{"id":865,"date":"2013-05-01T00:01:00","date_gmt":"2013-04-30T22:01:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=865"},"modified":"2014-03-10T21:55:55","modified_gmt":"2014-03-10T20:55:55","slug":"reputation-risk-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/reputation-risk-2\/","title":{"rendered":"Reputation Risk"},"content":{"rendered":"<p><strong>di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/AlessioRombolotti-Cv2013.pdf\">Alessio Rombolotti<\/a><\/strong><br \/>\n<strong> (Twitter: alexrombolotti)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 2012\u00a0 \u00e8 stato decisamente un anno di grandi scandali finanziari. Sono state coinvolte alcune fra le maggiori istituzioni del globo, Goldman Sachs, HSBC, Standard Chartered, UBS, Morgan Stanley, JP Morgan Chase e Barclays con la manipolazione dei tassi <i>Libor <\/i>e il 2013 ci ha subito seguito servendoci la vicenda che coinvolge il Monte dei Paschi di Siena. Questi avvenimenti avranno un effetto sulla reputazione delle societ\u00e0 coinvolte.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo articolo diamo uno sguardo ai metodi utilizzati per quantificare il <i>Rischio di Reputazione<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019economia moderna gli assets intangibili hanno sempre pi\u00f9 importanza competitiva per la ragione che, contrariamente a quelli tangibili, sempre pi\u00f9 alla portata di tutti, essi non sono standardizzabili e replicabili. La reputazione \u00e8 un\u2019 attivit\u00e0 intangibile, con una natura molto particolare che rende difficoltosa la sua misurabilit\u00e0; per l\u2019 importanza che ricopre \u00e8 tuttavia opportuno conoscerne il valore e cercare di mantenerlo intatto nel tempo. La particolarit\u00e0 della reputazione \u00e8 la sua dipendenza non tanto dalle nostre azioni ma dalla percezione che i soggetti hanno delle nostre azioni.\u00a0A differenza del marchio, che \u00e8 costruito e gestito direttamente dalla societ\u00e0 proprietaria, la reputazione viene attribuita dai terzi che osservano il nostro comportamento in modo differenziale rispetto agli altri attori del mercato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Garry Honey (professore alla School of Management &#8211; University of Southhampton), definisce il rischio di reputazione come la distanza fra i risultati\/comportamenti attesi e i risultati\/comportamenti effettivi (Figura 1). Questa definizione \u00e8 appropriata soprattutto per poter misurare il rischio di reputazione quantitativamente; una volta ottenuta la misura del rischio possiamo trasformarla in valori monetari utilizzando dei benchmarks rappresentati da situazioni conosciute. Generalmente si utilizzano interviste, verbali o scritte, agli stakeholders (clienti, fornitori, dipendenti, finanziatori) per conoscere i risultati e i comportamenti attesi mentre quelli effettivi sono rilevati consultando i documenti societari ed effettuando visite di verifica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ScreenHunter_02-Jan.-29-08.14.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-867\" style=\"width: 376px; height: 213px;\" alt=\"Figura 1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/ScreenHunter_02-Jan.-29-08.14-300x181.jpg?resize=376%2C181\" width=\"376\" height=\"181\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sergio Scandizzo (2011) prende l\u2019intuizione di Honey per sviluppare un modello basato sugli stress-tests. Il procedimento ipotizza scenari diversi per i quali viene misurato il rischio di reputazione; ogni volta che la differenza fra realt\u00e0 e attese supera una soglia predeterminata si applica uno stress-test relativamente allo scenario in questione. Questo procedimento \u00e8 sicuramente dispendioso ma permette di analizzare nel dettaglio gli effetti di eventi negativi e di valutare come trarre vantaggio dalle situazioni opposte, vale a dire quando la realt\u00e0 \u00e8 migliore delle attese e ci troviamo quindi con un surplus di reputazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molti professionisti del settore sostengono che il rischio di reputazione non abbia un proprio profilo indipendente ma piuttosto sia un rischio derivato da altre tipologie di rischio, per esempio le irregolarit\u00e0 contabili, che sicuramente incrinerebbero la reputazione di una societ\u00e0 una volta diffusa la notizia, rientrano nella pi\u00f9 ampia categoria dei <i>rischi operativi<\/i>. La conseguenza della tesi della non-indipendenza implica l\u2019 inutilit\u00e0 di gestire il rischio di reputazione in quanto il framework di controllo dei rischi operativi coprirebbe automaticamente anche quelli con ripercussioni sulla reputazione aziendale. Personalmente sono dell\u2019 opinione che effettivamente la gestione del rischio operativo dovrebbe assicurare l\u2019 azienda contro gli eventi reputazionali ma nei casi in cui vogliamo tenere un focus specifico sul rischio di reputazione dovremo necessariamente enuclearlo dal rischio operativo e utilizzare delle procedure specifiche di lettura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altri Metodi di misura della reputazione e del relativo rischio sono basati sulla variazione dei prezzi dei titoli azionari. Le ipotesi di base sono la sensibilit\u00e0 dei prezzi alle notizie con rilievo reputazionale e la preferenza degli investitori per le societ\u00e0 con una buona reputazione. Alcuni studi dimostrano che una buona reputazione influisce positivamente sui prezzi indipendentemente dai risultati finanziari (Jones et <i>al.