{"id":8890,"date":"2020-04-19T19:59:57","date_gmt":"2020-04-19T17:59:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=8890"},"modified":"2020-04-21T16:52:57","modified_gmt":"2020-04-21T14:52:57","slug":"la-disuguaglianza-nelle-opportunita-listruzione-universitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-disuguaglianza-nelle-opportunita-listruzione-universitaria\/","title":{"rendered":"La disuguaglianza nelle opportunit\u00e0: l&#8217;istruzione universitaria"},"content":{"rendered":"<p><strong>Estratto <\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 evidente che il tema della disuguaglianza \u00e8 tanto ampio e altrettanto dibattuto. \u00c8 qui inutile ripercorrere le correnti di pensiero che rappresentano le parti di tale lungo dibattito legate non solo all\u2019economia ma anche alla politica, all\u2019etica e alla morale. Al contrario concentrer\u00f2 l\u2019attenzione su un aspetto particolare della disuguaglianza, quello delle opportunit\u00e0. Non del processo completo che la genera, in cui rientrerebbe la necessaria analisi della ricchezza ereditata, ma solo la questione relativa alle diverse opportunit\u00e0 nell\u2019istruzione. In particolare, del modo in cui l\u2019istruzione privata sia una delle fonti principali delle divergenze nelle opportunit\u00e0. Dopo una breve premessa, necessaria per comprendere l\u2019argomento trattato e una altrettanto breve rassegna sulla situazione attuale, apporter\u00f2 a difesa di tale tesi l\u2019analisi di un ipotetico mercato del lavoro. Tutto ci\u00f2 per dimostrare la convenienza, per ragioni di efficienza ed equit\u00e0, di un unico punto di partenza per tutti. (\u00e8 evidente che il lavoro vuole solo offrire uno spunto di riflessione alternativo ma molto semplificato un tema di grande rilevanza che richiederebbe una trattazione molto pi\u00f9 lunga per essere esaustiva).<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Premessa<\/strong><\/p>\n<p>La disuguaglianza nelle opportunit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 odiosa delle disuguaglianze \u00e8 questo che bisogna premettere per capire tale lavoro<strong>.<\/strong> La disuguaglianza nelle opportunit\u00e0 \u00e8 la pi\u00f9 odiosa delle disuguaglianze perch\u00e9 non solo \u00e8 figlia della disparit\u00e0 ma ne genera di nuova e sempre maggiore; inoltre la sua esistenza non pu\u00f2 essere giustificata. Vediamo in cosa consiste. Generalmente una distribuzione del reddito impari viene spiegata in termini di merito, di capacit\u00e0 dell\u2019individuo di aver ottenuto un reddito maggiore di un altro perch\u00e9 pi\u00f9 abile o perch\u00e9 pi\u00f9 produttivo. Ma che merito c\u2019\u00e8 nel nascere nella ricchezza, qual \u00e8 la capacit\u00e0 che permette ad un individuo ricco per eredit\u00e0 di ricevere una istruzione migliore, pi\u00f9 costosa ed in fine un reddito maggiore? Nessuna, \u00e8 la lotteria della vita che decide. \u00c8 evidente come in numerose situazioni gli agenti economici partano da livelli differenti nelle opportunit\u00e0 come ad esempio nell\u2019ambito dell\u2019istruzione. In quest\u2019 ultimo si realizza un circolo continuo di disparit\u00e0 che richiama altra disparit\u00e0, succede che chi possiede un reddito pi\u00f9 elevato permetta ai propri figli di studiare in universit\u00e0 private il cui costo \u00e8 evidentemente molto alto, poich\u00e9 esse assicureranno un lavoro prestigioso e un reddito maggiore, ma se ci\u00f2 effettivamente si realizza il ciclo si ripete e la disuguaglianza perdura. E come se in una gara di corsa qualche concorrente partisse a met\u00e0 percorso, in tali circostanze indipendentemente da quanto gli altri siano veloci \u00e8 poco probabile che taglieranno il traguardo prima di coloro che cominciano da met\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Situazione attuale<\/strong><\/p>\n<p>Solo per dare un\u2019 immagine di ci\u00f2 che \u00e8 la realt\u00e0, la met\u00e0 pi\u00f9 povera della popolazione mondiale detiene solo il 2% della ricchezza, 3,7 miliardi di persone possiedono solo il 2% della ricchezza. Ora, \u00e8 naturale che ci\u00f2 sia causato solo in minima parte dall\u2019 argomento di tale lavoro, ma da qualcosa bisogner\u00e0 pur partire.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Istruzione e differenze salariali<\/strong><\/p>\n<p>Veniamo ora al nucleo del lavoro, cio\u00e8 la dimostrazione dell\u2019inefficienza e iniquit\u00e0 di un\u2019istruzione privata. Possiamo considerare un semplice caso. Ipotizziamo l\u2019esistenza di due imprese che chiameremo alfa e gamma che operano nello stesso settore. Le due imprese si trovano a confrontarsi, in un mercato del lavoro in concorrenza perfetta (nessuna ha la possibilit\u00e0 di modificare il prezzo di mercato), contro una quantit\u00e0 fissa di individui appena laureati che offrono il proprio lavoro (per un ammontare massimo che chiameremo Lt). A questo punto occorre come prima cosa mostrare la generica situazione di una impresa in\u00a0 un qualsiasi mercato del fattore lavoro.<\/p>\n<p><strong>Per la singola impresa<\/strong><\/p>\n<p>Ogni impresa si presenta sul mercato con una propria curva di domanda del lavoro che indica le unit\u00e0 di lavoro domandato (L) per ogni livello di salario (\u03c0). Generalmente ogni datore di lavoro assumer\u00e0 un lavoratore in pi\u00f9 se il reddito che potr\u00e0 ottenere da quest\u2019ultima unit\u00e0 \u00e8 almeno uguale al salario che deve corrispondergli. Il primo elemento \u00e8 il ricavo marginale, in questa circostanza \u00e8 pari alla quantit\u00e0 di prodotto in pi\u00f9 che il lavoratore assunto produce e che pu\u00f2 essere venduta ad un prezzo p, viene quindi chiamato prodotto marginale in valore. Il secondo termine \u00e8 il costo marginale del fattore lavoro, cio\u00e8 il salario che dovr\u00e0 essere corrisposto al lavoratore assunto. Guardiamo la figura 1.