{"id":10617,"date":"2023-09-20T18:56:43","date_gmt":"2023-09-20T16:56:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=10617"},"modified":"2023-10-15T18:57:05","modified_gmt":"2023-10-15T16:57:05","slug":"lattuazione-del-pnrr-analisi-delle-criticita-alla-base-del-processo-di-accelerazione-della-ripresa-economica-italiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/lattuazione-del-pnrr-analisi-delle-criticita-alla-base-del-processo-di-accelerazione-della-ripresa-economica-italiana\/","title":{"rendered":"L&#8217;attuazione del PNRR: analisi delle criticit\u00e0 alla base del processo di accelerazione della ripresa economica italiana"},"content":{"rendered":"<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Introduzione<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Molto spesso si sente parlare di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) quale programma di investimenti e opportunit\u00e0 che l\u2019economia italiana si sia mai trovata a dover gestire dopo la pandemia causata dal Covid-19. La Commissione europea nel 2020, a seguito della crisi sanitaria e pi\u00f9 nello specifico sociale ed economica, ha dichiarato di \u201cmettere a disposizione un bilancio rafforzato (\u2026), per dare avvio alla ripresa e preparare un futuro migliore\u201d [1]. Nonostante la grande importanza che riveste tale programma, paragonato da alcuni al piano Marshall, ad oggi il PNRR \u00e8 assai poco conosciuto, basti pensare che solamente il \u201c12% dichiara di conoscerlo in modo approfondito, il 44% lo conosce solo in parte, mentre il 28% ne ha solo sentito parlare e il 16% ignora del tutto di cosa di tratti\u201d[2]. La poca conoscenza del Piano e la sua complessit\u00e0 strutturale, vengono accompagnate dai numerosi problemi attuativi che stanno compromettendo la capacit\u00e0 del nostro Paese di realizzare gli investimenti, le riforme, gli obiettivi e i traguardi come originariamente definiti e aventi l\u2019obiettivo di coniugare la crescita economica con quello della riduzione dei differenti divari territoriali.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><strong><em>Ma che cosa \u00e8 il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al fine di superare la pandemia e la conseguente crisi economica l\u2019UE ha approntato, nel quadro del <em>Next Generation UE<\/em> (NGUE), il Dispositivo per la ripresa e resilienza (<em>Recovery and resilience facility<\/em> &#8211; RRF), disciplinato dal Regolamento n.2021\/241\/UE, quale strumento di supporto alla ripresa degli Stati membri, con una dotazione di 723,8 miliardi di euro, di cui 338 di grant (sovvenzioni) e 385 di loans (prestiti). Per poter avere accesso a tali risorse, ogni Stato membro ha definito un insieme di riforme e investimenti per il periodo temporale 2021-2026, contenute in un Piano nazionale per la ripresa e resilienza (<em>Recovery and Resilience Plan<\/em>). L\u2019iniziativa del NGUE ha canalizzato notevoli risorse verso Paesi quali l\u2019Italia, che hanno sofferto di una bassa crescita economica ed un elevata disoccupazione con l\u2019intenzione di promuovere una ripresa dell\u2019economia europea con una declinazione su specifici ambiti di intervento quali la transizione ecologica, la digitalizzazione, la competitivit\u00e0, la formazione e l\u2019inclusione sociale, territoriale e di genere[3].<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">L\u2019Italia in tale scenario \u00e8 la prima beneficiaria in valore assoluto, dei due principali strumenti del NGEU, ovvero il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d\u2019Europa (REACT-EU). Il solo RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, di cui 68,9 di <em>grant<\/em>(sovvenzioni) e 122,6 di <em>loans<\/em> (prestiti) su specifici pacchetti di investimenti e riforme articolati in 6 Missioni o aree tematiche strutturali di intervento (es. transizione digitale, transizione verde, mobilit\u00e0 sostenibile, istruzione e ricerca, inclusione e coesione, salute), suddivise in 16 Componenti (c.d. <em>cluster<\/em>) funzionali a realizzare gli obiettivi economico e sociali, con la previsione di destinare il 40% delle risorse ai territori del Mezzogiorno. Il Piano prevede, inoltre, un ampio programma di riforme di contesto che dovranno accompagnarne l\u2019attuazione e rafforzare al contempo il tessuto imprenditoriale e ridurre gli oneri e vincoli burocratici (es. Pubblica Amministrazione, Aumento delle spese per ricerca e sviluppo, Fisco, Giustizia e Lavoro)[4]. