{"id":6742,"date":"2015-10-01T00:07:27","date_gmt":"2015-09-30T22:07:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6742"},"modified":"2015-10-01T00:07:27","modified_gmt":"2015-09-30T22:07:27","slug":"frodi-fiscali-iva-e-prescrizione-la-posizione-della-corte-di-giustizia-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/frodi-fiscali-iva-e-prescrizione-la-posizione-della-corte-di-giustizia-ue\/","title":{"rendered":"Frodi fiscali IVA e prescrizione: la posizione della Corte di Giustizia UE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>(di Giula Piva)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di particolare interesse per gli operatori del diritto penale\/tributario appaiono le conclusioni cui approda la Corte di Giustizia UE con la sentenza depositata l\u20198 settembre 2015 in materia di prescrizione nell\u2019ambito dei reati fiscali e della lotta alle frodi IVA.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019occasione della pronuncia nasce dal rinvio effettuato dal Tribunale di Cuneo nell\u2019ambito di un procedimento penale relativo ad operazioni giuridiche fraudolenti in materia di imposta sul valore aggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tribunale di Cuneo chiedeva in via pregiudiziale al Giudice Comunitario di interpretare la disciplina italiana della prescrizione alla luce dell\u2019art. 325 TFUE, che impone agli Stati Membri di contrastare &#8211; tramite misure dissuasive ed effettive &#8211; le frodi ed altre attivit\u00e0 illegali che ledono gli interessi finanziari dell\u2019Unione Europea stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invero, l\u2019art. 325 TFUE impone al singolo Stato Membro un obbligo di risultato &#8211; chiaro e preciso &#8211; derivante dalla condizione di sovranit\u00e0 del diritto dell\u2019Unione. Al riguardo, \u00e8 necessario sottolineare che tale obbligo non poteva essere disatteso dal Tribunale di Cuneo &#8211; essendo l\u2019imposta sul valore aggiunto un tributo comunitario -.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Giudice Europeo, pertanto, poneva sotto la propria lente di ingrandimento gli artt. 160, ultimo comma, e 161, C.p., constatando che il combinato disposto di quest\u2019ultime disposizioni recherebbe lesione all\u2019obbligo del nostro Stato di adottare misure sanzionatorie concretamente idonee a contrastare le attivit\u00e0 lesive degli interessi finanziari dell\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, la normativa nazionale in materia di prescrizione prevede che l\u2019atto interruttivo realizzatosi in un procedimento penale riguardante reati per frodi I.V.A. comporti un prolungamento del termine prescrittivo iniziale di solamente un quarto, salvo eccezioni di cui all\u2019art. 161, secondo comma, C.p..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con la sentenza C-105\/14, il Giudice Europeo ha tuttavia rilevato come l\u2019incremento del termine di cui all\u2019art. 161, comma secondo, C.p., conduca illegittimamente a <em>\u201cneutralizzare l\u2019effetto temporale di una causa di interruzione della prescrizione\u201d &#8211; <\/em>stante la complessit\u00e0 e lunghezza dei procedimenti in materia di reati fiscali <em>&#8211;<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Appare pertanto evidente <em>ictu oculi<\/em> come la regola derivante dalla combinata applicazione degli artt. 160 e 161 C.p. dia luogo ad una sorta di impunit\u00e0 implicita per gli autori di reati in materia di frodi fiscali &#8211; realizzando, di riflesso, una lesione degli interessi comunitari e la consequenziale violazione dell\u2019obbligo di risultato imposto dall\u2019art. 325 TFUE -.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto, con la pronuncia C-105\/14 non viene messa in discussione la previsione di una possibile prescrizione per tale tipologia di reati &#8211; e nemmeno l\u2019entit\u00e0 dell\u2019apparato sanzionatorio ivi previsto a livello nazionale &#8211; bens\u00ec la regola secondo cui, in presenza di atti interruttivi della prescrizione, quest\u2019ultima possa prolungarsi nel solo limite di un quarto, ai sensi dell\u2019art. 161, comma secondo, C.p..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo il Giudice Europeo, ogni singolo Stato Membro \u00e8 infatti libero di adottare le misure sanzionatorie ritenute pi\u00f9 adeguate ed idonee &#8211; purch\u00e9 in grado di contrastare effettivamente gli illeciti fiscali &#8211; in ottemperanza al dettato dell\u2019art. 325, paragrafi 1 e 2, TFUE, che determina <em>ipso iure <\/em>l\u2019inapplicabilit\u00e0 di ogni disposizione nazionale contrastante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualora, invece, l\u2019applicazione della disciplina italiana della prescrizione dovesse costituire, nel maggior numero di casi, un\u2019impunit\u00e0 di fatto per i colpevoli di illeciti fiscali, le sanzioni previste a livello nazionale per la lotta alle frodi IVA dovranno reputarsi lesive degli interessi finanziari dell\u2019Unione Europea &#8211; non potendo considerarsi dissuasive, proporzionate ed effettive, poich\u00e9 in contrasto vuoi con l\u2019art. 325, paragrafo 1, TFUE, vuoi con l\u2019articolo 2, paragrafo 1, della Convenzione PIF, vuoi con la direttiva 2006\/112, in combinata applicazione con l\u2019articolo 4, paragrafo 3, TUE<em>. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte di Giustizia UE, nella sentenza C-105\/14 ha pertanto dichiarato che <em>\u201cil Giudice nazionale \u00e8 tenuto a dare piena efficacia all\u2019articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE disapplicando, all\u2019occorrenza, le disposizioni nazionali che abbiano per effetto di impedire allo Stato Membro interessato di rispettare gli obblighi impostigli dall\u2019articolo 325, paragrafi 1 e 2, TFUE\u201d<\/em>, ossia, la normativa in materia di prescrizione del reato disciplinata dallo Stato italiano agli artt. 160 e 161 C.p.<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da qui l\u2019auspicio di un intervento legislativo in materia di repressione dei reati per frodi I.V.A. &#8211; finalizzato alla sanatoria del contrasto interpretativo insorto con la giurisprudenza comunitaria ed all\u2019esclusione di una seriale disapplicazione della normativa interna sulla prescrizione del reato da parte dei Giudici nazionali -.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Giula Piva) Di particolare interesse per gli operatori del diritto penale\/tributario appaiono le conclusioni cui approda la Corte di Giustizia UE con la sentenza depositata l\u20198 settembre 2015 in <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":5429,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,31,5,1588,1],"tags":[],"class_list":["post-6742","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-penale-dimpresa","category-fascicoli","category-numero-di-ottobre-2015","category-news"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1444041_36565608.jpg?fit=4000%2C3000&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-1KK","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6742","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6742"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6742\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6743,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6742\/revisions\/6743"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6742"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6742"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6742"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}