{"id":907,"date":"2013-04-30T22:24:04","date_gmt":"2013-04-30T20:24:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=907"},"modified":"2014-03-10T21:56:07","modified_gmt":"2014-03-10T20:56:07","slug":"transfer-pricing-risk-management-tprm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/transfer-pricing-risk-management-tprm\/","title":{"rendered":"Transfer Pricing Risk Management (TPRM)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Alessio Rombolotti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">1.Introduzione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pianificazione e la gestione dei prezzi delle transazioni intra-gruppo (<em>Transfer Pricing<\/em>) \u00e8 probabilmente la principale fonte di rischio fiscale di un gruppo multinazionale. Dopo il provvedimento dell\u2019 Agenzia delle Entrate del 29 settembre 2010(1) il <em>transfer pricing<\/em> \u00e8 diventato un focus primario dell\u2019 Amministrazione Finanziaria italiana che ha intensificato notevolmente le risorse dedicate alla prevenzione e identificazione dell\u2019 espatrio di profitti prodotti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il rischio che pone il <em>transfer pricing<\/em> (TP) sorge da due aspetti particolari: a) il TP ha quasi sempre una natura bifronte che riguarda i due soggetti che partecipano alla transazione e spesso minimizzare il rischio di un soggetto implica aumentare il rischio del secondo; b) i prezzi normali da applicare alle transazioni vanno identificati con procedimenti di benchmarking e analisi funzionale che lasciano sempre spazio a interpretazioni e contestazioni da parte dell\u2019 Amministrazione Finanziaria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo articolo esamina la gestione del rischio fiscale delle transazioni intra-gruppo che chiamiamo <em>Transfer Pricing Risk Management<\/em> (TPRM) e si rivolge a chi conosce la materia nei suoi aspetti fondamentali. Pianificare il TP significa allocare <em>assets<\/em>, rischi e funzioni fra le entit\u00e0 del gruppo e stabilire la politica di remunerazione di questi tre fattori. Mi preme sottolineare che, anche se parleremo di rischio fiscale e anche se molti <em>tax executives<\/em> associano il TP alla materia fiscale, in realt\u00e0 la pianificazione del TP \u00e8 il pi\u00f9 potente strumento di governo dell\u2019 impresa multinazionale e come tale afferisce alle aree di governance e strategia. Indipendentemente dalla possibilit\u00e0 di una contestazione da parte dell\u2019 Amministrazione Finanziaria il TP pone un rischio operativo rappresentato dalla possibilit\u00e0 di allocare assets, rischi e funzioni in modo errato e quindi remunerare le entit\u00e0 del gruppo in modo non appropriato. L\u2019effetto di questo errore potrebbe essere riflesso nella mancata ottimizzazione dei costi fiscali, in una politica di retribuzione del personale che non rispecchi l\u2019 effettivo contributo delle persone alla creazione del valore e in una errata valutazione del valore delle entit\u00e0 del gruppo che nel caso di societ\u00e0 quotate nei mercati pubblici oppure nel caso di negoziazioni per la vendita di talune consociate potrebbe costare significativamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono gli errori pi\u00f9 frequenti nella gestione del TP ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i. I prezzi applicati alle transazioni fra consociate non seguono la <em>transfer pricing policy<\/em> del gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ii. La <em>transfer pricing policy<\/em> del gruppo non \u00e8 redatta in modo corretto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iii. La documentazione disponibile non \u00e8 sufficiente o appropriata per supportare il rispetto dell\u2019 <em>arm\u2019s length principle<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iv. Esistono dei prezzi applicati a transazioni comparabili e indipendenti che dimostrano la non appartenenza dei prezzi intra-gruppo all\u2019<em>arm\u2019s length range<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">v. Il metodo di <em>transfer pricing<\/em> scelto non rappresenta correttamente i valori dei beni o servizi scambiati e l\u2019allocazione fra le parti coinvolte di <em>assets<\/em>, rischi, funzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vi. Non \u00e8 stato spiegato il motivo del mancato ricorso al metodo <em>Comparable Uncontrolled Pricing<\/em> (CUP).