{"id":7870,"date":"2018-09-01T00:04:12","date_gmt":"2018-08-31T22:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=7870"},"modified":"2020-10-27T13:22:05","modified_gmt":"2020-10-27T12:22:05","slug":"la-protezione-penale-e-giuridica-dei-documenti-nel-contesto-di-reato-del-falso-intellettuale-articolo-271-c-p","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-protezione-penale-e-giuridica-dei-documenti-nel-contesto-di-reato-del-falso-intellettuale-articolo-271-c-p\/","title":{"rendered":"La protezione penale e giuridica dei documenti nel contesto di reato del falso intellettuale (articolo 271 c.p.)"},"content":{"rendered":"<p><strong>(di Justyna \u017byli\u0144ska)\u00a0<\/strong><a href=\"#_edn1\" name=\"_ednref1\">[i]<\/a><\/p>\n<p>Traduzione dalla lingua polacca Jolanta Grebowiec-Baffoni<\/p>\n<p><strong>La protezione penale e giuridica dei documenti nel contesto di reato del falso intellettuale (articolo 271 c.p.)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I.<\/strong> Le questioni relative ai documenti possono essere analizzate tenendo conto di varie problematiche. In primo luogo, dal punto di vista della definizione del contenuto e della sostanza del documento, delle funzioni che esso compie nella societ\u00e0, nonch\u00e9 della possibilit\u00e0 delle sue distorsioni e della sua introduzione nelle transazioni legali in modo non autorizzato. La legge penale tratta principalmente la protezione dell\u2019autenticit\u00e0 del documento come base per l\u2019equit\u00e0 delle operazioni legali. Le scienze giuridiche connesse con i procedimenti penali e civili dedicano molta pi\u00f9 attenzione al documento, tenendo anche conto della sua funzione probatoria nella determinazione della legge esistente, del rapporto giuridico o delle circostanze aventi il significato giuridico. Infine, stabilire se il documento \u00e8 vero o falso, la sua distruzione, la trasformazione o l\u2019accettazione della sua conformit\u00e0 con l\u2019originale, \u00e8 il dominio delle scienze forensi<a href=\"#_edn2\" name=\"_ednref2\">[ii]<\/a>.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tenendo conto dell\u2019argomento di questo studio, va osservato che il corretto funzionamento delle transazioni legali richiede efficienza e sicurezza. La sicurezza giuridica indica la necessit\u00e0 di garantire che il documento sia attendibile e credibile prendendosi cura della fiducia al documento come un modo formale di esistenza di una legge, di un rapporto giuridico o di una circostanza che possa avere un significato giuridico. Per questo motivo, il documento gode della tutela di molte aree del diritto, compreso il diritto penale\u201d<a href=\"#_edn3\" name=\"_ednref3\">[iii]<\/a>. La protezione giuridica dei documenti &#8211; vale a dire l\u2019autenticit\u00e0 e l\u2019affidabilit\u00e0 di un documento come modo formale per dichiarare rapporti giuridici e la fiducia pubblica nei documenti pubblici &#8211; \u00e8 un presupposto per la certezza della transazione giuridica previsto dalle disposizioni del capitolo XXXIV del codice penale<a href=\"#_edn4\" name=\"_ednref4\">[iv]<\/a>, intitolato \u201c<em>Reati contro la credibilit\u00e0 dei documenti<\/em>\u201d, che penalizzano atti compromettenti il contenuto o la sostanza intellettuale del documento<a href=\"#_edn5\" name=\"_ednref5\">[v]<\/a>. Questa categoria di reati comprende anche il reato di falso intellettuale. La sua essenza consiste nella certificazione nel documento dei fatti non veri circa la circostanza di significato giuridico, da un funzionario pubblico o da un\u2019altra persona autorizzata a rilasciare il documento. Il codice penale prevede 3 tipi di questo delitto: il <em>tipo di base<\/em> previsto dall\u2019art. 271 \u00a7 1 del codice penale; il <em>tipo privilegiato<\/em> trattato nel \u00a7 2 come un episodio di minore importanza, mentre nel \u00a7 3 la sanzione comprende il <em>tipo qualificato<\/em> per motivi che guidavano l\u2019autore del reato, ossia quando egli agiva per ricavare profitti materiali o personali.Va sottolineato che l\u2019oggetto della protezione dagli atti illeciti elencati nell\u2019art. 271 del codice penale \u00e8 la credibilit\u00e0 dei documenti e quindi la fiducia dei cittadini al documento. Il contenuto dell\u2019art. 271 del codice penale determina che \u00e8 garantita l\u2019affidabilit\u00e0 di certi tipi di documenti, ovvero di quelli rilasciati da un pubblico funzionario o da un\u2019altra persona autorizzata al loro rilascio, quindi dalle entit\u00e0 che hanno l\u2019autorit\u00e0 (la competenza) di rilasciarli (documenti emessi). La credibilit\u00e0 si riferisce alla veridicit\u00e0 di questi documenti e quindi alla veridicit\u00e0 dei contenuti redatti dai loro emittenti. I documenti sono soggetti alla protezione dal cosiddetto falso intellettuale, che &#8211; a differenza del falso sanzionato dall\u2019art. 272 del c.p. \u2013 viene compiuto direttamente. L\u2019autore del reato \u00e8 l\u2019emittente del documento, non il terzo (<em>che estorce<\/em>). D\u2019altra parte, l\u2019oggetto individuale di protezione dai tipi di reati dall\u2019art. 271 c.p. sono quei diritti o relazioni la cui esistenza o la mancata esistenza devono essere attestati nel documento da emettere<a href=\"#_edn6\" name=\"_ednref6\">[vi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>II<\/strong>. Il reato del falso intellettuale del documento \u00e8 un reato individuale, ci\u00f2 significa che esso pu\u00f2 essere compiuto soltanto da una persona con le caratteristiche specifiche. La determinazione di queste caratteristiche specifiche appartiene ai compiti prioritari del procedimento probatorio in ogni caso di questo tipo<a href=\"#_edn7\" name=\"_ednref7\">[vii]<\/a>. Di conseguenza, l\u2019atto illecito di cui sopra non pu\u00f2 essere compiuto da chiunque, ma solo da una persona che ha il potere di emanare il documento. Questo potere \u00e8 espressamente derivato dall\u2019atto legale (<em>ex legge<\/em>) o da atti di un\u2019autorit\u00e0 pubblica (<em>ex officio<\/em>), ad esempio decisione giudiziaria, o decisione amministrativa<a href=\"#_edn8\" name=\"_ednref8\">[viii]<\/a>. Va sottolineato che la persona che attesta il falso non pu\u00f2 essere designata di emettere il documento da un funzionario pubblico (una persona di fiducia pubblica). L\u2019adozione di una tale posizione sarebbe contraria all\u2019interpretazione grammaticale e alla disposizione storica dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. <a href=\"#_edn9\" name=\"_ednref9\">[ix]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le persone che secondo il codice penale hanno diritto allo status di funzionario pubblico sono elencate nell\u2019art. 115 \u00a7 13 c.p. Questo articolo, tuttavia, non costituisce una definizione del termine in senso stretto della parola. A causa del grande e molto diversificato cerchio di entit\u00e0, la creazione di una definizione generale non sembra possibile. Di conseguenza, il codice elenca otto categorie di soggetti ai quali, in modo casuistico, viene attribuita la definizione di funzionario pubblico<a href=\"#_edn10\" name=\"_ednref10\">[x]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro sono:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>il Presidente della Repubblica di Polonia,<\/li>\n<li>deputato, senatore, consigliere,<\/li>\n<li>deputato al Parlamento Europeo,<\/li>\n<li>giudice, giudice popolare, pubblico magistrato, il funzionario finanziario dell\u2019organismo del procedimento preparatorio o dell\u2019organo sovrastante l\u2019organismo finanziario del procedimento preparatorio, notaio, esattore, curatore di tribunale, amministratore, supervisore e amministratore del tribunale, aggiudicatario in organi disciplinari che agiscono in base alla legge,<\/li>\n<li>persona dipendente di un\u2019amministrazione governativa, di un\u2019altra autorit\u00e0 statale o di un ente locale, a meno che non svolga esclusivamente attivit\u00e0 di servizio e un\u2019altra persona nella misura in cui abbia il diritto di emanare decisioni amministrative,<\/li>\n<li>persona dipendente di un ente di controllo statale o di un ente di controllo del governo locale, a meno che essa esegua solo attivit\u00e0 di servizio,<\/li>\n<li>persona che detiene un incarico di dirigente in un\u2019altra istituzione statale,<\/li>\n<li>funzionario di un organismo incaricato di proteggere la pubblica sicurezza o funzionario del Servizio penitenziario,<\/li>\n<li>persona in servizio militare attivo, fatta eccezione per il servizio militare territoriale svolto in disponibilit\u00e0,<\/li>\n<li>dipendente di una corte penale internazionale, a meno che esegua solo attivit\u00e0 di servizio.