{"id":11365,"date":"2024-09-05T12:47:54","date_gmt":"2024-09-05T10:47:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11365"},"modified":"2024-09-05T17:15:20","modified_gmt":"2024-09-05T15:15:20","slug":"trasmissione-della-politica-monetaria-la-relazione-tra-banca-centrale-e-banche-commerciali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/trasmissione-della-politica-monetaria-la-relazione-tra-banca-centrale-e-banche-commerciali\/","title":{"rendered":"Trasmissione della politica monetaria: la relazione tra Banca Centrale e Banche commerciali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Banca Centrale \u00e8 l\u2019istituto che regola la politica monetaria di un Paese, ovvero l\u2019insieme di strumenti e tecniche che le consentano di gestire, accuratamente, la quantit\u00e0 di moneta all\u2019interno di un sistema economico.<br \/>\nLa Banca Centrale, dunque, ha come obiettivi prioritari il controllo del tasso d\u2019inflazione, mantenendo e salvaguardando il potere d\u2019acquisto della valuta, e il fornire credito, e liquidit\u00e0, alle Banche commerciali.<br \/>\nLe Banche commerciali, attori fondamentali e cruciali del sistema economico moderno, hanno l\u2019arduo, quanto delicato, compito di concedere credito all\u2019economia.<br \/>\nEsse, elargendo prestiti e finanziamenti a famiglie ed imprese, creano cosi ulteriore credito all\u2019interno del sistema economico. E\u2019 bene rimarcare come le Banche commerciali non creino moneta ma esclusivamente credito, ovvero moneta ad alto potenziale, base monetaria utilizzando la terminologia economica.<br \/>\nI prestiti concessi a famiglie ed imprese rappresentano, per la banca, una passivit\u00e0, che trover\u00e0 dunque spazio all\u2019interno del passivo del bilancio, ma al contempo un\u2019attivit\u00e0 su cui matureranno interessi legati al pagamento delle rate, e alla restituzione del capitale.<br \/>\nLe Banche commerciali, inoltre, hanno l\u2019obbligo, imposto direttamente dalla Banca Centrale, di detenere sotto forma di riserve obbligatorie presso di essa, una percentuale dei depositi raccolti da parte dei correntisti; questo per far fronte alle richieste di liquidit\u00e0 per prelievi e pagamenti da parte dei correntisti dell\u2019istituto bancario.<br \/>\nIl coefficiente di riserva obbligatoria, dunque, rappresenta la quota dei depositi che le Banche non possono concedere come prestito ma che, per ragioni di gestione ed organizzazione interna, devono inevitabilmente accantonare e destinare a riserva.<br \/>\nE\u2019 bene introdurre, adesso, la seguente equazione che permette di chiarire la relazione depositi-prestiti cui sono soggette le Banche commerciali:<br \/>\nDepositi = \u0398 \u22c5 Prestiti<br \/>\nIn cui:<br \/>\nDepositi = liquidit\u00e0 depositata dai correntisti presso il loro c\/c bancario<br \/>\n\u0398 = Coefficiente di riserva obbligatoria<br \/>\nPrestiti = Credito elargito dalla Banca all\u2019economia reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa semplice, ed intuitiva, relazione possiamo ricavare facilmente dedurre come i prestiti, concessi dalla banca, siano direttamente proporzionali ai depositi effettuati dai correntisti.<br \/>\nEsprimendo i prestiti in funzione dei depositi otterremo la seguente relazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prestiti = Depositi \/ \u0398<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essendo \u03d1, ovvero il coefficiente di riserva obbligatoria imposto dalla Banca Centrale, a denominatore, al suo diminuire, per ovvie ragioni matematiche, aumenteranno i prestiti ed il credito fornito dalle Banche al sistema economico.<br \/>\nTendenzialmente, ovvero in presenza di condizioni macroeconomiche stabili ed ottimali, il coefficiente di riserva obbligatoria \u00e8 pari a circa l\u20191%-2% dei depositi effettuati dai correntisti.<br \/>\nProviamo, brevemente, a concretizzare il tutto servendoci di alcuni esempi pratici.<br \/>\nDepositi = 1000 \u20ac<br \/>\n\u0398 = 2%<br \/>\nA quanto ammonta il credito totale concesso dalla Banca?