{"id":11232,"date":"2024-06-13T09:28:48","date_gmt":"2024-06-13T07:28:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11232"},"modified":"2024-06-13T09:36:01","modified_gmt":"2024-06-13T07:36:01","slug":"intelligenza-artificiale-rischi-e-benefici-della-rivoluzione-economica-del-xxi-secolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/intelligenza-artificiale-rischi-e-benefici-della-rivoluzione-economica-del-xxi-secolo\/","title":{"rendered":"Intelligenza artificiale: rischi e benefici della rivoluzione economica del XXI secolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">L&#8217;intelligenza artificiale, e lo sviluppo delle nuove tecnologie, stanno progressivamente delineando un sentiero economico nuovo in cui l&#8217;automazione e l&#8217;apprendimento automatico rivestiranno un ruolo chiave, se non dominante, per la societ\u00e0 futura. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">L&#8217;economia, o meglio lo sviluppo e la crescita economica, procede per sentieri di efficienza. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">L&#8217;efficienza, in ambito prettamente economico e matematico, altro non \u00e8 che un semplice rapporto tra ci\u00f2 che gli economisti ci producono <em>output<\/em>, ovvero il prodotto finale realizzato, e gli <em>input<\/em> ovvero i fattori produttivi (umani e tecnologici) impiegati nel processo produttivo. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Essere efficienti vuol dire, essenzialmente, provare a limare e contenere le distorsioni e gli sprechi di risorse, cercando di ottenere gli stessi risultati socio-economici impiegando un ammontare inferiore di risorse. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Lionel Robbins, per definire la scienza economica, ha dato una definizione che ancora oggi \u00e8 universalmente accettata a livello accademico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo Robbins:<br \/>\nL&#8217;economia \u00e8 la scienza che studia la condotta umana nel momento in cui, data una graduatoria di obiettivi, si devono operare delle scelte su mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi.<br \/>\nDalla suddetta definizione emerge, chiaramente, come il cuore dell\u2019indagine della scienza economica sia la scarsit\u00e0 delle risorse.<br \/>\nL\u2019uomo, al fine di soddisfare i propri bisogni, necessita di risorse, ovvero fattori produttivi primari, che trasformati consentono di realizzare determinati obiettivi precedentemente pianificati e stabiliti.<br \/>\nLa chiave di tutto \u00e8 dunque la scarsit\u00e0. Se vivessimo in un mondo caratterizzato da risorse inesauribili, l\u2019economia non esisterebbe ma la finitezza del pianeta Terra, nell\u2019elargire risorse all\u2019uomo, fa si che la scienza economica sia fondamentale, se non addirittura vitale, per la stessa sopravvivenza dell\u2019uomo.<br \/>\nKarl Marx, nella sua opera capolavoro \u201c<em>Il Capitale<\/em>\u201d, ribad\u00ec come la storia dell\u2019uomo fosse, da sempre, caratterizzata da bisogni e necessit\u00e0 che trovano, nel lavoro, un vero e proprio connubio. Il lavoro, in qualsiasi sistema economico, \u00e8 il mezzo attravero il quale si realizza la trasformazione economica, ci\u00f2 che in ambito accademico potremmo definire con la terminologia di funzione di produzione, da bisogni a necessit\u00e0. I bisogni e le necessit\u00e0, ovviamente, cambiano nel corso della storia e, contestualmente, il lavoro deve adeguarsi a questi cambiamenti.<br \/>\nL\u2019uomo preistorico, ad esempio, aveva bisogni molto semplici, se confrontati ai nostri, in quanto per provvedere ai bisogni di protezione e sicurezza realizzava, impiegando il suo lavoro, capanne e palafitte.<br \/>\nIl sistema economico moderno, soprattutto nei paesi Occidentali economicamente sviluppati, ha ampiamente sopperito ai bisogni primari di protezione, sicurezza ed alimentazione. In un contesto simile, ovvero di sistemi economici ad alto reddito, l\u2019attenzione si \u00e8 dunque spostata verso un altro oggetto d\u2019analisi: adesso che abbiamo salvaguardato le nostre necessit\u00e0 primarie, possiamo migliorare la qualit\u00e0 della nostra esistenza?