{"id":7681,"date":"2018-06-01T00:45:50","date_gmt":"2018-05-31T22:45:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=7681"},"modified":"2020-10-27T13:35:27","modified_gmt":"2020-10-27T12:35:27","slug":"post-brexit-i-rischi-di-concorrenza-fiscale-nei-rapporti-tra-unione-europea-e-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/post-brexit-i-rischi-di-concorrenza-fiscale-nei-rapporti-tra-unione-europea-e-regno-unito\/","title":{"rendered":"Post-Brexit: i rischi di concorrenza fiscale nei rapporti tra Unione Europea e Regno Unito"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Post-Brexit<\/em>: i rischi di concorrenza fiscale nei rapporti tra Unione Europea e Regno Unito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Claudio Melillo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Conseguenze post-brexit anche sul piano fiscale. Si traccia un bilancio obiettivo in vista dell\u2019imminente separazione formale dall\u2019Ue, come annunciato dalla stessa Theresa May.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A meno di un anno dalla decisione del Regno Unito di uscire dall\u2019Unione Europea, le polemiche non sembrano placarsi. I quesiti a cui dare risposte certe sono ancora tanti, soprattutto per quanti, in veste di semplici spettatori o di studiosi, stiano tentando di pronosticare il susseguirsi degli eventi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La premier Theresa May, a suo modo, sta tentando di chiarire alcune questioni afferenti l\u2019ambito fiscale. Nel mese di novembre dello scorso anno annunciava una riduzione della <em>corporation tax<\/em> indicativamente dal 20 al 17 per cento con il fine di attrarre imprese innovative o almeno di trattenere le grandi imprese dubbiose sul futuro della Gran Bretagna. Esaltava l\u2019importanza di un sistema fiscale favorevole all\u2019innovazione sostenendo l\u2019idea di voler rendere il Regno Unito uno dei paesi pi\u00f9 competitivi in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Brexit, stando alla May, pi\u00f9 che vantaggiosa per un Paese che si prospetta sempre pi\u00f9 innovativo e all\u2019avanguardia grazie agli ingenti investimenti in ricerca e sviluppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, anche alla luce dell\u2019esito (non brillante per la May) delle recenti elezioni politiche, c\u2019\u00e8 da attendere per capire se tutto questo sar\u00e0 effettivamente concretizzabile e se ci saranno le dovute possibilit\u00e0 economiche affinch\u00e9 questo accada.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una tassazione pi\u00f9 bassa, oltretutto, potrebbe non essere sufficiente a garantire la permanenza delle imprese nel territorio inglese. Appartenere all\u2019Unione Europea d\u00e0 diritto anche a una serie di vantaggi: dal mercato comune alle politiche sociali, nonch\u00e9 ad una maggiore semplificazione burocratica sull\u2019IVA. Meccanismi di cui il Regno Unito non potr\u00e0 pi\u00f9 fruire una volta che si sar\u00e0 concretizzata l\u2019uscita dall\u2019Unione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A rendere il quadro ancor pi\u00f9 critico, \u00e8 il clima pur sempre incerto sui nuovi regimi fiscali. Situazione questa, che, anzich\u00e9 attrarre, potrebbe spingere le imprese a trasferirsi altrove determinando una riduzione del gettito fiscale che, ovviamente, la Gran Bretagna sar\u00e0 costretta a compensare con aliquote pi\u00f9 elevate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da circa un mese, ormai, presso la Camera dei Comuni, \u00e8 stata avviata la prerogativa per rendere effettiva la rottura con l\u2019UE. La May ha optato per la strada pi\u00f9 tortuosa, la <em>Hard Brexit<\/em>, che segna il taglio definitivo con l\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In buona sostanza, una Gran Bretagna globale, come la <em>premier<\/em> suole definirla, che sia del tutto autonoma e indipendente, ma al contempo, seppure fuori dall\u2019Unione, sua fedele alleata per gli scambi commerciali. Come se l\u2019Europa non avesse altra scelta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E in effetti, suona come una minaccia il discorso di questi ultimi giorni sul tema della <em>Hard Brexit<\/em>. La <em>premier<\/em> avrebbe interesse ad intrattenere con l\u2019Europa un rapporto quasi amichevole che permetta ad entrambe di poter fruire delle relazioni di scambio; nel caso in cui l\u2019Europa dovesse dimostrarsi restia ad accettare una tal proposta, la May si dice pronta ad attuare tutte le misure necessarie a far si che la Gran Bretagna diventi ancor pi\u00f9 vantaggiosa e competitiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Concludendo, la confusione \u00e8 ancora molta, nonostante la <em>premier<\/em> britannica tenti di convincere l\u2019altra met\u00e0 del Paese, contraria alla <em>Brexit<\/em>, e le grandi imprese dei benefici di tale scelta. Rimarcare una tassazione inferiore, non sembra, al momento, una tesi dimostrabile o concretizzabile dal momento che gli effetti del referendum saranno visibili solo nel lungo periodo. Gli inglesi hanno deciso, i giochi sono fatti, ma le \u201c<em>carte<\/em>\u201d, sono ancora tutte da scoprire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Post-Brexit: i rischi di concorrenza fiscale nei rapporti tra Unione Europea e Regno Unito di Claudio Melillo Conseguenze post-brexit anche sul piano fiscale. 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