{"id":9663,"date":"2022-04-28T11:32:40","date_gmt":"2022-04-28T09:32:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9663"},"modified":"2022-04-28T11:32:40","modified_gmt":"2022-04-28T09:32:40","slug":"il-pnrr-e-la-ripartizione-delle-risorse-per-il-sud","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/il-pnrr-e-la-ripartizione-delle-risorse-per-il-sud\/","title":{"rendered":"Il PNRR e la ripartizione delle risorse per il Sud"},"content":{"rendered":"<p>Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e\u0300 incluso all\u2019interno del programma Next Generation EU (NGEU), pacchetto da 750 miliardi di euro, costituito per circa la meta\u0300 da sovvenzioni, concordato dall\u2019Unione Europea in risposta alla pandemia di COVID-19. La principale componente del programma NGEU e\u0300 il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (<em>Recovery and Resilience Facility<\/em>, RRF), che ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026, e una dimensione totale di 672,5 miliardi di euro (di cui 312,5 sovvenzioni, i restanti 360 miliardi prestiti a tassi agevolati).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9664\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/il-pnrr-e-la-ripartizione-delle-risorse-per-il-sud\/articolo-bassetti\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?fit=1189%2C617&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1189,617\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?fit=300%2C156&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?fit=700%2C363&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignnone wp-image-9664\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?resize=700%2C364&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"364\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?resize=300%2C156&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?resize=1024%2C531&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?resize=768%2C399&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?resize=600%2C311&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti.png?w=1189&amp;ssl=1 1189w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Commissione Europea<\/em><\/p>\n<p>\u201cItalia Domani\u201d e\u0300 il Piano di Ripresa e Resilienza presentato dall\u2019Italia attraverso il Fondo complementare istituito con il D.L. n\u00b059 del 6 maggio 2021 a valere sullo scostamento pluriennale di bilancio approvato nel Consiglio dei Ministri del 15 aprile dello stesso anno. Il totale dei fondi previsti e\u0300 di 222,1 miliardi. A questi entro il 2032 si aggiungeranno ulteriori 26 miliardi da destinare alla realizzazione di opere specifiche e per il rinnovo delle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione. Nel complesso si disporr\u00e0 di 248 miliardi.<\/p>\n<p>Il Piano seguendo i tre assi strategici condivisi a livello europeo: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica e inclusione sociale, ha lo scopo di riparare ai danni economici e sociali causati dalla crisi pandemica, risolvere le debolezze strutturali dell\u2019economia italiana e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale. In particolar modo, ha la funzione di ridurre in maniera sostanziale i divari territoriali, generazionali e di genere.<\/p>\n<p>Per attuare tutto cio\u0300, il Piano si sviluppa in sei missioni:<\/p>\n<ol>\n<li>\u201cDigitalizzazione, Innovazione, Competitivita\u0300, Cultura\u201d: stanzia oltre 49 miliardi. Con l\u2019obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l\u2019innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l\u2019Italia, turismo e cultura.<\/li>\n<li>\u201cRivoluzione Verde e Transizione Ecologica\u201d: stanzia 68,6 miliardi. Con gli obiettivi principali di migliorare la sostenibilita\u0300 e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"3\">\n<li>\u201cInfrastrutture per una Mobilita\u0300 Sostenibile\u201d: dall\u2019importo complessivo di 31,5 miliardi. Il suo obiettivo primario e\u0300 lo sviluppo di un\u2019infrastruttura di trasporto moderna, sostenibile ed estesa a tutte le aree del Paese<\/li>\n<\/ol>\n<ol>\n<li>\u201cIstruzione e Ricerca\u201d: stanzia complessivamente 31,9 miliardi di euro. Con l\u2019obiettivo di rafforzare il sistema educativo, le competenze digitali e tecnico-scientifiche, la ricerca e il trasferimento tecnologico.<\/li>\n<li>\u201cInclusione e Coesione\u201d: prevede uno stanziamento complessivo di 22,6 miliardi. Per facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l\u2019inclusione sociale.<\/li>\n<li>\u201cSalute\u201d: stanzia complessivamente 18,5 miliardi. Con l\u2019intento di rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equita\u0300 di accesso alle cure.