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">La definizione dettagliata si dovrebbe cercarla nella Costituzione della Repubblica di Polonia, nelle leggi e negli atti speciali del governo. I tentativi di ricerca di una definizione si trovano anche nella dottrina<a href=\"#_edn11\" name=\"_ednref11\">[xi]<\/a>. Il termine \u201cfunzionario pubblico\u201d \u00e8 sviluppato anche dalla giurisprudenza<a href=\"#_edn12\" name=\"_ednref12\">[xii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autore del falso intellettuale, oltre ad un funzionario pubblico, pu\u00f2 anche essere un\u2019altra persona autorizzata a rilasciare il documento. Tuttavia, il codice penale non specifica chi dovrebbe essere incluso in questa categoria dei soggetti. Occorre comunque rilevare che la base di autorizzazione a rilasciare documenti \u00e8 la competenza per l\u2019emissione di certi tipi di certificati. La natura di questa competenza \u00e8 indifferente al fatto dell\u2019esistenza del crimine, tuttavia la condizione di punibilit\u00e0 \u00e8 l\u2019indiscutibile dimostrazione di esistenza di tale autorizzazione. Il contenuto dell\u2019autorizzazione deve essere il permesso rilasciato ad una determinata persona (all\u2019autore del reato) dal principale autorizzato, a certificare per suo conto o per sue circostanze di rilevanza giuridica. L\u2019attestazione del falso fornisce un documento nell\u2019esercizio dei poteri del mandante (assegnato all\u2019autore del reato)<a href=\"#_edn13\" name=\"_ednref13\">[xiii]<\/a>. Come giustamente sottolineano M. Kr\u00f3likowski e R. Zaw\u0142ocki, \u201cil diritto di emettere un documento\u201d non pu\u00f2 tuttavia essere equiparato alla competenza generale delle persone fisiche a partecipare nelle transazioni giuridiche, in particolare nelle operazioni di diritto civile, in cui vengono elaborati diversi documenti, ad es. i contratti<a href=\"#_edn14\" name=\"_ednref14\">[xiv]<\/a>. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che in queste transazioni abbiamo a che fare con presentare le dichiarazioni e non di emettere le dichiarazioni. La parte di un rapporto di diritto civile non pu\u00f2, di conseguenza, essere l\u2019autore del reato di cui all\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. nell\u2019ambito dei documenti da essa elaborati, relativi alla conclusione, alla modifica o alla risoluzione di tale rapporto<a href=\"#_edn15\" name=\"_ednref15\">[xv]<\/a>.Questa posizione si riflette anche nella sentenza della Corte Suprema del 12 marzo 2015, nella quale come natura della competenza a rilasciare il documento si elenca una legge o un atto normativo di livello inferiore e si afferma inoltre che essa pu\u00f2 derivare da una posizione o da un\u2019occupazione professionale specifica o, infine, dal comando del superiore che dispone di tale autorizzazione. Al tempo stesso, la Corte Suprema sottolinea che tale autorizzazione non sostituisce il diritto di una persona a stipulare contratti nell\u2019ambito del diritto civile, senza escludere i contratti per i quali le disposizioni riservano una forma scritta, o dichiarazioni formali verbali o scritte per vari scopi e soprattutto nei procedimenti amministrativi in corso<a href=\"#_edn16\" name=\"_ednref16\">[xvi]<\/a>. Oltre ad un funzionario pubblico, l\u2019autore del falso intellettuale del documento pu\u00f2 essere \u201cun\u2019altra persona autorizzata a rilasciare il documento\u201d. Il codice penale non contiene la definizione di una \u201caltra persona autorizzata a rilasciare il documento\u201d. L\u2019analisi di questo concetto nel contesto del termine \u201cfunzionario pubblico\u201d, come osservato da M. Kr\u00f3likowski e R. Zaw\u0142ocki<a href=\"#_edn17\" name=\"_ednref17\">[xvii]<\/a>, non \u00e8 una procedura legislativa accidentale, ma serve ad accentuare l\u2019identit\u00e0 delle conseguenze giuridiche derivanti dai documenti emessi da entrambe le parti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rilascio del documento ha il carattere pubblico legale poich\u00e9 il documento non viene realizzato nell\u2019interesse del suo emittente, ma nell\u2019interesse pubblico, poich\u00e9 serve come conferma ufficiale della veridicit\u00e0 delle circostanze aventi importanza nei procedimenti giudiziari, per cui tali documenti sono accompagnati da fiducia pubblica. Di conseguenza, come ha sottolineato la Corte Suprema nella sentenza del 23 febbraio 2012, l\u2019emissione del documento di cui all\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. non pu\u00f2 essere identificata con la sua preparazione. L\u2019autorizzazione di \u201cun\u2019altra persona\u201d di cui all\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p., al rilascio del documento dovrebbe essere un complemento alla competenza di un funzionario pubblico e non deve essere equiparato alla competenza generale di partecipare alle transazioni giuridiche, e il documento emesso da tale persona dovrebbe includere nel suo contenuto una credenziale di fiducia pubblica e perci\u00f2 la presunzione della verit\u00e0<a href=\"#_edn18\" name=\"_ednref18\">[xviii]<\/a>. La questione del significato del termine \u201cun\u2019altra persona che ha il diritto di emettere un documento\u201d \u00e8 stata sollevata dalla Corte Suprema anche in altri documenti giudiziari. Fu anche l\u2019oggetto delle dichiarazioni della dottrina. Nella giurisprudenza, questo status \u00e8 concesso, ad esempio, ad un esperto nell\u2019ambito della certificazione dei fatti soggetti alla verifica dal punto di vista della loro veridicit\u00e0 o falsit\u00e0<a href=\"#_edn19\" name=\"_ednref19\"><sup>[xix]<\/sup><\/a>; ad un\u2019infermiera e ad un altro operatore di un\u2019istituzione sanitaria che, in relazione all\u2019ordine dell\u2019autorit\u00e0 competente, svolge su richiesta del medico presso le strutture sanitarie, il prelievo di sangue da una persona sospettata di un reato o della trasgressione dopo il consumo di alcool, per indagare sul contenuto di alcool nel corpo e redigere un protocollo da questa attivit\u00e0<a href=\"#_edn20\" name=\"_ednref20\">[xx]<\/a>; ad un supervisore della costruzione edilizia nell\u2019ambito di stesura di un protocollo per l\u2019accettazione delle opere di costruzione<a href=\"#_edn21\" name=\"_ednref21\">[xxi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte Suprema ha anche riconosciuto come crimine dell\u2019art. 271 c.p. la certificazione scritta rilasciata da parte di un medico contenente informazioni false su una persona che utilizza un farmaco soggetto al rimborso da parte del Fondo Nazionale della Sanit\u00e0, in quanto riguarda una circostanza di importanza giuridica ai sensi dell\u2019art. 271 c.p.