{"id":8675,"date":"2019-11-01T12:50:07","date_gmt":"2019-11-01T11:50:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8675"},"modified":"2020-10-26T10:19:00","modified_gmt":"2020-10-26T09:19:00","slug":"inversione-contabile-iva-indetraibile-delle-fatture-per-operazioni-inesistenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/inversione-contabile-iva-indetraibile-delle-fatture-per-operazioni-inesistenti\/","title":{"rendered":"Inversione contabile: IVA indetraibile delle fatture per operazioni inesistenti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">(di<strong> Marco Cardillo<\/strong>)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cassazione, con la recente ordinanza n. 2862 del 31 gennaio 2019, ha ribadito che il destinatario di una fattura in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, relativa ad operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, \u201c<em>non pu\u00f2 esercitare il diritto alla detrazione dell&#8217;imposta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, nel caso di operazioni inesistenti in regime d&#8217;inversione contabile, il committente \u00e8 l&#8217;effettivo soggetto d&#8217;imposta e l&#8217;IVA integrata a debito sulle fatture emesse a fronte di operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti \u00e8 dovuta, in base al principio comunitario di cui all&#8217;art. 28-octies, anche quando si tratta di forniture inesistenti o diverse da quelle indicate in fattura. Conseguentemente, il cessionario non pu\u00f2 esercitare il diritto alla detrazione dell&#8217;imposta mancando\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 suo presupposto, ovverosia la corrispondenza anche soggettiva dell&#8217;operazione fatturata con quella in concreto realizzata, per il combinato disposto dall&#8217;art. 21, comma 7, art. 19, comma 1 e art. 26, comma 3 del DPR 633\/1972.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Suprema Corte ha evidenziato che non viene in rilievo la mera inosservanza di obblighi contabili, ma la totale assenza dei presupposti sostanziali suscettibili di dar fondamento al diritto alla detrazione, e ci\u00f2 a fronte dell&#8217;esistenza dell&#8217;obbligo di corrispondere l&#8217;imposta portata in fattura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione analizzata si riferiva alla cessione di rottami, constatata come operazione inesistente.\u00a0 La disciplina nazionale per il commercio dei rottami prevede che la fattura sia emessa dal cedente senza addebito d&#8217;imposta, con l&#8217;osservanza delle disposizioni di cui al D.P.R. n.\u00a0 633\u00a0 del 1972, art. 21 e s.s., e con l&#8217;indicazione di cui all&#8217;art. 74, comma\u00a0 8,\u00a0 che si tratta di operazione con Iva non addebitata in via di rivalsa; la fattura \u00e8 quindi integrata dal cessionario, che diviene soggetto passivo\u00a0 d&#8217;imposta, con l&#8217;indicazione dell&#8217;aliquota e della imposta\u00a0 stessa,\u00a0 per\u00a0 essere,\u00a0 poi, registrata nel registro delle vendite\u00a0 dal\u00a0 cessionario,\u00a0 che\u00a0 in\u00a0 tal\u00a0 modo assolve l&#8217;obbligo di\u00a0 pagamento\u00a0 del\u00a0 tributo,\u00a0 detratto\u00a0 con\u00a0 la\u00a0 parallela annotazione\u00a0 nel\u00a0 registro\u00a0 degli\u00a0 acquisti;\u00a0\u00a0 trattandosi\u00a0\u00a0 di\u00a0\u00a0 operazione imponibile, inoltre, il cedente conserva il diritto all&#8217;ordinaria detrazione dell&#8217;imposta relativa agli acquisti inerenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella vicenda esaminata dai giudici ermellini, non \u00e8 contestato che la\u00a0\u00a0 societ\u00e0 contribuente abbia regolarmente effettuato l&#8217;inversione contabile a suo carico e reso neutrali le operazioni; rileva, invece, che dette operazioni siano state ritenute soggettivamente inesistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Corte di Giustizia su tale problematica\u00a0 ha\u00a0 precisato che &#8220;<em>la presentazione di false fatture o di false dichiarazioni,\u00a0 alla\u00a0 pari di qualsiasi altra alterazione di prove, \u00e8 idonea ad impedire la riscossione dell&#8217;importo esatto dell&#8217;imposta e, pertanto, \u00e8 atta a compromettere il buon funzionamento\u00a0 del\u00a0 sistema\u00a0 comune\u00a0 dell&#8217;IVA<\/em>&#8221;\u00a0 e\u00a0 &#8220;<em>pertanto,\u00a0\u00a0 il\u00a0\u00a0 diritto dell&#8217;Unione non impedisce agli Stati membri di\u00a0 considerare\u00a0 l&#8217;emissione\u00a0 di fatture irregolari alla stregua di una frode fiscale e di negare l&#8217;esenzione in una siffatta ipotesi<\/em>&#8221; (sentenza, 7 dicembre 2010, in C-285\/09, R.,\u00a0 punti 48 e 