6685,"date":"2015-09-04T00:04:02","date_gmt":"2015-09-03T22:04:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6685"},"modified":"2015-09-04T00:04:02","modified_gmt":"2015-09-03T22:04:02","slug":"iran-prospettive-di-crescita-per-lexport-italiano-a-seguito-dellaccordo-di-vienna-sul-nucleare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/iran-prospettive-di-crescita-per-lexport-italiano-a-seguito-dellaccordo-di-vienna-sul-nucleare\/","title":{"rendered":"Iran: prospettive di crescita per l&#8217;export italiano a seguito dell&#8217;accordo di Vienna sul nucleare"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Sabrina Polato)<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna lo scorso 14 luglio tra la Repubblica Islamica dell\u2019Iran ed il cosiddetto gruppo dei \u201c5+1\u201d (Stati Uniti \u2013 Regno Unito \u2013 Francia \u2013 Russia \u2013 Cina, ovvero i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, pi\u00f9 la Germania, uno dei principali partner commerciali dell\u2019Iran), segna una svolta storica nelle relazioni diplomatiche ed economiche tra lo Stato Iraniano e la Comunit\u00e0 Internazionale, di cui potrebbero beneficiare le aziende italiane gi\u00e0 nel breve termine grazie al ripristino, se non anche al superamento, delle performance di export esistenti nel periodo pre-sanzionatorio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">I CONTENUTI DELL\u2019ACCORDO<\/span><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019accordo sul programma nucleare iraniano, giunto al termine di venti mesi di trattative e di un lungo percorso di sforzi diplomatici, comporter\u00e0 la progressiva sospensione delle sanzioni internazionali attualmente imposte all\u2019Iran, a fronte dell\u2019accettazione da parte del governo di Teheran dell\u2019imposizione di limiti e controlli sul proprio programma nucleare. In particolare, l\u2019Iran dovr\u00e0 garantire l\u2019accesso degli ispettori dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica (Aiea)\u00a0a tutti i propri siti nucleari, compresi i siti militari e quelli considerati \u201csospetti\u201d (Teheran \u00e8 stata infatti accusata per anni dalle Grandi Potenze Economiche Mondiali di usare l\u2019attivit\u00e0 per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio a scopo civile per nascondere la produzione di bombe atomiche).<\/p>\n<p>Di seguito, una descrizione dettagliata dei contenuti dell\u2019accordo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<ol>\n<li>L\u2019Iran ridurr\u00e0 le sue capacit\u00e0 di arricchimento dell\u2019uranio di due terzi.<\/li>\n<li>L\u2019Iran fermer\u00e0 l\u2019impianto per l\u2019arricchimento\u00a0<a href=\"http:\/\/www.isisnucleariran.org\/sites\/detail\/fordow\/\">dell\u2019uranio di Fordow<\/a> (nel settembre 2009, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama rivel\u00f2 l\u2019esistenza di una struttura sotterranea per l\u2019arricchimento dell\u2019uranio a Fordow, nei pressi della citt\u00e0 iraniana di Qom).<\/li>\n<li>Le scorte di uranio a basso arricchimento saranno ridotte del 96%, mediante scioglimento o tramite la spedizione di una parte delle scorte fuori dal paese.<\/li>\n<li>Verr\u00e0 rimosso il nucleo del reattore della centrale nucleare di Arak, in modo tale che non possa pi\u00f9 produrre quantit\u00e0 significative di plutonio.<\/li>\n<li>L\u2019Iran permetter\u00e0 agli ispettori dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica (<strong>Aiea<\/strong>) di entrare in tutti i siti nucleari, anche in quelli militari, nel caso in cui l\u2019Onu sospettasse delle attivit\u00e0 legate all\u2019arricchimento dell\u2019uranio. Una commissione indipendente valuter\u00e0 caso per caso e l\u2019Iran avr\u00e0 tre giorni per dare l\u2019autorizzazione. Gli ispettori potranno provenire solo da un Paese che ha relazioni diplomatiche con l\u2019Iran.