<a href=\"#_edn22\" name=\"_ednref22\">[xxii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella dottrina, invece, la voce \u201cun\u2019altra persona autorizzata a rilasciare il documento\u201d comprende: amministratore della casa in relazione alle persone residenti in un condominio, medico in relazione alla salute<a href=\"#_edn23\" name=\"_ednref23\">[xxiii]<\/a>; perito<a href=\"#_edn24\" name=\"_ednref24\">[xxiv]<\/a>; docente accademico, controllore di biglietti, operatore della diagnostica automobilistica, ragioniere, notaio, broker, geodeta, sacerdote, autista che emette la certificazione relativa al percorso chilometrico<a href=\"#_edn25\" name=\"_ednref25\">[xxv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>III. <\/strong>L\u2019essenza dell\u2019azione dell\u2019atto illecito secondo l\u2019art. 271 c.p. \u00e8 \u201cla dichiarazione del falso\u201d che consiste nel rilasciare un documento che dichiara circostanze inesistenti o distorte ovvero occulta la verit\u00e0 che dovrebbe essere affermata. Il modo per realizzare questa azione pu\u00f2 essere molto diverso. Dipende dal tipo e dalla funzione del documento e dalla natura dell\u2019autorizzazione a rilasciarlo. Pu\u00f2 dunque consistere, ad esempio, in preparazione di un documento per intero o in parte, nonch\u00e9 in conferma di un fatto specifico, ponendo una firma personale<a href=\"#_edn26\" name=\"_ednref26\">[xxvi]<\/a>. L\u2019interpretazione dell\u2019asserzione verbale \u201csi conferma\u201d, nel caso di un falso intellettuale, porta alla conclusione che non si pu\u00f2 parlare di certificazione del falso in un documento in cui il suo emittente presenta o dichiara \u00a0le circostanze riguardanti lui stesso. La certificazione del falso in un documento pu\u00f2 riguardare le situazioni in cui il soggetto che rilascia il documento conferma le circostanze relative a eventi o i fatti relativi a terzi e non direttamente all\u2019emittente<a href=\"#_edn27\" name=\"_ednref27\">[xxvii]<\/a>. Non costituiscono la certificazione del falso, come definito all\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p., le dichiarazioni non veritiere nel contenuto dell\u2019accordo del diritto civile. Come sottolineato dalla Corte Suprema nella sentenza del 5 ottobre 2005, la firma in un contratto, il cui contenuto \u00e8 diverso dal contenuto effettivo del rapporto giuridico tra le parti, non costituisce il reato ai sensi dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. La parte del rapporto del diritto civile non pu\u00f2 essere l\u2019autore del reato di cui all\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. nell\u2019ambito dei documenti da essa elaborati, relativi alla conclusione, alla modifica o alla risoluzione di tale rapporto.Non ha la natura di \u201cautorizzazione\u201d nel senso dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. l\u2019obbligo di elaborare documenti specifici solo sulla base di un rapporto giuridico tra le parti contraenti. Se, nel contesto di un rapporto di lavoro, il lavoratore \u00e8 autorizzato a rilasciare certi documenti in base ai quali riceve determinati benefici dal datore di lavoro (missione d\u2019impresa, documenti di viaggio), tale documento non \u00e8 documento di diritto pubblico e non pu\u00f2 comportare responsabilit\u00e0 penali dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. <a href=\"#_edn28\" name=\"_ednref28\">[xxviii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, va sottolineato che l\u2019attestazione riguarda una circostanza di rilevanza giuridica, vale a dire che ha conseguenze giuridiche, sia nell\u2019ambito dei doveri che nei diritti dell\u2019entit\u00e0 giuridica. Sulla natura giuridica delle circostanze determiner\u00e0 indubbiamente sia il contenuto che la natura del documento<a href=\"#_edn29\" name=\"_ednref29\">[xxix]<\/a>. Inoltre, la dichiarazione del falso \u2013 ai sensi dell\u2019art. 271 c.p. \u2013 \u00e8 la conferma di circostanze non vere, di rilevanza giuridica. A rilasciare la dichiarazione \u00e8 autorizzato un pubblico funzionario o un\u2019altra persona autorizzata. Quindi non costituisce una violazione della disposizione la situazione in cui le entit\u00e0 confermano qualsiasi circostanza, anche di significato giuridico, non disponendo di relativa autorizzazione o superando la sua portata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Va notato che l\u2019attestazione del falso non pu\u00f2 essere equiparata alla falsificazione del documento, poich\u00e9 il documento emesso non \u00e8 falsificato n\u00e9 alterato. \u00c8 autentico, perch\u00e9 viene rilasciato da una persona con l\u2019autorit\u00e0 competente, per suo conto. L\u2019atto di attestazione del falso non invalida l\u2019autenticit\u00e0 del documento, ma consiste nel includere nel documento il contenuto che non corrisponde ai fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reato del falso intellettuale avviene al momento della certificazione dell\u2019asserzione falsa per quanto riguarda la circostanza di significato giuridico. In considerazione di ci\u00f2, si pu\u00f2 ritenere che tale reato \u00e8 attuabile quando si tratta di attestazione. A questo punto sorge la domanda se il reato avviene al momento del termine della redazione del documento o al momento della sua emissione, ovvero introducendolo nelle transazioni legali. Senza dubbio, \u00e8 decisivo il momento di emissione del documento poich\u00e9 la sola redazione del testo non costituisce ancora una prova, \u00e8 al massimo una dichiarazione dell\u2019esistenza di una certa circostanza. Il rilascio di un documento non significa soltanto consegnarlo alle parti, ma anche metterlo negli atti per uso interno. \u00a0L\u2019atto illecito dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. pu\u00f2 essere commesso solo intenzionalmente, con \u00abintenzioni dirette\u00bb o con \u00abintenzioni eventuali\u00bb. L\u2019autore del reato in questione deve essere a conoscenza delle proprie competenze, del contenuto del falso nel documento e deve avere intenzione di certificare il falso. L\u2019autore di tale azione deve anche essere consapevole del fatto che l\u2019atto di certificare il falso ha un significato giuridico. Si agisce con \u00abintenzione eventuale\u00bb quando si prevede la possibilit\u00e0 di certificare il falso. L\u2019intento di ingannare il destinatario del documento da parte dell\u2019autore del reato non costituisce la condizione per realizzare i suoi interessi. Ci\u00f2 vale anche per il danno di interesse privato o pubblico. Le motivazioni del perpetratore non sono rilevanti per attribuire a questo atto il significato di delitto<a href=\"#_edn30\" name=\"_ednref30\">[xxx]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IV.<\/strong> L\u2019oggetto dell\u2019attivit\u00e0 delittuosa \u00e8 stato descritto nell\u2019art. 271 c.p. con la sigla \u201cdocumento\u201d. Il codice penale contiene la definizione giuridica del documento nell\u2019art. 115 \u00a7 14. Alla luce di questo regolamento il documento \u00e8 qualsiasi oggetto o altro portatore di informazioni registrato, con cui \u00e8 legata una determinata legge o che, in virt\u00f9 del suo contenuto, costituisce una prova giuridica, un rapporto giuridico o una circostanza di rilevanza giuridica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto del documento, nel contesto del reato di falso intellettuale, \u00e8 anche pi\u00f9 stretto di quello definito dall\u2019art. 115 \u00a7 14 c.p. Indubbiamente, un tale documento dovrebbe rientrare nella definizione di cui sopra, per il fatto che esso, a causa del suo contenuto, \u00e8 vincolato o da una legge specifica o da uno statuto di prova giuridica, di relazione giuridica o di circostanze di rilevanza giuridica. Allo stesso tempo, ci\u00f2 che segue dai termini utilizzati nell\u2019art. 271 c.p., si tratta del documento realizzato in seguito all\u2019attivit\u00e0 del suo rilascio da parte di una persona competente per la sua funzione o per la sua posizione. D\u2019altra parte, lo stesso atto illecito si basa sulla certificazione del falso per quanto riguarda la circostanza di significato giuridico. Anche la Corte Suprema, nella sua sentenza del 9 ottobre 1996, ha espresso il parere che il documento di cui all\u2019art. 266 c.p. (d.c.p.