{"id":9002,"date":"2020-07-12T11:30:18","date_gmt":"2020-07-12T09:30:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9002"},"modified":"2020-07-09T19:30:51","modified_gmt":"2020-07-09T17:30:51","slug":"merito-e-meritocrazia-un-dibattito-secolare-tra-la-prospettazione-distopica-di-young-e-la-visione-utopica-di-ferdinando-iv-di-borbone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/merito-e-meritocrazia-un-dibattito-secolare-tra-la-prospettazione-distopica-di-young-e-la-visione-utopica-di-ferdinando-iv-di-borbone\/","title":{"rendered":"Merito e meritocrazia, un dibattito secolare: tra la prospettazione distopica di Young e la visione utopica di Ferdinando IV di Borbone"},"content":{"rendered":"<p>Riconoscere, valutare e premiare il merito, scegliere i parametri per misurarlo in modo quanto pi\u00f9 oggettivo e trasparente possibile, dovrebbe oramai esser chiaramente considerato \u201c<em>une affaire<\/em>\u201d tutt\u2019altro che facile e men che meno vicino a soluzioni definitive o almeno a lungo termine.<\/p>\n<p>Basti pensare che il tema \u00e8 oggetto di studio e riflessioni da secoli da parte di autorevoli studiosi.<\/p>\n<p>A tal riguardo, si condivide in dottrina che il <strong>termine \u201cmeritocrazia\u201d, sia comparso per la prima volta tra le pagine<\/strong> <strong>dell\u2019opera del sociologo britannico Michael Young (1915-2002): \u201c<em>The<\/em> <em>r<\/em><\/strong><strong><em>ise of the Meritocracy<\/em><\/strong> (<strong><em>1870-2033)<\/em><\/strong><strong>\u00a0del 1958<\/strong>, il quale, tra l\u2019altro, scriveva: <em>\u00abGli uomini, dopotutto, si distinguono non per l&#8217;uguaglianza ma per l&#8217;ineguaglianza delle loro doti. Se valutassimo le persone non solo per la loro intelligenza o la loro efficienza, ma anche per il loro coraggio, per la fantasia, la sensibilit\u00e0 e la generosit\u00e0, chi si sentirebbe pi\u00f9 di sostenere che lo scienziato \u00e8 superiore al facchino che ha ammirevoli qualit\u00e0 di padre, o che l&#8217;impiegato straordinariamente efficiente \u00e8 superiore al camionista straordinariamente bravo a far crescere le rose?\u00bb. <\/em>Sottolineava, altres\u00ec, la differenza con il passato:<em> \u00ab<strong>A quei tempi nessuna classe era omogenea dal punto di vista dell\u2019intelligenza:<\/strong> i membri intelligenti delle classi superiori avevano tanto in comune con i membri intelligenti delle classi inferiori quanto ne avevano con i membri stupidi della propria classe. <strong>Ora che gli individui vengono classificati secondo l\u2019intelligenza, la distanza tra le classi \u00e8 diventata inevitabilmente maggiore<\/strong>. Da una parte, le classi superiori non sono pi\u00f9 indebolite dai dubbi su se stesse e dall\u2019autocritica. <strong>Oggi le persone in vita sanno che il successo \u00e8 la giusta ricompensa della loro capacit\u00e0, dei loro sforzi e delle loro innegabili conquiste<\/strong>. <strong>Esse meritano di appartenere a una classe superiore.<\/strong> Inoltre sanno non solo che il loro valore \u00e8 alto in partenza, ma che sopra le loro doti naturali \u00e8 stata costruita un\u2019istruzione di prim\u2019ordine\u00bb<\/em><\/p>\n<p>L\u2019illustre autore coni\u00f2 il termine meritocrazia nel suo saggio\/romanzo sull\u2019educazione e l\u2019uguaglianza (attribuendolo ad un immaginario sociologo del 2034, che morir\u00e0 durante una rivolta di massa), all\u2019insegna della distopia\/anti-utopia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>, nel quale delinea una societ\u00e0 futura degli anni \u201930 del XXI secolo segnata dalla <strong>crisi del sistema educativo e sociale frutto delle leggi scolastiche adottate dalla fine dell\u2019800 e della met\u00e0 del \u2018900 in Inghilterra, che ha acuito le divisioni di classe e che si punta a superare con una nuova struttura sociale, <\/strong>ecco perch\u00e8 nasce, appunto, \u201cL\u2019avvento della meritocrazia\u201d<strong>. <\/strong><\/p>\n<p>Cos\u00ec si immagina la classe sociale costituita dalle persone pi\u00f9 intelligenti e pi\u00f9 capaci, selezionati dalle scuole<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>, e che guidano l\u2019intera comunit\u00e0. Quindi il merito, premiato con l\u2019essere riconosciuti quale classe dirigente <em>nec plus ultra<\/em>, \u00e8 legato al