<\/li>\n<li>Si proceder\u00e0 alla graduale sospensione delle sanzioni in capo all\u2019Iran solo in presenza di verifiche ispettive con esito positivo da parte dell\u2019Agenzia <strong>Aiea<\/strong> circa l\u2019attuazione, da parte dell\u2019Iran, del piano nucleare concordato.<\/li>\n<li>Restano in vigore le restrizioni al commercio di armi con l\u2019Iran (altri cinque anni) e quelle per i missili e la tecnologia balistica (altri otto anni).<\/li>\n<li>In presenza di presunte violazioni dell\u2019accordo da parte dell\u2019Iran verr\u00e0 istituita una commissione ad hoc con il compito di risolvere la questione entro i successivi 30 giorni. Se la commissione non dovesse riuscire a risolvere il conflitto, la competenza passerebbe al Consiglio di sicurezza dell\u2019Onu. Il veto di un membro permanente del Consiglio porterebbe alla reintroduzione delle sanzioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nonostante la portata storica dell\u2019accordo, \u00e8 ancora troppo presto per considerare la questione \u201cnucleare iraniano\u201d definitivamente conclusa. Infatti, a livello di tempistica, l\u2019applicazione dell\u2019accordo prevede un iter abbastanza lungo e complicato.<\/p>\n<p>L\u2019intesa raggiunta deve essere esaminata entro 60 giorni ed approvata entro altri 22 giorni dal Congresso Statunitense. Anche il parlamento iraniano deve esaminare l\u2019intesa, ma senza scadenze precise. Infine, a seguito dell\u2019approvazione da parte del congresso statunitense e del parlamento iraniano, l\u2019accordo deve essere recepito da una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>Solo a questo punto, l\u2019Iran comincer\u00e0 a disattivare i macchinari che servono ad arricchire l\u2019uranio e a ridurre le sue scorte di uranio a basso arricchimento.<\/p>\n<p>All\u2019Agenzia <strong>Aiea<\/strong> spetter\u00e0 il compito fondamentale di vigilare sull\u2019applicazione del programma: l\u2019assicurazione, da parte degli ispettori dell\u2019<strong>Aiea<\/strong> del rispetto dei patti da parte di Teheran sar\u00e0 la condizione indispensabile per l\u2019abolizione delle sanzioni che avverr\u00e0 comunque in maniera graduale: il presidente statunitense Barack Obama conceder\u00e0 delle deroghe in materia di sanzioni economiche e finanziarie e l\u2019Unione europea voter\u00e0 sull\u2019abolizione delle sanzioni.<\/p>\n<p>Solo tra la fine del 2015 e l\u2019inizio del 2016 si arriver\u00e0 alla sospensione totale delle sanzioni economiche e finanziarie. L\u2019abolizione delle sanzioni sar\u00e0 comunque costantemente subordinata alla presenza di feedback positivi da parte degli ispettori dell\u2019<strong>Aiea<\/strong>, con la possibilit\u00e0 di reintroduzione delle stesse entro 65 giorni dalla notifica di eventuali violazioni dell\u2019accordo da parte dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;\">LE RICADUTE DELL\u2019ACCORDO SULL\u2019EXPORT DELLE AZIENDE ITALIANE <\/span><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 da sempre uno dei principali partner commerciali europei dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>In quanto tale, nell\u2019ultimo decennio, ovvero a partire dal 2006 (anno di introduzione delle sanzioni commerciali e finanziarie all\u2019Iran da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite), le nostre aziende hanno sub\u00ecto pesanti ripercussioni negative in termini di riduzione del fatturato export proveniente dagli scambi con il Paese. La perdita complessivamente accumulata nel periodo 2006-2014 \u00e8 stata di circa 15 miliardi di euro, con picchi di contrazione del 25% negli anni 2012 e 2013. Nonostante ci\u00f2, l\u2019Italia rimane il nono partner commerciale mondiale dell\u2019Iran.