<br \/>\nL\u2019uomo primitivo, ovviamente, non aveva interesse nel migliorare la sua qualit\u00e0 di vita poich\u00e8 l\u2019attenzione primaria era finalizzata alla sussistenza e alla mera sopravvivenza.<br \/>\nIl voler progredire \u00e8 una questione intrinsecamente legata al miglioramento delle condizioni di vita di una collettivit\u00e0 ed \u00e8, necessariamente condizionato, all&#8217;abilit\u00e0 che la stessa ha nell&#8217;essere efficiente nella gestione e nell&#8217;organizzazione della sue risorse economiche e finanziarie.<br \/>\nL&#8217;intelligenza artificiale, nell&#8217;ottica di un&#8217;analisi meramente di efficienza, sta mostrando risultati sensazionali e senza precedenti, ed il tutto fa presagire a una nuova Rivoluzione economica di portata analoga a quella industriale di met\u00e0 Ottocento.<br \/>\nOltre ai benefici, evidenti, dell&#8217;intelligenza artificiale che permettono di replicare operazioni e procedure in modo sistematico, abbattendone costi operativi, gestionali e logistici legati al processo di produzione industriale, vi sono anche importanti rischi: quale sar\u00e0 il futuro dell&#8217;umanit\u00e0?<br \/>\nMolte professioni, gi\u00e0 oggi, sono minacciate dall&#8217;intelligenza artificiale e, in futuro, molti impieghi verranno, irrimediabilmente, travolti dall&#8217;onda d&#8217;urto dell&#8217;automazione.<br \/>\nAssisteremo a ci\u00f2 che Schumpeter defin\u00ec, nelle sue teorie dell\u2019economia dell\u2019innovazione, a una distruzione creatrice? L\u2019innovazione viene presentata da Schumpeter come forza economica e sociale che distrugge credenze, paradigmi passati innescando per\u00f2 una spinta creatrice verso un nuovo mondo che si basi su nuove fondamenta e certezze.<br \/>\nInnovare vuol dire cambiare, essendo abili, a fronte di determinati <em>shock<\/em> e situazioni avverse esogene, a trasmutare pelle mantenendo le stesse funzioni vitali. L\u2019innovazione \u00e8 alla base della crescita economica di un Paese e, potremmo dire, dell\u2019agire umano.<br \/>\nSar\u00e0 importante mantenere un approccio cooperativo con le nuove tecnologie in cui le competenze e l\u2019intelletto umano dovranno, inevitabilmente, sopperire all\u2019apatia, freddezza ed impulsivit\u00e0 dell\u2019azione tecnica. In una visione di questo tipo, ovvero un sistema economico in cui le nuove tecnologie e la robotica coadiuveranno l\u2019agire umano, bisogner\u00e0 essere abili nel migliorare ed adeguare le competenze della forza lavoro alle nuove richieste derivanti dal mercato del lavoro.<br \/>\nAnalizziamo, adesso, brevemente quali potrebbero essere le conseguenze e gli effetti derivanti dalla transizione digitale nel mercato del lavoro.<br \/>\nLa teoria economica sottolinea come, la remunerazione dei lavoratori, sia legata alla produttivit\u00e0 del loro lavoro. In termini matematici possiamo analiticamente affermare che vale la seguente relazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>S = MPL<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">In cui:<br \/>\n<strong>S = Salario<\/strong><br \/>\n<strong>MPL = Produttivit\u00e0 marginale del lavoro<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In economia, per produttivit\u00e0 marginale si intende la variazione della produzione totale per unit\u00e0 di lavoro aggiuntiva. In termini semplicemente pragmatici potremmo dire che, la produttivit\u00e0 marginale del lavoro, \u00e8 pari al prodotto (<em>output<\/em>) aggiuntivo realizzato impiegando, nel processo produttivo, un\u2019ora di lavoro aggiuntiva.<br \/>\nNonostante la terminologia e il lessico matematico, il ragionamento sottostante \u00e8 facilmente intuibile: Il mercato del lavoro, come tutti i mercati presenti in un\u2019economia, \u00e8 costituito da una domanda e da un\u2019offerta.<br \/>\nLe imprese domandano lavoro poich\u00e9, per poter avviare il loro processo produttivo, necessitano di capitale fisico (tecnologie e impianti produttivi) e capitale umano (forza lavoro, conoscenze e competenze dei lavoratori).