<a href=\"#_edn31\" name=\"_ednref31\">[xxxi]<\/a> &#8211; J.\u017b., cfr. art. 120 \u00a7 14), non solo deve corrispondere alle caratteristiche di cui all\u2019art. 120 \u00a7 13 c.p. (d.c.p. &#8211; J. \u017b.; cfr. art. <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mfrxilrsgm4tgojoobqxalrrga4tmnzrge3a\">120 \u00a7 1<\/a>4), ma deve essere anche un documento che viene \u201crilasciato\u201d da un \u201cpubblico funzionario o da un\u2019altra persona autorizzata\u201d e, inoltre, nel suo contenuto deve includere la parola \u201ccertificato\u201d che infonde la fiducia pubblica e quindi la presunzione di verit\u00e0. Tali documenti sono, innanzitutto, documenti ufficiali nel senso conferito a questo concetto dall\u2019art. 245 k.p.c. <a href=\"#_edn32\" name=\"_ednref32\">[xxxii]<\/a> e l\u2019art. 76 c.p.a. <a href=\"#_edn33\" name=\"_ednref33\">[xxxiii]<\/a> , e altri documenti ai quali \u00e8 stato conferito tale potere dalle altre disposizioni. Ci\u00f2 implica che il termine \u201c documento\u201d utilizzato nell\u2019articolo 271c.p. \u00e8 pi\u00f9 stretto del termine \u201cdocumento\u201d definito nell\u2019articolo 115, paragrafo 14 c.p.<a href=\"#_edn34\" name=\"_ednref34\">[xxxiv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso tempo, la Corte Suprema ha sottolineato che non pu\u00f2 essere riconosciuto come documento ai sensi dell\u2019art. 271 \u00a7 1 c.p. un contratto nell\u2019ambito del diritto civile o contratto di lavoro, che viene redatto e concluso, ma non viene emesso. Inoltre, a causa della natura del rapporto contrattuale, in questi documenti non \u00e8 presente la certificazione che avrebbe carattere di fiducia pubblica. Pertanto, \u00e8 errato attribuire il cosiddetto \u201ccrimine di falso intellettuale\u201d consistente nella dichiarazione dei fatti non corrispondenti alla verit\u00e0 ai documenti come un contratto di lavoro o un contratto di impegno. Sebbene si possa affermare che un documento come libro paga venga rilasciato dal datore di lavoro, non esiste alcuna base perch\u00e9 le informazioni contenute in esso possano essere riconosciute come certificato di fiducia pubblica. Le eventuali false dichiarazioni in questo documento \u00e8 opportuno considerarle crimine dall\u2019art. 271\u00a71 c.p., ovvero la dichiarazione del falso nel certificato di lavoro<a href=\"#_edn35\" name=\"_ednref35\">[xxxv]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019oggetto dell\u2019azione esecutiva, come esplicitato all\u2019art. 271 c.p., sono documenti ai quali \u00e8 stata attribuita la definizione dei documenti ufficiali, conformemente alla legge del 14 giugno 1960, nel <em>Codice di procedura amministrativa<\/em> (art. 76 c.p.a) e dalla legge del 17 novembre 1964 nel <em>Codice di procedura civile<\/em> (art. 244 c.p.c.), quindi sono quei documenti che sono stati redatti nella forma prescritta dalle autorit\u00e0 di cui sopra nel loro settore di attivit\u00e0 e costituiscono prove di ci\u00f2 che \u00e8 stato ufficialmente dichiarato (attestato) in essi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I documenti ufficiali fruiscono di due tipi di presunzioni: l\u2019autenticit\u00e0, e quindi l\u2019origine da una concreta autorit\u00e0 emittente, e la veridicit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 stato ufficialmente dichiarato in essi. L\u2019analogia tra il documento nel contesto del reato di falso intellettuale e il documento ufficiale definito all\u2019art. 76 c.p.a. e all\u2019art. 244 c.p.c., \u00e8 condizionata dalla domanda se per l\u2019esistenza di un reato di falso intellettuale sia significativa la questione della validit\u00e0 di questo documento alla luce del diritto civile o amministrativo. Senza dubbio la risposta dovrebbe essere negativa. Alla pena \u00e8 soggetta l\u2019azione consistente esclusivamente nell\u2019affermazione del falso e non nel rilascio di un documento che viola le procedure del diritto civile o amministrativo. Ci\u00f2 \u00e8 stato anche affermato dalla Corte Suprema nella sentenza del 4 dicembre 1980<a href=\"#_edn36\" name=\"_ednref36\">[xxxvi]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>V.<\/strong> Al fine di fornire al giudice la possibilit\u00e0 di individuare il tipo di sanzione, in relazione alle circostanze qualificanti l\u2019azione, il codice penale, oltre al tipo principale del reato di falso intellettuale, distingue la sua forma privilegiata (271 \u00a7 2 c.p.) e qualificata (271 \u00a7 3 c.p.). Il tipo privilegiato assume la forma di un incidente di minore importanza. Un incidente di minore importanza si verifica quando la totalit\u00e0 delle circostanze soggettive ed oggettive in un singolo caso comporta che la punibilit\u00e0 del reato \u00e8 sostanzialmente minore. Si tratta particolarmente dell\u2019importanza del documento e del suo utilizzo. Di conseguenza, la minore importanza dell\u2019azione pu\u00f2 essere determinata, ad esempio, dal basso rango del documento nei procedimenti giudiziari, dalle conseguenze non molto dannose per la certificazione del falso. Pu\u00f2 anche essere dovuto al fatto che l\u2019autore non ha introdotto il documento nelle transazioni in ambito giuridico oppure il suo significato giuridico non era determinante<a href=\"#_edn37\" name=\"_ednref37\">[xxxvii]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La forma qualificata del reato di falso intellettuale \u00e8 caratterizzata dalla presenza nel delinquente dello scopo di agire per ricavare un vantaggio personale o finanziario. Il beneficio materiale \u00e8 qualsiasi profitto materiale che l\u2019autore del reato ha ottenuto o aveva l\u2019intenzione di ottenere dal reato. Fra le azioni intraprese per ricavare vantaggi materiali \u00e8 considerata anche la certificazione dei fatti non veri per evitare la responsabilit\u00e0 materiale ci\u00f2 potrebbe rendere il profitto materiale al perpetratore in quanto i suoi beni non vengono ridotti dei valori di propriet\u00e0 specifici che dovrebbero essere prelevati. Eseguendo l\u2019interpretazione del termine \u201cper ottenere un profitto materiale\u201d, la Corte Suprema nella sentenza del 13 agosto 1976 afferm\u00f2 che un pubblico funzionario o un\u2019altra persona autorizzata a rilasciare un documento che attesta una falsa dichiarazione sulla circostanza avente il significato giuridico, o una persona falsificante tale documento, agisce per guadagnare vantaggi materiali se attesta le false dichiarazioni nel documento o falsifica il documento al fine di evitare la responsabilit\u00e0 materiale. L\u2019elusione da tale responsabilit\u00e0 rende al perpetratore un chiaro vantaggio finanziario, poich\u00e9 dalla sua propriet\u00e0 non vengono prelevati alcuni valori, che nella situazione normale dovrebbero essere riscossi<a href=\"#_edn38\" name=\"_ednref38\">[xxxviii]<\/a>. Allo stesso modo del profitto materiale l\u2019articolo 271 \u00a7 3 del codice penale tratta il profitto personale e quindi una forma specifica di profitto diversa dalla