{"id":9790,"date":"2022-09-20T09:59:59","date_gmt":"2022-09-20T07:59:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9790"},"modified":"2022-09-20T09:59:59","modified_gmt":"2022-09-20T07:59:59","slug":"la-rassegna-stampa-giuridica-di-economia-diritto-estate-2022","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-rassegna-stampa-giuridica-di-economia-diritto-estate-2022\/","title":{"rendered":"La rassegna stampa giuridica di Economia &#038; Diritto &#8211; Estate 2022"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Sezioni Unite della Corte di Cassazione sentenza n. 22281 del 14 luglio 2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Emanazione del seguente principio di diritto: \u201cAllorch\u00e9 segua l\u2019adozione di un atto fiscale che abbia gi\u00e0 determinato il quantum del debito di imposta e gli interessi relativi al tributo, la cartella che intimi al contribuente il pagamento degli ulteriori interessi nel frattempo maturati soddisfa l\u2019obbligo di motivazione, prescritto dall\u2019art. 7 della legge n. 212 del 2000 e dall\u2019art. 3 della legge n. 241 del 1990, attraverso il semplice richiamo dell\u2019atto precedente e la quantificazione dell\u2019ulteriore importo per gli accessori. Nel caso in cui, invece, la cartella costituisca il primo atto con cui si reclama per la prima volta il pagamento degli interessi, la stessa, al fine di soddisfare l\u2019obbligo di motivazione deve indicare, oltre all\u2019importo monetario richiesto a tale titolo, la base normativa relativa agli interessi reclamati che pu\u00f2 anche essere desunta per implicito dall\u2019individuazione specifica della tipologia e della natura degli interessi richiesti ovvero del tipo di tributo cui accedono, dovendo altres\u00ec segnalare la decorrenza dalla quale gli interessi sono dovuti e senza che in ogni caso sia necessaria la specificazione dei singoli saggi periodicamente applicati n\u00e9 delle modalit\u00e0 di calcolo\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Corte di Cassazione ordinanza n. 21960 del 12 luglio 2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u00abIn tema di presunzione di imputazione a ricavi delle movimentazioni bancarie di cui all\u2019art. 32 d.P.R. n. 600 del 1973 il contribuente che abbia esercitato attivit\u00e0 di odontoiatra, professionalmente regolamentata dalla legge legge 24 luglio 1985, n. 409, abusivamente e senza possedere i titoli di cui all\u2019art. 1 della citata legge, ha svolto attivit\u00e0 illecita ai fini dell\u2019art. 14 della L. 24 dicembre 1993 n.357 percependo redditi rientranti nelle categorie reddituali di cui all\u2019art. 6, comma 1, del d.P.R. n. 917 del 1986, cui si applica la presunzione di cui all\u2019art. 32 cit. sia quanto ai versamenti sia quanto ai prelievi ingiustificati dai conti correnti bancari destinati all\u2019esercizio di detta attivit\u00e0 di impresa, ai fini della determinazione della base imponibile\u00bb<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Cassazione ordinanza n. 21356\/2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">\u201cSe \u00e8 vero che il giudicato nei confronti della societ\u00e0 di capitali a ristretta base partecipativa \u2013 e concernente l\u2019avviso di accertamento con cui si procede alla contestazione di redditi non dichiarati \u2013 ha effetto riflesso nel giudizio concernente l\u2019impugnazione proposta dal socio avverso l\u2019avviso di accertamento a lui notificato ai fini della rettifica del reddito da partecipazione (Cass. n. 13989 del 23\/05\/2019; Cass. n. 23899 del 24\/11\/2015), \u00e8 altrettanto vero che, nel caso in cui l\u2019avviso di accertamento non sia stato correttamente notificato al legale rappresentante della societ\u00e0, il socio (che normalmente non pu\u00f2 dolersi dell\u2019accertamento effettuato nei confronti della societ\u00e0 riproponendo doglianze ad esso riferibili: Cass. n. 3980 del 18\/02\/2020) ben potr\u00e0 fare valere le proprie ragioni in sede di impugnazione avverso l\u2019avviso di accertamento che lo riguarda; invero, l\u2019avviso di accertamento emesso nei confronti della societ\u00e0 e non notificato non \u00e8 opponibile al socio e tale inopponibilit\u00e0 si traduce nella possibilit\u00e0, per il socio stesso, di contestare la sussistenza di tutti i fatti costitutivi dell\u2019obbligazione tributaria (cos\u00ec sostanzialmente Cass. n. 6626 del 07\/03\/2019), anche al di l\u00e0 di quanto normalmente consentito dalla giurisprudenza della S.C. (per la quale il socio pu\u00f2 unicamente eccepire che i maggiori ricavi non sono stati distribuiti, ma accantonati o reinvestiti dalla societ\u00e0, nonch\u00e9 dimostrare la propria estraneit\u00e0 alla gestione e conduzione societaria: ex multis, Cass. n. 18042 del 09\/07\/2018)\u201d (Cass. n. 18200 del 2021).<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Corte di Cassazione sentenza numero 24579 del 9 agosto 2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La notifica di un atto impositivo alla societ\u00e0 incorporata, estinta e cancellata dal Registro delle imprese, \u00e8 nulla. L&#8217;assenza di soggettivit\u00e0 impedisce l&#8217;autonoma legittimazione processuale attiva e passiva.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Corte di Cassazione ordinanza n. 25165 del 23 agosto 2022<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il disconoscimento di firma certificata da ufficiale giudiziario o postale pu\u00f2 essere fatto solo con querela di falso; nel caso, il giudice tributario ai sensi dell\u2019art. 39 del d.lgs. n. 546 del 1992 \u00e8 tenuto a sospendere il giudizio fino al passaggio in giudicato della relativa decisione, o fino a quando non si sia altrimenti definito il relativo giudizio; si tratta, infatti, di un accertamento pregiudiziale riservato ad altra giurisdizione, e di cui egli non pu\u00f2 conoscere neppure incidenter tantum gli esiti. Ovviamente si dovr\u00e0 verificare la pertinenza di tale iniziativa processuale in relazione al documento impugnato, e la sua rilevanza ai fini della decisione.\u00a0La Cassazione afferma che la firma apposta sull\u2019avviso di ricevimento sottoscritto dall\u2019agente postale gode di fede privilegiata fino a querela di falso; ed ancora che nel caso di notifica a mezzo del servizio postale, ove l\u2019atto sia consegnato all\u2019indirizzo del destinatario a persona che abbia sottoscritto l\u2019avviso di ricevimento, anche con grafia illeggibile, e non risulti che il piego sia stato consegnato dal messo a persona diversa dal destinatario, la consegna deve ritenersi validamente effettuata fino a querela di falso, a nulla rilevando che nell\u2019avviso non sia stata sbarrata la relativa casella e non sia altrimenti indicata la qualit\u00e0 del consegnatario.<\/p>\n<p><em>(Rassegna a cura di Michele Vanadia)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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