{"id":11407,"date":"2024-11-14T10:23:16","date_gmt":"2024-11-14T09:23:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/?p=11407"},"modified":"2024-11-14T10:46:56","modified_gmt":"2024-11-14T09:46:56","slug":"la-curva-di-laffer-quale-tassazione-garantirebbe-il-miglior-gettito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/la-curva-di-laffer-quale-tassazione-garantirebbe-il-miglior-gettito\/","title":{"rendered":"La curva di Laffer: quale tassazione garantirebbe il miglior gettito?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">La curva di Laffer, in macroeconomia, permette di individuare la relazione vigente tra la pressione fiscale e il corrispondente gettito incassato dallo Stato.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Tale relazione venne elaborata da Arthur Laffer, celebre economista dell&#8217;amministrazione Reagan. Secondo la teoria di Laffer, infatti, ad un aumento dell&#8217;aliquota fiscale non corrisponde sempre un aumento automatico del gettito.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">In termini matematici, dunque, il gettito fiscale riscosso dallo Stato \u00e8 ben individuato, e rappresentato analiticamente, da una curva gaussiana.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Analizzando la curva di Laffer, inoltre, si nota come esista un livello di tassazione ottimale che permette, dunque, di massimizzare le entrate derivanti dai tributi.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">E&#8217; bene ribadire come il gettito fiscale sia nullo in due distinte circostanze:<\/span><\/span><\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Aliquota fiscale pari allo 0% del reddito. Il reddito prodotto dall&#8217;economia, secondo questo scenario, non essendo sottoposto ad alcuna tassazione da parte dello Stato, sar\u00e0 interamente a disposizione dell&#8217;economia privata e il gettito fiscale, riscosso dall&#8217;amministrazione pubblica, sar\u00e0 dunque nullo;<\/span><\/span><\/li>\n<li><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Aliquota fiscale pari al 100%. Qualora l&#8217;aliquota fiscale fosse pari al 100% del reddito prodotto, imprese e lavoratori non avrebbero incentivi, convenienza, nel produrre ed offrire lavoro; cos\u00ec facendo la produzione industriale nazionale rallenterebbe e la disoccupazione aumenterebbe in modo significativo.<\/span><\/span><\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Un regime fiscale pari al 100%, infatti, potrebbe condurre numerose imprese all&#8217;evasione ed elusione fiscale, ricorrendo anche a tentativi di corruzione che, inevitabilmente, porterebbero molte aziende alla cessazione dell&#8217;attivit\u00e0 produttiva o alla sua delocalizzazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Un regime fiscale pari al 100% del reddito prodotto avrebbe anche forti ripercussioni nel mercato del lavoro: i lavoratori, sapendo che il loro stipendio sar\u00e0 sottoposto ad una tassazione del 100%, non avranno alcuna convenienza nell&#8217;offrire lavoro, con ovvie conseguenze sul fronte occupazionale (incremento della disoccupazione) e sugli investimenti da parte delle imprese.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">E&#8217; bene per\u00f2 anche sottolineare, grazie ad un&#8217;ampia letteratura, come spesso un aumento delle aliquote, ovvero della pressione fiscale, induca le persone ad offrire maggior lavoro, al fine di compensare la perdita di reddito dovuta alla tassazione.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Inoltre una riduzione delle aliquote pu\u00f2 indurre i lavoratori a ridurre l&#8217;offerta di lavoro, dal momento che viene meno l&#8217;esigenza di compensare, con maggior lavoro, l&#8217;effetto di un&#8217;imposta pi\u00f9 elevata.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Gli economisti sono da sempre concordi sul fatto che l&#8217;effetto di una riduzione delle tasse, sull&#8217;offerta di lavoro, pu\u00f2 essere positivo o negativo, a seconda che prevalga l&#8217;effetto sostituzione (conviene lavorare di pi\u00f9 e disporre di minor tempo libero dati la maggiore remunerazione del lavoro) oppure l&#8217;effetto reddito (conviene lavorare di meno e disporre di pi\u00f9 tempo libero proprio perch\u00e9 \u00e8 aumentato il livello del reddito netto).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Gli effetti della tassazione possono essere molto diversi se si fa riferimento, ad esempio, all&#8217;imposta sulle imprese per il fatto che, a parit\u00e0 di altre circostanze, le imprese tendono a localizzare gli utili nelle giurisdizioni in cui le imposte sono pi\u00f9 basse. Comprendere, dunque, quale sia il corretto livello di tassazione \u00e8 fondamentale, oltre che cruciale, per garantire servizi pubblici e assistenze sociali consentendo, inoltre, un sostanziale equilibrio nel debito pubblico e nei saldi di finanza pubblica. Matematicamente, servendoci del teorema di Weierstrass, intuiamo come per una funzione continua, definita in un intervallo chiuso e limitato, esistano sia il punto di massimo che minimo assoluti. Analiticamente, dunque, il punto di massimo assoluto per la funzione sar\u00e0 quello in cui la derivata prima della stessa, calcolata nel suddetto punto, risulter\u00e0 essere nulla.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Algebricamente, infatti, sappiamo come lungo i tratti crescenti (decrescenti) della funzione, la derivata prima sar\u00e0 positiva (negativa).