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza costituisce dunque un\u2019innegabile prospettiva di progresso socio-economico del Paese, e che consentir\u00e0 di avviare, grazie all&#8217;iniezione di capitali e l&#8217;implementazione di nuove riforme, un percorso di crescita economica sostenibile e duratura, superando gli ostacoli che hanno limitato l&#8217;espansione dell&#8217;economia italiana nel corso degli ultimi decenni e generare parallelamente un impatto significativo sulle iniziative di investimento privato.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Attuazione del PNRR: a che punto siamo?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong>\u00a0<\/strong>Il <em>Next Generation Eu<\/em> ha messo a disposizione, in poco pi\u00f9 di un anno e mezzo, gi\u00e0 150 miliardi di euro agli Stati membri dell\u2019UE, dei quali 67 miliardi destinati all\u2019Italia. Il Governo italiano al termine dell\u2019anno 2022 ha dichiarato formalmente il raggiungimento delle 55 condizioni prefissate per lo stesso anno e il completamento dei 151 tra obiettivi e traguardi, chiedendo la contestuale erogazione della terza rata di un ammontare pari a 19 miliardi di euro, ma su cui \u00e8 in corso la valutazione da parte della Commissione europea, che sta passando in rassegna gli obiettivi e traguardi che l&#8217;Italia era chiamata a portare a termine. In un simile scenario si aggiunge inoltre, la priorit\u00e0 aggiuntiva di assicurarsi la quarta rata da 16 miliardi di euro attraverso il raggiungimento dei 27 obiettivi (20 <em>milestones<\/em> e 7 <em>target<\/em>) e l\u2019attuazione della riforma della giustizia civile e penale, il codice per gli appalti e la riforma del pubblico impiego.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Al netto del quadro finanziario indicato \u00e8 stato evidenziato come ad oggi solo il 6% dei finanziamenti del PNRR italiano \u00e8 stato speso e solamente l\u20191% dei progetti \u00e8 stato completato (2.037 progetti su 171.610) con notevoli difficolt\u00e0 nella gestione degli stessi. L\u2019attuazione del Piano dunque al 31 dicembre 2022 \u00e8 pari al 6% per tutte le diverse missioni, ad esclusione della missione 3 &#8211; \u201cInfrastrutture per una mobilit\u00e0 sostenibile\u201d, con un rapporto tra spesa sostenuta e totale delle risorse del 16,4%. Tale accumuli di ritardi saranno proiettati avanti nel tempo e dovranno essere recuperati nel corso del 2023, dove sar\u00e0 indispensabile raggiungere le 96 condizioni aggiuntive tra obiettivi e traguardi il cui grado di raggiungimento \u00e8 di circa il 28% secondo quanto indicato nella relazione sullo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza della Corte dei Conti[5].<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I predetti ritardi hanno indotto il Governo Italiano ad una rimodulazione del Piano, come originariamente approvato, rispetto a quei progetti ed opere che stanno subendo dei rallentamenti tali da compromettere la possibilit\u00e0 di essere completati entro il 2026, come ad esempio:<\/p>\n<ol>\n<li>Strutture ferroviarie del Centro (raddoppio della Roma-Pescara e della Orte-Falconara) e del Sud Italia;<\/li>\n<li>Costruzione e la riqualificazione degli asili nido;<\/li>\n<li>Piantumazione di alberi e rinaturazione del fiume Po;<\/li>\n<li>Investimenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">Come anticipato, il PNRR viene assimilato al Piano Marshall grazie al quale l\u2019Italia si affermer\u00e0 tra le sette economie pi\u00f9 grandi del mondo, ma come nel 1950, i principali problemi di attuazione, che rischiano di minare la possibilit\u00e0 di ottenere le successive tranche di pagamento, riguardano non solo i progetti nelle aree del Sud Italia ma anche la gestione delle stesse risorse nelle amministrazioni locali, molte delle quali versano in uno stato di dissesto finanziario e per le quali il numero medio di progetti presentati \u00e8 di gran lunga limitato rispetto all\u2019ammontare delle risorse finanziarie disponibili e potenzialmente impegnabili [6].