<\/i>), altri dimostrano che elevati risultati finanziari e un basso profilo di rischio conducono ad una elevata reputazione (Chung et <i>al.<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anderson e Smith a livello aggregato e Bellini e Grossi a livello della singola societ\u00e0 hanno studiato gli affetti delle notizie con un potenziale impatto sui prezzi azionari. La metodologia utilizzata \u00e8 stata quella di quantificare la variazione dei prezzi in presenza di notizie di rilievo e valutare se le variazioni dei prezzi osservate fossero anomale rispetto alle fluttuazioni attese. Il risultato \u00e8 rappresentato da un intervallo, positivo o negativo, entro il quale i prezzi possono variare in presenza di notizie di rilievo reputazionale e naturalmente possiamo considerare il punto minimo dell\u2019 intervallo negativo come stima del rischio di reputazione (Figura 2). Anche se la metodologia descritta \u00e8 applicabile solo alle societ\u00e0 quotate \u00e8 possibile utilizzare i risultati come benchmarks per le aziende private.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Immagine1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-873\" style=\"width: 326px; height: 232px;\" alt=\"Figura 2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/01\/Immagine1-300x209.jpg?resize=300%2C209\" width=\"300\" height=\"209\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una grandezza che sta assumendo rilevanza nell\u2019ambito della misura della reputazione \u00e8 il <i>Reputation Equity<\/i>. Il reputation equity rappresenta il valore di mercato della propria reputazione e viene stimato dal valore di mercato della societ\u00e0 a cui viene sottratto il valore di libro del capitale netto e il valore del marchio, il residuo \u00e8 quindi un surplus che il mercato riconosce e include il valore di quegli assets definiti reputazionali come leadership, capacit\u00e0 innovativa, propriet\u00e0 intellettuale, presenza sul mercato. Il reputation equity \u00e8 uno strumento di controllo e di gestione quantitativa del rischio di reputazione che ha una base logica sicuramente intuitiva ma essendo derivato dai valori di mercato bisogna essere molto precisi a depurare i prezzi di quelle componenti derivanti da fattori che possono distorcere l\u2019 informazione fornita sulla reputazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ultimi vorrei citare alcuni metodi qualitativi di misura della reputazione che si basano su interviste dirette agli stakeholders di una societ\u00e0 oppure a persone terze indipendenti e cercano di valutare il livello di reputazione in funzione di punteggi attribuiti alle risposte. Le caratteristiche principali sottoposte all\u2019 attenzione degli intervistati sono la leadership, la cultura aziendale, l\u2019ambiente di lavoro, i prodotti e i servizi offerti, la strategia, l\u2019 innovazione, la responsabilit\u00e0 sociale, i risultati finanziari, l\u2019 attrattivit\u00e0. In questa tipologia i metodi di misurazione pi\u00f9 conosciuti sono il <i>Reputation Quotient<\/i> ideato da Harris-Fombrum, il <i>Reputation Index,<\/i> Il <i>Fortune&#8217;s Most Admired Companies (AMAC) <\/i>e la sua versione internazionale , il <i>Gobal Most Admired Companies <\/i>(GMAC) e Il <i>RepTrack Index <\/i>ideato dal <i>Reputation Institute. <\/i>Questi metodi sono utilizzati da tempo, spesso a livello giornalistico, cercano di identificare il livello di reputazione di una societ\u00e0 ma non sono disegnati per quantificare e controllare il rischio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Potrebbe sembrare che il problema della reputazione riguardi solo le societ\u00e0 oggetto di attenzione dei media ma non \u00e8 cos\u00ec, ogni soggetto che lavori in una comunit\u00e0 ha interesse, anche per mere ragioni finanziarie, a mantenere un alto livello della propria reputazione e in funzione della complessit\u00e0 dell\u2019 organizzazione \u00e8 opportuno che adotti strumenti di gestione pi\u00f9 o meno sofisticati. Potrebbe sembrare che il carattere aleatorio della reputazione suggerisca l\u2019 inutilit\u00e0 di misurare e controllare il proprio rischio ma non \u00e8 \u00a0cos\u00ec, non solo la curva dell\u2019 esperienza rende sempre pi\u00f9 affidabili i risultati ottenuti ma \u00e8 solo misurando le cose, anche se il risultato comprende un errore di misurazione, che riusciamo a comprenderne il significato e a farle nostre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di\u00a0Alessio Rombolotti (Twitter: alexrombolotti) Il 2012\u00a0 \u00e8 stato decisamente un anno di grandi scandali finanziari. 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