criterio tangibile dei <strong><em>test<\/em> per la misurazione del Quoziente di intelligenza-QI<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a><\/strong> (<strong>che rilevano il potenziale di ciascun individuo), unitamente all\u2019impegno, <\/strong>che si pu\u00f2 riassume nel termine talento individuale. Infatti, c\u2019\u00e8 chi vede nella definizione di <strong>meritocrazia ideata da Young, un\u2019equilibrata sintesi tra talento intellettuale e impegno sociale. <\/strong><\/p>\n<p>Ma ben presto anche questo sistema mostra il suo lato patologico: <strong>la classe sociale degli intelligenti si trasforma in una vera e propria oligarchia senza tanti scrupoli e nemmeno i valori morali e politici della soppiantata aristocrazia nobiliare<\/strong>. Ci\u00f2 porta all\u2019inasprimento dello scontento sociale, all\u2019esasperazione e alla sommossa delle classi subalterne (a quella degli intelligenti, ritenuta la migliore possibile) che si sentono oppresse, ai margini del nuovo sistema sociale e, per ci\u00f2 , escluse dalla desiderata ascesa sociale. Infatti, Young, a tal proposito, fa notare che <strong><em>\u201cAnche le persone stupide possono dar vita a una progenie intelligente che dovrebbe avere la possibilit\u00e0 di salire sulla scala del successo di carriere modellate in gran parte dall\u2019amministrazione dello Stato\u201d.<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Per come si sviluppa la narrazione, si ritiene che lo studioso abbia <strong>associato la meritocrazia ad una connotazione negativa della stessa<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>,<\/strong> ma parte della letteratura ci tiene a perseverare nella visione general-positivista ed a valutare il libro come profetico, in quanto affronta il complesso e mai sopito problema dell\u2019ambigua della meritocrazia, della posizione politica nei confronti di tale tematica e del riflesso delle loro decisioni sulla gestione della Pubblica Amministrazione, del <em>pathos<\/em> legato al merito e delle diseguaglianze scoiali, in Inghilterra come altrove, a quei tempi come in epoca successive.<\/p>\n<p>Young parte dal declino <strong>dell\u2019aristocrazia di nascita\/nobiliare<\/strong> che si identifica con il potere, trasmesso per via di successione: <em>\u201c\u2026 l<\/em><em>a societ\u00e0 era dominata dal nepotismo. Nel mondo agrario che prevalse per buona parte del XIX secolo, il rango veniva assegnato per nascita e non per merito. Classe per classe, posizione per posizione, occupazione per occupazione, i figli ricalcavano fedelmente le orme dei padri, come i padri avevano ricalcato fedelmente quelle dei nonni \u2026 Quasi sempre alle occupazioni si accedeva non per selezione ma secondo la regola della successione ereditaria\u201d. <\/em>A tale contesto vi contrappone coloro che hanno merito, esponenti di una <strong>c.d. aristocrazia dell\u2019ingegno,<\/strong> ponendo in rilievo il rapporto tra le due strade per l\u2019ascendenza socio-economica: <strong>la prima basata sul ceto, <\/strong>trasmesso per diritto di nascita, <strong>l\u2019altra sull\u2019esaltazione del talento individuale: <\/strong><em>\u201c\u2026 <\/em><em>non un\u2019aristocrazia del sangue, non una plutocrazia di ricchi, ma una vera meritocrazia dell\u2019ingegno\u201d.<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 questo uno dei passaggi pi\u00f9 significativi della critica di Young, che potrebbe rappresentate un ottimo spunto per riflette sul concetto di merito\/meritocrazia oggi, in questi anni molti vicini a quelli in cui si ambienta la visione futuristica e distopica di quel sociologo inglese che vive nel 2034 ed al quale presta la sua penna, per <strong>denunciare una societ\u00e0 QI-centrica ed una preoccupante meritocrazia, schiacciata su un\u2019<em>\u00e9lite<\/em> risultato di <em>test<\/em> intellettivi e della selezione scolastica-educativa, come era stata riformata.<\/strong> L\u2019aristocrazia elitaria, ed i relativi privilegi sociali e non solo, diventer\u00e0 ben presto ereditaria e sorregger\u00e0 un nuovo regime in cui \u201c<em>la divisione tra le classi \u00e8 diventata pi\u00f9 netta, la posizione delle classi superiori pi\u00f9 alta e quella delle classi inferiori pi\u00f9 bassa\u201d.