<br \/>\nPrestiti = 1000 \u20ac \/ 0.02 = 50.000<br \/>\nRipetiamo, adesso, l\u2019esercizio servendoci, per\u00f2, di un coefficiente di riserva obbligatoria pari al 5%.<br \/>\nCosa accadr\u00e0 al credito nell\u2019economia?<br \/>\nPrestiti = 1000 \u20ac \/ 0.05 = 20.000<br \/>\nCome possiamo intuire, all\u2019aumentare del coefficiente di riserva obbligatoria, il credito totale erogato nell\u2019economia diminuir\u00e0 e viceversa qualora il coefficiente diminuisca.<br \/>\nLe Banche commerciali, dunque, non ricevono e prestano fondi, come molti erroneamente credono, ma creano letteralmente credito in proporzioni molto superiori rispetto alla moneta, cartacea e metallica, effettivamente depositata presso la Banca Centrale.<br \/>\nE\u2019 il credito che traina l\u2019economia e, ricordiamolo, ad ogni credito \u00e8 sempre associato un debito di pari importo. Le Banche, infatti, creano liquidit\u00e0 su base fiduciaria poich\u00e9 il loro ruolo \u00e8 di moltiplicare il credito presente nell\u2019economia.<br \/>\nLe Banche commerciali, inoltre, necessitano di liquidit\u00e0 per compiere e adeguatamente adempiere ai loro obblighi e doveri e, qualora fossero in situazioni di <em>deficit<\/em>, ricorrono al mercato interbancario per reperire liquidit\u00e0 da istituti bancari in eccesso di liquidit\u00e0.<br \/>\nIl mercato interbancario \u00e8, sostanzialmente, un mercato telematico in cui i principali istituti bancari si scambiano liquidit\u00e0 tra loro attraverso operazioni <em>overnight<\/em>, ovvero prestiti dalla durata di un giorno, ad un certo tasso d\u2019interesse, frutto delle logiche di domanda-offerta presenti su ogni mercato.<br \/>\nMolte Banche, in presenza di eccessi di liquidit\u00e0, vorranno investire tale liquidit\u00e0 in eccesso in modo produttivo, godendo cos\u00ec di interessi crescenti.<br \/>\nLe Banche commerciali possono, poi, richiedere liquidit\u00e0 e fondi direttamente alla Banca Centrale.<br \/>\nLa Banca Centrale, come istituto regolatore e fulcro inossidabile dell\u2019intero sistema finanziario, pu\u00f2 elargire finanziamenti alle Banche commerciali attraverso, essenzialmente, tre canali differenti:<br \/>\n&#8211; Operazioni di rifinanziamento principale<br \/>\n&#8211; Operazioni di rifinanziamento marginale<br \/>\n&#8211; Operazioni di \u201c<em>deposit facility<\/em>\u201d<br \/>\nIl tasso d\u2019interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, dall\u2019inglese \u201c<em>Main refinancing operations<\/em>\u201d, \u00e8 il tasso d\u2019interesse corrisposto dalle banche quando assumono prestiti dalla Banca Centrale per la durata di una settimana.<br \/>\nAffinch\u00e8 una Banca commerciale possa ricevere credito dalla Banca Centrale, \u00e8 bene che essa fornisca alla Banca Centrale una garanzia, anche definita collaterale, di norma titoli di Stato, per un valore pari all\u2019importo concesso come finanziamento come garanzia, per la Banca Centrale, qualora l\u2019istituto bancario non fosse in grado di rispettare ed onorare, nei tempi pattuiti, il debito contratto.<br \/>\nLe operazioni di rifinanziamento marginale, invece, sono operazioni di finanziamento, ovvero scambio di fondi, <em>overnight<\/em>, effettuati nella giornata di negoziazione con rientro nella giornata lavorativa successiva.<br \/>\nTendenzialmente il tasso d\u2019interesse associato a queste operazioni \u00e8 superiore al tasso d\u2019interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali.<br \/>\nInfine, qualora le Banche commerciali decidano di depositare la loro liquidit\u00e0 in eccesso presso la Banca Centrale, esse godranno, o verseranno qualora fosse negativo, un certo tasso d\u2019interesse definito, appunto, tasso sui depositi <em>overnight<\/em>.<br \/>\nE\u2019 doveroso, adesso, analizzare brevemente il funzionamento e la struttura del bilancio di una Banca Centrale.