propriet\u00e0, che non pu\u00f2 essere espressa direttamente in denaro. Le forme di beneficio personale possono assumere una variet\u00e0 di tipologie: il sostegno relativo all\u2019ottenimento di un lavoro, all\u2019ammissione in un corso universitario, l\u2019aiuto nell\u2019ottenimento di un titolo scientifico, o il ritiro di una votazione negativa dagli atti personali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Indubbiamente, l\u2019obiettivo di tale azione deve rimanere in relazione con le azioni dell\u2019autore del reato &#8211; il perpetratore certifica il falso per ottenere prestazioni materiali o personali. Tuttavia, se nel caso del primo tipo di beneficio la legge, nell\u2019art. 115 \u00a7 4 c.p., chiaramente sostiene che tale vantaggio pu\u00f2 essere attribuito non solo all\u2019autore del reato, ma anche ad un\u2019altra persona fisica o giuridica, ad un\u2019unit\u00e0 organizzativa senza personalit\u00e0 giuridica, a un gruppo di persone impegnate in criminalit\u00e0 organizzata, il secondo tipo di beneficio non contiene tali affermazioni. Ci\u00f2 implica il fatto che il profitto personale viene ricavato dall\u2019autore del reato. Tuttavia, se il vantaggio personale \u00e8 direttamente collegato ad un\u2019altra persona e alla persona che attesta il falso il profitto giunge solo indirettamente, non sembra irragionevole affermare che l\u2019autore del reato abbia ricavato un vantaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attestazione qualificata del falso pu\u00f2 essere commessa solo intenzionalmente sotto forma di intenti diretti. A seconda del tipo del reato del falso intellettuale, la legge differenzia la dimensione della sanzione. Il tipo di base del reato \u00e8 soggetto a una pena di privazione della libert\u00e0 da 3 mesi a 5 anni. Un aumento dei limiti inferiore (fino a 6 mesi) e superiore (fino a 8 anni) del rischio della pena si verifica quando il perpetratore certifica nel documento i fatti non veri sulla situazione avente il significato giuridico per ricavare profitti materiali o personali. Con la pena di privazione della libert\u00e0 non \u00e8 minacciato l\u2019incidente meno grave. Le sanzioni previste per il \u201etipo privilegiato\u201d sono: multa e restrizione della libert\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VI.<\/strong> Analizzando il reato di falso intellettuale, non \u00e8 possibile, anche in poche parole, non citare <em>novum<\/em> nel campo del diritto penale polacco, ovvero il reato di attestazione del falso nella fattura e l\u2019uso della fattura che dimostra il fatto non vero che sono i reati di cui all\u2019art. 271a c.p., in vigore dal 1\u00b0 marzo 2017, o anche il crimine di estorsione della dichiarazione del falso, noto anche come il reato di falso intellettuale indiretto, di cui all\u2019art. 272 c.p.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo 271a c.p. \u00e8 una specie di disposizione speciale in relazione al reato definito come\u00a0 l\u2019affermazione del fatto non vero o il falso intellettuale del documento di cui all\u2019art. 271 c.p. ed \u00e8 in un certo senso un complemento alla falsificazione\u00a0 materiale della fattura di cui all\u2019art. 270a c.p. Similmente come in riferimento all\u2019art. 270a c.p., come motivo per introdurre una disposizione separata si indicava la necessit\u00e0 di impedire la frode dell\u2019IVA da parte di coloro che utilizzano fatture non conformi alla realt\u00e0. Le modifiche apportate a questo proposito sono in linea con la tendenza degli ultimi anni di stringere la politica penale ed \u00e8 espressione della convinzione nel valore deterrente delle pene severe per diversi tipi di crimini<a href=\"#_edn39\" name=\"_ednref39\">[xxxix]<\/a>. Secondo i regolamenti finora analizzati, l\u2019emittente di una fattura contenente una somma di quota totale, il cui valore o il suo valore complessivo \u00e8 significativo, attestando i fatti non veri che possono essere rilevanti per la determinazione dell\u2019ammontare del debito pubblico o del suo rimborso o del rimborso di un\u2019altra quota fiscale o chi utilizza tale fattura, viene punito con la reclusione da 6 mesi a 8 anni (articolo 270 bis \u00a7 1 del Codice Penale). Se l\u2019autore del reato esegue azioni contro una fattura o contro le fatture contenenti l\u2019ammontare complessivo delle quote il cui valore o il suo valore complessivo \u00e8 superiore del valore della quota che definisce la propriet\u00e0 di alto valore moltiplicato per cinque volte, oppure se ha costituito del reato una fonte permanente di reddito, \u00e8 sottoposto alla pena di detenzione per tempo non inferiore di tre anni (l\u2019art. 270 a\u00a7 2 c.p.). Invece, in caso di minore importanza, l\u2019autore del reato \u00e8 soggetto alla pena di privazione della libert\u00e0 per un periodo massimo di 3 anni (l\u2019art. 270 a \u00a7 3 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La credibilit\u00e0 dei documenti, la fiducia dei cittadini nei loro confronti, \u00e8 tutelata dalla legge anche attraverso la penalizzazione dell\u2019ingannevole dichiarazione del falso alla persona autorizzata a rilasciare il documento, ovvero a un funzionario pubblico o a un\u2019altra persona autorizzata (l\u2019art. 272 c.p.). La descrizione delle caratteristiche esposte nell\u2019art. 272 c.p. indica che la protezione comprende l\u2019affidabilit\u00e0 di una specifica categoria di documenti, vale a dire i documenti per i quali l\u2019emittente ha il diritto (competenza) di rilasciarli (documenti emessi). La credibilit\u00e0 si riferisce alla veridicit\u00e0 di questi documenti e quindi alla veridicit\u00e0 dei contenuti proveniente dai loro emittenti. Di conseguenza i documenti sono soggetti alla protezione dal cosiddetto falso intelettuale, che &#8211; a differenza dal falso penalizzato dall\u2019art. 271 c.p. &#8211; viene eseguito indirettamente, poich\u00e9 l\u2019autore del reato non \u00e8 l\u2019emittente del documento, ma la terza persona (ingannatore)<a href=\"#_edn40\" name=\"_ednref40\">[xl]<\/a>. In questo caso l\u2019effetto del falso del documento viene ottenuto per l\u2019inganno. Il verbo \u201cingannare\u201d possiede un\u2019ampia gamma di significati (raggiro, truffa, dolo) e nella legge \u00e8 soggetto a restrizioni attraverso la definizione di questo termine come \u201cinduzione ingannevole in errore\u201d, ci\u00f2 comprende: rilascio delle dichiarazioni false, affermazioni menzognere attestate attraverso qualsiasi mezzo, ad esempio, mediante dichiarazioni scritte, false testimonianze degli altri, dichiarazioni verbali proprie<a href=\"#_edn41\" name=\"_ednref41\">[xli]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il reato di cui all\u2019art. 272 c.p. pu\u00f2 essere commesso intenzionalmente in intenti diretti. Ci\u00f2 avviene quando il documento ottenuto per inganno viene immesso nel giro delle transazioni legali. Secondo A. Zoll, la caratteristica di immissione del documento nel giro delle transazioni legali avviene mediante: immissione in un registro specifico, trasferimento a terzi, collocazione nel fascicolo accessibile a terzi, annuncio alla riunione anche se non aperta<a href=\"#_edn42\" name=\"_ednref42\">[xlii]<\/a>. La dottrina afferma inoltre che il reato in questione pu\u00f2 essere commesso sia quando l\u2019autore del reato induce in errore la persona che rilascia il documento, sia quando agisce con mediazione di altre persone, ad esempio dei testimoni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pena detentiva fino a 3 anni prevista per questo reato \u00e8 la punizione significativamente pi\u00f9 lieve rispetto a quella prevista per la falsificazione