<br \/>\nI lavoratori, contrariamente, offriranno lavoro in cambio della corresponsione, da parte delle imprese, di un salario. Il mercato del lavoro, affinch\u00e9 raggiunga una condizione di equilibrio e stazionariet\u00e0, necessita che la domanda di lavoro, ovvero il numero di lavoratori che le imprese desiderano assumere, combaci con l\u2019offerta di lavoro, ovvero i lavoratori che effettivamente sono disponibili ad entrare attivamente nel mercato del lavoro, cedendo ore di tempo libero in cambio di una remunerazione economica.<br \/>\nLe decisioni, riguardo l\u2019assunzione di un lavoratore per le imprese o la scelta, nel caso del lavoratore, di voler offrire lavoro sono legate ad una valutazione di carattere matematico ed economico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Proviamo a ragionare in termini logici e intuitivi:<br \/>\nUn\u2019impresa sar\u00e0 favorevole ad assumere un lavoratore solamente se, la produttivit\u00e0 marginale oraria del lavoratore sar\u00e0 superiore alla retribuzione offerta per la mansione svolta. I lavoratori, invece, saranno propensi ad offrire il loro lavoro per salari crescenti e superiori alla loro produttivit\u00e0 oraria. Come ogni mercato, l\u2019equilibrio ottimale si verificher\u00e0 nel punto in cui i benefici ed i costi di ogni agente economico convergeranno sino ad eguagliarsi.<br \/>\nSi tratta, ovviamente, di un\u2019analisi costi-benefici; qualora i benefici fossero superiori ai costi, una data decisione sarebbe economicamente vantaggiosa e profittevole ma, in presenza di una dualit\u00e0 di mercato, \u00e8 inevitabile che i benefici ed i costi, sopportati da ognuno di essi, debbano compensarsi reciprocamente.<br \/>\nI lavoratori vorranno salari crescenti mentre le imprese, dal momento che le retribuzioni caratterizzano una voce importante delle passivit\u00e0 e dei costi di gestione della stessa, vorranno contenerli il pi\u00f9 possibile, pertanto l\u2019unico equilibrio di mercato sar\u00e0 quello in cui i salari si stabilizzeranno al valore della produttivit\u00e0 oraria dei lavoratori.<br \/>\nSe la produttivit\u00e0 oraria dei lavoratori fosse superiore al salario offerto dall\u2019azienda, i lavoratori non avrebbero convenienza nell\u2019offrire lavoro, e se l\u2019impresa volesse assumere quei dati lavoratori, dovr\u00e0 adeguatamente remunerare le loro competenze e capacit\u00e0 per poter essere competitiva sul mercato.<br \/>\nL\u2019ardua e remota eventualit\u00e0 in cui la produttivit\u00e0 oraria sia inferiore al salario proposto dalle aziende ha, intuitivamente, poca rilevanza logica. Nessuna impresa vorrebbe remunerare dei lavoratori compensandoli con salari e stipendi superiori alle loro effettive competenze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chiarito questo importante passaggio \u00e8 bene, adesso, ribadire come l\u2019intelligenza artificiale richieder\u00e0 lavoratori ad alta formazione e valore aggiunto, il che comporter\u00e0 per gli essi stipendi adeguati in virt\u00f9 delle loro abilit\u00e0.<br \/>\nGli scenari, che in un futuro prossimo potrebbero verificarsi a causa dell\u2019automazione, sono essenzialmente due:<br \/>\n&#8211; Riduzione della forza lavoro;<br \/>\n&#8211; Trasformazione sociale ed economica dell\u2019intero sistema produttivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Nel primo scenario, altamente plausibile, l&#8217;automazione distrugger\u00e0 inevitabilmente posti di lavoro, causando anche importanti cambiamenti sociali e culturali. Assisteremo sicuramente all&#8217;emergere di nuove figure professionali, altamente specializzate, formate, e inevitabilmente adeguatamente retribuite, che dovranno monitorare le operazioni e l&#8217;operato delle nuove tecnologie a fronte delle quali, le imprese, potrebbero decidere di ridurre intenzionalmente il personale assumendo esclusivamente lavoratori altamente formati e produttivi compensandoli con retribuzioni crescenti. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Allo stesso tempo molte professioni verranno rimpiazzate dalle nuove tecnologie e cosa ne sar\u00e0 di quei lavoratori che, alla luce della nuova trasformazione economica e digitale, perderanno il loro impiego e cos\u00ec la loro fonte primaria di reddito? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">La formazione, l&#8217;istruzione e un&#8217;adeguata competenza universitaria diventeranno fondamentali per gli studenti che si affacceranno in un mercato del lavoro caratterizzato da un&#8217;evoluzione e da un dinamismo impressionante e dirompente, senza tralasciare che le competenze e le conoscenze, in un mondo cos\u00ec fortemente energico, dovr\u00e0 consolidarsi e rafforzarsi nel tempo. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Qualora l&#8217;automazione non venisse adeguatamente normata e regolata, queste nuove tecnologie potrebbero sensibilmente minare l&#8217;apparato economico e sociale di un Paese, dunque sar\u00e0 bene imparare a cooperare con la tecnologia e impedisce che essa sostituisca l&#8217;agire e l&#8217;intelletto umano. Molti economisti sostengono che l&#8217;intelligenza artificiale, in un futuro prossimo, causer\u00e0 un vero e proprio fenomeno di \u201c<\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">disoccupazione di massa<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">\u201d, cui i governi dovranno far fronte con politiche fiscali di sostegno attivo al reddito, con strumenti anche definiti come \u201c<\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">reddito universale di base<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">\u201d. <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">L&#8217;idea sottostante \u00e8 che il progresso delle nuove tecnologie comporter\u00e0, da un lato, stipendi elevati per lavoratori occupati in settori ad alta tecnologia, ma anche molta povert\u00e0 dovuta alla distruzione di milioni di posti di lavoro. Dinanzi a questa possibilit\u00e0 bisogner\u00e0 agire o con una tassazione crescente sui redditi medio-alti per finanziare il reddito universale di base, altrimenti si dovr\u00e0 ricorrere all&#8217;indebitamento pubblico, per non appesantire le tasche dei contribuenti. Quanto \u00e8 realistica una simile strategia in un contesto, soprattutto per i Paesi europei, di elevati debiti pubblici ed azioni di manovra correttiva inevitabilmente ridotte? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Si dovr\u00e0 ricorrere ad una mutualizzazione dei debiti pubblici come assistita durante la crisi pandemica da CoVid-19? <\/span><\/span><br \/>\n<span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">I rischi sono tanti, i benefici altrettanti: la sfida del XXI secolo \u00e8 alle porte, saremo abili nel farci cogliere pronti?<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;intelligenza artificiale, e lo sviluppo delle nuove tecnologie, stanno progressivamente delineando un sentiero economico nuovo in cui l&#8217;automazione e l&#8217;apprendimento automatico rivestiranno un ruolo chiave, se non dominante, per la <\/p>\n","protected":false},"author":2713,"featured_media":11233,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[792,879,2637,12,5,2649,1,52,2652,782,2474,2399],"tags":[],"class_list":["post-11232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-altri-servizi","category-amministrazione-digitale","category-finanza","category-rubriche-interdisciplinari","category-fascicoli","category-n-131-06-2024","category-news","category-persona-e-citta","category-progresso","category-ricerca-sviluppo","category-storia-economica","category-tecnologia"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/l-intelligenza-artificiale-aiuta-a-calcolare-il-budget-mensile-personale-la-famiglia-piatta-utilizza-un-chatbot-alimentato-da-ia_88138-1453.jpg?fit=996%2C664&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2Va","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2713"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11232"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11244,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11232\/revisions\/11244"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}