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vii. Il <em>benchmarking<\/em> per determinare l\u2019<em>arm\u2019s length range<\/em> \u00e8 basato su aziende non comparabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">viii. I prezzi intra-gruppo successivi ad una riorganizzazione (riallocazione di <em>assets<\/em>, rischi, funzioni) non tengono conto del nuovo assetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali sono le situazioni in cui un gruppo \u00e8 maggiormente esposto alla possibilit\u00e0 di una verifica da parte dell\u2019 Amministrazione Finanziaria e quindi ad un accertamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i. Transazioni con soggetti del gruppo residenti in paesi a bassa imposizione o in paradisi fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ii. Transazioni con consociate residenti in paesi con scarsa o assente regolamentazione sul <em>transfer pricing<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iii. Utilizzo di <em>assets<\/em> intangibili senza pagamento di <em>royalties<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">iv. Ripartizione di costi senza evidenza di beneficio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">v. Mancata rilevazione di specifiche transazioni <em>intercompany<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vi. Cosociate con numerosi esercizi in perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vii. Consociate con perdite significative mentre il gruppo, residente all\u2019 estero, registra utili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">viii. Diminuzioni significative dei margini senza ragioni evidenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ix. Finanziamenti e concessioni di garanzie a consociate per motivi non commerciali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">x. Condizioni di pagamento, fra consociate, anomale e senza corrisponsione di interessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xi. Consociate con <em>start-up<\/em> in perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xii. Forniture di servizi senza riaddebito e senza contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xiii. Distaccamento di personale senza riaddebito e senza contratto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xiv. Societ\u00e0 dormienti con assets nell\u2019 attivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xv. Significative somme pagate per utilizzo di propriet\u00e0 intellettuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xvi. Contratti di ricerca e sviluppo basati sul metodo <em>Cost Plus<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xvii. Societ\u00e0 strutturate e organizzate in modo anomalo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xviii. Riorganizzazioni con significativi spostamenti di <em>assets<\/em>, rischi e funzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">xix. Transazioni con soggetti consociati che possono essere incentivati a manipolazioni (per esempio tariffe doganali, tariffe <em>anti-dumping<\/em>, controlli valutari).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La struttura del TPRM si basa su tre punti: a) controllo delle condizioni generali; b) rischio connesso ai differenziali di tassazione fra le nazioni in cui risiedono le filiali del gruppo; c) rischio bilaterale connesso all\u2019 appartenenza dei prezzi all\u2019<em>arm\u2019s length range<\/em> di entrambi i soggetti che partecipano alla transazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">2. Controllo delle Condizioni Generali<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per conoscere la posizione del gruppo rispetto al rischio fiscale derivante dal transfer pricing produciamo la rappresentazione delle entit\u00e0 del gruppo e delle transazioni intercompany in funzione di parametri e indici relativi alla politica di transfer pricing. In questa fase esaminiamo le aliquote fiscali statutarie dei paesi in cui risiede il gruppo, i tassi effettivi di imposizione applicati alle filiali, il livello di severit\u00e0 della normativa e l\u2019 atteggiamento dell\u2019 Amministrazione Finanziaria locale nelle diverse giurisdizioni, il differenziale del livello di reddito delle singole consociate rispetto al gruppo consolidato, un indice differenziale di livello per assets, rischi e funzioni, il peso delle trasazioni intra-gruppo. Lo studio di questi indici alla luce dei prezzi di trasferimento praticati fornisce in via approssimativa un quadro complessivo dell\u2019 appropriatezza della <em>transfer pricing policy<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1003\" alt=\"Immagine1\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine1.jpg?resize=545%2C159\" width=\"545\" height=\"159\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare i parametri relativi ai differenziali degli indici di assets, rischi e funzioni permettono di evidenziare incoerenze nella remunerazione di questi tre fattori e quindi discrepanze fra la strategia del gruppo e la realt\u00e0; La valutazione dell\u2019 atteggiamento delle Amministrazioni Finanziarie condiziona il posizionamento dei prezzi nell\u2019 arm\u2019s length range, ad esempio una nazione come l\u2019 India che non riconosce il concetto di intervallo ma richiede dei prezzi puntuali rappresenter\u00e0 un rischio maggiore rispetto a paesi pi\u00f9 flessibili. Il peso delle transazioni intra-gruppo sul giro d\u2019 affari complessivo fornisce una misura di quanto l\u2019 imponibile sia