<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Affinch\u00e9 il ragionamento proposto da Laffer possa produrre risultati efficienti, bisogner\u00e0 operare lungo il tratto decrescente della funzione. In quest&#8217;area, ad una depositata dell&#8217;imposizione fiscale, corrisponder\u00e0, per l&#8217;economia, un incremento del gettito fiscale. Sulla base della teoria di Arthur Laffer nacque la <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Reaganomics<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> e il <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Thatcherismo<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> , le politiche economiche neo-liberiste di Ronald Reagan e Margaret Thatcher che prevedevano, oltre ad una significativa riduzione della tassazione, anche il taglio della spesa pubblica e il rafforzamento dell&#8217;offerta monetaria per ridurre il prezzo.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Gli anni &#8217;80, a livello economico, furono ottenute dalle politiche economiche liberiste di Reagan e Thatcher, volte a rafforzare il libero mercato a discapito dell&#8217;intervento pubblico in economia. Reagan e Thatcher, inoltre, furono sostenitori della <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">trickle down economics<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> , ovvero la politica economica della \u201c <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">cascata, gocciolamento<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> \u201d secondo cui una riduzione della tassazione, sui redditi medio-alti e per le imprese, avrebbe avuto un effetto espansivo per tutta l&#8217;economia .<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">La <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">trickle down economics<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> , dunque, appartiene alle teorie della <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">supply side economics<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> , ovvero dello sviluppo della crescita economica a partire dall&#8217;offerta e non dalla domanda.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Secondo questa teoria, infatti, risparmiatori, investitori e imprenditori saranno i veri motori della crescita, impiegando la liquidit\u00e0 derivante dagli sgravi fiscali, per accrescere ed espandere la loro attivit\u00e0 produttiva.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">Gli investitori, dunque, acquisteranno aziende ed azioni; le banche concederanno i prestiti e gli imprenditori aumenteranno, assumendo, l&#8217;occupazione totale del sistema economico.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">I lavoratori, successivamente, spendendo i salari derivanti dal loro lavoro, stimoleranno la domanda e la crescita economica. Le politiche economiche \u201c <\/span><\/span><em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\">trickle down<\/span><\/span><\/em><span style=\"vertical-align: inherit;\"><span style=\"vertical-align: inherit;\"> \u201d si fondano, perci\u00f2, sul taglio dell&#8217;imposizione fiscale, sulla riduzione della burocrazia e sulla promozione della deregolamentazione finanziaria; la crescita economica, derivante da suddette politiche economiche, porter\u00e0, secondo i sostenitori di questa scuola di pensiero, ad un incremento aggiuntivo del gettito fiscale, data la maggiore base imponibile che, essenzialmente, ripagher\u00e0 i tagli fiscali originari per le classi abbienti e le aziende , creando cos\u00ec un potente effetto moltiplicatore.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La curva di Laffer, in macroeconomia, permette di individuare la relazione vigente tra la pressione fiscale e il corrispondente gettito incassato dallo Stato. Tale relazione venne elaborata da Arthur Laffer, <\/p>\n","protected":false},"author":2713,"featured_media":11409,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"_bbp_topic_count":0,"_bbp_reply_count":0,"_bbp_total_topic_count":0,"_bbp_total_reply_count":0,"_bbp_voice_count":0,"_bbp_anonymous_reply_count":0,"_bbp_topic_count_hidden":0,"_bbp_reply_count_hidden":0,"_bbp_forum_subforum_count":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false},"version":2}},"categories":[10,2623,2637,12,5,2672,1,2490],"tags":[],"class_list":["post-11407","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rubriche-economiche","category-economia-monetaria","category-finanza","category-rubriche-interdisciplinari","category-fascicoli","category-n-136-11-2024","category-news","category-tassazione-e-contribuzione-nel-lavoro"],"translation":{"provider":"WPGlobus","version":"3.0.2","language":"es","enabled_languages":["it","en","es"],"languages":{"it":{"title":true,"content":true,"excerpt":false},"en":{"title":false,"content":false,"excerpt":false},"es":{"title":false,"content":false,"excerpt":false}}},"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.economiaediritto.it\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Immagine1.png?fit=590%2C303&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p9CRXF-2XZ","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11407","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2713"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11407"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11407\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11494,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11407\/revisions\/11494"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11409"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11407"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11407"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.economiaediritto.it\/es\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11407"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}