49);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giudici europei, con la sentenza 11 dicembre 2014, in C-590\/13, \u201c<em>Idexx Laboratoires Italia<\/em>\u201d,\u00a0 hanno statuito che gli artt. 18, paragrafo 1, lettera d),\u00a0 e\u00a0 22\u00a0 della\u00a0 direttiva 77\/388\/CEE, come modificati, devono essere interpretati nel senso\u00a0 che\u00a0 tali disposizioni dettano requisiti formali\u00a0 del\u00a0 diritto\u00a0 a\u00a0 detrazione\u00a0 la\u00a0 cui mancata osservanza, &#8220;<em>in circostanze come\u00a0 quelle\u00a0 oggetto\u00a0 del\u00a0 procedimento principale<\/em>&#8220;, non\u00a0 pu\u00f2\u00a0 determinare\u00a0 la\u00a0 perdita\u00a0 del\u00a0 diritto\u00a0 medesimo\u00a0 ove sussistano i requisiti sostanziali del diritto a detrazione che sono\u00a0 quelli che stabiliscono il fondamento stesso e l&#8217;estensione\u00a0 del\u00a0 diritto,\u00a0 la\u00a0 sua insorgenza, (punto 41 sentenza \u201c<em>Idexx<\/em>\u201d), e consistono nelle\u00a0 circostanze che gli\u00a0 acquisti\u00a0 siano\u00a0 stati\u00a0 effettuati\u00a0 da\u00a0 un\u00a0 soggetto\u00a0 passivo,\u00a0 che quest&#8217;ultimo sia parimenti debitore dell&#8217;Iva attinente a tali acquisti e che i beni di cui trattasi\u00a0 siano\u00a0 utilizzati\u00a0 ai\u00a0 fini\u00a0 di\u00a0 proprie\u00a0 operazioni imponibili (punto 43).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Cassazione ha ritenuto che le fatture oggettivamente o soggettivamente inesistenti, non sono carenti dei presupposti formali ma risultano prive dei presupposti sostanziali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta opportuno ricordare che tale conclusione \u00e8 frutto di un orientamento giurisprudenziale sia domestico sia unionale, vedasi sentenza n. 958 del 17 gennaio 2018 della Cassazione Civile, Sez. V.\u00a0 In quest\u2019ultima sentenza i giudici hanno altres\u00ec precisato che non possono trovare applicazione<em> \u201c<\/em><em>i pi\u00f9 favorevoli trattamenti fiscali e sanzionatori previsti dal D.Lgs. n. 471 del 1997, <\/em><em>art. 6<\/em><em>, comma 9, 9-bis.1,\u00a0 9-bis.2,\u00a0 e\u00a0 9-bis.3, introdotti dal D.Lgs. n. 158 del 2015, <\/em><em>art. 15<\/em><em>\u00a0 posto\u00a0 che\u00a0 alle\u00a0 operazioni imponibili soggettivamente inesistenti fa\u00a0 riferimento\u00a0 soltanto\u00a0 il\u00a0 citato comma 9-bis.3 che prevede che siano espunti in sede di accertamento\u00a0 sia\u00a0 il debito che la\u00a0 detrazione\u00a0 computate\u00a0 nelle\u00a0 liquidazioni\u00a0 dell&#8217;imposta\u00a0 dal cessionario o committente che applica l&#8217;inversione contabile\u00a0 ma\u00a0 solo\u00a0 \u2018per operazioni esenti, non\u00a0 imponibili\u00a0 o\u00a0 comunque\u00a0 non\u00a0 soggette\u00a0 a\u00a0 imposta\u2019. Quindi, tali favorevoli trattamenti \u2018non trovano applicazione nel caso di operazioni imponibili soggettivamente inesistenti ancorch\u00e9 regolate in regime domestico d&#8217;inversione contabile\u201d. <\/em>Stessa interpretazione \u00e8 stata espressa con sentenza n. 16679 del 9 agosto 2016\u00a0 della Cassazione Civile, Sez. V. Risulta opportuno sottolineare che in quest\u2019ultima sentenza i supremi giudici hanno precisato che<em>: \u201c<\/em><em>[\u2026] il D.Lgs. n. 471 del 1997, <\/em><em>art. 6<\/em><em>, comma 9 bis, n. 3,\u00a0 introdotto\u00a0 dal decreto di riforma del sistema sanzionatorio tributario (D.Lgs. n.\u00a0 158\u00a0 del 2015, <\/em><em>art. 15<\/em><em>), prima stabilisce: \u2018Se il cessionario o\u00a0 committente\u00a0 applica l&#8217;inversione contabile per operazioni esenti, non imponibili o comunque\u00a0 non soggette a imposta, in sede di accertamento devono\u00a0 essere\u00a0 espunti\u00a0 sia\u00a0 il debito computato da tale soggetto nelle\u00a0 liquidazioni\u00a0 dell&#8217;imposta\u00a0 che\u00a0 la detrazione operata nelle liquidazioni anzidette, fermo restando\u00a0 il\u00a0 diritto del medesimo soggetto a recuperare l&#8217;imposta eventualmente non\u00a0 detratta\u00a0 ai sensi del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, <\/em><em>art. 26<\/em><em>, comma 3, e del D.Lgs.\u00a0 31 dicembre 1992, n. 546, <\/em><em>art. 21<\/em><em>, comma 2\u2019. Poi aggiunge: \u2018La disposizione si applica anche nei casi di operazioni inesistenti, ma trova in tal caso applicazione la sanzione amministrativa compresa tra il cinque e il dieci per cento dell&#8217;imponibile, con un minimo di 1.000 Euro\u2019.\u00a0 Il che significa che devono essere espunti sia il debito computato che la detrazione operata nelle liquidazioni dell&#8217;imposta anche nei casi di operazioni inesistenti che siano astrattamente \u2018esenti, non imponibili o comunque non soggette a imposta e che siano regolate dal cessionario coll&#8217;inversione contabile interna\u2019.