influenzato dai prezzi di trasferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutte le transazioni che portano ricavi verso paesi con bassa tassazione e costi verso paesi con tassazione pi\u00f9 alta rappresentano un rischio. L\u2019 aspetto elusivo del transfer pricing, quale elemento di supporto alla ripresa a tassazione della quota di costi o ricavi ritenuta congrua, risiede nella differenza d\u2019 imposta a cui il reddito \u00e8 sottoposto nelle giurisdizioni dei soggetti associati; il differenziale tra il livello dei prezzi praticati e il livello supposto congruo rappresenta un indice di elusione tanto pi\u00f9 elevato quanto pi\u00f9 ampio \u00e8 il differenziale di tassazione. Sembra quindi opportuno adottare una teoria di risk management in relazione all\u2019 aspetto elusivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine2.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1004\" alt=\"Immagine2\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine2.jpg?resize=700%2C567\" width=\"700\" height=\"567\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">3. Il Rischio del Differenziale di Tassazione<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando siamo interessati a studiare le dinamiche fiscali \u00e8 utile considerare i flussi finanziari delle varie transazioni al netto dell\u2019 effetto fiscale. Per chiarire la questione consideriamo una transazione fra due soggetti x, y residenti nei paesi X e Y; poniamo che l\u2019 aliquota fiscale (Standard Tax Rate) delle imposte sul reddito di x sia STR(X) = 20% e quella di y sia STR(Y) = 30% e consideriamo una transazione di vendita nelle due possibili direzioni, caso 1 x vende a y, caso 2 y vende a x:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine3.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1005\" alt=\"Immagine3\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine3.jpg?resize=356%2C99\" width=\"356\" height=\"99\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine4.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1006\" alt=\"Immagine4\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine4.jpg?resize=409%2C293\" width=\"409\" height=\"293\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine5.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1007\" alt=\"Immagine5\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine5.jpg?resize=366%2C238\" width=\"366\" height=\"238\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Costi e ricavi sono registrati al netto dell\u2019effetto fiscale, in questo modo siamo in grado di quantificare la minus o plusvalenza fiscale di ogni transazione e identificare le posizioni di rischio. Pur trattandosi di due transazioni identiche nei valori lordi, il caso 1 mostra una plusvalenza fiscale per il gruppo di 10\u20ac mentre il caso 2 ha come risultato una minusvalenza fiscale di 10\u20ac. L\u2019 Amministrazione Finanziaria della nazione Y conosce il differenziale di imposizione con X e sar\u00e0 portata a considerare i flussi di ricavo verso X come un possibile trasferimento di profitto per ottenere plusvalenze fiscali. Il presupposto elusivo \u00e8 invece rimosso quando la transazione non produce plusvalenze fiscali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Supponendo che le sanzioni in caso di accertamento siano pari al 50% dell\u2019 importo eluso possiamo prefigurare lo scenario seguente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">i. Rischio caso 1: rettifica imponibile = 10\u20ac, STR(Y) = 30%, imposte = 3\u20ac, sanzione = 1.5\u20ac, rischio (imposte + sanzione) = 4.5\u20ac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ii. Rischio caso 2: 0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019 individuazione del rischio derivante dai differenziali delle aliquote fiscali dei paesi in cui le filiali del gruppo risiedono avviene mappando le transazioni e il loro valore netto dell\u2019 effetto fiscale e individuando quelle che producono una plusvalenza fiscale per il gruppo. Conoscendo le aliquote fiscali dei paesi in cui risiedono le consociate possiamo redigere una tabella che evidenzi i rischi elusivi indipendentemente dalle effettive transazioni che saranno effettuate.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine6.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1008\" alt=\"Immagine6\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine6.jpg?resize=700%2C305\" width=\"700\" height=\"305\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il parametro fondamentale \u00e8 il rapporto fra i valori al netto dell\u2019 effetto fiscale delle parti , A e B, coinvolte nella transazione<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u0394=(1-STRA)\/(1-STRB)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">e ragionevolmente possiamo formalizzare il rischio indotto R(\u0394) con la funzione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R(\u0394) = 0 se \u0394 \u2264 1<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">R(\u0394) = Ln(\u0394) \/ Ln(\u0394+h) se \u0394 &gt; 1, h &gt; -1<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine7.