{"id":7090,"date":"2016-09-01T00:48:33","date_gmt":"2016-08-31T22:48:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=7090"},"modified":"2017-03-02T12:24:49","modified_gmt":"2017-03-02T11:24:49","slug":"lart-185-bis-c-p-c-il-preavviso-di-decisione-nella-spesso-cadmea-ottica-deflattiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/lart-185-bis-c-p-c-il-preavviso-di-decisione-nella-spesso-cadmea-ottica-deflattiva\/","title":{"rendered":"L\u2019art. 185 bis c.p.c.: il preavviso di decisione nella spesso cadmea ottica deflattiva."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">di Angelo Gasparro (avvocato)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>L\u2019art. 185 bis c.p.c.: il <\/em><\/strong><strong>preavviso di decisione<em> nella spesso cadmea ottica deflattiva.<\/em><\/strong><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Premessa.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre pi\u00f9 frequentemente si ha notizia di provvedimenti cos\u00ec strutturati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<em>IL GIUDICE<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>letto l\u2019art. 185 bis cpc invita le parti a raggiungere un accordo conciliativo o transattivo ed all\u2019uopo propone il pagamento, da parte della convenuta, della somma complessiva, determinata equitativamente, di euro ___,__ in favore di parte attrice; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>a tal fine il procuratore di parte convenuta \u00e8 invitata a conferire tempestivamente con la propria cliente;<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>fissa per prendere atto della posizione delle parti su tale proposta, ovvero della loro mancata comparizione in caso di accordo amichevole, l\u2019udienza del __\/__\/20__; <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>in caso di mancato accordo, in tale sede le parti potranno indicare a verbale quali siano a riguardo le rispettive posizioni o proposte alternative anche al fine di consentire al giudice la valutazione della loro condotta processuale ai sensi degli artt. 91 comma 1 e 96 comma 3 cpc.<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di provvedimenti che, al fine di promuovere gli accordi conciliativi e\/o transattivi tra le parti, anticipano, in qualche modo, il contenuto della decisione finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di provvedimenti resi nella parte dispositiva del verbale d\u2019udienza, oppure meno frequentemente in separata ordinanza resa fuori udienza, su riserva del giudice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamone il funzionamento e la funzionalit\u00e0.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li><strong> Il caso.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una fattispecie di responsabilit\u00e0 contrattuale (con richiesta di risarcimento del danno) per mancata o inesatta esecuzione del contratto di fornitura di servizi di telefonia su utenza fissa, portata alla conoscenza del Tribunale di Bari, l\u2019attore ha chiesto un risarcimento di circa 5.000,00 euro per compensare (dal punto di vista patrimoniale e da quello non patrimoniale) vari disagi (tra cui lo sviamento di clientela, essendo l\u2019attore titolare di uno studio legale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 costituita la convenuta compagnia telefonica, che ha chiesto, in via subordinata al rigetto della domanda per inottemperanza all\u2019onere probatorio ex art. 2697 c.c., la rideterminazione <em>in minus <\/em>del danno stesso, del quale l\u2019attore ne aveva richiesto la quantificazione in via equitativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La mancata fornitura del servizio di telefonia su utenza fissa era tuttavia avvenuta in un periodo (29\/07 &#8211; 31\/08) in cui, come noto, le attivit\u00e0 di qualsiasi studio legale sono pi\u00f9 attenuate rispetto a tutti gli altri periodi dell\u2019anno. La circostanza era rilevata dalla difesa della convenuta compagnia telefonica.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li><strong> La base giuridica.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giudice richiama espressamente, nel provvedimento reso nella parte dispositiva del verbale d\u2019udienza, l\u2019art. 185 <em>bis <\/em>c.p.c., il quale, come noto, cos\u00ec \u00e8 strutturato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00ab<strong><em>Il giudice, alla prima udienza, ovvero fino a quando \u00e8 esaurita l\u2019istruzione, formula alle parti, ove possibile, avuto riguardo alla natura del giudizio, al valore della controversia e all\u2019esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto, una proposta transattiva o conciliativa. La proposta di conciliazione non pu\u00f2 costituire motivo di ricusazione o astensione del giudice<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi, come noto, di una disposizione introdotta con D.L. 21 giugno 2013, n. 69, poi convertito, con rilevanti modificazioni (per quello che qui interessa), nella L. 9 agosto 2013, n. 98.