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ripartizione delle risorse per il Sud<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9665\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/il-pnrr-e-la-ripartizione-delle-risorse-per-il-sud\/schermata-2022-04-28-alle-11-20-25\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?fit=932%2C1058&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"932,1058\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?fit=264%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?fit=700%2C795&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignnone wp-image-9665\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?resize=478%2C543&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"478\" height=\"543\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?resize=264%2C300&amp;ssl=1 264w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?resize=902%2C1024&amp;ssl=1 902w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?resize=768%2C872&amp;ssl=1 768w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?resize=600%2C681&amp;ssl=1 600w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/Schermata-2022-04-28-alle-11.20.25.png?w=932&amp;ssl=1 932w\" sizes=\"(max-width: 478px) 100vw, 478px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p>*<em>Calcolata come il rapporto tra i fondi per il Sud e le risorse territorializzabili, per ogni missione. Fonte: elaborazioni e dati del Ministero per il sud e la coesione territoriale<\/em><\/p>\n<p>Il Mezzogiorno ha un forte ritardo nello sviluppo del digitale pertanto la missione 1 mira alla digitalizzazione della PA e del sistema produttivo. Il focus e\u0300 posto sulle infrastrutture digitali con il 45% delle risorse per la connettivita\u0300 a banda ultra-larga destinate alle regioni del Sud-Italia.<\/p>\n<p>Per quanto concerne la missione 2, relativa alla transizione verde, i campi su cui viene posto l\u2019intervento sono:<\/p>\n<ul>\n<li>colmare il divario territoriale nella gestione dei rifiuti, con circa il 60% dei progetti destinati a comuni localizzati nel Centro-Sud (che sono interessati da diverse procedure di infrazione comunitaria);<\/li>\n<li>ridurre la dispersione delle risorse idriche, che al Sud e\u0300 pari al 51% contro la media nazionale, gia\u0300 elevatissima, del 41%;<\/li>\n<li>destinare progetti per la diffusione dell\u2019energia rinnovabile e il trasporto sostenibile (ad esempio, i progetti di conversione verso l\u2019idrogeno delle linee ferroviarie saranno maggiormente concentrati nelle regioni meridionali).<\/li>\n<\/ul>\n<p>La missione 3 mira al rafforzamento delle reti ferroviarie regionali e al miglioramento dell\u2019accessibilita\u0300 delle linee e delle stazioni ferroviarie. Infatti, ad oggi, nelle regioni meridionali si trovano meno treni in circolazione e lenti, nonche\u0301 il maggior numero di linee a binario unico e non elettrificate. L\u2019obiettivo primario e\u0300 quello di migliorare la mobilita\u0300 dei cittadini e la connessione del Sud al resto del Paese, rendendolo piu\u0300 attrattivo per investimenti e turismo.<\/p>\n<p>La missione 4 e\u0300 incentrata sulle criticita\u0300 nell\u2019ambito dell\u2019istruzione come:<\/p>\n<ul>\n<li>la disponibilita\u0300 molto bassa di posti negli asili nido e nelle scuole per l\u2019infanzia;<\/li>\n<li>il divario territoriale nelle competenze di base (il 42% degli studenti presentano competenze alfabetiche non adeguate, contro un media nazionale del 30%, e il 53% registra competenze numeriche inadeguate, a fronte di una media del 38%) che e\u0300 dovuto anche al fenomeno dell\u2019abbandono scolastico;<\/li>\n<li>l\u2019edilizia scolastica (la percentuale di scuole del Sud senza un certificato di agibilita\u0300 o di collaudo statico e\u0300 significativamente piu\u0300 ampio che al Nord, cosi\u0300 come e\u0300 inferiore la spesa per la manutenzione);<\/li>\n<\/ul>\n<p>La riduzione dei suddetti divari nell\u2019istruzione dovrebbe avere effetti positivi sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro e ridurre la quota (oggi del 33,9%) dei giovani che non studiano e non lavorano.<\/p>\n<p>Le misure della missione 5 per la coesione sociale sono dirette a rafforzare i servizi essenziali, aumentare l\u2019attrattivita\u0300 dei territori a maggior rischio di spopolamento, migliorare le opportunita\u0300 di lavoro e i servizi socio-sanitari.<\/p>\n<p>Infine, la missione 6 vuole eliminare la frammentazione tra i diversi sistemi sanitari regionali tramite la riorganizzazione delle politiche della salute con riforme e investimenti basati sui fabbisogni assistenziali.