{"id":11275,"date":"2024-07-11T15:30:21","date_gmt":"2024-07-11T13:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11275"},"modified":"2024-07-11T15:37:10","modified_gmt":"2024-07-11T13:37:10","slug":"identita-e-liberta-quando-la-coscienza-collettiva-produce-la-realta-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/identita-e-liberta-quando-la-coscienza-collettiva-produce-la-realta-sociale\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 e libert\u00e0: quando la coscienza collettiva produce la realt\u00e0 sociale"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il tema della libert\u00e0 \u00e8, da sempre, un argomento particolarmente affascinante e interessante, oggetto di studio di filosofi e politologi.<br \/>\nMa, effettivamente, cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0?<br \/>\nUna prima, possibile e papabile, definizione potrebbe riguardare \u201c<em>il pieno agire umano senza alcun vincolo che limiti e influenzi il suo comportamento sociale<\/em>\u201d.<br \/>\nProviamo, brevemente, a ragionare con un semplice esempio.<br \/>\nImmaginiamo una comunit\u00e0 composta da 100 individui che, per vivere, si ritrovano a condividere una data area territoriale. Gli uomini, in questo dato ambiente, definito dalla teoria politica come stato di natura, sarebbero liberi di tutto su tutti, in quanto non vi sono norme legislative di comportamento a normare e regolare il loro vivere sociale.<br \/>\nIn un ambiente simile, ovvero in una condizione in cui ogni uomo avrebbe il pieno dominio sugli altri, il diritto alla vita sarebbe realmente compromesso, se non addirittura inficiato.<br \/>\nThomas Hobbes, filosofo inglese vissuto nel Cinquecento, sottoline\u00f2 nel suo capolavoro <em>Il Leviatano<\/em>\u00a0come l\u2019uomo, tendenzialmente, sia profondamente egoista e, all\u2019interno dello stato di natura, diventerebbe lupo degli altri uomini. Essere liberi, in una realt\u00e0 sociale definita dallo stato di natura, vuol dire favorire e permettere la prevaricazione di ogni uomo sugli altri, in quanto ognuno si sentirebbe spinto a massimizzare il proprio benessere individuale, anche danneggiando il benessere sociale e la vita altrui. Vi sarebbero tensioni, guerre per il possesso di risorse economiche essenziali alla vita e l\u2019uomo, in questo ambiente, vivrebbe in un clima di costante lotta per la sopravvivenza.<br \/>\nLa libert\u00e0 assoluta ha perci\u00f2 una componente ed accezione fortemente negativa, dal momento che sarebbe portatrice di odio, violenza e morte. Il diritto di uccidere, ad esempio, nello stato di natura, \u00e8 assolutamente legittimo e perseguibile, cos\u00ec come il diritto a rubare e a farsi giustizia da s\u00e9. L\u2019essere umano, timoroso della morte, ha sostanzialmente compreso come, la libert\u00e0 dello stato di natura, fosse altamente pericolosa e dannosa, andando a minare e compromettere la convivenza.<br \/>\nI 100 uomini, soggetti del nostro precedente esperimento, decidono perci\u00f2 di dar vita ad una comunit\u00e0 politica, creando cos\u00ec uno Stato, ovvero un corpo politico, con regole e leggi di comportamento affinch\u00e9 sia garantito il diritto alla vita.<br \/>\nAristotele ribad\u00ec come gli uomini, decidendo di vivere in una comunit\u00e0, devono rinunciare i a tutte le libert\u00e0 individuali, al fine di perseguire il bene della comunit\u00e0. In una comunit\u00e0 politica, perci\u00f2, la libert\u00e0 assoluta non esiste, dal momento che il nostro vivere sociale e politico \u00e8 regolato da norme e regole giuridiche.<br \/>\nAssodato perci\u00f2 che la libert\u00e0 assoluta non esista rimane, adesso, da definire entro quali confini erigere il nostro vivere collettivo.<br \/>\nTendenzialmente la vita di una comunit\u00e0 \u00e8 data dall\u2019insieme di regole e leggi che, la stessa, crea e si impegna a rispettare, poich\u00e9 ritiene che esse siano le migliori per raggiungere determinati obiettivi.<br \/>\nAttenzione, non si sta parlando di regole e norme di comportamento giuste ed errate, in quanto la bont\u00e0 di una norma \u00e8 un fattore puramente soggettivo e non ha alcun valore assoluto ed intrinseco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei nostri sistemi economici abbiamo assunto, da un punto di vista esclusivamente morale e coscienziale, che la morte sia il male da evitare e contrastare, cos\u00ec che ogni comportamento e gesta volti ad offendere, uccidere e denigrare un individuo, o gruppo di essi, debba essere sanzionato e punito giuridicamente. Per poter ergere una comunit\u00e0, ovvero un tentativo di regolare una convivenza associata di gruppi di individui, \u00e8 bene domandarsi, prima di tutto, quale sia l\u2019obiettivo, sociale ed economico, che il corpo politico vuole perseguire e, una volta individuato, eventuali comportamenti, leggi, norme e sanzioni ne faranno da corredo.<br \/>\nProviamo con un esempio molto intuitivo: se la comunit\u00e0 di 100 individui decidesse, in modo del tutto irrazionale, che l\u2019obiettivo da perseguire fosse lo sterminio della comunit\u00e0 e la morte degli individui, allora creerebbe un sistema politico e sociale in cui le norme e le leggi andrebbero a proteggere il fine politico da perseguire.