<\/p>\n<p>Secondo le stime di SACE <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, il graduale ritiro delle attuali sanzioni internazionali potrebbe portare ad un incremento complessivo dell\u2019export italiano verso l\u2019Iran di circa 3 miliardi di euro nei prossimi 4 anni (periodo 2015-2018). Se l\u2019export italiano fosse poi in grado di ristabilire le performance di crescita registrate nel periodo pre-sanzioni (2000-2005), il livello di export verso l\u2019Iran potrebbe aumentare di 2,5 miliardi di euro nel solo anno 2018, ritornando ad un livello di poco superiore al picco raggiunto nel 2005, ultimo anno prima dell\u2019applicazione delle sanzioni.<\/p>\n<p>Purtroppo, bisogna riconoscere che non sar\u00e0 comunque facile per le nostre aziende riguadagnare quanto perso in quasi 10 anni di sanzioni, dal momento che sul mercato iraniano si sono nel frattempo affacciate potenze economiche emergenti quali Cina, Russia, India e Brasile che hanno tolto importanti quote di mercato all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Nonostante la pesante flessione registrata in termini assoluti, la composizione dell\u2019export italiano verso l\u2019Iran \u00e8 rimasta pressoch\u00e9 invariata negli anni. Il principale settore di esportazione \u00e8 rappresentato dalla <span style=\"text-decoration: underline;\">meccanica strumentale<\/span> che rappresenta il 58% dell\u2019export totale italiano verso il Paese. Seguono, molto distaccati, i prodotti chimici (8,4%), i prodotti in metallo (7,7%), le apparecchiature elettriche (5,8%), i prodotti in plastica e gomma (5,3%), i prodotti farmaceutici (4%).<\/p>\n<p>Guardando al futuro, la riapertura del commercio estero con l\u2019Iran potr\u00e0 avere delle ricadute positive in particolare per i seguenti settori:<\/p>\n<p>&#8211; petrolifero (oil&amp;gas) e petrolchimico (polimeri);<\/p>\n<p>&#8211; automotive;<\/p>\n<p>&#8211; trasporti (in primis, per il comparto aereo e ferroviario);<\/p>\n<p>&#8211; oggetti di design e complementi d\u2019arredo (per la crescente sensibilit\u00e0 verso le nuove tendenze che si sta diffondendo tra l\u2019elite iraniana);<\/p>\n<p>&#8211; agroalimentare ed industria alimentare (in particolare, il settore della conservazione alimentare).<\/p>\n<p>Buone prospettive di crescita per gli scambi commerciali tra Italia ed Iran sono state confermate dal Ministro dell&#8217;Industria delle Attivit\u00e0 minerarie e del Commercio della Repubblica iraniana, Mohammad Reza Nematzadeh, in occasione della sua recente visita presso i padiglioni di Expo Milano 2015.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">Note<\/span><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Fonte: Rivista \u201cInternazionale\u201d \u2013 ed. luglio 2015.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> SACE \u2013 Focus on Iran, Recovering Lost Time \u2013 ed. July 2015.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Sabrina Polato) L\u2019accordo sul nucleare iraniano raggiunto a Vienna lo scorso 14 luglio tra la Repubblica Islamica dell\u2019Iran ed il cosiddetto gruppo dei \u201c5+1\u201d (Stati Uniti \u2013 Regno Unito <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":3751,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,44,5,1579,1],"tags":[1587,970,1585,390,1586],"class_list":["post-6685","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-internazionalizzazione","category-fascicoli","category-numero-di-settembre-2015","category-news","tag-accordo-di-vienna","tag-export","tag-iran","tag-italia","tag-nucleare"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/finance-185165_640.jpg?fit=637%2C640&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1JP","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6685","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6685"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6685\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6686,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6685\/revisions\/6686"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3751"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6685"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6685"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6685"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}