{"id":6937,"date":"2016-05-01T00:11:18","date_gmt":"2016-04-30T22:11:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=6937"},"modified":"2016-05-01T00:11:18","modified_gmt":"2016-04-30T22:11:18","slug":"dimentica-platone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/dimentica-platone\/","title":{"rendered":"Dimentica Platone?"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Nicola Sguera)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alfred North Whitehead ha affermato che \u00abtutta la storia della filosofia occidentale non \u00e8 che una serie di note a margine su Platone\u00bb. La venerazione che circonda il pi\u00f9 celebre degli allievi di Socrate impedisce, ha impedito (con rarissime eccezioni) di criticarne il pensiero. Prendere la filosofia sul serio significa anche avere l\u2019ardire di mettere in discussione il pensiero dei giganti proprio individuandone le responsabilit\u00e0 in relazione alla storia nella sua interezza, non solo quella della cultura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hannah Arendt, la pi\u00f9 grande pensatrice politica del Novecento, la cui opera ancora attende di dispiegare pienamente i suoi effetti liberatori, ha dedicato molte celebri pagine Platone. La responsabilit\u00e0 maggiore dell\u2019ateniese \u00e8 quella di aver pensato sempre a partire dall\u2019Uno (quindi in termini metafisici), dimenticando che la vita umana si fonda sulla pluralit\u00e0, sui Molti. Anche in campo politico Platone ha applicato il suo schema \u201cideale\u201d, pensando la sfera delle relazioni nella polis sul modello di quello del pastore e del gregge. Pastore \u00e8 colui che detiene \u201cla verit\u00e0\u201d ed \u00e8 legittimato a guidare coloro che non la possiedono. Alla base di questa scelta ci sarebbe un evento traumatico. La filosofia politica, scrive la Arendt, \u00ab\u00e8 provocata da un evento, un evento politico: il processo contro Socrate, nato da un conflitto tra la polis e la filosofia [&#8230;]. La nostra tradizione di pensiero politico ebbe inizio quando la morte di Socrate diede motivo a Platone di perdere la fiducia nella polis, e al contempo di dubitare di alcuni fondamenti della dottrina di Socrate. Il fatto che Socrate non fosse stato capace di convincere i suoi giudici della sua innocenza e dei suoi meriti, che per la parte pi\u00f9 giovane e migliore dei cittadini di Atene erano stati cos\u00ec evidenti, aliment\u00f2 i dubbi di Platone sulla validit\u00e0 della persuasiva. Dover assistere allo spettacolo di Socrate costretto a esporre la sua doxa alle irresponsabili opinioni degli ateniesi, e vederlo sconfitto da una maggioranza di voti, indusse Platone a disprezzare le opinioni e a esigere criteri assoluti con i quali giudicare gli atti umani e conferire alle azioni umane un certo grado di affidabilit\u00e0\u00bb. Questo, dunque, spiega l\u2019originaria inimicizia fra filosofia e politica, una delle grandi catastrofi dell\u2019Occidente, secondo la pensatrice ebreo-tedesca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A mio avviso, il pensiero platonico segretamente ha nutrito tutte le concezioni politiche sviluppatesi nel corso dei secoli, tutte fondate da una parte sulla \u201creductio ad Unum\u201d della pluralit\u00e0 che gli uomini ontologicamente sono, dall\u2019altra sulla delega del potere al detentore del sapere ritenuto di volta in volta veritativo (dai filosofi ai conoscitori delle leggi storiche ai \u201ctecnici\u201d). Insomma, il platonismo tuttora \u00e8 la filosofia politica dominante perch\u00e9 si accetta pacificamente che il politico debba essere uno specialista, delegato dagli altri affinch\u00e9 deliberi e conduca la polis, lo Stato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra il XX e il XXI secolo \u00e8 maturata una svolta che potrebbe, dopo pi\u00f9 di duemila anni, consentire il superamento del paradigma \u201cplatonico\u201d della politica e il recupero della \u201cpluralit\u00e0\u201d umana. La lettura, ad esempio, di <em>Reti di indignazione e di speranza<\/em> di Manuel Castells consente di capire come la terza rivoluzione industriale e la nascita della \u201cRete\u201d possa modificare radicalmente la teoria e la pratica politica, e come in realt\u00e0 la cosa stia gi\u00e0 accadendo. Stefano Rodot\u00e0 in <em>Iperdemocrazia<\/em> scrive: \u00ab\u00c8 indubbio che siamo di fronte a una vera crisi delle forme tradizionali della democrazia rappresentativa che pu\u00f2 tradursi (o gi\u00e0 si traduce) nel rifiuto delle istituzioni da parte di molti cittadini. Poich\u00e9 una possibile via d\u2019uscita viene indicata in una integrazione tra forme della democrazia rappresentativa e forme della democrazia diretta, diventa giusto chiedersi se la tecnologia dell\u2019informazione \u2013 rendendo tecnicamente possibile una associazione pi\u00f9 immediata dei cittadini alle fasi della proposta, della decisione e del controllo \u2013 possa aiutarci a inventare la democrazia del XXI secolo\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, innanzi a noi, ma in saldo legame con alcune esperienze del passato, si apre la strada di un superamento del platonismo politico. La polis, che valorizzava la pluralit\u00e0 degli uomini e dei loro punti di vista, ma anche le assemblee che prepararono la rivoluzione americana, i club del 1789 o i soviet del 1905 e del 1917, si ripresentano a noi con le loro potenzialit\u00e0 ancora inesperite. Sta finendo il tempo della delega, che gi\u00e0 Rousseau irrideva come forma solo apparente di libert\u00e0 \u201cper un giorno\u201d. Pu\u00f2 iniziare il tempo in cui, come auspicava la Arendt, l\u2019attivit\u00e0 politica, fondata sull\u2019azione e sul discorso, non venga ridotta al rango di \u201cnecessit\u00e0\u201d da delegare, per dedicarsi a presunte attivit\u00e0 superiori (che siano esse il lavoro o la contemplazione poco conto) ma torni ad essere l\u2019attivit\u00e0 \u201cumanizzante\u201d per eccellenza, che ha il suo fine in s\u00e9, nell\u2019essere manifestazione di aspetti dell\u2019umano che altrimenti resterebbero inespressi (esattamente come l\u2019arte) e non \u201cstrumento\u201d atto a risolvere problemi. Solo l\u2019azione \u201cpolitica\u201d pu\u00f2 rendere pienamente umana la vita nel suo splendore tutto mondano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Nicola Sguera) Alfred North Whitehead ha affermato che \u00abtutta la storia della filosofia occidentale non \u00e8 che una serie di note a margine su Platone\u00bb. 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