{"id":9059,"date":"2020-09-16T10:00:20","date_gmt":"2020-09-16T08:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9059"},"modified":"2020-09-15T14:51:20","modified_gmt":"2020-09-15T12:51:20","slug":"lottimo-numero-dei-rappresentanti-riflessione-politologica-allappropinquarsi-del-referendum-costituzionale-sul-taglio-dei-parlamentari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/lottimo-numero-dei-rappresentanti-riflessione-politologica-allappropinquarsi-del-referendum-costituzionale-sul-taglio-dei-parlamentari\/","title":{"rendered":"\u201cL\u2019ottimo\u201d numero dei rappresentanti: riflessione politologica all&#8217;appropinquarsi del referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari"},"content":{"rendered":"<p>Si avvicina, rapido, il momento in cui dovremo recarci alle urne per votare per il referendum sul taglio dei parlamentari. Qualora vincesse il &#8220;no&#8221;, la situazione rimarrebbe la medesima, in caso contrario in numero di individui che noi deleghiamo affinch\u00e9 ci rappresentino, calerebbe da 945 a 600. Si susseguono numerose discussioni in tv o alla radio nelle quali i sostenitori dell\u2019una o dell\u2019altra parte presentano le proprie ragioni che in questa sede non verranno elencate o spiegate. Al contrario, \u00e8 compito di questo articolo spiegare economicamente alcune caratteristiche del processo di scelta in una democrazia rappresentativa per comprendere quale debba essere il numero ottimo di rappresentanti, la speranza \u00e8 di indurre il lettore ad una riflessione accurata sulle proprie intenzioni di voto, una volta forniti di strumenti, seppure molto semplici, per comprendere una minima parte del meccanismo politico.<\/p>\n<p>Come detto, l\u2019approccio \u00e8 prettamente economico, in particolare deriva dalla scuola della <em>public choice<\/em> sorta grazie all\u2019opera degli economisti Buchanan e Tullock: \u201c<em>The calculus of consent: logical foundation of costitutional democracy<\/em>\u201d. Per la prima volta, gli autori hanno sottoposto il meccanismo politico al vaglio dell\u2019analisi economica, per questo, ad esempio, gli individui considerati nell\u2019opera sono considerati razionali, cio\u00e8 capaci di intraprendere azioni che rendono massimo il loro benessere. In sostanza, come descritto dagli stessi autori, si tratta di un libro riguardante l\u2019organizzazione politica di uomini liberi.<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria questa premessa in quanto il presente lavoro non descrive nulla di nuovo, anzi utilizza a pieno il modello standard del 1962 per aiutare il lettore a comprendere il taglio dei parlamentari del 2020.<\/p>\n<p><strong><em>Il modello<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Ogni tipo di sistema politico e di regola di decisione comporta dei costi. Il primo che dobbiamo considerare \u00e8 il costo esterno atteso, (<em>external expected cost<\/em>), si tratta del costo che il cittadino votante subisce dal voto di altri cittadini con intenzioni diverse dalle proprie. Se vivessimo in un sistema in cui le decisioni vengono prese all\u2019unanimit\u00e0, tale costo sarebbe paro a zero, poich\u00e9 nessuno pu\u00f2 imporci scelte o decisioni contrarie alle nostre preferenze. Esattamente il contrario accade in una democrazia con una regola di voto a maggioranza dove vengono adottare le scelte della maggioranza dei votanti e dunque potremmo sopportare un costo esterno maggiore a causa di altri cittadini. Dunque, il costo esterno diminuisce all\u2019aumentare del numero dei soggetti che prendono una decisione. Possiamo anche considerare l\u2019inverso di questo costo come il beneficio della regola di scelta che risulta massima nell\u2019unanimit\u00e0 e pari a zero in dittatura.<\/p>\n<p>La seconda tipologia \u00e8 detta: <em>decision making cost<\/em> ovvero costo di compiere una scelta. In questo caso ci riferiamo a tutti costi necessari per compiere una scelta politica che si presentano indipendentemente dal comportamento altrui: gli stipendi pagati a tutti coloro che organizzano la votazione, i tempi politici e burocratici del processo che portano ad una determinata scelta. \u00c8 evidente che se a decidere vi \u00e8 un unico individuo, (in dittatura ad esempio), i costi si riducono a zero, al contrario sono massimi in caso di regola all\u2019unanimit\u00e0, poich\u00e9 mettere d\u2019accordo una grande quantit\u00e0 di individui pu\u00f2 risultare complesso.<\/p>\n<p>Un buon metodo per scegliere in maniera razionale \u00e8 calcolare questi costi e poi cercare di minimizzarli, tanto nel caso in cui si tratta di decidere quale debba essere una giusta regola di scelta democratica, quanto nel caso in cui i cittadini siano chiamati a decidere sul numero ottimale di rappresentanti.