<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Quali sono le principali criticit\u00e0 nell\u2019attuazione operativa del Piano?<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">I ritardi accumulati a fronte delle importanti sfide sottese nel PNRR sono da indagare in variabili strutturali e sociali che verrano di seguito indicate e meglio dettagliate, ovvero:<\/p>\n<ol>\n<li>Complessit\u00e0 del Piano che nella sua articolazione, ricca di misure e progetti di carattere strategico, richiede un&#8217;attenta pianificazione e coordinamento tra le diverse istituzioni coinvolte tra cui il governo centrale, le regioni, le province, i comuni e le imprese. Inoltre, il PNRR prevede un sistema di monitoraggio e valutazione continuo, che richiede la raccolta e l&#8217;analisi di grandi quantit\u00e0 di dati su aree tematiche eterogenee e trasversali, al fine di garantire l&#8217;efficacia e l&#8217;efficienza dell&#8217;implementazione del Piano. Su questo aspetto si ravvisa la mancanza di un documento informativo sull\u2019attuazione del PNRR, in quanto le uniche fonti disponibili e aggiornate sono ricollegabili alla Relazione al Parlamento della Corte dei Conti del 28 marzo, la Deliberazione n.6\/2023 e il <em>database OpenCup<\/em> alimentato dai Soggetti titolari degli interventi che non sempre forniscono informazioni relative ad uno specifico bando pubblico, comportando l\u2019inaccessibilit\u00e0 ad informazioni omogenee e complete sullo stato di attuazione dello stesso Piano. E non si parla di cifre di poco conto. Secondo quanto stimato da <em>The European House Ambrosetti<\/em>, l\u2019impatto complessivo nel decennio 2026-2036 del PNRR potrebbe arrivare a un +13% rispetto allo scenario senza i fondi, eppure come gi\u00e0 sottolineato il percorso \u00e8 in salita poich\u00e9 solamente il 6% dei finanziamenti \u00e8 stato speso e l\u20191% dei progetti \u00e8 stato completato, ovvero su 610 progetti candidati solo 2037 sono stati completati[7];<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"2\">\n<li>Burocrazia amministrativa caratterizzata molto spesso da elevate procedure documentali per l\u2019approvazione e gestione dei progetti nonch\u00e9 da poca flessibilit\u00e0 e tempestivit\u00e0 nell\u2019attuazione delle decisioni. Il 65% dei progetti del Piano transita in enti locali con criticit\u00e0 ravvisabili nel mancato utilizzo di strumenti digitali per la raccolta e l&#8217;elaborazione dei dati e nella promozione di una cultura della responsabilit\u00e0 e dell&#8217;efficienza nella gestione dei fondi pubblici. Lo scarso coinvolgimento degli stakeholder locali e i rallentamenti nei tempi di realizzazione tra le diverse fasi progettuali, favoriscono una ridotta partecipazione e consapevolezza da parte dei degli attori chiave coinvolti, i quali secondo un\u2019indagine svolta all\u2019Osservatorio PNRR &#8211; Ambrosetti, hanno dichiarato di aver riscontrato difficolt\u00e0 nel partecipare ai bandi, difficolt\u00e0 legate per il 45% ai criteri tecnici, per il 30% alla complessit\u00e0 nell\u2019interpretazione del bando e per il 18% alle tempistiche per la candidatura.