<\/em> Pertanto, i figli dei pi\u00f9 intelligenti, anch\u2019essi gi\u00e0 avvantaggiati e ben avviati dalla nascita, saranno addestrati nelle scuole migliori (e non pi\u00f9 unica), vivranno in un ambiente ricco di stimoli e manterranno la posizione socio-economica privilegiata. Infatti, Young scriveva nella sua citata opera: <em>\u201cI migliori di oggi partoriscono i migliori di domani in una misura che non ha precedenti nel passato. L\u2019\u00e9lite si avvia a diventare ereditaria; i principi dell\u2019ereditariet\u00e0 e del merito tendono a fondersi.\u201d <\/em>Or bene, per tutto ci\u00f2, da adulti tenderanno ad essere portatori di un QI, corrisponde a un certo percentile, mediamente pi\u00f9 elevato di coloro che appartengono alle classi inferiori.<\/p>\n<p><strong>Dunque, parrebbe proprio che il merito, o meglio una societ\u00e0 meritocratica, non funzioni.<\/strong><\/p>\n<p>Va per\u00f2 detto, che Young, ovviamente, esagera nel linguaggio satirico e nella narrazione in stile iperbolico, ci\u00f2 perch\u00e9 nel suo romanzo descrive un\u2019immaginaria societ\u00e0 indesiderabile e spaventosa, simile a quelle raccontate da <strong>Aldous Huxley<\/strong> ne <em>\u201cIl mondo nuovo\u201d <\/em>e <em>\u201cL\u2019isola\u201d<\/em> e da <strong>George Orwell<\/strong> in \u201c1984\u201c e <em>\u201cLa fattoria degli animali\u201d<\/em>, considerati capolavori del genere distopico.<\/p>\n<p>Ma in verit\u00e0, non \u00e8 revocabile in dubbio, che <strong>il merito, quello che si evince da un operare efficace, efficiente e talentuoso, che rappresenta il risultato di esperienze lavorative pregresse le quali hanno prodotto arricchimento professionale e personale<\/strong>, non possa rappresentare quel <strong>criterio oggettivo accettato da tutti,<\/strong> cos\u00ec come lo potranno essere le differenti valutazioni dei singoli che dalla misurazione dello stesso ne discendono, se ci\u00f2 avviene nella massima trasparenza e correttezza. D\u2019altronde, per evitare la deriva temuta e prospettata da Young, le societ\u00e0 democratiche c.d. mature hanno creato, nel tempo e non senza battaglie sociali, gli antidoti al dominio elitario dei ceti abbienti, uno su tutti \u00e8 indicato nella nostra Carta Costituzionale all\u2019art. 34, comma 3<strong><em>: \u201cI capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi pi\u00f9 alti degli studi\u201d,<\/em><\/strong> che si estrinseca concretamente in tante istituzioni e sussidi che aiutano i soggetti in difficolt\u00e0 a non essere costretti ad abbandonare le loro attitudini professionali ed ambizioni personali<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Va detto per\u00f2, che oltre all\u2019importante contributo di Young, il criterio del merito\/meritocrazia, come pilastro oggettivo del meccanismo valutativo applicabile ai pi\u00f9 svariati settori, improntato alla giustizia ed all\u2019uguaglianza sociale, si fa risalire addirittura a <strong>Confucio<\/strong><strong> (<\/strong><strong>551-479 a.C.).<\/strong> Infatti, anche se principi del confucianesimo sono tali e tanti che rendono la relativa dottrina molto articolata, ma uno dei principi fondanti, introdotti dal pi\u00f9 eminente maestro e influente filosofo della storia cinese, \u00e8 proprio quello dell\u2019<strong>eminenza basata esclusivamente sul merito.<\/strong><\/p>\n<p>Tant\u2019\u00e8 che in linea con la generale visione di Confucio, che si fondava sui principi di un\u2019etica \u2013 sia individuale che sociale &#8211; improntata al senso di rettitudine e giustizia, all\u2019armonia nelle relazioni sociali, cristallizzate secondo precise norme etiche e rituali tramandate dalla tradizione culturale dell&#8217;antichit\u00e0, <strong>sono effettivamente le capacit\u00e0 e le abilit\u00e0 personali, acquisite nel tempo, e non i diritti\/privilegi connessi all\u2019essere nato in una famiglia benestante, a prospettare la buona riuscita di un uomo al comando. <\/strong>Il merito, sempre secondo Confucio, non pu\u00f2 prescindere dall\u2019apprendimento e dallo studio, che per secoli rest\u00f2 legato agli stessi testi confuciani. Infatti, ad eccezione di alcune cariche pi\u00f9 elevate che erano una prerogativa dei componenti della famiglia imperiale, <strong>l\u2019accesso ai ruoli dell\u2019apparato burocratico dell\u2019epoca si aveva solo per meriti.