diretta del documento da parte di un funzionario pubblico o da un\u2019altra persona autorizzata a rilasciare un documento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Analizzando il delitto di falso intellettuale, va osservato che il diritto penale, tutelando la credibilit\u00e0 dei documenti e quindi la fiducia dei cittadini nei loro confronti, prevede anche la punizione per l\u2019utilizzo sia di un documento contenente l\u2019affermazione dei fatti non veri di cui all\u2019art. 271 c.p., sia ottenuto in modo ingannevole, secondo le modalit\u00e0 di cui all\u2019art. 272 c.p. Questo crimine \u00e8 comune perch\u00e9, secondo la disposizione del provvedimento, lo pu\u00f2 commettere qualsiasi persona, inclusa la persona che ha dichiarato il falso nel documento. L\u2019azione di \u201cutilizzo del documento di cui all\u2019articolo 271 o 272\u201d non consiste in alcun comportamento del soggetto in relazione al suo uso in senso comune, ma solo nel suo uso, che \u00e8 allo stesso tempo un attacco all\u2019oggetto della protezione e quindi alla credibilit\u00e0 dei documenti. Si tratta quindi dell\u2019uso del documento nel giro di transazioni legali e quindi del suo utilizzo da parte dell\u2019autore del reato conformemente al suo scopo giuridico. Le sanzioni imposte dal legislatore per il compimento del reato di questo tipo sono seguenti: ammenda, sanzione di restrizione alla libert\u00e0 o reclusione fino a due anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>VII. <\/strong>Riassumendo, il documento realizzando le funzioni attribuitegli dal legislatore, in primo luogo garantendo il consolidamento degli atti giuridici e degli altri eventi legali, deve, per il suo valore probatorio, avere una credibilit\u00e0. Deve meritare fiducia, essere sicuro ed onesto. Rispondendo a queste caratteristiche il documento pu\u00f2 costituire un modo formale di dichiarazione dei rapporti giuridici, garantendo cos\u00ec la certezza e la sicurezza delle transazioni legali. Di conseguenza, la protezione della credibilit\u00e0 dei documenti, la fiducia dei cittadini nei loro confronti \u00e8 molto importante, in particolare per quanto riguarda la credibilit\u00e0 di una specifica categoria dei documenti, vale a dire quelli rilasciati da persone che hanno un certo ruolo nella vita sociale ed economica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 pertanto opportuno fare riferimento al fatto che il legislatore ha incluso fra gli atti punibili le azioni che ledono l\u2019autenticit\u00e0 del documento ma anche quelli che consistono nella dichiarazione della circostanza significativa, di rilevanza giuridica, ovvero causante le conseguenze giuridiche, sia nella sfera dei doveri che nei diritti del soggetto giuridico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Fonti:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Atti giuridici<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Legge del 6 giugno 1997, <em>Kodeks karny<\/em>, cio\u00e8 Dz. U. (G.U.)\u00a0 del 2016 r., pos.1137, con ulteriori modifiche.<\/li>\n<li>Legge del 19 aprile 1969 r. <em>Kodeks karny<\/em>, Dz. U. (G.U.) \u00a0 13, pos. 94 con modifiche., elusa sulla base dell\u2019art. 2 punto 1 della legge del 6 giugno 1997 r. <em>przepisy wprowadzaj\u0105ce Kodeks karny<\/em>, Dz. U. (G.U.) \u00a0N. 88, pos.554 con modifiche.<\/li>\n<li>Legge del 17 novembre 1964, <em>Kodeks post\u0119powania cywilnego<\/em>, cio\u00e8 Dz. U. (G.U.) del 2016, pos.1822 con ulteriori modifiche.<\/li>\n<li>Legge del 14 giugno 1960 r., <em>Kodeks post\u0119powania administracyjnego<\/em>, cio\u00e8 Dz. U. (G.U.) del 2017, pos.1257 con ulteriori modifiche.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Bucha\u0142a K., Zoll A., <em>Kodeks karny. Cz\u0119\u015b\u0107 og\u00f3lna<\/em>, Zakamycze 2000.<\/li>\n<li>Chybi\u0144ski O. (in:) W. \u015awida (a cura di), <em>Prawo karne. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna<\/em>, Wroc\u0142aw 1980.<\/li>\n<li>Chybi\u0144ski O., (in:) Chybi\u0144ski O., Gutekunst W., \u015awida W., <em>Prawo karne. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna<\/em>, Wroc\u0142aw 1980.<\/li>\n<li>G\u00f3ral R., <em>Kodeks karny &#8211; praktyczny komentarz,<\/em> Warszawa 1998.<\/li>\n<li>G\u00f3rniok O., Hoc S., Przyjemski S., <em>Kodeks karny z komentarzem<\/em>, T. III, Gda\u0144sk 1999.<\/li>\n<li>Kalitowski M., Sienkiewicz Z., Szumski J., Tyszkiewicz L., W\u0105sek A., <em>Kodeks karny z komentarzem, <\/em> II, Gda\u0144sk 1999.<\/li>\n<li>Kr\u00f3likowski M., Zaw\u0142ocki R. (a cura di), <em>Kodeks karny. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna. Tom II. Komentarz do artyku\u0142\u00f3w 222\u2013316,<\/em> Warszawa 2017.<\/li>\n<li>Skubisz S., <em>Dow\u00f3d z ekspertyzy pism patologicznych<\/em>, Zakamycze 2004.<\/li>\n<li>Stefa\u0144skiA. (a cura di), <em>Kodeks karny. Komentarz,<\/em> Warszawa 2017.<\/li>\n<li>W\u0105sek A., <em>Kodeks karny. Komentarz do cz\u0119\u015bci szczeg\u00f3lnej<\/em>, Warszawa 2006.<\/li>\n<li>W\u0105sek A., Zaw\u0142ocki R., <em>Kodeks karny. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna. Komentarz do artyku\u0142\u00f3w 222\u2013316<\/em>, Tom II, Warszawa 2010.<\/li>\n<li>Wojciechowski J., <em>Kodeks karny. Komentarz. Orzecznictwo,<\/em> Warszawa 1997.<\/li>\n<li>Wolter (in:) I. Andrejew, W. \u015awida, W. Wolter, <em>Kodeks karny z komentarzem<\/em>, Warszawa 1973.<\/li>\n<li>Wr\u00f3bel W. (in:) A. Zoll (a cura di), <em>Kodeks karny \u2013 komentarz<\/em>, Tom II, Zakamczyce 1999.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sentenze<\/strong><\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 30 settembre 2003 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydkobxg4ya\">I KZP 22\/03<\/a>, OSNKW 2003, n. 9\u201310, pos. 75.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 17 aprile 1997 r., I KZP 43\/96, OSNKW 1997 r., n. 5 &#8211; 6, pos. 40.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 12 marzo 1996, I KZP 39\/95, OSNKW 1996 r., n. 3 &#8211; 4, pos. 17.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 28 settembre 1994, I KZP 23\/94, OSNKW 1994 r., n. 9 &#8211; 10, pos. 53.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 10 settembre 1991, I KZP 21\/91, OSNKW 1992 r., n. 1 &#8211; 2, pos. 6.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 29 agosto 1989, V KZP 20\/89, OSNKW 1989, n. 7-12, pos. 50.<\/li>\n<li>Risoluzione della Corte Suprema del 15 novembre 1985, Rw 1013\/85, OSNKW 1986, n. 7 &#8211; 8, pos. 50.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 15 febbraio 2017, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgy3dkmjugq2de\">III KK 347\/16<\/a>, Legalis.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 26 maggio 2015, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgiytcobwgaydm\">IV KK 422\/14<\/a>, Legalis.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 23 maggio 2013, IV KK 60\/13, Legalis.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 23 febbraio 2012, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrsgi2tinjygaydk\">III KK 375\/11<\/a>, OSNK 2012, n. 6, pos. 64.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 16 dicembre 2010, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrrheydgmzugyztq\">IV KK 379\/10<\/a>, OSNwSK 2010, n. 1, pos. 2565.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 5 ottobre 2005, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrwguydqmjzgi2q\">II KK 126\/05<\/a>, Prokuratura i Prawo 2006, n. 3, pos.8.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 4 ottobre 2004, IV KK 213\/04, OSNwSK 2004 n. 1, pos. 1706, KZS 2005 n. 8.