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1009\" alt=\"Immagine7\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine7.jpg?resize=660%2C370\" width=\"660\" height=\"370\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torniamo all\u2019esempio trattato sopra utilizzando R(\u0394) con h=0.4, \u0394 = 0.80\/0.70 = 1.14, R(\u0394)=30%, Rischio = 4.5\u20ac * 30% = 1.37\u20ac.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Rischio Bilaterale sull\u2019 Appartenenza dei Prezzi all\u2019 Arm\u2019s Length Range<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il transfer pricing pone sempre un problema di trade-off, cautelarsi verso l\u2019 Amministrazione Finanziaria che controlla una filiale implica scoprirsi verso l\u2019 autorit\u00e0 che controlla la controparte nella transazione. \u00c8 quindi utile rivolgere l\u2019 attenzione allo studio del rischio dei singoli rapporti bilaterali fra le consociate del gruppo. Nel paragrafo precedente abbiamo definito un modello del rischio legato alle plusvalenze fiscali che vengono determinate dal differenziale di tassazione, adesso definiamo un modello del rischio bilaterale che due soggetti consociati si assumono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due parti sono tenute a dimostrare che i prezzi applicati alle transazioni appartengano all\u2019 arm\u2019s length range sia in relazione al prezzo di vendita sia al prezzo di acquisto.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine8.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-1010\" alt=\"Immagine8\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2013\/03\/Immagine8.jpg?resize=700%2C304\" width=\"700\" height=\"304\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La parte venditrice sar\u00e0 incentivata ad alzare il prezzo di vendita per abbassare il livello di rischio mentre la parte acquirente sar\u00e0 incentivata ad abbassare il prezzo. Muovendovi lungo l\u2019 asse dei prezzi potete vedere che la linea blu (rischio di A) si abbassa ma quella rossa (rischio di B) si alza. Il rischio del gruppo \u00e8 la somma del rischio di A col rischio di B e quindi l\u2019 obiettivo di gruppo \u00e8 di minimizzare la somma dei due rischi. Il punto ideale \u00e8 l\u2019 intersezione delle due linee e quindi il prezzo relativo \u00e8 quello che minimizza il rischio per il gruppo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il modello analitico ha la seguente forma:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rischio di A: exp(prezzo \u2013 h)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rischio di B: exp(prezzo \u2013 k)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Exp indica la funzione esponenziale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dove h e k esprimono l\u2019 atteggiamento dell\u2019 Amministrazione Finanziaria (AF) locale sulla posizione dei prezzi nell\u2019 arm\u2019s length range. (nell\u2019 esempio l\u2019 AF di B richiede che i prezzi siano concentrati intorno alla mediana mentre quella di A accetta una dispersione maggiore).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il prezzo che minimizza la somma dei rischi \u00e8 dato da Prezzo = (h \u2013 k)\/2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">4. Conclusioni<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo articolo abbiamo parlato di rischio fiscale, inteso come rischio di subire degli accertamenti, e lo quantifichiamo conoscendo le sanzioni e ipotizzando l\u2019 entit\u00e0 dell\u2019 aggiustamento ai prezzi che effettuerebbe l\u2019 Amministrazione Finanziaria (in mancanza di dati storici sugli aggiustamenti utilizzeremo l\u2019 entit\u00e0 massima). Sappiamo per\u00f2 che il <em>transfer pricing<\/em> ci espone anche ad un rischio operativo, quello di remunerare non appropriatamente <em>assets<\/em>, rischi e funzioni, rispetto al quale i gruppi sono meno sensibili ma che potrebbe in alcuni casi avere un valore monetario assai maggiore di quello del rischio fiscale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Accertamento Prot.2010\/137654: Attuazione della disciplina di cui all\u2019 art.1, comma 2-ter del decreto legislativo 18\/12\/1997 n.471.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2. OECD 2012 \u2013 Dealing Effectively with the Challenges of Transfer Pricing.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3. Cassazione 27.2.2013 n.4927 par. 4.7; Gianluca Odetto 28.2.2013, Royalties a rischio transfer pricing, Eutekne.it.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessio Rombolotti 1.Introduzione La pianificazione e la gestione dei prezzi delle transazioni intra-gruppo (Transfer Pricing) \u00e8 probabilmente la principale fonte di rischio fiscale di un gruppo multinazionale. 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