<\/strong><\/p>\n<p>Inoltre, sul merito si sofferm\u00f2 anche un altro antico e ben noto autore cinese, <strong>Han Feizi<\/strong><strong> (<\/strong><strong>280-233 a.C.),<\/strong> filosofo, intellettuale e studioso della vita politica del tempo, le cui idee sono raccolte nell\u2019opera omonima composta da cinquantacinque capitoli, in cui \u00e8 racchiuso il suo pensiero circa gli eterni problemi delle dinamiche politiche. Han Feizi si esprime, tra l\u2019altro, sulla funzione politica del sovrano ed il rapporto con la legge, ritenendo quest\u2019ultima la soluzione precipua ai problemi del primo, in quanto essa non ha dei sentimenti. Proprio nel mentre spiega tale rapporto, fa cenno al <strong>merito che deve guidare le scelte del sovrano, la cui neutralit\u00e0 \u00e8 garantita dall\u2019applicazione della legge generale ed astratta che, per ci\u00f2 solo, si mostra priva di ogni individualit\u00e0<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/strong> Infatti, anche <strong>Feizi afferma che riconoscimenti e punizioni si devono applicare esclusivamente per meriti oggettivi<\/strong>, facendo riferimento ad un regolamento insensibile rispetto a qualunque altra considerazione che non sia appunto quella meritocratica: <em>\u201cI sovrani intelligenti applicherebbero la legge e non i propri gusti personali per scegliere i loro sottoposti, tralasciando qualunque soggettivit\u00e0 e utilizzando norme oggettive che chiariscano chi abbia acquistato meriti reali per il bene della Nazione\u201d.<\/em> E a tal ultimo proposito scriveva: <em>\u201cChiarire leggi e statuti vietando l&#8217;apprendimento letterario e concentrarsi sui servizi meritori sopprimendo i vantaggi privati, sono benefici pubblici\u201d. <\/em>Ma anche Feizi si chiese quale metodo per valutare il merito, cos\u00ec che ide\u00f2 <strong>il primo sistema di esami di servizio civile per i funzionari chiamati a far parte dell\u2019apparato burocratico.<\/strong><\/p>\n<p>Altro autorevole riferimento alla meritocrazia si rinviene nel libro quinto dell\u2019opera <em>\u201cEtica Nicomachea\u201d<\/em> di <strong>Aristotele<\/strong> <strong>(385-323 a.C.),<\/strong> nel quale il famoso filosofo greco richiama la nozione di merito all&#8217;interno della trattazione della <em>dikaiosyne<\/em>, la virt\u00f9 della giustizia, ed in particolare, discettando di giustizia distributiva: <em>\u201cIl rapporto tra le cose deve essere lo stesso che quello tra le persone. Se queste, infatti, non sono uguali, non avranno cose uguali; ma le lotte e le recriminazioni \u00e8 allora che sorgono: o quando persone uguali hanno o ricevono cose non uguali, o quando persone non uguali hanno o ricevono cose uguali. Questo risulta chiaro anche dal principio della distribuzione secondo il merito. <strong>Tutti, infatti, concordano che il giusto nelle distribuzioni deve essere conforme ad un certo merito, ma poi non tutti intendono il merito allo stesso modo<\/strong>\u201d. <\/em>Anche se Aristotele, discutendo delle cause della <em>stasis<\/em> (il conflitto civile) al principio del libro V della sua opera \u201cLa Politica\u201d, riteneva che <strong>la \u201cmeritocrazia\u201d alimenti un regime tendenzialmente oligarchico, perch\u00e9 conferisce autorit\u00e0 a chi gi\u00e0 gode di un vantaggio<\/strong>. Concetto che ha recentemente ripreso il prof. Zamagni sulle pagine de \u201cIl Corriere della sera\u201d; egli scrive: <em>\u201cIn buona sostanza, il pericolo serio insito nell\u2019accettazione acritica della meritocrazia \u00e8 lo scivolamento \u2013 come Aristotele aveva chiaramente intravisto \u2013 verso forme pi\u00f9 o meno velate di tecnocrazia oligarchica. Una politica meritocratica contiene in s\u00e9 i germi che portano, alla lunga, alla eutanasia del principio democratico\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\"><strong>[7]<\/strong><\/a>.