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"8891\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-disuguaglianza-nelle-opportunita-listruzione-universitaria\/senza-titolo1-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?fit=356%2C327&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"356,327\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Senza titolo1\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?fit=300%2C276&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?fit=356%2C327&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"size-medium wp-image-8891 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?resize=300%2C276&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"276\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?resize=300%2C276&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo1-1.png?w=356&amp;ssl=1 356w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Il grafico rappresenta sull\u2019asse delle ordinate il prodotto marginale in valore e sulle ascisse le unit\u00e0 di lavoro. Ipotizziamo ora diversi salari \u03c0 (le linee orizzontali). Il punto di intersezione tra le semirette orizzontali e la curva decrescente rappresenta il punto ottimo per la singola impresa: la quantit\u00e0 di lavoro domandata ad ogni livello di prezzo. Considerando tali punti di ottimo possiamo affermare che la domanda di lavoro coincida proprio con la parte decrescente della curva suddetta (parte segnata in rosso<strong>). In sostanza il datore di lavoro domanda una quantit\u00e0 di lavoro sempre minore (meno lavoratori) all\u2019aumentare del costo del salario e viceversa.<\/strong><\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario mostrare in questa sede in che modo si costruisca la curva di offerta di lavoro. Basta ricordare che per una singola impresa il prezzo del lavoro (derivante dall\u2019incrocio tra domanda e offerta di mercato del lavoro), cio\u00e8 il salario rappresenta un dato immodificabile (in concorrenza perfetta), per cui alfa e gamma nel nostro esempio si confronteranno sempre e solo con una semiretta orizzontale.<\/p>\n<p><strong>2 imprese <\/strong><\/p>\n<p>Passiamo alla dimostrazione della tesi contro l\u2019istruzione privata. Come sappiamo esistono due imprese alfa e gamma in concorrenza perfetta e un numero prefissato di lavoratori appena laureati (Lt). Una parte ha frequentato una prestigiosa universit\u00e0 privata (Lpr) l\u2019altra parte una universit\u00e0 pubblica (Lpu) dove Lpr+lpu=Lt. In un mercato in cui le due imprese assumono lavoratori indifferentemente dall\u2019universit\u00e0 frequentata (cio\u00e8 non hanno preferenze per una categoria o per l\u2019altra di lavoratori), la situazione \u00e8 quella rappresentata come in figura 2.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"8892\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-disuguaglianza-nelle-opportunita-listruzione-universitaria\/senza-titolo2-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?fit=972%2C320&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"972,320\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Senza titolo2\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?fit=300%2C99&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?fit=700%2C230&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignnone wp-image-8892\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?resize=700%2C231&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?resize=300%2C99&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?resize=768%2C253&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?resize=600%2C198&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo2-1.png?w=972&amp;ssl=1 972w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Come vediamo in concorrenza perfetta il salario di equilibrio da corrispondere ai lavoratori \u03c0(o) \u00e8 un dato per le due imprese. In corrispondenza di tale livello di salario alfa domander\u00e0 La(o) lavoratori e gamma Lg(o) lavoratori, dove La(o)+Lg(o)=Lt. Tutti sono occupati al prezzo di equilibrio.<\/p>\n<p>Ipotizziamo ora che alfa sia interessata ad assumere prima tutti coloro che hanno ricevuto una istruzione privata (il che non \u00e8 molto lontano da ci\u00f2 che accade nella realt\u00e0), mentre per gamma \u00e8 indifferente. In tali circostanze cio\u00e8 quando una impresa ha evidenti preferenze verso una categoria di lavoratori, il fatto di aver ottenuto una istruzione privata \u00e8 assimilabile all\u2019aver stipulato un contratto di sindacato che promette a questa categoria un salario maggiore \u03c0(1)&gt;\u03c0(0). Per semplificare, il sol fatto di aver ricevuto un\u2019istruzione costosa assicura un reddito pi\u00f9 elevato. \u00c8 come stipulare un accordo con l\u2019universit\u00e0 affinch\u00e9 assicuri maggiori vantaggi nel futuro lavorativo, ottenendo in cambio elevate somme di denaro. Vediamo le conseguenze che questo meccanismo porta nel nostro