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"3\">\n<li>Mancanza di personale qualificato e specializzato in settori come l\u2019ingegneria, la scienza dei dati e l&#8217;informatica. La carenza di personale qualificato \u00e8 stata aggravata ulteriormente dalla fuga di molti professionisti altamente qualificati dall&#8217;Italia e dai processi di reclutamento per i progetti PNRR, caratterizzati da procedure farraginose e requisiti tecnici di selezione che hanno impedito di trovare rapidamente personale compatibile con le attuali esigenze progettuali. Secondo alcune analisi contenute nel report sulle \u201cPrevisioni dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine\u201d[8], elaborato nell\u2019ambito del Sistema informativo <em>Excelsior<\/em> e realizzato da Unioncamere in collaborazione con ANPAL, si \u00e8 evidenziato come l&#8217;inadeguata disponibilit\u00e0 di personale ha generato problematiche significative nella gestione dei progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Infatti, considerando una finestra temporale di difficolt\u00e0 di reperimento che varia da 2 a 12 mesi, \u00e8 emerso che nel 2022 si \u00e8 verificata una perdita di valore aggiunto pari a 37,7 miliardi di euro, corrispondente al 3,1% del valore generato complessivamente dalle filiere industriali. Il concetto di mismatch tra le competenze richieste dal mercato del lavoro e quelle possedute dai lavoratori rischia di accentuarsi ulteriormente nei prossimi anni a causa della transizione digitale e della transizione verde, nonch\u00e9 dell&#8217;evoluzione demografica dovuta all\u2019aumento dei flussi pensionistici e della diminuzione del numero di persone in et\u00e0 lavorativa a causa dell&#8217;invecchiamento della popolazione.<\/li>\n<\/ol>\n<ol start=\"4\">\n<li>Potenziali resistenze e conflitti di interesse tra le diverse istituzioni e attori chiave coinvolti nell&#8217;attuazione del PNRR e che concorrono all\u2019ottenimento delle diverse somme finanziarie messe a disposizione. Tale tematica \u00e8 stata oggetto di analisi all\u2019interno del Regolamento (UE) 2021\/241 del 12 febbraio 2021, dove si stabilisce che gli Stati membri sono tenuti ad adottare \u201ctutte le opportune misure per tutelare gli interessi finanziari dell\u2019Unione e per garantire che l\u2019utilizzo dei fondi in relazione alle misure sostenute dal dispositivo sia conforme al diritto dell\u2019Unione e nazionale applicabile, in particolare per quanto riguarda la prevenzione, l\u2019individuazione e la rettifica delle frodi, dei casi di corruzione e dei conflitti di interessi\u201d. Alla luce del disposto normativo e nell\u2019ottica di sfavorire il conflitto d\u2019interesse nello specifico ambito del PNRR, i soggetti attuatori sono tenuti ad assicurare una sana gestione delle iniziative finanziarie. Le principali preoccupazioni infatti sono collegate ad una distribuzione di fondi pubblici non pienamente trasparente o carente nel controllo dei flussi di denaro, aprendo la strada a potenziali abusi nel caso in cui le procedure di monitoraggio non siano rigorose o insufficienti, creando opportunit\u00e0 per atti illeciti.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"font-weight: 400;\">La disponibilit\u00e0 limitata di risorse e i vincoli temporali per la pianificazione e l&#8217;utilizzo di tali risorse non devono portare a decisioni affrettate, mancanza di trasparenza o una rendicontazione poco chiara dei risultati raggiunti rispetto agli obiettivi stabiliti. \u00c8 fondamentale affrontare le criticit\u00e0 sopra menzionate e garantire che la maggior parte dei fondi venga destinata a interventi con un alto impatto moltiplicativo, evitando sprechi di risorse e assicurare un costante e graduale riequilibrio delle finanze pubbliche del Paese.<\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Conclusioni<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\">In conclusione, l&#8217;attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) in Italia \u00e8 stata caratterizzata da numerosi ritardi che hanno compromesso l&#8217;efficacia e la tempestivit\u00e0 delle misure previste. L&#8217;analisi condotta evidenzia una serie di fattori che hanno contribuito a tali ritardi, tra cui la complessit\u00e0 burocratica, la mancanza di coordinamento tra i diversi livelli di governo, le difficolt\u00e0 nella selezione e nel reclutamento del personale necessario per l&#8217;implementazione