<\/p>\n<p>Uno dei problemi che sorge e\u0300 se effettivamente il PNRR bastera\u0300 per attenuare il divario di crescita tra Centro-Nord e Sud. La SVIMEZ (associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno) ha evidenziato nel suo rapporto annuale riferito al 2021, che la dinamica debole dei consumi risulta essere un elemento cardine che frenera\u0300 l\u2019impatto propulsivo generato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. La SVIMEZ stima che le amministrazioni regionali e locali del Sud dovranno gestire una quota significativa del PNRR, pari a 20,5 miliardi, per la meta\u0300 concentrati nel biennio 2024-2025. In questi due anni, in particolare, il volume annuo di spesa per investimenti attivato dovrebbe essere pari a circa 4,7 miliardi che richiederanno uno sforzo aggiuntivo pari a circa il 51% rispetto alla spesa annua effettuata dalle stesse amministrazioni nel triennio 2017-19. Un elemento di forte criticita\u0300 soprattutto in considerazione dei Comuni in crisi finanziaria (dove vive un cittadino meridionale su tre) che avranno maggiori vincoli su assunzioni di profili specializzati per la gestione dei bandi o nel ricorso all\u2019assistenza tecnica.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" data-attachment-id=\"9666\" data-permalink=\"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/il-pnrr-e-la-ripartizione-delle-risorse-per-il-sud\/articolo-bassetti-2\/\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?fit=569%2C708&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"569,708\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}\" data-image-title=\"\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?fit=241%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?fit=569%2C708&amp;ssl=1\" tabindex=\"0\" role=\"button\" class=\"alignnone wp-image-9666\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?resize=567%2C706&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"567\" height=\"706\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?resize=241%2C300&amp;ssl=1 241w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?resize=326%2C406&amp;ssl=1 326w, https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/articolo-bassetti-2.png?w=569&amp;ssl=1 569w\" sizes=\"(max-width: 567px) 100vw, 567px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/p>\n<p><em>Fonte: Sole 24 ore<\/em><\/p>\n<p>Inoltre, come si evince dai grafici sovrariportati, nel 2020 la pandemia aveva reso sostanzialmente omogenei gli andamenti territoriali nel Centro-Nord e nel Sud, marcando una differenza rispetto ai disallineamenti del passato, ma nel 2021 si nota come tornino le distanze con il Centro-Nord che si attesta a +6,8% mentre il Sud cresce del 5%. E\u0300 il 2022 tuttavia il primo anno in cui si dovrebbe riscontrare un effetto considerevole delle misure previste nel PNRR e la crescita risultera\u0300 sostanzialmente allineata (rispettivamente +4,2% e +4%) grazie al rilevante impatto che la dinamica di costruzioni ed export eserciteranno sul Mezzogiorno. La divaricazione a vantaggio del Centro- Nord, seppure contenuta, si rimostrera\u0300 nel 2023 e 2024 e il bilancio complessivo del quadriennio considerato fara\u0300 segnare +12,4% al Sud e +15,6% al Centro-Nord.<\/p>\n<p>L\u2019impatto positivo si avra\u0300 sia grazie alle manovre di finanza pubblica, sia grazie al Piano nazionale di ripresa, maggiore proprio al Sud, ma questo effetto sara\u0300 attutito nel Mezzogiorno dalla debolezza dei consumi che dopo aver perso il 7,4% nel 2020 dovrebbe tornare ai livelli pre-Covid solo nel 2024, con un anno di ritardo rispetto al Centro-Nord. La tesi della Svimez e\u0300 che la fragilita\u0300 dei consumi sia conseguente alla dinamica salariale piatta (15,3% di dipendenti con bassa paga nelle regioni meridionali rispetto a 8,4% in quelle centro settentrionali), al basso tasso di occupazione e all\u2019eccessiva flessibilita\u0300 con il ricorso al tempo determinato per quasi 920mila lavoratori meridionali (22,3% al Sud rispetto al 15,1% al Centro-Nord) e al part-time involontario (79,9% al Sud contro 59,3% al Centro-Nord).<\/p>\n<p><em>(A cura di Matteo Bassetti)<\/em><\/p>\n<p><strong>Riferimenti: <\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>https:\/\/www.mef.gov.it\/focus\/Il-Piano-Nazionale-di-Ripresa-e-Resilienza-PNRR\/<\/li>\n<li>https:\/\/www.ministroperilsud.gov.it\/it\/approfondimenti\/schede\/quali-sono-i-fondi-destinati-al-sud-nei- prossimi-anni\/<\/li>\n<li>https:\/\/www.ilsole24ore.com\/superdossier\/pnrr_12012022-AEDNUY7\/numeri-AE1ZfY7<\/li>\n<li>http:\/\/lnx.svimez.info\/svimez\/rapporto-svimez-2021-tutti-i-materiali\/<\/li>\n<li>https:\/\/www.confcommercio.it\/-\/pnrr-piano-nazionale-ripresa-resilienza<\/li>\n<\/ul>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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