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essa introduce, nell\u2019ottica conciliativa e quindi ai fini della deflazione immediata del contenzioso, un provvedimento (e un potere giudiziale che ne \u00e8 la condizione essenziale per l\u2019emanazione) importantissimo, poich\u00e9 fino a quando non sia esaurita l\u2019istruzione, il giudice pu\u00f2 disporne \u00ab<em>ove possibile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La locuzione \u00ab<em>ove possibile<\/em>\u00bb \u00e8 ben delimitata poi dalla stessa citata disposizione, ove stabilisce che il giudice dovr\u00e0 aver riguardo, nell\u2019assumere tale provvedimento, \u00ab<strong><em>alla natura del giudizio, al valore della controversia e all\u2019esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto\u00bb<\/em><\/strong><strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Pertanto, la natura del giudizio, il valore della controversia, l\u2019esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto sono \u201ccontenitori\u201d che, ove ben riempiti dal giudice tramite l\u2019uso arguto e appropriato (secondo il suo libero convincimento) del materiale probatorio emerso dalla fase istruttoria, diventano anche parametri per la formulazione della proposta conciliativa o transattiva.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La stessa disposizione, tenendone conto, stabilisce che <\/strong>\u00abl<strong><em>a proposta di conciliazione non pu\u00f2 costituire motivo di ricusazione o astensione del giudice<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ragione \u00e8 ovvia: il giudice anticipa, in un certo qual modo, la sua pronuncia, magari (ma non \u00e8 detto) propendendo per l\u2019una o l\u2019altra parte in giudizio. Molto spesso, infatti, il giudice (come \u00e8 avvenuto nel caso di cui si \u00e8 riferito) non solo mostra di accogliere la ricostruzione attorea, ma la delimita, affermando per\u00f2 che altre proposte saranno prese in considerazione (anche se sembra di leggere, tra le righe, l\u2019esatto contrario, per le ragioni di cui appresso si dir\u00e0).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li><strong> Valutazione della condotta processuale delle parti.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il provvedimento reso non manca di affermare che \u00ab<em>in caso di mancato accordo, in tale sede <\/em>[l\u2019udienza successiva, ndr] <em>le parti potranno indicare a verbale quali siano a riguardo le rispettive posizioni o proposte alternative anche al fine di consentire al giudice la valutazione della loro condotta processuale ai sensi degli artt. 91 comma 1 e 96 comma 3 cpc.<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultima parte del periodo delimita enormemente la possibilit\u00e0, per le parti, di indicare a verbale proposte o soluzioni alternative a quella indicata dal giudice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Trattasi di una vera e propria <em>conciliazione forzata<\/em> nei confronti delle parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>a) Richiamo all\u2019art. 91, co. 1, c.p.c..<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il citato articolo cos\u00ec dispone: \u00ab<em>Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell\u2019altra parte e ne liquida l\u2019ammontare insieme con gli onorari di difesa. Se accoglie la domanda in misura non superiore all\u2019eventuale proposta conciliativa, condanna la parte che ha rifiutato senza giustificato motivo la proposta al pagamento delle spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta, salvo quanto disposto dal secondo comma dell\u2019art. 92<\/em>\u00bb. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><strong><strong>[1]<\/strong><\/strong><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte che interessa \u00e8 proprio il secondo periodo dell\u2019articolo citato. Considerando la sua portata, tale disposizione, stando all\u2019inequivocabile tenore letterale, si applica tanto alla parte soccombente, quanto a quella che, pur vittoriosa in giudizio, abbia rifiutato la soluzione conciliativa promossa dal giudice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per tale ragione, la disposizione citata addossa, a quella parte che abbia rifiutato senza giustificato motivo la proposta stessa, le \u00ab<em>spese del processo maturate dopo la formulazione della proposta<\/em>\u00bb (ed evidentemente sostenute dall\u2019altra parte).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si legittima, in sostanza, un\u2019operazione (condotta nella sentenza con cui si chiude il giudizio) di reciproca condanna alle spese, in relazione alla quale \u00e8 possibile ritenere applicabile l\u2019istituto della compensazione parziale (o totale) delle spese (come del resto anche il richiamo espresso all\u2019art. 92, co. 1, c.p.c. sembra consentire).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La formula \u00ab<em>rifiutato senza giustificato motivo<\/em>\u00bb, abbastanza ricorrente in altre disposizioni del codice di procedura civile, implica una ben argomentata e solida esposizione sulle ragioni, in fatto e in diritto, per cui la parte intende rifiutare la proposta conciliativa strutturata dal giudice. Deve trattarsi, in breve, di ragioni (attinenti, come il richiamo all\u2019art. 92, co. 2, c.p.c. suggerisce &#8211; ma non esaustivamente! &#8211; alla \u00ab<em>assoluta novit\u00e0 della questione trattata o al mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti<\/em>\u00bb) cos\u00ec solide da convincere il giudice stesso della parzialit\u00e0 (e della non completa rispondenza all\u2019interesse delle parti alla conciliazione) della proposta conciliativa da egli stesso formulata.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>b) Richiamo all\u2019art. 96, co. 3, c.p.c..