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 9 maggio 2002, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydiojtgi4a\">V KKN 323\/99<\/a>, OSNK 2002, n. 9\u201310, pos. 71;<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 7 dicembre 2001 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgaydinjxha4a\">IV KKN 563\/97<\/a>, OSNKW 2002, n. 3\u20134, pos.17.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 3 giugno 1996, II KKN 24\/96, Prokuratura i Prawo 1997, n. 2, pos. 5.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 9 ottobre 1996, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrsgeydena\">V KKN 63\/96<\/a>, OSP 1998, N. 7\u20138, pos. 147.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 4 dicembre 1980, Rw 431\/80 OSNPG 1981, n. 8, pos. 89.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte Suprema del 13 agosto 1976, IV KR 148 \/ 76, OSNPG 1976, n. 11, pos. 104.<\/li>\n<li>Decisione della Corte Suprema del 8 aprile 2003, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglryguytcnzqgeza\">WA 16\/03<\/a>, OSNwSK 2003, n. 1, pos. 753.<\/li>\n<li>Decisione della Corte Suprema del 15 aprile 1999, I KZP 5\/99, Pa\u0144stwo i Prawo 1999, n. 6, pos. 7.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte d\u2019Appello a Katowice del 25 febbraio 2015, II AKa 457\/14 Prokuratura i Prawo 2015 n. 12, pos.20.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte d\u2019Appello a Cracovia del 21 febbraio 2003, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydkojsguyq\">II AKA 266\/02<\/a>, Prokuratura i Prawo 2003, n. 10, pos.15.<\/li>\n<li>Sentenza della Corte d\u2019Appello a Katowice del 30 gennaio 2003, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglruguydmnbqhe4a\">II AKa 416\/02<\/a>, KZS 2003, n. 8, pos.73.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> <strong>Justyna \u017byli\u0144ska, Ph.D. &#8211; <\/strong><em>Universit\u00e0 di Tecnologia ed Economia \u201cHelena Chodkowska\u201d di Varsavia.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref2\" name=\"_edn2\">[ii]<\/a> Vedi S. Skubisz, <em>Dow\u00f3d z ekspertyzy pism patologicznych<\/em>, Zakamycze 2004.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref3\" name=\"_edn3\">[iii]<\/a> Sentenza della Corte Suprema \u00a03 giugno 1996 r., II KKN 24 \/ 96, Prokuratura i Prawo 1997, n. 2, pos. 5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref4\" name=\"_edn4\">[iv]<\/a> Decreto del 6 giugno 1997 r., <em>Kodeks karny<\/em>, t.j. Dz. U. z 2016 r., pos. 1137, con ulteriori modifiche, con l\u2019abbreviazione \u201ec.p.\u201d (\u201cc.p.\u201d)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref5\" name=\"_edn5\">[v]<\/a> Il capito XXXIV c.p. penalizza:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>la falsificazione di un documento mediante la sua contraffazione o trasformazione ai fini del suo utilizzo come autentico (il reato del falso materiale; art. 270 c.p.),<\/li>\n<li>la contraffazione o la trasformazione di una fattura per quanto riguarda i fatti che possono essere rilevanti per la determinazione dell&#8217;ammontare dell\u2019imposta o del suo rimborso o del rimborso di un&#8217;altra quota di natura imponibile o l&#8217;uso di questa fattura come autentica (art. 270a c.p.),<\/li>\n<li>la certificazione nel documento dei fatti non veri circa le circostanze di importanza giuridica da parte di un pubblico funzionario o di un&#8217;altra persona autorizzata a rilasciare il documento (il reato di falso intellettuale, art. 271 c.p.),<\/li>\n<li>il rilascio della fattura contenente la somma dell&#8217;ammontare complessivo della quota il cui valore o il suo valore complessivo \u00e8 significativo, attestando i fatti non veri che possono essere rilevanti per la determinazione dell&#8217;ammontare dell\u2019imposta o del suo rimborso o del rimborso di un&#8217;altra quota fiscale o l&#8217;uso di tale fattura (art. 271a c.p.),<\/li>\n<li>l\u2019induzione in inganno (l\u2019estorsione) di un funzionario pubblico o di un\u2019altra persona autorizzata a rilasciare il documento al fine di procurarsi la dichiarazione del falso (il reato di falso intellettuale indiretto, art. 272 c.p.),<\/li>\n<li>l\u2019utilizzo di un documento contenente la dichiarazione del falso, descritto nell\u2019art. 271 o nell\u2019art. 272 c.p. (art. 273 c.p.),<\/li>\n<li>la vendita del documento d\u2019identit\u00e0 proprio o di un&#8217;altra persona (art. 274 c.p.),<\/li>\n<li>l&#8217;uso, il furto, l&#8217;appropriazione indebita di un documento che indichi l&#8217;identit\u00e0 di un&#8217;altra persona o i suoi diritti di propriet\u00e0 (art. 275 c.p.),<\/li>\n<li>danneggiare, deteriorare, rendere inutile, nascondere o eliminare un documento di cui non si ha diritto esclusivo di disporre (art. 276 c.p.),<\/li>\n<li>danneggiare i segni grafici (art. 277 c.p.).<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref6\" name=\"_edn6\">[vi]<\/a> M. Kr\u00f3likowski, R. Zaw\u0142ocki (a cura di), <em>Kodeks karny. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna. Tom II. Komentarz do artyku\u0142\u00f3w 222\u2013316,<\/em> Warszawa 2017, Legalis (il commento all\u2019art. 271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref7\" name=\"_edn7\">[vii]<\/a> Vedi\u00a0 Decisione della Corte Suprema del 15 aprile 1999 r., I KZP 5\/99, Pa\u0144stwo i Prawo 1999, n. 6, pos. 7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref8\" name=\"_edn8\">[viii]<\/a> W. Wr\u00f3bel, (in:) A. Zoll (a cura di), <em>Kodeks karny<\/em>, t. II, 2006, s. 1334\u20131335.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref9\" name=\"_edn9\">[ix]<\/a> Vedi A. W\u0105sek, <em>Kodeks karny. Komentarz do cz\u0119\u015bci szczeg\u00f3lnej<\/em>, Warszawa 2006, Legalis (il commento all\u2019art. 271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref10\" name=\"_edn10\">[x]<\/a> Pi\u00f9 sulle definizioni del termine funzionario pubblico nel codice penale: K. Bucha\u0142a, A. Zoll, <em>Kodeks karny. <\/em><em>Cz\u0119\u015b\u0107 og\u00f3lna<\/em>, Zakamycze 2000, pp. 638 \u2013 639, R. G\u00f3ral, <em>Kodeks karny &#8211; praktyczny komentarz,<\/em> Warszawa 1998, p. 176.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref11\" name=\"_edn11\">[xi]<\/a> Vedi: J. Wojciechowski, <em>Kodeks karny. Komentarz. Orzecznictwo,<\/em> Warszawa 1997, s. 207 \u2013 209; R. G\u00f3ral, <em>op. cit.<\/em>, pp. 176 \u2013 177; M. Kalitowski, Z. Sienkiewicz, J. Szumski, L. Tyszkiewicz, A. W\u0105sek, <em>Kodeks karny z komentarzem, <\/em>T. II, Gda\u0144sk 1999, p. 403.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref12\" name=\"_edn12\">[xii]<\/a> Come esempio di interpretazione della definizione statutaria del concetto di funzionario pubblico nella giurisprudenza si pu\u00f2 indicare le seguenti risoluzioni della Corte Suprema: del 10 settembre 1991, I KZP 21\/91, OSNKW 1992, n. 1 &#8211; 2, pos. 6; del 17 aprile 1997, I KZP 43\/96, OSNKW 1997, n. 5 &#8211; 6, pos. 40; del 28 settembre 1994, I KZP 23\/94, OSNKW 1994, n. 9 &#8211; 10, pos. 53; z 15 novembre 1985 r., Rw 1013\/85, OSNKW 1986, n. 7 &#8211; 8, pos. 50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref13\" name=\"_edn13\">[xiii]<\/a> A. W\u0105sek, <em>Kodeks karny. Komentarz do cz\u0119\u015bci szczeg\u00f3lnej<\/em>, Warszawa 2006, Legalis (il commento all\u2019art. 271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref14\" name=\"_edn14\">[xiv]<\/a> Vedi Sentenza della Corte Suprema del 26 maggio 2015, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgiytcobwgaydm\">IV KK 422\/14<\/a>, Legalis; decisione della Corte Suprema \u00a0dell\u20198 aprile 2003, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglryguytcnzqgeza\">WA 16\/03<\/a>, OSNwSK 2003, n.1, pos. 753; risoluzione della Corte Suprema dal 30 settembre 2003, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydkobxg4ya\">I KZP 22\/03<\/a>, OSNKW 2003, n. 9\u201310, pos. 75; sentenza della Corte d\u2019Appello a Cracovia del 21 febbraio 2003 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydkojsguyq\">II AKA 266\/02<\/a>, Prokuratura i Prawo 2003, n. 10, pos. 15; sentenza della Corte d\u2019Appello \u00a0a Katowice del 30 gennaio 2003 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglruguydmnbqhe4a\">II AKa 416\/02<\/a>, KZS 2003, n. 8, pos. 73.