dei progetti e le sfide nel coinvolgere gli attori locali. Questi ritardi hanno comportato conseguenze negative sullo sviluppo economico e sociale del Paese, con la perdita di opportunit\u00e0 di investimento, il rallentamento della creazione di posti di lavoro e la mancata realizzazione di infrastrutture e servizi essenziali per la popolazione. Inoltre, la mancanza di una corretta pianificazione e monitoraggio ha reso difficile valutare l&#8217;efficacia delle politiche e l&#8217;ottenimento dei risultati attesi. Per affrontare questa sfida, \u00e8 necessario adottare un insieme di misure, tra cui un miglioramento del processo decisionale e della governance del PNRR, una maggiore trasparenza e responsabilit\u00e0 nella gestione delle risorse, nonch\u00e9 una migliore coordinazione tra i diversi attori coinvolti. E&#8217; pertanto cruciale garantire un impiego efficiente delle risorse del PNRR, che rappresenta una grande opportunit\u00e0 per l&#8217;Italia, ma \u00e8 indispensabile affrontare e superare gli ostacoli che hanno generato ritardi significativi. Solo attraverso un impegno collettivo e una gestione efficace sar\u00e0 possibile massimizzare gli effetti positivi del PNRR e favorire una ripresa sostenibile e resiliente dell&#8217;economia e della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n<p><em>(A cura di Manuel Crisante)<\/em><\/p>\n<p style=\"font-weight: 400;\"><strong><em>Bibliografia<\/em><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Commissione 27 maggio 2020, \u201cIl bilancio della UE come motore del piano per la ripresa europea\u201d.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\"><a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/politica\/23_aprile_14\/sondaggio-italiani-scettici-sull-esito-pnrr-il-49percento-non-rilancera-paese-3167a3e6-daf9-11ed-8ccb-9633461aaadc.shtml?refresh_ce\">https:\/\/www.corriere.it\/politica\/23_aprile_14\/sondaggio-italiani-scettici-sull-esito-pnrr-il-49percento-non-rilancera-paese-3167a3e6-daf9-11ed-8ccb-9633461aaadc.shtml?refresh_ce<\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza #NextGenerationItalia &#8211; <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/temiap\/2021\/06\/25\/OCD177-4986.pdf\">https:\/\/www.camera.it\/temiap\/2021\/06\/25\/OCD177-4986.pdf<\/a><\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Camera dei deputati, PROVVEDIMENTO Priorit\u00e0 nell\u2019utilizzo del Recovery Fund, 9 ottobre 2020<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Osservatorio PNRR, The european House Ambrosetti.<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">Il corriere della sera &#8211; Scusate il ritardo. Le cose da fare per salvare i fondi del Piano (<a href=\"https:\/\/acadmin.ambrosetti.eu\/dompdf\/crea_wmark.php?doc=L2F0dGFjaG1lbnRzL3BkZi9zY3VzYXRlLWlsLXJpdGFyZG8tbGUtY29zZS1kYS1mYXJlLXBlci1zYWx2YXJlLWktc29sZGktZGVsLXBpYW5vLWlsLWNvcnJpZXJlLWRlbGxhLXNlcmEtMTEtMDQtMjAyMy0yMDIzMDQxNzEwLnBkZg==&amp;id=17850&amp;muid=corporate\">LINK<\/a>)<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/www.prealpina.it\/pages\/fondi-europei-percorso-a-ostacoli-302344.html<\/li>\n<li style=\"font-weight: 400;\">https:\/\/excelsior.unioncamere.net\/pubblicazioni\/2023\/previsioni-dei-fabbisogni-occupazionali-e-professionali-italia-medio-termine<\/li>\n<\/ol>\n<hr \/>\n<p>Rivista scientifica digitale mensile (e-magazine) pubblicata in Legnano dal 2013 &#8211; Direttore: Claudio Melillo &#8211; Direttore Responsabile: Serena Giglio &#8211; Coordinatore: Pierpaolo Grignani &#8211; Responsabile di Redazione: Marco Schiariti<br \/>\na cura del Centro Studi di Economia e Diritto \u2013 Ce.S.E.D. Via Padova, 5 \u2013 20025 Legnano (MI) \u2013 C.F. 92044830153 \u2013 ISSN 2282-3964 Testata registrata presso il Tribunale di Milano al n. 92 del 26 marzo 2013<br \/>\nContattaci: redazione@economiaediritto.it<br \/>\nLe foto presenti sul sito sono state prese in parte dal web, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo. 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