{"id":9850,"date":"2022-09-30T18:48:09","date_gmt":"2022-09-30T16:48:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=9850"},"modified":"2022-09-30T18:48:09","modified_gmt":"2022-09-30T16:48:09","slug":"la-mancata-apposizione-del-visto-di-conformita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/en\/la-mancata-apposizione-del-visto-di-conformita\/","title":{"rendered":"La mancata apposizione del visto di conformit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\">Nel caso di compensazione di crediti\u00a0 in\u00a0 violazione\u00a0 dell&#8217;obbligo\u00a0 di\u00a0 apposizione\u00a0 del\u00a0 visto\u00a0\u00a0 di conformit\u00e0,\u00a0 il legislatore ha previsto che l\u2019Amministrazione Finanziaria proceda\u00a0 al recupero dell&#8217;ammontare\u00a0 dei crediti utilizzati, dei\u00a0 relativi\u00a0 interessi,\u00a0 nonch\u00e9\u00a0 all&#8217;irrogazione\u00a0 delle sanzioni.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sentenza n. 25736\/2022 della sesta sezione civile della Cassazione, pubblicata il 01\/09\/2022, invece considera la mancata apposizione una mera violazione formale.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>La normativa di riferimento<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Legge 27 dicembre 2013 n. 147, art. 1, comma 547, cos\u00ec come modificato dall\u2019art. 3 del decreto legge 24 aprile 2017, prevede che nei\u00a0 casi\u00a0 di utilizzo in compensazione dei crediti\u00a0 in\u00a0 violazione\u00a0 dell&#8217;obbligo\u00a0 di\u00a0 apposizione\u00a0del\u00a0 visto\u00a0\u00a0 di conformit\u00e0 o della sottoscrizione sulle dichiarazioni da cui emergono i crediti stessi, ovvero\u00a0 nei\u00a0casi\u00a0 di utilizzo in compensazione dei crediti che emergono da dichiarazioni\u00a0 con\u00a0 visto\u00a0 di\u00a0 conformit\u00e0\u00a0 o sottoscrizione apposti da soggetti diversi da quelli\u00a0 abilitati,\u00a0 l\u2019Amministrazione Finanziaria deve\u00a0 procedere\u00a0 al\u00a0recupero\u00a0 dell&#8217;ammontare\u00a0 dei crediti utilizzati, dei\u00a0 relativi\u00a0 interessi,\u00a0 nonch\u00e9\u00a0 all&#8217;irrogazione\u00a0 delle sanzioni, con apposito atto di recupero.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La sanzione irrogabile \u00e8 quella prevista dall\u2019art. 13, comma 4, del D.Lgs n. 471 del 1997, il quale prevede che nel caso di utilizzo di un&#8217;eccedenza o di un credito d&#8217;imposta esistenti in violazione delle modalit\u00e0 di utilizzo, previste dalle leggi vigenti (quale ad esempio apposizione del visto di conformit\u00e0), si applica, salva l&#8217;applicazione di disposizioni speciali, la sanzione pari al trenta per cento del credito utilizzato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Il visto di conformit\u00e0 \u00e8 stato introdotto dal legislatore, con il decreto legislativo n. 241\/1997, al fine di contrastare i fenomeni \u201cpatologici\u201d collegati alle compensazioni di crediti inesistenti e alle indebite cessioni di credito d\u2019imposta non spettanti, e al fine di garantire ai contribuenti il corretto adempimento degli obblighi tributari e, conseguentemente, agevolare l&#8217;amministrazione finanziaria nei successivi controlli. La finalit\u00e0 \u00e8 demandare al professionista, che predispone e invia la dichiarazione fiscale, parte dell\u2019attivit\u00e0 di controllo sulla corretta applicazione della normativa tributaria.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Risulta opportuno ricordare che riguardo il visto di conformit\u00e0 l\u2019Agenzia delle Entrate, mediante la circolare n. 12\/E del 2010, ha spiegato che \u201c<em>tale verifica non comporta valutazioni di merito, ma il solo riscontro formale della corrispondenza in ordine all\u2019ammontare delle componenti positive e negative relative all\u2019attivit\u00e0 esercitata<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Pronuncia della Corte<\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La Cassazione ha rilevato che la contestazione dell\u2019Ufficio accertatore non riguardava l&#8217;entit\u00e0, sussistenza e\/o liquidit\u00e0 del credito ma la mancata apposizione del visto di conformit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Secondo i giudici di Piazza Cavour se il credito \u00e8 esistente ma manca solamente l\u2019apposizione del visto di conformit\u00e0, tale condotta non costituisce un comportamento frodatorio e non arreca alcun pregiudizio per le casse dello Stato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Fatta questa premessa, gli ermellini ricordano che per configurare una violazione meramente formale occorre <em>\u00abla contemporanea sussistenza di un duplice presupposto, ovvero che la violazione accertata &#8220;non comporti un pregiudizio all&#8217;esercizio delle azioni di controllo e, al contempo, non incida sulla determinazione della base imponibile dell&#8217;imposta e sul versamento del tributo\u00bb<\/em>.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Non essendo stata contestata l\u2019esistenza del credito, nella sentenza viene sottolineato che \u201c<em>l&#8217;inosservanza di tale adempimento \u00e8 quindi inidonea a pregiudicare l&#8217;esercizio delle attivit\u00e0 di controllo e di verifica della sussistenza del credito da parte dell&#8217;Ente accertatore<\/em>\u201d, conseguentemente la mancata apposizione del visto \u00e8 da ritenersi una violazione meramente formale, la quale non dovrebbe determinare il venir meno del diritto alla compensazione.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>La conclusione a cui si \u00e8 giunti con la sentenza n. 25736\/2022 non \u00e8 pienamente condivisibile, in quanto il legislatore ha previsto che nel\u00a0 caso\u00a0 di utilizzo in compensazione di crediti\u00a0 in\u00a0 violazione\u00a0 dell&#8217;obbligo\u00a0 di\u00a0 apposizione\u00a0 del\u00a0 visto\u00a0\u00a0 di conformit\u00e0,\u00a0 l\u2019Ufficio deve\u00a0 procedere\u00a0 all\u2019emissione e alla notifica dell\u2019atto di recupero al fine di\u00a0 riprendere l&#8217;ammontare\u00a0 dei crediti utilizzati, dei\u00a0 relativi\u00a0 interessi,\u00a0 nonch\u00e9\u00a0 all&#8217;irrogazione\u00a0 delle sanzioni previste dall\u2019art. 13, comma 4, del D.Lgs n. 471 del 1997.<\/p>\n<p><em>(A cura di Marco Cardillo)<\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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