<\/em><\/p>\n<p>Ma ci si vuole soffermare, da ultimo, sul merito quale parte importante della visione utopica<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a> di societ\u00e0 come delineata <strong>nell\u2019illuminato statuto disciplinante la vita della popolazione del Real sito Borbonico di San Leucio<\/strong> <strong>(Caserta)<\/strong> <strong>risalente al 1773<\/strong> <strong>e ricondotto direttamente ad un\u2019idea<\/strong>, <strong>un progetto del Sovrano Ferdinando IV. <\/strong>San Leucio, sito borbonico nato come luogo di riposo e colonia di caccia reale (come l\u2019altro Real sito di Carditello), nel 1789 (ed a seguito della morte del principe ereditario Carlo Tito ivi avvenuta nel 1778, che port\u00f2 i reali a non volervi soggiornare pi\u00f9), fu da Ferdinando IV oggetto di un cambiamento radicale che lo port\u00f2 all\u2019ampliamento e alla trasformazione in reggia-filanda della costruzione del Belvedere, per poi costruire tutto intorno un grande sito di filande tessili, una vera e propria \u201ccitt\u00e0-industria\u201d, da popolare di operai, dando anche leggi, regolamenti di lavoro e norme di vita<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Una vera rivoluzionaria istituzione socio-economica, una piccola Citt\u00e0-Stato,<\/strong> considerata uno dei primi tentativi di socialismo di stampo illuminista\/utopistica, anche se lo spirito che mosse Ferdinando era il suo paternalismo regale e la volont\u00e0 di diffondere l\u2019uguaglianza tra gli uomini<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>.<\/p>\n<p>Tralasciando le norme dettate per regolare tutte le vicende della vita degli operai, dal matrimonio all\u2019educazione dei figli, i tanti diritti riconosciuti ai coloni, come quello all\u2019abitazione, al lavoro e all\u2019istruzione gratuita, la libera scelta del coniuge (garantita dal Sovrano), ci soffermiamo su un aspetto distintivo del lavoro, a cui tutti gli uomini e le donne si dovevano dedicare con dignit\u00e0 al fine di non cadere nell\u2019ozio<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>, <strong>il merito e le relative disposizioni previste nello statuto\/codice delle Leggi<\/strong><a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>, composto di 5 capitoli e 24 brevi paragrafi, redatto dall\u2019intellettuale Antonio Planelli<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>, anche se il Re ne fu l\u2019ideatore nonch\u00e9 coautore.<\/p>\n<p>Al paragrafo II \u2013 <em>Il solo merito forma distinzione tra gl&#8217; individui di S. Leucio. Perfetta uguaglianza nel vestire. Assoluto divieto contra del lusso,<\/em> del Cap. II \u2013 Doveri positivi \u2013 dei <strong>Doveri generali<\/strong>, del citato Statuto, si legge:<em> \u201cEssendo voi dunque tutti Artisti, la legge che Io v\u2019impongo, \u00e8 quella di<strong> una perfetta uguaglianza. <\/strong>So, che ogni uomo \u00e8 portato a distinguersi dagli altri; e che questa uguaglianza sembra non potersi sperare in tempi cos\u00ec contrari alla semplicit\u00e0, ed alla natura. Ma so pure, che vana e dannevole quella distinzione, che procede dal lusso, e dal fasto; <strong>e che la vera distinzione sia quella, che deriva dal merito\u201d. <\/strong><\/em>Dunque, <strong>il merito quale unica base per distinguersi l\u2019uno dall\u2019altro, in quanto nella comunit\u00e0 si professa un\u2019insolita parit\u00e0 dei sessi e uguaglianza sociale tra gli individui, <\/strong>come si legge nel libro scritto dallo stesso Ferdinando IV nel 1789 dal titolo <em>\u201cOrigine della popolazione di S. Leucio e suoi progressi fino al giorno d\u2019oggi colle leggi corrispondenti al buon governo di essa\u201d.<\/em><\/p>\n<p>E cos\u00ec si continua nel paragrafo VI &#8211; <em>Leggi per la buona educazione de\u2019 Figli<\/em> del Cap. II \u2013 Doveri positivi \u2013 dei <strong>Doveri particolari<\/strong>: <em>\u201c<\/em><em>I prezzi del lavoro d\u2019ogni manifattura saranno fissi; <strong>ma il giovine, o la fanciulla apprendente salir\u00e0 per gradi,<\/strong> e come ander\u00e0 perfezionandosi nell\u2019arte, sino al prezzo, che godesi da\u2019 migliori artisti, nazionale e forestieri. Pervenuti a questo stato, <strong>se avran talento da portar la di loro opera ad un altro grado di maggior bellezza, e perfezione, si terran de\u2019 concorsi; <\/strong>e quello, o quella, di cui il <strong>lavoro sar\u00e0 pi\u00f9 bello, pi\u00f9 esatto, e pi\u00f9 perfetto, avr\u00e0 per premio il distintivo di una Medaglia d\u2019argento, ed in qualche caso anche d\u2019oro, che potr\u00e0 portare in petto;<\/strong> <strong>ed in Chiesa avr\u00e0 la privativa di sedere per ordine di anzianit\u00e0 nel Banco, che sar\u00e0 chiamato Del Merito, <\/strong>che sar\u00e0 situato unicamente per i giovani di tal fatta alla parte sinistra dell\u2019Altare\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La creatura sociale Ferdinandea, innovativa, valorosa e contrassegnata dalla nobilt\u00e0 degli intenti, di San Leucio, non fu mai pienamente realizzata, a causa, prima, dell\u2019arrivo di Napoleone in Italia, poi della nascita della Repubblica Partenopea nel 1799, fino al completo abbandono del progetto con l\u2019arrivo dei Savoia, che vendettero l\u2019intero complesso a privati.