\u00a0 Per l&#8217;insidiosit\u00e0 che verosimilmente si ritiene che tale fattispecie rivesta, trova solo in tale ultimo caso applicazione la sanzione amministrativa tra il cinque e il dieci per cento dell&#8217;imponibile (con un minimo di mille Euro).\u00a0 Dunque, i pi\u00f9 favorevoli trattamenti fiscali e sanzionatori introdotti dal comma 9 bis, n. 3, non trovano applicazione nel caso di operazioni imponibili soggettivamente inesistenti ancorch\u00e9 regolate in regime domestico d&#8217;inversione contabile.\u00a0 La diversa conclusione, che potrebbe essere desunta dal non chiaro tenore della relazione illustrativa laddove si parla di &#8220;procedura&#8221;, non rileva poich\u00e9 ogni testo normativo deve essere interpretato secondo il suo contenuto obiettivo mentre i lavori preparatori non costituiscono elemento decisivo per la sua interpretazione (Cass. 1654\/1962). Non rileva neppure la recentissima modifica dell&#8217;art.\u00a0 21, comma 7, D. Iva: \u2018Se il cedente o prestatore emette fattura per operazioni inesistenti, ovvero se indica nella fattura i corrispettivi delle operazioni o le imposte relative in misura superiore a quella reale, l&#8217;imposta \u00e8 dovuta per l&#8217;intero ammontare indicato o corrispondente alle indicazioni della fattura\u2019. Si tratta di disposizione che, introdotta dal D.Lgs.\u00a0 n.\u00a0 158\u00a0 del 2015, <\/em><em>art. 31<\/em><em>,\u00a0 \u00e8\u00a0 applicabile\u00a0 dal\u00a0 primo\u00a0 gennaio 2016 sempre\u00a0 ai\u00a0 sensi dell&#8217;art. 32, comma 1 (mod. L. n. 208 del\u00a0 2015,\u00a0 <\/em><em>art.\u00a0 1<\/em><em>,\u00a0 comma \u00a0133).\u00a0 La relazione illustrativa afferma che la modifica opera \u2018al fine di rendere chiaro che la relativa prescrizione non riguarda le ipotesi di operazioni soggette a reverse charge\u2019. Ci\u00f2 tocca, per\u00f2, unicamente la posizione del cedente verso il fisco e non quella del cessionario il quale per le operazioni inesistenti, anche se solo soggettivamente, ma pur sempre imponibili perde comunque il diritto di detrazione per effetto del combinato disposto dell&#8217;art. 19, comma 1, e dell&#8217;art. 26, comma 3 D. Iva<\/em>.<em>\u201d<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In estrema sintesi, l\u2019orientamento giurisprudenziale consolidato della Suprema Corte di Cassazione, in riferimento a fatture in \u201c<em>reverse charge<\/em>\u201d, per operazioni oggettivamente o soggettivamente inesistenti, evidenzia che tali fatture non sono carenti dei presupposti formali ma risultano prive dei presupposti sostanziali, conseguentemente l\u2019IVA \u00e8 indetraibile per il committente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le considerazioni esposte nell\u2019articolo sono personali dell\u2019autore e non impegnano l\u2019Amministrazione di appartenenza dello stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Marco Cardillo) La Cassazione, con la recente ordinanza n. 2862 del 31 gennaio 2019, ha ribadito che il destinatario di una fattura in \u201creverse charge\u201d, relativa ad operazioni oggettivamente <\/p>\n","protected":false},"author":1377,"featured_media":8683,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[11,33,10,12,37,5,2497,2297,719],"tags":[2413,2414,2326,1227],"class_list":["post-8675","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-giuridiche","category-diritto-tributario","category-rubriche-economiche","category-rubriche-interdisciplinari","category-rassegna-di-giurisprudenza","category-fascicoli","category-numero-di-novembre-2019","category-notizie","category-rassegna-di-giurisprudenza-tributaria","tag-detrazione-dellimposta","tag-idexx-laboratoires-italia","tag-marco-cardillo","tag-reverse-charge"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/tax-icons-3334326_1280.jpg?fit=1280%2C972&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2fV","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8675","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1377"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8675"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8675\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8682,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8675\/revisions\/8682"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8683"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8675"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8675"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8675"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}