<\/p>\n<p>Siamo dunque giunti al caso in questione. Una rappresentazione grafica sar\u00e0 di aiuto. Immaginiamo di trovarci in una democrazia rappresentativa costituita da N individui e di dover votare sulla frazione del popolo che avr\u00e0 il compito di rappresentarci. In un grafico cartesiano indichiamo sull\u2019asse delle ordinate i possibili costi attesi ovvero i costi esterni (CE) e i costi di compiere una scelta (CS). Mentre sull\u2019asse delle ascisse la frazione di popolazione (N) che potr\u00e0 essere eletta in parlamento.<\/p>\n<p>Nel grafico possiamo osservare la funzione dei costi esterni che parte da un massimo in corrispondenza del numero minimo di rappresentati e poi presenta un andamento decrescente, se pur sempre positivo poich\u00e9 se anche se tutti fossimo chiamati in parlamento la regola di decisione rimarrebbe la maggioranza e potremmo comunque essere danneggiati dalle scelte degli altri. Dobbiamo considerare anche la funzione del costo di prendere una scelta che parte da un minimo in 1\/N e poi risulta crescente fino a N\/N.<\/p>\n<p>Infine, CE+CS rappresenta la somma delle due curve di costo. Come sappiamo, noi cittadini siamo \u201cindividui perfettamente razionali\u201d dunque voteremo per quella frazione N\u2019\/N di parlamentari in corrispondenza del minimo della curva additiva. Questo \u00e8 il punto di ottimo che rende minimo il costo della rappresentanza. Da questo ottimo deriva il numero dei rappresentanti prescelti.<\/p>\n<p><strong><em>Per concludere<\/em><\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9060\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/lottimo-numero-dei-rappresentanti-riflessione-politologica-allappropinquarsi-del-referendum-costituzionale-sul-taglio-dei-parlamentari\/senza-titolo-5\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?fit=548%2C454&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"548,454\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?fit=300%2C249&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?fit=548%2C454&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"size-medium wp-image-9060 alignleft\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?resize=300%2C249&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"249\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?resize=300%2C249&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Senza-titolo.png?w=548&amp;ssl=1 548w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/>Il grafico riporta soltanto un possibile caso di equilibrio, in effetti, il numero ottimo dipende strettamente dall\u2019andamento delle due curve che appaiono molto difficili da determinare, qui il modello incontra un limite evidente. Cos\u00ec come \u00e8 evidente che troppo poco spesso i cittadini calcolano le proprie curve di costo per determinare il numero ottimo di rappresentanti e poi votare. \u00c8 importante tuttavia far notare una tendenza nelle discussioni odierne sul taglio dei parlamentari, e cio\u00e8 che si limitano a considerare esclusivamente i costi di prendere una decisione (decision making cost), probabilmente vi sar\u00e0 capitato di sentire che con il \u201cs\u00ec\u201d al referendum sar\u00e0 possibile abbattere i costi della politica o rendere pi\u00f9 agevole il processo decisionale o anche eliminare molti nullafacenti: tutte questioni che rientrano nella categoria di costi suddetta. Ebbene \u00e8 fondamentale non perdere di vista la seconda categoria di costi (external-costs), che si riducono all\u2019aumentare di chi ci rappresenta. Se ci pensiamo bene, l\u2019inverso dei costi esterni rappresenta il beneficio derivante dal prendere parte ad una decisione, dunque ci stiamo dimenticando di considerare i benefici di un elevato numero di rappresentanti. Con la speranza di aver indotto una maggiore consapevolezza sulle intenzioni di voto, concluder\u00f2 con una rapida osservazione. Vi sono 100 cittadini e 15 rappresentanti. Vi sono inoltre due questioni all\u2019ordine del giorno l\u2019apertura di una centrale nucleare e la costruzione di un bellissimo parco. Le decisioni vengono prese a maggioranza. Nel nostro caso occorre mettere d\u2019accordo 8 persone. Con 5 rappresentanti soltanto 3.<\/p>\n<p><em>(A cura di Vito De Sandi)<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>James M<\/strong>.\u00a0<strong>Buchanan;<\/strong> <strong>Gordon<\/strong>\u00a0<strong>Tullock. <\/strong><strong>(1962)<\/strong>\u201cThe Calculus of Consent: Logical Foundations of Constitutional Democracy\u201d<\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: info@economiaediritto.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si avvicina, rapido, il momento in cui dovremo recarci alle urne per votare per il referendum sul taglio dei parlamentari. 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