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che qui interessa \u00e8 sicuramente l\u2019ardita quanto precorritrice previsione di una societ\u00e0 basata sul lavoro, nella quale sono <strong>eliminate le discriminazione sociali e le disuguaglianze fondate sulla razza, sulle origini, sul ceto, proprio attraverso il riconoscimento e la valutazione dell\u2019impegno nel lavoro e del connesso merito<\/strong>, ai tempi per\u00f2 legato pi\u00f9 ad un riconoscibile e collettivo apprezzamento sociale (medaglia da portare sul petto, posto a sedere in Chiesa) che, come oggi, ad un premio che si riverbera positivamente su un reddito pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>In conclusione, appare indiscutibile, nonostante le funeste proiezioni di Young sulla societ\u00e0 meritocratica dai risvolti allarmanti \u2013 tra l\u2019altro, stando a quanto evidenziato, non cos\u00ec interpretate da tutti \u2013 <strong>una congrua valorizzazione del merito, inteso come abilit\u00e0 personale, comprovata professionalit\u00e0 e qualificata competenza, non pu\u00f2 che portare ad una diffusione di maggior efficienza ed efficacia di ogni azione che se ne serve nonch\u00e9, facendone estesa applicazione, ad una societ\u00e0, nel suo complesso, migliore e pi\u00f9 performante in tutti i vari settori che la animano <\/strong>(sociale, amministrativo, politico).<\/p>\n<p>Ma se \u00e8 vero che attualmente si \u00e8 propensi a riconoscere al termine meritocrazia un\u2019accezione positiva, \u00e8 pur vero che ancora oggi si cerca un \u201cmetodo meritocratico\u201d da utilizzare per addivenire ad una consociazione, un sistema, basato esclusivamente sui meriti individuali, dopo esser passati per l\u2019uguaglianza delle pari opportunit\u00e0, rilevabili e quindi tracciabili.<\/p>\n<p>Si comprendono, dunque, le motivazioni per cui se ne \u00e8 parlato tanto e, di certo, se ne continuer\u00e0 a parlare ancora e sempre di pi\u00f9. Ci\u00f2, in particolar modo, se il merito viene <strong>concepito come il mezzo e non il fine<\/strong>, se allo stesso viene riconosciuto quel <strong>ruolo di amplificatore del benessere collettivo, di miglioramento sociale e pubblico<\/strong> <strong>e non solo di soddisfazione privata ed individuale. <\/strong>Ma \u00e8 stato, or dunque, nel passato difficile da osservare, delineare, realizzare e riconoscere e parrebbe esserlo ancora oggi<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>, in contesti sociali, economici, politici, istituzionali, culturali ed amministrativi totalmente mutati, ed a distanza di millenni, dai primi pensatori che si avventurarono lungo gli impervi aspetti di ci\u00f2 che da secoli si cerca di ammantare in un involucro di concretezza al quale parrebbe sottrarsi, per assurgere ad una funzione simbolica, agitatoria ed ideologica, da ostentare alle masse per dimostrare loro che vi \u00e8 l\u2019intenzione, quanto mai meritevole, di puntare tutto sul merito e la meritocrazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Riferimenti<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L. IEVA, <em>\u201cFondamenti di meritocrazia\u201d<\/em>, Europa Edizioni, Roma, 2018;<\/li>\n<li>\n<p>R. ABRAVANEL, <em>\u201cMeritocrazia. Quattro proposte concrete per valorizzare il talento e rendere il nostro paese pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 giusto\u201d, <\/em>Garzanti Libri, Milano, 2008.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Distop\u00eca: s. f. [comp. di dis- e (u)topia]. \u2013 Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all\u2019utopia e per lo pi\u00f9 in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi, equivale quindi ad utopia negativa (Treccani.it\/vocabolario).