<br \/>\nHitler, nella Germania nazista del III Reich, cre\u00f2 un corpo sociale e politico in cui l\u2019obiettivo, da dover raggiungere politicamente, fosse l\u2019annientamento del popolo ebraico e il trionfo mondiale della Germania, uscita sconfitta e altamente indebolita dalla I guerra mondiale. Tutto questo rispecchia un comportamento errato? La risposta, purtroppo, \u00e8 altamente soggettiva.<br \/>\nHeinrich Himmler, pianificatore e organizzatore dei campi di sterminio nazisti, avrebbe risposto a questa domanda positivamente, poich\u00e9 il suo pensiero era frutto della corrente politica dominante nella Germania del Reich.<br \/>\nIl bene e il male, dunque, in termini assoluti non esistono in quanto, la loro definizione e strutturazione, \u00e8 traslata in funzione dell\u2019obiettivo finale da voler perseguire. Nelle trucide ed assassine politiche Hitleriane, il bene era considerato lo sterminio e il genocidio della razza ebraica e il male, utilizzando un linguaggio metaforico a titolo prettamente esemplificativo, sarebbe stato individuato da tutti quei comportamenti che si sarebbero opposti a ci\u00f2.<br \/>\nTali comportamenti, ad esempio, si notano in vari regimi dittatoriali come nella Germania nazista di Hitler o nella Russia Staliniana in cui, i dissidenti ed oppositori politici, erano in molti casi imprigionati ed uccisi, poich\u00e9 contrari all\u2019ideologia politica dominante.<br \/>\nIn filosofia politica un aspetto chiave \u00e8 rivestito dalla morale, ovvero quell\u2019insieme di valori e principi ideali in base ai quali, gli individui e la collettivit\u00e0, distinguono il bene dal male.<br \/>\nE\u2019 importante sottolineare come una comunit\u00e0 politica, utilizzando il linguaggio di Sigmund Freud, altro non sia che la somma delle morali individuali. E\u2019 la somma delle coscienze individuali che produce, in aggregato, la struttura politica dominante di una comunit\u00e0. Se, ad esempio, io penso che uccidere sia moralmente errato mi comporter\u00f2, nella vita pubblica, in modo tale da non tradire il mio credo di valori e la mia morale.<br \/>\nQuesto per\u00f2 non suggerisce che il mio sia un comportamento giusto; \u00e8 semplicemente un agire personale dettato da una morale ed una coscienza individuale che, per determinate motivazioni, portano il soggetto in questione a preferire quel dato comportamento rispetto ad un altro. Qualora, per\u00f2, pensassi che fosse moralmente giusto rubare ed uccidere, attuer\u00f2 un determinato comportamento, coerente con il mio bagaglio valoriale. Che cosa, perci\u00f2, determina la correttezza e la disonest\u00e0 del nostro agire sociale?<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 fondamentale, come ribadito poc\u2019anzi, \u00e8 l\u2019aggregazione delle morali, ovvero delle coscienze umane, in una data comunit\u00e0 politica. Qualora trionfasse una determinata morale, essa detter\u00e0 il nuovo corso politico e le norme, divieti, leggi, si adegueranno per rafforzarla. Questa dinamica sociale la si nota benissimo in presenza delle elezioni in cui, a distanza di pochi anni, si assiste spesso a cambiamenti radicali nella politica di una comunit\u00e0: nuove morali, nuove leggi, regole, divieti, norme etc&#8230;<br \/>\nLa politica, perci\u00f2, \u00e8 in costante divenire e mutamento, poich\u00e9 riflette la continua evoluzione della morale degli uomini che, come ribadito, \u00e8 soggetta a repentini cambiamenti e non \u00e8 statica per definizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere vorrei perci\u00f2 sottolineare come, dal mio punto di vista, non risulti corretto parlare di libert\u00e0 quanto, piuttosto, di riduzione di comportamenti e possibilit\u00e0 sociali, ed il compito di una buona politica democratica \u00e8 quello di rendere minima tale distorsione e privazione.<br \/>\nOgni uomo, inoltre, ha una propria identit\u00e0, che abbiamo assunto ed identificato precedentemente con l\u2019espressione della morale e della coscienza, dunque, nel suo agire sociale, \u00e8 inevitabilmente legato e soggiogato al rispetto di essa, altrimenti se cos\u00ec non fosse starebbe depersonalizzando la sua singolarit\u00e0. La nostra identit\u00e0, ovvero il flusso emotivo che guida il nostro agire sociale, ci porta a non essere liberi di fatto, poich\u00e9 intrappolati all\u2019interno della nostra psiche e coscienza.<br \/>\nCome ribadito da Robin Williams, nei panni del Professor John Keating ne <em>L\u2019attimo fuggente <\/em>\u201c<em>Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi, \u00e8 da sempre cos\u00ec e cos\u00ec sar\u00e0 per sempre<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema della libert\u00e0 \u00e8, da sempre, un argomento particolarmente affascinante e interessante, oggetto di studio di filosofi e politologi. Ma, effettivamente, cos\u2019\u00e8 la libert\u00e0? 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