<br \/>\nNella sezione delle attivit\u00e0, ovvero degli impieghi di liquidit\u00e0, vi saranno principalmente attivit\u00e0 finanziarie quali, ad esempio, titoli di Stato, azioni, obbligazioni private, derivati, <em>etc.<\/em>..<br \/>\nAl passivo, invece, vi sarebbero le riserve, ovvero la liquidit\u00e0 concessa alle Banche commerciali, e il circolante che, insieme, in aggregato costituiscono la base monetaria.<br \/>\nE\u2019, dunque, profondamente errato affermare che la Banca Centrale crei denaro, e credito, dal nulla, in quanto dispone, come garanzia della liquidit\u00e0 offerta nel sistema economico, di attivit\u00e0 finanziarie di analogo valore monetario.<br \/>\nQualora la Banca Centrale volesse regolare la politica monetaria, per rispondere ad eventuali <em>shock<\/em> che hanno perturbato le condizioni e la salute macroeconomica del Paese, potrebbe adottare due strategie distinte:<br \/>\n&#8211; Operazioni di mercato aperto espansive e restrittive<br \/>\n&#8211; Aumento\/Diminuzione dei principali tassi d\u2019interesse di riferimento<br \/>\n&#8211; Controllo del coefficiente di riserva obbligatoria<br \/>\nLe operazioni di mercato aperto consistono in operazioni di acquisto (politica monetaria espansiva) e vendita (politica monetaria restrittiva) di attivit\u00e0 finanziarie presenti sul mercato secondario, ovvero attivit\u00e0 finanziarie gi\u00e0 in circolazione sul mercato e non di prima emissione.<br \/>\nAttraverso un\u2019operazione di mercato aperto espansiva, la Banca Centrale acquista titoli di Stato ed attivit\u00e0 finanziarie, sottraendoli dal mercato, ed immettendo in esso nuova liquidit\u00e0 per sostenere, rilanciare i consumi e gli investimenti.<br \/>\nQualora la Banca Centrale dovesse \u201c<em>raffreddare<\/em>\u201d l\u2019economia, dato il rischio di crescenti tensioni inflazionistiche, agirebbe sui mercati finanziari attuando operazioni di mercato aperto restrittive. La Banca Centrale, infatti, venderebbe titoli di Stato ed attivit\u00e0 finanziarie, in possesso nell\u2019attivo del suo bilancio, immettendoli nel mercato e sottraendo da esso liquidit\u00e0.<br \/>\nUn risultato, ed effetto, analogo lo si pu\u00f2 facilmente ottenere qualora la Banca Centrale decidesse di apportare variazioni (aumenti e diminuzioni) ai principali tassi d\u2019interesse di riferimento.<br \/>\nUn aumento (diminuzione) del tasso d\u2019interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale e marginale avr\u00e0, come conseguenza, un incremento (diminuzione) del tasso d\u2019interesse applicato dalle Banche commerciali ai finanziamenti concessi a famiglie ed imprese, con ripercussioni potenzialmente recessive (espansive) sull\u2019economia reale.<br \/>\nI mutui, ad esempio, ed i prestiti concessi dalle banche commerciali ai cittadini ed imprese, prevedono una remunerazione legata all\u2019andamento del tasso euribor. Il tasso euribor, sostanzialmente, rappresenta la media dei tassi d\u2019interesse, vigenti sul mercato interbancario, cui i principali istituti finanziari europei si scambiano liquidit\u00e0.<br \/>\nE\u2019 bene ricordare come vi sia un forte legame, e relazione, tra l\u2019andamento della politica monetaria della Banca Centrale e l\u2019andamento del tasso euribor.<br \/>\nDurante la crisi dei mutui subprime, nel biennio 2007-2009, vi fu una vera e propria paralisi del mercato interbancario poich\u00e9 le banche, timorose di prestarsi liquidit\u00e0, dal momento che non riuscivano a valutare e comprendere quale fosse la reale stabilit\u00e0 e solidit\u00e0 dei bilanci bancari degli istituti, data la presenza nei loro attivi di titoli derivati dal valore monetario incerto, determinarono una paralisi del credito nell\u2019economia.<br \/>\nI prestiti sul mercato <em>overnight<\/em> non prevedono garanzie (collaterali) come, invece, avviene per i prestiti concessi dalla Banca Centrale e, nonostante il tasso d\u2019interesse applicato dalla BC ai finanziamenti fosse superiore al tasso d\u2019interesse vigente sul mercato interbancario, le Banche commerciali, per motivi precauzionali, decisero, per reperire liquidit\u00e0 e fondi, di rivolgersi alla BC.