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Scriveva Young nel suo libro: <em>\u201cIl successo di queste riforme fu reso possibile dalla sempre maggiore efficienza dei metodi di selezione [\u2026] Ma quanto pi\u00f9 largamente si riconobbe che le scuole migliori dovevano essere riservate ai pi\u00f9 intelligenti, tanto maggiore si fece la pressione sugli psicologici scolastici perch\u00e9 migliorassero le loro tecniche. Essi furono all\u2019altezza.\u201d<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> La formula della meritocrazia, pensata da Michael D. Young, \u00e8: M=IQ+E. Dove \u201cM\u201d sta per merito, \u201cIQ\u201d sta per quoziente di intelligenza ed \u201cE\u201d sta per sforzo, l\u2019impegno. Scriveva Young: <em>\u201cOggi ogni membro della meritocrazia ha un QI minimo certificato di 125 (i posti pi\u00f9 alti sono stati riservati agli psicologi, ai sociologi e ai segretari generali di ministero dopo l\u2019istituzione, nel 2018, del premio Crawley-Jay per coloro il cui punteggio supera 160)\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Lo stesso Young pubblic\u00f2 un articolo sul \u201cThe Guardian\u201d (Down with meritocracy, Friday 29 June 2001), in cui chiedeva con fermezza al primo ministro inglese Tony Blair, che spesso richiamava il suo libro per pontificare le proprie riforme meritocratiche, a non utilizzarlo pi\u00f9, chiarendo, contestualmente, una volta per tutte, che il suo linguaggio ironico, un avvertimento e l\u2019intento di denunciare i pericoli profondi della piega meritocratica alla quale si stava assistendo in Gran Bretagna nel 1958, se questa davvero avesse avuto seguito.<\/p>\n<p>Anche altri leader politici sono caduti nella medesima tentazione di dare una lettura positiva al lavoro di Young. Cos\u00ec come in Italia vi \u00e8 Roger Abravanel, che nella sua narrazione di meritocrazia come motore di sviluppo, continua ad utilizzare Michael Young come fautore della meritocrazia, dichiarando solo qualche passaggio ambiguo nella sua analisi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Un caso molto attuale \u00e8 la previsione, in riferimento alla situazione scolastica emergenziale venutasi a creare a causa del COVID-19, nei primissimi provvedimenti adottati dal Governo di fondi per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d\u2019uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme e di strumenti digitali utili per l\u2019apprendimento a distanza, o di potenziare quelli gi\u00e0 in dotazione, nel rispetto dei criteri di accessibilit\u00e0 per le persone con disabilit\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> Han Feizi \u00e8 considerato il massimo ed ultimo esponente della \u201cscuola legista\u201d (<em>f\u0103ji\u0101<\/em>).<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia di Scienze Sociali, su \u201cIl corriere della sera\u201d del 4.2.2020. Si pu\u00f2 leggere l\u2019articolo <em>\u201cIl merito? \u00e8 frutto di talento e dell&#8217;impegno profuso\u201d<\/em> in versione integrale al seguente link: <a href=\"https:\/\/www.c3dem.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/il-merito...-%C3%A8-frutto-di-talento-e-dellimpegno-profuso-s.-zamagni-cds.pdf\">https:\/\/www.c3dem.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/il-merito&#8230;-%C3%A8-frutto-di-talento-e-dellimpegno-profuso-s.-zamagni-cds.pdf<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> Utop\u00eca s. f. [dal nome fittizio di un paese ideale, coniato da Tommaso Moro nel suo famoso libro <em>Libellus &#8230; de optimo reipublicae statu deque nova Insula Utopia<\/em> (1516), con le voci greche \u03bf\u1f50 \u00abnon\u00bb e \u03c4\u1f79\u03c0\u03bf\u03c2 \u00abluogo\u00bb; quindi \u00abluogo che non esiste\u00bb]. \u2013 1. Formulazione di un assetto politico, sociale, religioso che non trova riscontro nella realt\u00e0 ma che viene proposto come ideale e come modello; il termine \u00e8 talvolta assunto con valore fortemente limitativo (modello non realizzabile, astratto), altre volte invece se ne sottolinea la forza critica verso situazioni esistenti e la positiva capacit\u00e0 di orientare forme di rinnovamento sociale (in questo senso utopia \u00e8 stata contrapposta a ideologia) da Treccani.it\/vocabolario.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> R. DE FUSCO e F. SBANDI, <em>\u201cUn centro comunitario del \u2018700 in Campania\u201d <\/em>in \u201cCOMUNITA\u2019\u201d n. 86 1961, pp. 56\/65.