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref15\" name=\"_edn15\">[xv]<\/a> Vedi M. Kr\u00f3likowski, R. Zaw\u0142ocki (a cura di), <em>op. cit.<\/em>, Legalis (il commento all\u2019art. 271 c.p.). Vedi anche la Sentenza della Corte Suprema \u00a0del 9 maggio 2002, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrugaydiojtgi4a\">V KKN 323\/99<\/a>, OSNK 2002, n. 9\u201310, pos. 71; la Sentenza della Corte Suprema \u00a016 dicembre 2010 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrrheydgmzugyztq\">IV KK 379\/10<\/a>, OSNwSK 2010, n. 1, pos. 2565.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref16\" name=\"_edn16\">[xvi]<\/a> La risoluzione della Corte Suprema del 12 marzo 1996, I KZP 39\/95, OSNKW 1996, n. 3 &#8211; 4, pos. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref17\" name=\"_edn17\">[xvii]<\/a> M. Kr\u00f3likowski, R. Zaw\u0142ocki (a cura di), <em>op. cit.<\/em>, Legalis (il commento all\u2019art. 271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref18\" name=\"_edn18\">[xviii]<\/a> Sentenza della Corte Suprema \u00a0del 23 febbraio 2012 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrsgi2tinjygaydk\">III KK 375\/11<\/a>, OSNK 2012, n. 6, pos. 64.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref19\" name=\"_edn19\">[xix]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 7 dicembre 2001 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgaydinjxha4a\">IV KKN 563\/97<\/a>, OSNKW 2002, n. 3\u20134, pos. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref20\" name=\"_edn20\">[xx]<\/a> Risoluzione della Corte Suprema del 29 agosto 1989 r. V KZP 20\/89, OSNKW 1989, n. 7-12, pos. 50.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref21\" name=\"_edn21\">[xxi]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 4 ottobre 2004 r. IV KK 213\/04, OSNwSK 2004 n. 1, pos. 1706, KZS 2005 n. 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref22\" name=\"_edn22\">[xxii]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 23 maggio 2013 r. IV KK 60\/13, Legalis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref23\" name=\"_edn23\">[xxiii]<\/a> W. Wolter (in:) I. Andrejew, W. \u015awida, W. Wolter, <em>Kodeks karny z komentarzem<\/em>, Warszawa 1973, s. 820.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref24\" name=\"_edn24\">[xxiv]<\/a> O. Chybi\u0144ski, (in:) O. Chybi\u0144ski, W. Gutekunst, W. \u015awida, <em>Prawo karne. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna<\/em>, Wroc\u0142aw 1980,<br \/>\np. 535.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref25\" name=\"_edn25\">[xxv]<\/a> A. W\u0105sek, <em>Kodeks karny. Komentarz do cz\u0119\u015bci szczeg\u00f3lnej<\/em>, Warszawa 2005, Legalis (il commento all\u2019art.271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref26\" name=\"_edn26\">[xxvi]<\/a> R.A. Stefa\u0144ski (a cura di), <em>Kodeks karny. Komentarz,<\/em> Warszawa 2017, Legalis (il commento all\u2019art.271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref27\" name=\"_edn27\">[xxvii]<\/a> Sentenza della Corte d\u2019Apello a Katowice del 25 febbraio 2015, II AKa 457\/14 Prokuratura i Prawo 2015 n. 12, pos. 20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref28\" name=\"_edn28\">[xxviii]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 5 ottobre 2005, <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrwguydqmjzgi2q\">II KK 126\/05<\/a>, Prokuratura i Prawo 2006, n. 3, pos. 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref29\" name=\"_edn29\">[xxix]<\/a> O. Chybi\u0144ski (in:) W. \u015awida (a cura di), <em>Prawo karne. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna<\/em>, Wroc\u0142aw 1980, s. 543.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref30\" name=\"_edn30\">[xxx]<\/a> A. W\u0105sek, <em>op. cit<\/em>., Legalis (il commento all\u2019art.271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref31\" name=\"_edn31\">[xxxi]<\/a> Decreto del 19 aprile 1969 r. <em>Kodeks karny<\/em>, Dz. U. N. 13, pos. 94 ze zm., uchylona na podstawie art. 2 punto 1 ustawy z dnia 6 giugno 1997 r. <em>przepisy wprowadzaj\u0105ce Kodeks karny<\/em>, Dz. U. N. 88, pos. 554 ze zm.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref32\" name=\"_edn32\">[xxxii]<\/a> Decreto del 17 novembre 1964 r., <em>Kodeks post\u0119powania cywilnego<\/em>, t.j. Dz. U. z 2016 r., pos. 1822 z p\u00f3\u017cn. zm., zwana dalej w skr\u00f3cie \u201ek.p.c.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref33\" name=\"_edn33\">[xxxiii]<\/a> Decreto del 14 giugno 1960 r., <em>Kodeks post\u0119powania administracyjnego<\/em>, t.j. Dz. U. z 2017 r., pos. 1257 z p\u00f3\u017cn. zm., zwana dalej w skr\u00f3cie \u201ek.p.a.\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref34\" name=\"_edn34\">[xxxiv]<\/a> Sentenza della Corte Suprema \u00a09 ottobre 1996 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrsgeydena\">V KKN 63\/96<\/a>, OSP 1998, n. 7\u20138, pos. 147.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref35\" name=\"_edn35\">[xxxv]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 15 febbraio 2017 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrtgy3dkmjugq2de\">III KK 347\/16<\/a>, Legalis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref36\" name=\"_edn36\">[xxxvi]<\/a> Sentenza della Corte Suprema del 4 dicembre 1980 r., Rw 431\/80 OSNPG 1981, n. 8, pos. 89.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref37\" name=\"_edn37\">[xxxvii]<\/a> A. W\u0105sek, R. Zaw\u0142ocki, <em>Kodeks karny. Cz\u0119\u015b\u0107 szczeg\u00f3lna. Komentarz do artyku\u0142\u00f3w 222\u2013316<\/em>, Tom II, Warszawa 2010, Legalis (il commento all\u2019art.271 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref38\" name=\"_edn38\">[xxxviii]<\/a> Sentenza della Corte Suprema\u00a0 13 agosto 1976 r., <a href=\"https:\/\/sip.legalis.pl\/document-view.seam?documentId=mrswglrzheyda\">IV KR 148\/76<\/a>, OSNPG 1976, N. 11, pos. 104.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref39\" name=\"_edn39\">[xxxix]<\/a> R.A. Stefa\u0144ski (a cura di), <em>Kodeks karny. Komentarz,<\/em> Warszawa 2017, Legalis (il commento all\u2019art.271a c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref40\" name=\"_edn40\">[xl]<\/a> M. Kr\u00f3likowski, R. Zaw\u0142ocki, <em>op. cit.,<\/em> Legalis (il commento all\u2019art.272 c.p.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref41\" name=\"_edn41\">[xli]<\/a> O. G\u00f3rniok (in:) O. G\u00f3rniok, S. Hoc, S. Przyjemski, <em>Kodeks karny z komentarzem<\/em>, T. III, Gda\u0144sk 1999, s. 335.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref42\" name=\"_edn42\">[xlii]<\/a> W. Wr\u00f3bel (in:) A. Zoll (a cura di), <em>op. cit.<\/em>, s. 1045.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Justyna \u017byli\u0144ska)\u00a0[i] Traduzione dalla lingua polacca Jolanta Grebowiec-Baffoni La protezione penale e giuridica dei documenti nel contesto di reato del falso intellettuale (articolo 271 c.p.) I. 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