<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il citato articolo cos\u00ec dispone: \u00ab<em>In ogni caso, quando pronuncia sulle spese ai sensi dell\u2019art. 91, il giudice, anche d\u2019ufficio, pu\u00f2 altres\u00ec condannare la parte soccombente al pagamento, a favore della controparte, di una somma equitativamente determinata<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sottolineando sin d\u2019ora che si tratta di un potere che pu\u00f2 essere esercitato d\u2019ufficio, come testualmente gi\u00e0 si rileva, non pu\u00f2 esservi commento, alla suddetta disposizione, che trascuri di considerare la funzione sanzionatoria e risarcitoria, allo stesso tempo, della condanna <em>ex <\/em>art. 96, co. 3, c.p.c..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La determinazione in via d\u2019equit\u00e0 va fatta, ovviamente, operando una valutazione della condotta globale della parte soccombente e, in particolare, di quella tenuta al momento della eventuale formulazione di proposte o soluzioni alternative a quella tracciata dal giudice in sede di ordinanza <em>ex <\/em>art. 185 <em>bis <\/em>c.p.c..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la parte che sembra soccombente al momento dell\u2019esercizio del potere <em>ex <\/em>art. 185 <em>bis <\/em>c.p.c. non vi \u00e8 altra scelta che quella di accettare la proposta formulata dal giudice, oppure di rideterminarla in senso pi\u00f9 favorevole alla controparte (anche se questa, di fatto, resta solo un\u2019ipotesi di scuola).<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li><strong> Conclusioni.<\/strong><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricapitolando, la base giuridica del provvedimento reso nella parte dispositiva del verbale d\u2019udienza, o in separata ordinanza resa fuori udienza, legittima il giudice a compiere un\u2019operazione di avvicinamento forzato delle parti, una conciliazione forzosa che ha, quale principale obiettivo, quello di smaltire l\u2019enorme arretrato di fascicoli giudiziali attinenti a controversie bagatellari, poich\u00e9 attinenti a fattispecie ove i profili del \u00ab<strong><em>valore della controversia<\/em><\/strong>\u00bb (evidentemente basso)<strong> e della <\/strong>\u00ab<strong><em>esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto<\/em><\/strong>\u00bb<strong> vengono particolarmente valorizzati <em>ex lege<\/em>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Questa operazione avviene facendo leva sul <em>timore reverenziale<\/em> che gli artt. 91, co. 1, e 96, co. 3, c.p.c., suscitano tra gli operatori del diritto (e tra le parti, che dovranno mettere mani al portafoglio, anche a prescindere dalla soccombenza, e sborsare ulteriore denaro in giudizi che sempre pi\u00f9 spesso <em>costano<\/em> e <em>durano<\/em>).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per tali ragioni, chi scrive ritiene che il provvedimento in discorso, sul presupposto che si tratti di un\u2019operazione di <em>conciliazione forzosa <\/em>tra le parti in giudizio, abbia natura di provvedimento di anticipazione di decisione, una sorta di <em>preavviso di decisione<\/em> con la finalit\u00e0, in chiave deflattiva, di orientare (anche psicologicamente) la condotta processuale delle parti, spronate spesso a chiudere una battaglia cadmea piuttosto che a richiedere che si giunga ad una decisione.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tuttavia, proprio per tale capacit\u00e0 di orientamento, lo scrivente auspica un incremento dell\u2019utilizzo dell\u2019istituto in esame, a patto che il giudice ben valorizzi la natura del giudizio, il valore della controversia, l\u2019esistenza di questioni di facile e pronta soluzione di diritto. Trattasi, infatti, di \u201ccontenitori\u201d che, ove ben riempiti dal giudice tramite l\u2019uso argomentato, arguto e appropriato (secondo il suo libero convincimento) del materiale probatorio emerso dalla fase istruttoria, diventano anche parametri per la formulazione di una proposta conciliativa o transattiva sentita dalle parti come <\/strong>\u00ab<em>giusta<\/em>\u00bb<strong>.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>*\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 *<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><strong><strong>[1]<\/strong><\/strong><\/a> L\u2019art. 92, co. 2, c.p.c., stabilisce: \u00ab<em>Se vi \u00e8 soccombenza reciproca ovvero nel caso di assoluta novit\u00e0 della questione trattata o mutamento della giurisprudenza rispetto alle questioni dirimenti, il giudice pu\u00f2 compensare le spese tra le parti, parzialmente o per intero<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finito di scrivere in Turi (BA) il 18 agosto 2016.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">AVV. ANGELO GASPARRO<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Dogali, 27 &#8211; 70010 Turi (BA)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tel.\/Fax: 080.3219233 &#8211; 347.8212481<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e-mail: <a href=\"mailto:gasparrostudiolegale@gmail.com\">gasparrostudiolegale@gmail.com<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PEC: <a href=\"mailto:gasparroangelo@pec.it\">gasparroangelo@pec.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Angelo Gasparro (avvocato) L\u2019art. 185 bis c.p.c.: il preavviso di decisione nella spesso cadmea ottica deflattiva. Premessa. 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