mercato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"8893\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-disuguaglianza-nelle-opportunita-listruzione-universitaria\/senza-titolo3-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?fit=960%2C393&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"960,393\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"Senza titolo3\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?fit=300%2C123&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?fit=700%2C287&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignnone wp-image-8893\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?resize=700%2C287&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"287\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?resize=300%2C123&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?resize=768%2C314&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?resize=600%2C246&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Senza-titolo3-1.png?w=960&amp;ssl=1 960w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>Osserviamo il grafico 3. Alfa assume prima i lavoratori con istruzione privata, ma poich\u00e9 per questi ultimi il salario del mercato \u00e8 maggiore \u03c0(1), alfa non pu\u00f2 pi\u00f9 assumere La(0) lavoratori come nel precedente equilibro ma una quantit\u00e0 inferiore La(1). Ricordiamo ora che l\u2019offerta di lavoro \u00e8 fissa e pari a Lt, la parte rimanente di lavoratori cio\u00e8 quelli esclusi da alfa (La(0) \u2013 La(1)) si rivolgeranno all\u2019impresa gamma. Gamma assumeva in precedenza Lg(0) lavoratori per il salario di equilibrio \u03c0(0), ora per\u00f2 le unit\u00e0 da assumere aumentano, ipotizziamo fino a Lg(2). Gamma ha la possibilit\u00e0 di assumere un tale ammontare di lavoro solo per un salario minore \u03c0(2).<\/p>\n<p><strong>Per riassumere<\/strong><\/p>\n<p>Possiamo concludere che l\u2019istruzione privata \u00e8 inefficiente e non egualitaria.<\/p>\n<ul>\n<li>Non \u00e8 efficiente perch\u00e9 ha esattamente lo stesso effetto allocativo di una contrattazione collettiva. Quest\u2019ultima non fa che aumentare il salario di equilibrio per alfa, la quale di conseguenza ridurr\u00e0 il numero di assunzioni. A questo punto, gamma per assumere tutti i lavoratori dovr\u00e0 offrire un reddito minore. Il che porta ad una riduzione del prodotto totale. Infatti, mentre nell\u2019equilibrio in figura 2 veniva soddisfatta la condizione di massimizzazione dell\u2019output, data dall\u2019uguaglianza dei prodotti marginali dei fattori in ogni processo, in seguito alle divergenze di salario, ci\u00f2 non pu\u00f2 pi\u00f9 verificarsi<\/li>\n<li>Non \u00e8 egualitaria perch\u00e9 il processo descritto rappresenta una lotteria a somma zero, nel senso che i guadagni dei lavoratori con istruzione privata sono riflessi nelle perdite dei lavoratori con istruzione pubblica.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Dobbiamo ricordare che non \u00e8 sempre cos\u00ec facile per una azienda ridurre i salari oltre un certo livello, magari a causa di un patto di sindacato, in queste circostanze l\u2019esito sar\u00e0 quello di un certo livello di disoccupazione tanto maggiore quanto pi\u00f9 elevato risulta l\u2019aumento di reddito per una categoria di lavoro.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario che tutti partano da uno stesso punto. Solo introducendo una sola tipologia di istruzione \u00e8 possibile fornire a tutti uguali strumenti, ma la tipologia non pu\u00f2 essere privata perch\u00e9 nessuno pu\u00f2 assicurarci che tra universit\u00e0 private non nasca lo stesso meccanismo presente tra universit\u00e0 private e pubbliche. Per differenza rimangono solo quelle pubbliche. Infine, come ci ricorda Stigliz \u201csolo se i governi garantiscono parit\u00e0 di accesso all\u2019istruzione, la differenziazione delle retribuzioni rifletter\u00e0 la distribuzione delle capacit\u00e0\u201d. Se poi la disuguaglianza che ne deriva risulti equa o meno non \u00e8 materia del presente lavoro.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: info@economiaediritto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Estratto \u00c8 evidente che il tema della disuguaglianza \u00e8 tanto ampio e altrettanto dibattuto. \u00c8 qui inutile ripercorrere le correnti di pensiero che rappresentano le parti di tale lungo dibattito <\/p>\n","protected":false},"author":1331,"featured_media":8896,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[2475,2,10,2476,1,2297],"tags":[],"class_list":["post-8890","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-case-studies","category-centro-studi-economia-e-diritto-ce-s-e-d","category-rubriche-economiche","category-numero-di-aprile-2020","category-news","category-notizie"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/unnamed.jpg?fit=420%2C231&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2jo","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8890","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1331"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8890"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8890\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8895,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8890\/revisions\/8895"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8896"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8890"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8890"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8890"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}