<br \/>\nCelebre fu il programma varato dall\u2019<em>ex<\/em> governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che consisteva in programmi di acquisto massiccio di titoli di Stato dalle Banche commerciali, con una politica monetaria ultra espansiva, caratterizzata da un tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali pari allo 0%.<br \/>\nL\u2019obiettivo era quello di risollevare l\u2019economia europea ormai sprofondata nella trappola della deflazione e, per portare inflazione nel sistema economico, si pens\u00f2 di varare politiche monetarie espansive che inondassero il mercato di liquidit\u00e0.<br \/>\nLe Banche commerciali, per\u00f2, nonostante la liquidit\u00e0 ricevuta dalla Banca Centrale, non la impiegarono a scopi produttivi, al fine di rilanciare consumi ed investimenti, ma per timori legati all\u2019andamento dell\u2019economia reale e dei mercati finanziari, finirono per depositare e parcheggiare tali masse monetarie presso i depositi della BC che, per evitare che la liquidit\u00e0 uscisse dal sistema economico, dovette tagliare e portare in sentiero negativo il tasso d\u2019interesse sui depositi.<br \/>\nUna celebre citazione dell\u2019economista inglese John Maynard Keynes \u00e8 che \u201c<em>puoi portare il cavallo alla fonte ma non puoi costringerlo a bere<\/em>\u201d. L\u2019economia europea, infatti, era in piena crisi di fiducia e in una situazione che, utilizzando il lessico degli economisti, definiremmo \u201c<em>trappola della liquidit\u00e0<\/em>\u201d ovvero quella condizione economica in cui, dal momento che i tassi d\u2019interesse siano praticamente a zero e non si possa procedere ulteriormente a diminuirli, ogni ulteriore offerta di moneta nel sistema economico sarebbe stata compensata da un incremento del risparmio privato.<br \/>\nLe Banche, dunque, finirono per tesaurizzare la liquidit\u00e0 investendola principalmente in attivit\u00e0 finanziare, inondando cos\u00ec i mercati finanziari di liquidit\u00e0, finendo anche per creare bolle finanziarie, piuttosto che prestarla all\u2019economia reale.<br \/>\nSi evince, dunque, come le Banche commerciali siano il vero cuore pulsante dell\u2019economia moderna dal momento che esse, in stretta relazione con la BC, hanno l\u2019arduo e delicato compito di incanalare la liquidit\u00e0 ottenuta dalla BC all\u2019economia reale, in un processo moltiplicativo incentrato sulla fiducia e sul sostegno alla domanda.<br \/>\nQualora la fiducia venga meno, l\u2019intero sistema economico pu\u00f2 andare incontro a gravi crisi con effetti, e conseguenze, potenzialmente devastanti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Banca Centrale \u00e8 l\u2019istituto che regola la politica monetaria di un Paese, ovvero l\u2019insieme di strumenti e tecniche che le consentano di gestire, accuratamente, la quantit\u00e0 di moneta all\u2019interno <\/p>\n","protected":false},"author":2713,"featured_media":11398,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[792,789,715,1837,10,2623,2637,2624,5,2661,1,2625,2617],"tags":[],"class_list":["post-11365","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-altri-servizi","category-banche-accordi-e-convenzioni","category-commercialisti","category-diritto-bancario","category-rubriche-economiche","category-economia-monetaria","category-finanza","category-inflazione","category-fascicoli","category-n-134-09-2024","category-news","category-politica-monetaria","category-unione-europea"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/view-3d-building-architecture-lawyer-s-day-celebration.jpg?fit=%2C&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2Xj","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2713"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11365"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11368,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11365\/revisions\/11368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}