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> A tal fine, ide\u00f2 un sistema mutualistico d\u2019assistenza, oltre la \u201ccasa degli infermi\u201d, che rientrava nelle dirette cure del Sovrano, esisteva un fondo assistenziale detto \u201ccassa di carit\u00e0\u201d per il sostentamento degli inabili e dei vecchi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> <em>\u201cSar\u00e0 cura dei sopraddetti Seniori ancora d\u2019invigilare rigidamente sul costume degl\u2019individui della Societ\u00e0, sull\u2019assidua applicazione al lavoro, e sull\u2019esatto adempimento del proprio dovere di ciascuno. E trovando, che in ess\u2019alligni qualche scostumato, qualche ozioso, o sfaticato, dopo averlo due volte seriamente ammonito, ne passeranno a me l\u2019avviso, acci\u00f2 possa mandarsi o in casa di correzione, o espellersi dalla Societ\u00e0, secondo le circostanze\u201d.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> In versione integrale al seguente link: <a href=\"http:\/\/www.sanleucionline.it\/storia\/codice3-corpo.htm#%C2%A7%20II%20-%20Il%20solo%20merito%20forma%20distinzione%20tra%20gl'%20individui%20di%20S.%20Leucio.%20Perfetta%20uguaglianza%20nel%20vestire.%20Assoluto%20divieto%20contra%20del%20lusso\">http:\/\/www.sanleucionline.it\/storia\/codice3-corpo.htm#%C2%A7%20II%20-%20Il%20solo%20merito%20forma%20distinzione%20tra%20gl&#8217;%20individui%20di%20S.%20Leucio.%20Perfetta%20uguaglianza%20nel%20vestire.%20Assoluto%20divieto%20contra%20del%20lusso<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Per un approfondimento sulla sua figura, si rimanda al seguente link: <a href=\"http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/antonio-planelli_(Dizionario-Biografico)\/\">http:\/\/www.treccani.it\/enciclopedia\/antonio-planelli_(Dizionario-Biografico)\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Giusto per citare un altro dei tanti studiosi che hanno contribuito e ancora oggi alimentano la sterminata letteratura sul tema, si ricorda il filosofo statunitense John Bordley Rawls (1921 \u2013 2002) che nelle sue opere: Una teoria della giustizia (1971) e Giustizia come equit\u00e0, Saggi (1951-1969), afferma che non bisogna fare affidamento sul merito per una politica di giustizia sociale. Perch\u00e9 \u00e8 difficile spiegare con precisione che cosa si debba intendere veramente e concretamente per merito, proprio perch\u00e9 appare impossibile stabilire con certezza il giusto rapporto tra capacit\u00e0\/abilit\u00e0 personali e condizioni sociali.<\/p>\n<p><em>(A cura di Silvio Quinzone)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: info@economiaediritto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riconoscere, valutare e premiare il merito, scegliere i parametri per misurarlo in modo quanto pi\u00f9 oggettivo e trasparente possibile, dovrebbe oramai esser chiaramente considerato \u201cune affaire\u201d tutt\u2019altro che facile e <\/p>\n","protected":false},"author":1385,"featured_media":9003,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[793,2475,2,10,42,5,2484,1,2297,2485],"tags":[],"class_list":["post-9002","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alta-formazione-2","category-case-studies","category-centro-studi-economia-e-diritto-ce-s-e-d","category-rubriche-economiche","category-human-resources-rubriche-economiche","category-fascicoli","category-numero-di-luglio-2020","category-news","category-notizie","category-riflessioni"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"en","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/meritocrazia-960x480-1.jpg?fit=960%2C480&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2lc","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9002","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1385"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9002"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9002\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9005,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9002\/revisions\/9005"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9003"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9002"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9002"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9002"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}